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La guida

CCNL RSA e Case di Riposo ANASTE

Scatti di anzianità nel CCNL RSA e Case di Riposo ANASTE: regole, decorrenza e calcolo

Negli enti di assistenza l’anzianità di servizio si traduce anche in scatti: aumenti periodici della retribuzione che riconoscono l’esperienza. Sono un istituto contrattuale, non di legge: il CCNL ne fissa cadenza, numero e importo. Vediamo come si calcolano, da quando decorrono e quali effetti hanno su TFR e mensilità aggiuntive.

In sintesi

Gli scatti di anzianità sono aumenti retributivi periodici legati all’anzianità di servizio, previsti dal CCNL e non dalla legge. Nel CCNL ANASTE maturano ogni tre anni di servizio presso lo stesso datore, fino a un massimo di 10 scatti, con importo fisso per livello da 25,31 € (1° livello) a 35,12 € (Quadri). Decorrono dal primo giorno del mese successivo al compimento del triennio, non sono assorbibili da aumenti di merito e incidono su TFR (art. 2120 c.c.) e tredicesima.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
ANASTE (datoriale) · CIU-Unionquadri · SNALV-Confsal · Confsal · CSE · CSE Sanità · CSE Fulscam · Confelp
Istituti trattati
Scatti di anzianità · Anzianità di servizio · Decorrenza · Effetti su TFR e mensilità
Riferimenti
Art. 2099 c.c. (retribuzione) · Art. 36 Cost. · Art. 2120 c.c. (incidenza TFR) · Scatti previsti dal CCNL
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cosa sono gli scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità sono aumenti periodici della retribuzione che maturano automaticamente con il crescere dell’anzianità di servizio presso lo stesso datore. Non sono previsti dalla legge: sono un istituto della contrattazione collettiva. La legge si limita a stabilire che la retribuzione è determinata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.); il come — cadenza, numero, importo — lo decide il CCNL.

La logica è semplice: più cresce l’esperienza maturata in azienda, più aumenta, entro certi limiti, la retribuzione. A differenza degli aumenti dei minimi tabellari — che valgono per tutti e arrivano con i rinnovi — lo scatto è legato alla posizione individuale del singolo lavoratore.

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La struttura degli scatti

Nel CCNL ANASTE gli scatti hanno questa struttura (art. 73 del testo consolidato del 3 novembre 2025): spettano ai lavoratori maggiorenni, ogni tre anni di attività presso lo stesso datore di lavoro, fino a un massimo di 10 scatti. L’importo mensile è una cifra fissa per livello:

Livello Importo mensile di ogni scatto
Quadri 35,12 €
10 33,57 €
9 30,99 €
8 30,47 €
7 29,95 €
6 28,92 €
5 28,41 €
4 27,89 €
3S 27,63 €
3 27,37 €
2 26,86 €
1 25,31 €
Fonte: testo del CCNL ANASTE, art. 73. Gli importi sono quelli indicati dal contratto per gli scatti maturati dopo la sua entrata in vigore; l’anzianità decorre dal giorno dell’assunzione, qualunque siano le mansioni. Gli stessi importi compaiono nella tabella delle tabelle retributive ANASTE.

Anzianità e cambio di profilo

Il testo del contratto (art. 73) non prevede una rivalutazione degli scatti maturati in caso di passaggio di livello: dice solo che l’importo è fisso per livello e che gli scatti non possono essere assorbiti da aumenti di merito. Per un passaggio di livello conviene quindi chiedere per iscritto al datore come viene riportato lo scatto in cedolino.

Decorrenza, irreversibilità e calcolo

Tre principi valgono per quasi tutti i contratti:

  • decorrenza: lo scatto si vede in busta paga dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio di anzianità;
  • irreversibilità: una volta maturato, lo scatto entra stabilmente nella retribuzione; il contratto precisa che gli scatti non possono essere assorbiti da precedenti e successivi aumenti di merito;
  • incidenza: essendo parte della retribuzione, gli scatti concorrono al calcolo del TFR (art. 2120 c.c., che computa nella base tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, salvo diversa previsione) e della tredicesima, che il contratto calcola sulla retribuzione comprensiva del salario di anzianità (artt. 68 e 74).
Per il lavoro a tempo parziale il contratto non detta una regola specifica sugli scatti: si applica il principio generale di non discriminazione e riproporzione dell’art. 7 del D.Lgs. 81/2015. Il periodo di apprendistato è utile per la maturazione degli scatti (art. 22, comma 12).

Casi pratici

Tizio — OSS con anzianità
Tizio, operatore socio-sanitario al 4° livello, compie tre anni di servizio il 14 marzo. Dal 1° aprile la sua busta paga si arricchisce del primo scatto da 27,89 € al mese; dopo altri tre anni ne matura un secondo (55,78 € complessivi) e resta acquisito anche se cambia reparto.
Caia — passaggio di livello
Caia, con due scatti maturati al 4° livello (2 × 27,89 €), passa al 5° livello. Il contratto indica un importo fisso per ciascun livello (28,41 € al 5°) e non regola la rivalutazione degli scatti già maturati: Caia chiede al datore di indicare per iscritto come sono riportati nel nuovo cedolino e confronta il risultato con la tabella dell’art. 73.

