Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 32-bis DPR 448/1988 – Opposizione

    Art. 32-bis DPR 448/1988 – Opposizione

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 – Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni

    1. Con l’atto di opposizione è richiesto il giudizio davanti al tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.

    2. L’opposizione è inammissibile quando è proposta fuori termine o da persona non legittimata. L’inammissibilità è dichiarata dal giudice che ha emesso la sentenza con ordinanza avverso la quale l’opponente può proporre ricorso per cassazione.

    3. Quando non deve dichiararne l’inammissibilità, il giudice trasmette l’opposizione con il fascicolo formato a norma dell’ articolo 431 del codice di procedura penale al tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie competente per il giudizio.

    4. Nel giudizio conseguente all’opposizione il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie revoca la sentenza di condanna.

    5. Il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie può applicare in ogni caso una pena anche diversa e più grave di quella fissata nella sentenza revocata e revocare i benefici già concessi.

    6. Con la sentenza che proscioglie l’imputato perché il fatto non sussiste, non è previsto dalla legge come reato ovvero è commesso in presenza di una causa di giustificazione, il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie revoca la sentenza di condanna anche nei confronti degli imputati dello stesso reato che non hanno proposto opposizione.

  • CCNL Funzioni Centrali: procedimento disciplinare

    CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego)

    In sintesi

    Il procedimento disciplinare nel pubblico impiego è regolato dall’art. 55-bis D.Lgs. 165/2001 (riforma Brunetta + riforma Madia). Per fatti lievi (rimprovero, multa) il dirigente ha competenza diretta entro 30 giorni. Per fatti gravi (sospensione, licenziamento) competenza dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) entro 120 giorni. Diritto di difesa garantito: 20 giorni per scritti difensivi.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL PA · CONFSAL UNSA · CISAL FIALP
    Ultimo rinnovo
    6 agosto 2026 (CCNL 2025-2027, sottoscrizione definitiva; in vigore dal 7 agosto 2026)
    Vigenza
    Triennio 2025-2027
    Platea
    ~250.000 dipendenti pubblici di Ministeri, Agenzie fiscali (Entrate/Dogane), Enti pubblici non economici (INPS, INAIL, ACI), Presidenza del Consiglio

    Tabella riepilogativa

    Sanzioni disciplinari Funzioni Centrali
    Sanzione Competenza Termine
    Rimprovero verbale Dirigente diretto 30 gg
    Rimprovero scritto Dirigente diretto 30 gg
    Multa fino 4h retribuzione Dirigente diretto 30 gg
    Sospensione 1-10 gg UPD 120 gg
    Sospensione 11gg-6 mesi UPD 120 gg
    Licenziamento UPD 120 gg

    Le fasi del procedimento

    Il procedimento disciplinare si articola in fasi rigide:

    1. Contestazione: notifica scritta dell’addebito al dipendente entro 30 giorni dalla conoscenza del fatto (o dall’accertamento per fatti complessi)
    2. Difesa: il dipendente ha 20 giorni per presentare scritti difensivi e chiedere audizione
    3. Audizione: facoltativa, con diritto di farsi assistere da un avvocato o sindacalista
    4. Istruttoria: l’organo competente raccoglie elementi e prove
    5. Decisione: provvedimento finale notificato entro i termini (30 o 120 gg dal primo atto del procedimento)

    Il mancato rispetto dei termini comporta decadenza: la sanzione è nulla e il dipendente può chiederne l’annullamento al giudice del lavoro.

    Sanzioni dal rimprovero al licenziamento

    Il CCNL gradua le sanzioni in base alla gravità:

    • Rimprovero verbale: per mancanze lievi (lieve ritardo non giustificato, scarsa diligenza occasionale)
    • Rimprovero scritto: per ritardi/assenze non giustificate ricorrenti
    • Multa fino a 4 ore di retribuzione: per inosservanze procedurali
    • Sospensione 1-10 giorni: per assenza ingiustificata 3-5 gg, comportamenti scorretti gravi
    • Sospensione 11 giorni – 6 mesi: per ripetute mancanze, condotte aggressive, abuso ferie/permessi
    • Licenziamento per giusta causa: per gravi violazioni del codice di comportamento, falsa attestazione presenza, furto, corruzione

    I fatti gravi e flagranti (es. timbratura falsa, percosse a colleghi) ammettono sospensione cautelare immediata.

