Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Associazioni e legge 398: il regime IVA forfettario

    In sintesi

    • Solo l’attività commerciale rileva ai fini IVA: quella istituzionale dell’associazione è fuori campo.
    • Soglia di accesso: ricavi da attività commerciale non superiori a 400.000 euro nell’anno.
    • Detrazione forfettaria: il 50% dell’IVA sulle operazioni imponibili è detraibile, senza bisogno di analizzare acquisto per acquisto.
    • Aliquota ridotta al 10% per alcune prestazioni specifiche: la detrazione forfettaria scende al 10%.
    • Adempimenti semplificati: meno obblighi contabili rispetto al regime ordinario.
    • Partita IVA obbligatoria per la parte commerciale, con dichiarazione annuale se dovuta.

    Quando un'associazione deve fare i conti con l'IVA

    Un’associazione sportiva dilettantistica, una pro loco, un’associazione di promozione sociale: per definizione nascono per scopi che non sono il profitto. Eppure spesso organizzano eventi, vendono gadget o offrono servizi a pagamento. In questi casi, anche le associazioni entrano nel perimetro dell’IVA.

    La regola di base (art. 4 DPR 633/1972) è semplice: l’attività istituzionale – quella che realizza lo scopo sociale, rivolta ai soci – è fuori campo IVA. Solo l’attività commerciale, quella svolta verso il pubblico a titolo oneroso, è rilevante ai fini dell’imposta. Per questa parte occorre aprire una partita IVA, tenere una contabilità separata e, se necessario, presentare la dichiarazione annuale.

    La legge 398/1991 ha introdotto un regime speciale che semplifica molto la vita alle associazioni che hanno ricavi commerciali contenuti. Il meccanismo centrale è la detrazione forfettaria dell’IVA: invece di calcolare analiticamente quanto IVA è stata pagata sugli acquisti inerenti all’attività commerciale, si applica una percentuale fissa sull’IVA delle vendite. Il risultato è un’IVA da versare pari al 50% di quella addebitata sulle operazioni imponibili (o al 10% per alcune prestazioni). Il risparmio in termini di lavoro contabile è notevole.

    Regime legge 398/1991 – principali parametri
    Parametro Valore/regola
    Soglia ricavi commerciali Fino a 400.000 euro nell'anno
    Detrazione IVA forfettaria (regola generale) 50% dell'IVA sulle operazioni imponibili
    Detrazione IVA forfettaria (alcune prestazioni) 10% dell'IVA sulle operazioni imponibili
    Attività istituzionale Fuori campo IVA – non rilevante
    Attività commerciale Soggetta a IVA ordinaria con detrazione forfettaria
    Adempimenti Semplificati rispetto al regime ordinario

    Esempio pratico

    • Un’associazione sportiva dilettantistica incassa 30.000 euro da corsi di nuoto aperti al pubblico (operazioni imponibili al 22%). L’IVA addebitata nelle fatture è 6.600 euro. Con il regime forfettario della legge 398, la detrazione spettante è il 50% di 6.600 euro = 3.300 euro. L’IVA da versare è quindi 3.300 euro. L’associazione non deve calcolare quanto IVA ha pagato su ogni acquisto (palloni, cloro, attrezzature): la percentuale forfettaria copre tutto.

    Documenti necessari

    • Verbale di opzione per il regime legge 398/1991
    • Comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate
    • Registro dei corrispettivi (per i proventi commerciali)
    • Fatture emesse per le prestazioni commerciali
    • Modello F24 per il versamento dell’IVA periodica
    • Dichiarazione IVA annuale (se l’associazione non è esonerata)

    Tizio gestisce una piccola associazione culturale

    Scenario. Tizio è il presidente di un’associazione culturale che organizza mostre ed eventi a pagamento per il pubblico. I ricavi commerciali annui ammontano a 120.000 euro. L’associazione ha optato per il regime della legge 398/1991.

    Come si applica. Poiché i ricavi commerciali restano ben al di sotto dei 400.000 euro, l’associazione può mantenere il regime forfettario. L’IVA sulle operazioni imponibili viene dimezzata ai fini della detrazione: se emette fatture con 22.000 euro di IVA in un anno, ne versa 11.000 euro e non deve analizzare le singole fatture di acquisto. Le attività istituzionali – i corsi riservati ai soci, le assemblee, le attività sociali tipiche – rimangono fuori campo IVA e non entrano nel conteggio.

    In pratica

    • Controllare ogni anno che i ricavi commerciali non superino 400.000 euro: se si supera la soglia, il regime forfettario decade.
    • Tenere distinta la contabilità dell’attività istituzionale da quella commerciale: solo i proventi commerciali entrano nel regime 398.
    • Il versamento IVA si effettua con F24 nei termini ordinari, calcolando il 50% (o il 10% per le prestazioni agevolate) dell’IVA delle operazioni imponibili.