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Domande frequenti

Gli scatti di anzianità sono obbligatori per legge?
No. Sono un istituto previsto dalla contrattazione collettiva, non dalla legge. La legge stabilisce solo che la retribuzione è fissata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.). Cadenza, numero e importo degli scatti dipendono quindi dal CCNL applicato.
Ogni quanto matura uno scatto?
Nel CCNL ANASTE ogni tre anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, fino a un massimo di 10 scatti (art. 73). L’importo è fisso per livello: da 25,31 € al 1° livello a 35,12 € per i Quadri.
Se cambio azienda riparto da zero con gli scatti?
Di regola sì: nel CCNL ANASTE gli scatti si maturano per l’attività svolta presso lo stesso datore di lavoro e l’anzianità decorre dal giorno dell’assunzione. In caso di cambio appalto il contratto prevede che l’azienda subentrante mantenga la retribuzione contrattuale “ivi compresi gli scatti di anzianità maturati” (art. 81, comma 2, lettera b).
Gli scatti incidono sul TFR e sulla tredicesima?
Sì. Essendo parte stabile della retribuzione, gli scatti di anzianità concorrono alla base di calcolo del TFR (art. 2120 c.c.) e della tredicesima, calcolata sulla retribuzione comprensiva del salario di anzianità. Il loro valore nel tempo è quindi superiore al solo aumento mensile.

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Contenuto divulgativo aggiornato ai principi generali (art. 2099 c.c.; art. 36 Cost.; art. 2120 c.c.). Cadenza, numero massimo e importi degli scatti sono quelli dell’art. 73 del testo consolidato del CCNL ANASTE 2023-2025 (3 novembre 2025), pubblicato da ANASTE.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Approfondimento

Indice dei contenuti

Negli enti che gestiscono RSA e case di riposo aderenti ad ANASTE, l'anzianità di servizio non è soltanto un dato anagrafico del rapporto: si traduce in scatti, ossia aumenti periodici della retribuzione che premiano la permanenza e l'esperienza maturata dal lavoratore. L'istituto ha natura squisitamente contrattuale: non esiste una norma di legge che imponga gli scatti, è il CCNL a stabilirne cadenza, numero massimo e importo per ciascun livello di inquadramento. Nel CCNL ANASTE gli scatti sono triennali, fino a 10, con importo fisso per livello da 25,31 € a 35,12 € al mese (art. 73 del testo consolidato del 3 novembre 2025).

La natura contrattuale dell'istituto

Lo scatto è una voce strutturale della retribuzione che si aggiunge al minimo tabellare. A differenza degli aumenti contrattuali generalizzati, lo scatto è personale: matura in funzione del tempo che il singolo lavoratore ha trascorso alle dipendenze del medesimo datore. Il diritto si fonda sull'art. 2099 c.c., che rimette alla contrattazione la determinazione della retribuzione, e si inserisce nella nozione di retribuzione sufficiente dell'art. 36 Cost.

Maturazione e decorrenza

Lo scatto matura al compimento del triennio di anzianità e decorre dal primo giorno del mese immediatamente successivo. Una volta acquisito non può essere assorbito da aumenti di merito, precedenti o successivi (art. 73, comma 2). Il numero è limitato a 10: raggiunto il tetto, la maturazione si arresta.

Computo dell'anzianità nel socio-assistenziale

Nel settore RSA, caratterizzato da rapporti spesso lunghi e da turnazione su orario notturno ex D.Lgs. 66/2003, conta l'anzianità complessiva di servizio. Il contratto dice che l'anzianità decorre dal giorno dell'assunzione e che il periodo di apprendistato è utile per gli scatti; per la maternità ex D.Lgs. 151/2001 i periodi di assenza obbligatoria e facoltativa sono computati nell'anzianità di servizio (art. 46, comma 14), mentre per le altre assenze non retribuite il testo letto non dà una regola specifica.

Effetti su TFR e mensilità aggiuntive

Essendo una voce fissa e continuativa, lo scatto entra nella base di computo del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'art. 2120 c.c., che accantona annualmente la retribuzione utile divisa per 13,5 e la rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'indice ISTAT. Lo scatto si riflette inoltre sulla tredicesima, calcolata sulla retribuzione comprensiva del salario di anzianità; la quattordicesima, invece, è già conglobata nei minimi tabellari.

Mansioni superiori e parità di trattamento

Quando il lavoratore è adibito a mansioni superiori ex art. 2103 c.c., il trattamento economico si adegua al livello svolto; gli scatti già maturati seguono il principio di irriducibilità della retribuzione. Vale inoltre il divieto di trattamenti discriminatori: il part-time e i rapporti a termine maturano gli scatti in proporzione, secondo il principio di non discriminazione del D.Lgs. 81/2015.

Ultimo aggiornamento redazionale: 20 giugno 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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