    La falsa attestazione di presenza: licenziamento certo

    L’art. 55-quater del D.Lgs. 165/2001, introdotto dalla L. Madia 116/2014, prevede il licenziamento obbligatorio per falsa attestazione di presenza (cd. furbetti del cartellino).

    La sanzione si applica:

    • Per registrazione fraudolenta della presenza (timbra e va via)
    • Per uso del badge altrui
    • Per simulazione di lavoro tramite uscite non autorizzate

    Il procedimento è accelerato (30 giorni dalla scoperta) e va concluso con sospensione immediata. La giurisprudenza Cassazione (es. Cass. 12108/2020) conferma la proporzionalità del licenziamento anche per singolo episodio se gravemente lesivo del rapporto fiduciario.

    Casi pratici

    Tizio – Rimprovero scritto per assenze
    Tizio, assistente Min. Cultura, ha tre assenze ingiustificate nel mese. Il dirigente lo convoca, gli notifica contestazione. Tizio presenta scritti difensivi (problemi familiari). Conclusione: rimprovero scritto entro 30gg.
    Caia – Sospensione 5gg per uso badge improprio
    Caia, funzionaria INPS, ha lasciato il badge a un collega per timbrare l’entrata. Scoperto, UPD avvia procedimento. Caia ammette, UPD applica sospensione 5gg invece di licenziamento (collaborativa, primo episodio).
    Sempronio – Licenziamento per timbratura falsa
    Sempronio, operatore Min. Interno, scoperto a uscire dopo timbratura tornando solo per timbrare uscita. UPD applica art. 55-quater: sospensione cautelare immediata, licenziamento per giusta causa entro 30gg. Cassazione conferma.

    Domande frequenti

    Chi può sanzionare un dipendente pubblico?
    Per sanzioni lievi (rimprovero, multa fino 4h): il dirigente diretto entro 30gg. Per sanzioni più gravi (sospensione, licenziamento): l’Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) entro 120gg.
    Quanto tempo ho per difendermi?
    20 giorni dalla notifica della contestazione per presentare scritti difensivi e/o chiedere audizione con assistenza di avvocato o sindacalista.
    Cosa succede se l'amministrazione sfora i termini?
    Decadenza: la sanzione è nulla. Il dipendente può ricorrere al giudice del lavoro per annullamento. I termini sono perentori a tutela del lavoratore (Corte Cost. 87/2018).
    Si può licenziare per timbratura falsa?
    Sì, anche per singolo episodio. L’art. 55-quater D.Lgs. 165/2001 prevede licenziamento per giusta causa per falsa attestazione di presenza. Cassazione conferma la proporzionalità anche con buona condotta pregressa.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • IMU ridotta: immobili inagibili e di interesse storico

    In sintesi

    • Riduzione del 50% sulla base imponibile IMU per immobili inagibili o inabitabili di fatto non utilizzati.
    • Stessa riduzione del 50% per gli immobili di interesse storico o artistico sottoposti a vincolo.
    • La riduzione non è automatica: va comunicata al Comune con la dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo.
    • La base imponibile si calcola su rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente della categoria (es. 160 per le abitazioni gruppo A).
    • Le aliquote puntuali le delibera ogni anno il tuo Comune: verificale sempre prima di calcolare l’imposta.
    • Il versamento avviene con modello F24 in due rate: acconto entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre.

    Quando l'IMU si paga a metà

    L’IMU (imposta municipale propria) è il tributo che si paga ogni anno sul possesso di immobili diversi dall’abitazione principale. Il meccanismo è semplice: si calcola una ‘base imponibile’ partendo dalla rendita catastale e si applica l’aliquota deliberata dal Comune. Ma in due situazioni specifiche la legge taglia a metà la base imponibile: quando l’immobile è inagibile o inabitabile e non viene usato, oppure quando è vincolato come bene di interesse storico o artistico.

    Ridurre la base imponibile del 50% non significa pagare metà imposta in senso assoluto: significa che il numero su cui si applica l’aliquota è dimezzato. Se ad esempio la base imponibile ordinaria fosse 80.000 euro, con la riduzione diventa 40.000 euro, e l’aliquota si applica su quella cifra più bassa. Il risparmio concreto dipende dall’aliquota deliberata dal tuo Comune.

    Queste agevolazioni non scattano in automatico. Devi segnalare la situazione al Comune – di solito presentando la dichiarazione IMU – e documentare lo stato dell’immobile. Nei paragrafi che seguono vedremo come funziona ogni riduzione, con un esempio numerico e due casi pratici.

