Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando scatta l'obbligo della marca da bollo da 16 euro

La marca da bollo da 16 euro è quella che incontri più spesso nella vita quotidiana: serve quando presenti una domanda a un ufficio pubblico, quando richiedi un certificato, quando formalizzi certi atti scritti. Non è un importo scelto a caso: è l’importo ordinario fissato dalla tariffa allegata al DPR 642/1972, il decreto che disciplina l’imposta di bollo.

La regola di fondo è che il bollo si applica per ogni 4 facciate di documento e comunque per ogni 100 righe. Questo significa che se presenti una domanda di 2 facciate paghi una sola marca da 16 euro; se presenti un contratto di 8 facciate ne servono due, per un totale di 32 euro. La lunghezza del documento, quindi, determina quante marche occorrono.

La forma fisica è il contrassegno telematico, che si acquista dal tabaccaio. Non esiste più la vecchia marca da bollo cartacea: il sistema è digitale e ogni contrassegno ha un codice univoco che l’Amministrazione può verificare. Una volta applicata al documento, la marca non è rimborsabile e non può essere usata una seconda volta.

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Prima di comprare la marca, vale la pena verificare se il documento rientra in una delle numerose categorie esenti previste dalla tabella allegato B al DPR 642/1972. Gli atti del processo civile e penale, quelli legati alla previdenza e all’assistenza, le istanze per le adozioni e molte pratiche sociali sono esenti in modo assoluto: in quel caso il bollo non si paga affatto.

Marca da bollo da 16 euro: regola di applicazione
Tipo di documento Quando scatta il bollo Importo
Istanza / domanda verso la PA Per ogni 4 facciate (o 100 righe) 16 euro a scatto
Certificato rilasciato dalla PA Per ogni 4 facciate (o 100 righe) 16 euro a scatto
Atto o documento scritto soggetto a tariffa Per ogni 4 facciate (o 100 righe) 16 euro a scatto
Libri e registri (vidimazione) Ogni 100 pagine 16 euro (ridotto se dovuta tassa conc. governativa)

Esempio pratico

  • Caio deve presentare al proprio Comune una domanda di accesso agli atti amministrativi. La domanda è di 5 facciate. La regola prevede 16 euro ogni 4 facciate: le prime 4 facciate richiedono una marca da bollo, la quinta facciata ne richiede un’altra. Caio compra due contrassegni telematici da 16 euro ciascuno (totale 32 euro), li applica al documento e lo presenta allo sportello. Se avesse scritto la domanda su 4 facciate esatte, avrebbe pagato una sola marca da 16 euro.

Documenti necessari

  • DPR 642/1972 (tariffa allegato A con elenco atti soggetti a bollo)
  • Tabella allegato B al DPR 642/1972 (esenzioni assolute da verificare)
  • Contrassegno telematico acquistato dal tabaccaio (ricevuta d’acquisto da conservare)
  • Eventuale modulistica dell’ente destinatario della domanda
  • Autorizzazione AdE per il bollo virtuale (solo per grandi emittenti)

Tizio chiede un certificato anagrafico all'ufficio comunale

Scenario. Tizio deve allegare un certificato di stato di famiglia a una pratica bancaria. Si reca allo sportello del Comune. Il certificato rilasciato è di 2 facciate.

Come si applica. I certificati rilasciati dagli uffici pubblici rientrano nella tariffa del DPR 642/1972 e scontano il bollo di 16 euro ogni 4 facciate. Il certificato di Tizio è di 2 facciate, ampiamente sotto la soglia di 4: è sufficiente una sola marca da bollo da 16 euro. In molti Comuni è lo stesso sportello ad applicare il contrassegno telematico al momento del rilascio, addebitandolo direttamente all’utente. Se invece il Comune non fornisce la marca, Tizio deve procurarsela in anticipo dal tabaccaio e consegnarla allo sportello prima del rilascio.

In pratica

  • Chiedi sempre allo sportello se applicano loro la marca o se devi portarla tu.
  • Un certificato fino a 4 facciate richiede un’unica marca da 16 euro.
  • Conserva la ricevuta d’acquisto del contrassegno: dimostra che il bollo è stato pagato regolarmente.