    Caio guida un'associazione sportiva con eventi speciali

    Scenario. Caio presiede un’associazione sportiva dilettantistica che, oltre ai corsi per soci, organizza un torneo estivo aperto al pubblico con biglietti d’ingresso e vendita di merchandising. I proventi di queste attività commerciali superano 450.000 euro in un anno eccezionale.

    Come si applica. Con il superamento della soglia di 400.000 euro, il regime agevolato della legge 398 decade dall’anno successivo. L’associazione deve passare al regime IVA ordinario: l’IVA sugli acquisti si detrae analiticamente in base all’inerenza di ogni spesa all’attività commerciale, con tutti gli obblighi contabili del regime ordinario. È un cambio significativo in termini di adempimenti: diventa necessario registrare e documentare ogni acquisto inerente all’attività imponibile.

    In pratica

    • Monitorare durante l’anno l’andamento dei ricavi commerciali: un superamento inatteso della soglia può costare il regime agevolato per l’anno successivo.
    • Prepararsi per tempo al passaggio al regime ordinario: serve una struttura contabile più articolata per gestire la detrazione analitica dell’IVA sugli acquisti.

    Quando rivolgersi a un professionista

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    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Tutte le associazioni possono usare la legge 398?

    No. Il regime è riservato alle associazioni (sportive dilettantistiche, di promozione sociale e categorie assimilate) che hanno esercitato l’opzione e i cui ricavi da attività commerciale non superano 400.000 euro nell’anno. Occorre comunicare l’opzione all’Agenzia delle Entrate.

    Come si calcola l'IVA da versare con la legge 398?

    Si prende l’IVA addebitata nelle operazioni imponibili e se ne versa il 50% (oppure il 10% per alcune prestazioni specifiche). Non si analizzano le singole fatture di acquisto: la percentuale forfettaria sostituisce la detrazione analitica.

    Le quote associative e le attività per i soci rientrano nel regime?

    No. L’attività istituzionale rivolta ai soci è fuori campo IVA e non rileva ai fini del regime 398. Solo i proventi da attività commerciale verso il pubblico entrano nel conteggio e nella detrazione forfettaria.

    Cosa succede se si supera la soglia di 400.000 euro?

    Il regime decade dall’anno successivo al superamento. L’associazione passa al regime IVA ordinario, con obbligo di detrazione analitica e adempimenti contabili completi.

    Serve presentare la dichiarazione IVA annuale?

    Dipende. Le associazioni in regime 398 hanno adempimenti semplificati, ma devono comunque verificare se sono tenute alla dichiarazione annuale IVA in base alla loro situazione specifica (es. presenza di saldo a debito o a credito rilevante).

    L'associazione deve emettere fattura per le attività commerciali?

    Sì. Per le operazioni commerciali imponibili l’obbligo di fatturazione si applica normalmente. Solo le attività istituzionali, fuori campo IVA, ne sono escluse.

    Vedi anche: Spettacoli e intrattenimenti, Regime IVA editoria, Regime IVA agricoltura, Agenzie di viaggio, IVA degli enti non commerciali e Regime IVA per cassa.

  • Articolo 12 TU Giustizia Tributaria: La formazione delle sezioni e dei collegi giudicanti

    Art. 12 D.Lgs. 175/2024 – La formazione delle sezioni e dei collegi giudicanti

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Con provvedimento del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria sono istituite sezioni specializzate in relazione a questioni controverse individuate con il provvedimento stesso.

    2. I presidenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado assegnano il ricorso ad una delle sezioni, tenendo conto, preliminarmente, della specializzazione di cui al comma 1 e applicando successivamente i criteri cronologici e casuali. I presidenti delle corti di giustizia tributaria di primo grado assegnano il ricorso al giudice monocratico nei casi previsti dall'articolo 49.

    3. Nel caso in cui il giudice, in composizione monocratica o collegiale, rilevi che la controversia ad esso assegnata avrebbe dovuto essere trattata dalla corte di giustizia tributaria in altra composizione, la rimette al presidente della sezione per il rinnovo dell'assegnazione.

    4. Il presidente di ciascuna sezione, all'inizio di ogni anno, stabilisce il calendario delle udienze ed, all'inizio di ogni trimestre, la composizione dei collegi giudicanti in base ai criteri di massima stabiliti dal Consiglio di presidenza, avuto riguardo anche ai carichi esigibili definiti per i magistrati e i giudici tributari.

    5. Il presidente della corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado, col decreto di cui al comma 2, indica una o più delle sezioni, che, nel periodo di sospensione feriale dei termini processuali, procedono all'esame delle domande di sospensione cautelare del provvedimento impugnato.

  • Art. 92 DPR 602/1973 – Ritardati od omessi versamenti diretti (abrogato)

    Art. 92 DPR 602/1973 – Ritardati od omessi versamenti diretti (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dal Decreto legislativo del 18/12/1997 n. 471, art. 16]

  • Art. 91-bis DPR 602/1973 – Fermo dei veicoli a motore ed autoscafi (abrogato)

    Art. 91-bis DPR 602/1973 – Fermo dei veicoli a motore ed autoscafi (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dal Decreto legislativo del 26/02/1999 n. 46, art. 16]

  • Art. 128 L. 633/1941

    Art. 128 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Se l'acquirente del diritto di pubblicazione o riproduzione non fa pubblicare o riprodurre l'opera nel termine concordato o in quello stabilito dal giudice, l'autore ha diritto di domandare la risoluzione del contratto.