    Riduzioni IMU sulla base imponibile
    Situazione Riduzione base imponibile Condizione principale
    Immobile inagibile o inabitabile, non utilizzato 50% Stato accertato dal Comune o perizia tecnica
    Immobile di interesse storico/artistico vincolato 50% Presenza del vincolo ai sensi del Codice dei Beni Culturali
    Comodato gratuito a genitori/figli (1° grado) 50% Contratto registrato, comodante residente nello stesso Comune, max 2 abitativi in Italia non di lusso
    Locazione a canone concordato (legge 431/98) 25% (imposta ridotta al 75%) Contratto 3+2 stipulato con accordi territoriali

    Esempio pratico

    • Tizio è proprietario di un appartamento di categoria A/3 con rendita catastale di 600 euro. Base imponibile ordinaria: 600 × 1,05 × 160 = 100.800 euro. Con la riduzione del 50% per inagibilità la base scende a 50.400 euro. Se il Comune applica un’aliquota dell’1% (10 per mille), l’IMU annua passa da 1.008 euro a 504 euro: un risparmio di 504 euro. L’aliquota puntuale va sempre verificata nella delibera comunale dell’anno in corso.

    Documenti necessari

    • Visura catastale dell’immobile (per verificare categoria e rendita)
    • Perizia tecnica o accertamento comunale che attesta lo stato di inagibilità/inabitabilità
    • Decreto di vincolo storico/artistico (rilasciato dalla Soprintendenza) per gli immobili vincolati
    • Modello dichiarazione IMU (ministeriale) da presentare al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo alla variazione
    • Modello F24 per il versamento (codice tributo 3918 per ‘altri fabbricati’)

    Caso 1 – L'appartamento che non si può usare

    Scenario. Tizio ha ereditato un appartamento degli anni ’50 che presenta gravi problemi strutturali: tetto danneggiato, impianti non a norma, parti dei solai lesionate. L’immobile è di fatto inabitabile e Tizio non lo affitta né lo usa. Vuole sapere se può pagare meno IMU.

    Come si applica. Sì. La legge prevede la riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili ‘inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati’. Per ottenere l’agevolazione Tizio deve documentare lo stato dell’immobile – di solito con una perizia di un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto) o chiedendo un accertamento al Comune – e presentare la dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è intervenuta la variazione. Fin tanto che la situazione permane, la riduzione si applica ogni anno. Se Tizio decidesse di ristrutturare e rendere agibile l’appartamento, dovrebbe comunicarlo al Comune.

    In pratica

    • Fai redigere una perizia tecnica che attesti l’inagibilità: è il documento principale per ottenere la riduzione.
    • Presenta la dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo: senza comunicazione il Comune non applica automaticamente la riduzione.
    • Verifica l’aliquota deliberata dal tuo Comune per quell’anno: è pubblicata sul sito del Ministero dell’Economia o sul portale comunale.

    Caso 2 – Il palazzo storico di famiglia

    Scenario. Caio è erede di un palazzo in centro storico che la Soprintendenza ha sottoposto a vincolo come bene di interesse storico e artistico. L’immobile non è locato. Caio si chiede se il vincolo comporta solo obblighi di restauro o anche qualche vantaggio fiscale.

    Come si applica. Il vincolo comporta entrambe le cose. Sul fronte IMU, la legge riconosce la riduzione del 50% della base imponibile per tutti gli immobili ‘di interesse storico o artistico’ vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali. La ratio è che il proprietario sopporta vincoli e costi di manutenzione imposti dalla legge senza poter liberamente intervenire sull’immobile. Caio deve comunicare la situazione al Comune presentando la dichiarazione IMU e allegando copia del decreto di vincolo emesso dalla Soprintendenza. Da quel momento la riduzione si applica ogni anno finché il vincolo è in vigore.