Caio presenta una domanda di accesso agli atti in 6 facciate

Scenario. Caio vuole consultare alcuni atti amministrativi e redige una domanda formale di accesso agli atti ai sensi della normativa sulla trasparenza. Il documento redatto è di 6 facciate.

Come si applica. La domanda di accesso agli atti è un’istanza rivolta a un ufficio pubblico e rientra nella tariffa del DPR 642/1972. Il bollo è di 16 euro ogni 4 facciate: le prime 4 facciate richiedono una marca, la quinta e la sesta facciate (che superano il secondo blocco di 4) richiedono una seconda marca. Caio acquista due contrassegni telematici da 16 euro ciascuno, li applica alla domanda prima di presentarla e può procedere. Se la domanda fosse stata di 4 facciate esatte, avrebbe pagato una sola marca.

In pratica

  • Conta le facciate del documento prima di comprare le marche: ogni blocco di 4 facciate richiede una marca da 16 euro.
  • Anche una sola facciata che supera il blocco di 4 fa scattare una nuova marca.
  • Verifica se la materia è esente: l’accesso agli atti in ambito di assistenza o previdenza può essere esente da bollo.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

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Domande frequenti

Dove si compra la marca da bollo da 16 euro?

Dal tabaccaio autorizzato, che rilascia il contrassegno telematico. Alcuni servizi online autorizzati permettono l’acquisto digitale. Il vecchio formato cartaceo non è più in uso.

Posso usare la stessa marca da bollo su due documenti diversi?

No. Il contrassegno telematico è univoco e legato al documento su cui viene applicato. Una volta usato non può essere riutilizzato né rimborsato.

Cosa succede se presento un documento senza la marca da bollo richiesta?

Il documento risulta irregolare. La pubblica amministrazione può rifiutarlo o chiederne la regolarizzazione, ma in quest’ultimo caso si aggiungono sanzioni e interessi sull’imposta non versata.

Il bollo da 16 euro si applica anche ai contratti privati?

Dipende dal tipo di contratto e se rientra nella tariffa allegata al DPR 642/1972. Molti contratti scritti sono soggetti a bollo; è necessario verificare caso per caso se l’atto specifico è elencato nella tariffa o se invece è esente.

La marca da bollo da 16 euro si applica anche alle fatture?

No. Sulle fatture senza IVA che superano 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro, non quello da 16. La marca da 16 euro riguarda atti, istanze e certificati, non le fatture.

Esiste un'alternativa alla marca fisica per chi emette molti documenti?

Sì, è il bollo virtuale. Chi emette sistematicamente molti documenti soggetti a bollo (banche, assicurazioni, grandi aziende) può chiedere all’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione a versare l’imposta periodicamente, senza apporre la marca su ogni singolo documento.

Domande frequenti

Dove si compra la marca da bollo da 16 euro?

Dal tabaccaio autorizzato, che rilascia il contrassegno telematico. Alcuni servizi online autorizzati permettono l'acquisto digitale. Il vecchio formato cartaceo non è più in uso.

Posso usare la stessa marca da bollo su due documenti diversi?

No. Il contrassegno telematico è univoco e legato al documento su cui viene applicato. Una volta usato non può essere riutilizzato né rimborsato.

Cosa succede se presento un documento senza la marca da bollo richiesta?

Il documento risulta irregolare. La pubblica amministrazione può rifiutarlo o chiederne la regolarizzazione, ma in quest'ultimo caso si aggiungono sanzioni e interessi sull'imposta non versata.

Il bollo da 16 euro si applica anche ai contratti privati?

Dipende dal tipo di contratto e se rientra nella tariffa allegata al DPR 642/1972. Molti contratti scritti sono soggetti a bollo; è necessario verificare caso per caso se l'atto specifico è elencato nella tariffa o se invece è esente.

La marca da bollo da 16 euro si applica anche alle fatture?

No. Sulle fatture senza IVA che superano 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro, non quello da 16. La marca da 16 euro riguarda atti, istanze e certificati, non le fatture.

Esiste un'alternativa alla marca fisica per chi emette molti documenti?

Sì, è il bollo virtuale. Chi emette sistematicamente molti documenti soggetti a bollo (banche, assicurazioni, grandi aziende) può chiedere all'Agenzia delle Entrate l'autorizzazione a versare l'imposta periodicamente, senza apporre la marca su ogni singolo documento.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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