    L'autorità giudiziaria può accordare all'acquirente una dilazione, non superiore alla metà del termine predetto, subordinandola, ove occorra, alla prestazione di idonea garanzia.

    Può altresì limitare la pronunzia di risoluzione soltanto ad una parte del contenuto del contratto.

    Nel caso di risoluzione totale l'acquirente deve restituire l'originale dell'opera ed è obbligato al risarcimento dei danni a meno che provi che la pubblicazione o riproduzione è mancata malgrado la dovuta diligenza.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 91 DPR 602/1973 – Espropriazione di navi e aeromobili (abrogato)

    Art. 91 DPR 602/1973 – Espropriazione di navi e aeromobili (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dal Decreto legislativo del 26/02/1999 n. 46, art. 16]

  • Art. 90 DPR 602/1973 – Ammissione al concordato preventivo

    Art. 90 DPR 602/1973 – Ammissione al concordato preventivo

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    1. Se il debitore è ammesso al concordato preventivo o all’amministrazione controllata, il concessionario compie, sulla base del ruolo, ogni attività necessaria ai fini dell’inserimento del credito da esso portato nell’elenco dei crediti della procedura.

    2. Se sulle somme iscritte a ruolo sorgono contestazioni, il credito è comunque inserito in via provvisoria nell’elenco ai fini previsti agli articoli 176, primo comma, e 181, terzo comma, primo periodo del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

  • Art. 39 L. 633/1941

    Art. 39 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Se un articolo è inviato alla rivista o giornale, per essere riprodotto, da persona estranea alla redazione del giornale o della rivista e senza precedenti accordi contrattuali, l'autore riprende il diritto di disporne liberamente quando non abbia ricevuto notizia dell'accettazione nel termine di un mese dall'invio o quando la riproduzione non avvenga nel termine di sei mesi dalla notizia dell'accettazione.

    Trattandosi di articolo fornito da un redattore, il direttore della rivista o giornale ne può differire la riproduzione anche al di là dei termini indicati nel comma precedente.

    Decorso però il termine di sei mesi dalla consegna del manoscritto, l'autore può utilizzare l'articolo per riprodurlo in volume o per estratto separato, se si tratta di giornale, ed anche in altro periodico, se si tratta di rivista.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 837 c.p.c. – Deliberazione del lodo (abrogato)

    Art. 837 c.p.c. – Deliberazione del lodo

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    [Il lodo è deliberato a maggioranza di voti dagli arbitri riuniti in conferenza personale, anche videotelefonica, salvo che le parti abbiano deliberato diversamente, ed è quindi redatto per iscritto]

  • Art. 127 Codice del Processo Amministrativo – Esenzione dagli oneri fiscali

    Art. 127 Codice del Processo Amministrativo – Esenzione dagli oneri fiscali

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Gli atti sono esenti dal contributo unificato e da ogni altro onere fiscale.

  • Art. 125 Codice del Processo Amministrativo – Ulteriori disposizioni processuali per le controversie relative a infrastrutture strategiche

    Art. 125 Codice del Processo Amministrativo – Ulteriori disposizioni processuali per le controversie relative a infrastrutture strategiche

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Nei giudizi che riguardano le procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 , oltre alle disposizioni del presente Capo, con esclusione dell’articolo 122, si applicano le seguenti previsioni.

    2. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si tiene conto delle probabili conseguenze del provvedimento stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera, e, ai fini dell’accoglimento della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilità del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va comunque comparato con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle procedure.

    3. Ferma restando l’applicazione degli articoli 121 e 123, al di fuori dei casi in essi contemplati la sospensione o l’annullamento dell’affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente. Si applica l’articolo 34, comma 3.

    4. Le disposizioni del comma 3 si applicano anche alle controversie relative:

    a) alle procedure di cui all’articolo 140 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; b) alle procedure di progettazione, approvazione e realizzazione degli interventi individuati nel contratto istituzionale di sviluppo ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88; c) alle opere di cui all’articolo 32, comma 18, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito in legge 15 luglio 2011, n. 111.

    Titolo VI – Contenzioso sulle operazioni elettorali

    Capo I – Disposizioni comuni al contenzioso elettorale

  • Art. 118 Codice del Processo Amministrativo – Decreto ingiuntivo

    Art. 118 Codice del Processo Amministrativo – Decreto ingiuntivo

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Nelle controversie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, aventi ad oggetto diritti soggettivi di natura patrimoniale, si applica il Capo I del Titolo I del Libro IV del codice di procedura civile. Per l’ingiunzione è competente il presidente o un magistrato da lui delegato. L’opposizione si propone con ricorso.

    Titolo V – Riti abbreviati relativi a speciali controversie

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.