    In pratica

    • Recupera il decreto di vincolo della Soprintendenza: è il documento che certifica l’interesse storico/artistico dell’immobile.
    • Presenta la dichiarazione IMU al Comune con copia del vincolo: è il presupposto per ottenere la riduzione.
    • La riduzione vale ogni anno finché il vincolo è attivo: non devi rinnovare la domanda, salvo variazioni comunicate dal Comune.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • Ventilazione dei corrispettivi: l’IVA nel commercio al minuto

    In sintesi

    • A chi serve: ai commercianti al minuto che vendono beni soggetti ad aliquote IVA diverse (es. 4%, 10%, 22%) senza separare i corrispettivi alla cassa.
    • Come funziona: i corrispettivi totali del periodo si ripartiscono tra le varie aliquote in proporzione alla composizione degli acquisti dell’anno.
    • Alternativa: il commerciante può invece registrare separatamente i corrispettivi per ciascuna aliquota già alla cassa, evitando il calcolo proporzionale.
    • Registrazione: i corrispettivi si annotano nel registro dei corrispettivi (oggi trasmessi telematicamente tramite registratore telematico); la ventilazione si applica in liquidazione.
    • Liquidazione IVA: la quota di corrispettivo attribuita a ciascuna aliquota è già comprensiva di IVA (IVA ‘interna’); si scorporano con la formula corrispettivo / (1 + aliquota).
    • Dichiarazione annuale: i dati ventilati confluiscono nel quadro VE della dichiarazione IVA annuale, suddivisi per aliquota.

    Che cos'è la ventilazione dei corrispettivi

    Immagina un negozio di alimentari che vende pane (aliquota IVA 4%), olio d’oliva (aliquota 10%) e alcolici (aliquota 22%) senza emettere fattura per ogni singolo cliente. Alla cassa batte un unico corrispettivo giornaliero. Come fa a sapere quanta IVA versare per ciascuna categoria di beni?

    La risposta è il metodo della ventilazione dei corrispettivi: il commerciante al minuto ripartisce il totale dei corrispettivi incassati tra le diverse aliquote IVA in proporzione a come erano composti i suoi acquisti nel corso dell’anno. In altre parole, se metà degli acquisti riguardava beni al 10% e l’altra metà beni al 22%, si assume che anche i ricavi si dividano in quella stessa proporzione.

    Questo metodo è previsto dal DPR 633/1972 (il decreto IVA) ed è la soluzione pratica per chi, nel commercio al dettaglio, non è in grado di separare i corrispettivi per aliquota nel momento stesso dell’incasso. L’alternativa è registrare i corrispettivi già distinti per aliquota direttamente alla cassa, il che richiede un sistema di cassa più strutturato.

    Oggi i corrispettivi del commercio al minuto vengono memorizzati e trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite il registratore telematico (RT), in sostituzione del vecchio scontrino fiscale. La ventilazione avviene poi in fase di liquidazione periodica, applicando le percentuali derivate dalla composizione degli acquisti.

    Aliquote IVA ordinarie e ridotte applicabili
    Aliquota Tipologia di beni/servizi (esempi)
    4% Beni di prima necessità: generi alimentari di base, libri e stampa, prima casa non di lusso, ausili per disabili
    5% Alcune prestazioni socio-sanitarie e assistenziali, alcuni trasporti
    10% Molti generi alimentari, energia per usi specifici, ristorazione, alcune ristrutturazioni
    22% Aliquota ordinaria: si applica a tutti i beni e servizi non espressamente inclusi nelle aliquote ridotte

    Esempio pratico

    • Tizio gestisce un minimarket e non separa i corrispettivi per aliquota alla cassa. Nel corso dell’anno gli acquisti totali sono stati 80.000 euro, così ripartiti: 20.000 euro di beni al 4% (25%), 40.000 euro di beni al 10% (50%), 20.000 euro di beni al 22% (25%). Nel mese di marzo incassa corrispettivi totali per 15.000 euro. Applicando la ventilazione: 25% × 15.000 = 3.750 euro di corrispettivi al 4%; 50% × 15.000 = 7.500 euro al 10%; 25% × 15.000 = 3.750 euro al 22%. Si scorpora poi l’IVA da ciascuna quota: 3.750 / 1,04 = 3.606 euro di imponibile al 4% (IVA 144 euro); 7.500 / 1,10 = 6.818 euro di imponibile al 10% (IVA 682 euro); 3.750 / 1,22 = 3.074 euro di imponibile al 22% (IVA 676 euro). IVA totale a debito del mese: circa 1.502 euro.

    Documenti necessari

    • Registro dei corrispettivi (oggi gestito tramite registratore telematico RT)
    • Registri degli acquisti suddivisi per aliquota IVA (per calcolare le percentuali di ventilazione)
    • Liquidazioni periodiche IVA (LIPE, comunicazione trimestrale telematica)
    • Modello di dichiarazione IVA annuale (quadro VE per le operazioni attive)
    • Documentazione del registratore telematico (scontrini e chiusure giornaliere)

    Tizio: erboristeria con beni a tre aliquote diverse

    Scenario. Tizio ha un’erboristeria che vende integratori alimentari (aliquota 10%), cosmetici (22%) e alcuni prodotti classificati come ausili per la salute (5%). Non dispone di un sistema di cassa che distingua automaticamente le vendite per aliquota. Vuole sapere come liquidare correttamente l’IVA.

    Come si applica. Tizio può applicare il metodo della ventilazione. Deve prima calcolare la composizione percentuale dei propri acquisti dell’anno: se per esempio il 30% degli acquisti riguarda prodotti al 5%, il 50% prodotti al 10% e il 20% prodotti al 22%, applica queste stesse percentuali ai corrispettivi di ogni periodo di liquidazione. Scorpora poi l’IVA da ciascuna quota con la formula: quota corrispettivo / (1 + aliquota). Il risultato è l’imponibile e l’IVA per ogni aliquota da indicare nel registro e da versare.

    In pratica

    • Conserva con cura i registri degli acquisti suddivisi per aliquota: sono la base per calcolare le percentuali di ventilazione.
    • Se le percentuali degli acquisti cambiano nel corso dell’anno, la ventilazione si aggiorna: è buona prassi ricalcolarla almeno a inizio anno in base ai dati dell’anno precedente.
    • Se l’erboristeria cresce e installa un registratore telematico con classificazione per reparto, può abbandonare la ventilazione e registrare i corrispettivi già distinti per aliquota.

    Caio: supermercato con reparto alcolici e reparto alimentari di base

    Scenario. Caio gestisce un piccolo supermercato che vende generi alimentari di base (4%), altri generi alimentari come bibite e snack (10%) e vino e alcolici (22%). Alla cassa batte tutto insieme. I suoi acquisti annuali valgono 200.000 euro: 50.000 al 4%, 100.000 al 10%, 50.000 al 22%.

    Come si applica. Le percentuali di ventilazione sono: 25% per i beni al 4%, 50% per i beni al 10%, 25% per i beni al 22%. Ogni mese Caio totalizza i corrispettivi dal registratore telematico e li ripartisce con queste percentuali. Scorpora l’IVA da ciascuna quota e versa il totale con il codice tributo F24 del periodo (mensile: 6001-6012, o trimestrale: 6031-6033). Il tutto confluirà nel quadro VE della dichiarazione IVA annuale, suddiviso per aliquota.

    In pratica

    • I corrispettivi giornalieri vengono già trasmessi automaticamente all’Agenzia dal registratore telematico: Caio deve solo usarli per calcolare la ventilazione in fase di liquidazione.
    • Per la liquidazione trimestrale (se il volume d’affari rientra nelle soglie: 500.000 euro per servizi, 800.000 euro per altre attività), il versamento è entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
    • Attenzione: il metodo della ventilazione si basa sugli acquisti, non sulle vendite. Se i margini per categoria sono molto diversi, può valere la pena valutare l’installazione di un sistema di cassa con classificazione per reparto.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • Mobilità nel pubblico: domanda, comando, distacco

    CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego)

    In sintesi

    La mobilità nel pubblico impiego è disciplinata dall’art. 30 D.Lgs. 165/2001: il dipendente può chiedere passaggio diretto a un’altra amministrazione previo assenso di entrambe. Il comando è temporaneo (fino 5 anni) e mantiene il rapporto con l’ente originario. Il distacco riguarda incarichi sindacali o speciali. Mobilità obbligatoria solo in casi limitati (eccedenze, ristrutturazione).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL PA · CONFSAL UNSA · CISAL FIALP
    Ultimo rinnovo
    6 agosto 2026 (CCNL 2025-2027, sottoscrizione definitiva; in vigore dal 7 agosto 2026)
    Vigenza
    Triennio 2025-2027
    Platea
    ~250.000 dipendenti pubblici di Ministeri, Agenzie fiscali (Entrate/Dogane), Enti pubblici non economici (INPS, INAIL, ACI), Presidenza del Consiglio

    Tabella riepilogativa

    Mobilità, comando e distacco Funzioni Centrali
    Tipo Durata Effetto giuridico
    Mobilità volontaria art. 30 Definitiva Cambio amministrazione
    Mobilità obbligatoria Definitiva Eccedenza, ristrutturazione
    Comando Fino 5 anni Mantiene rapporto originale
    Distacco sindacale Per durata incarico Trattamento economico secondo il CCNL di comparto
    Distacco speciale Per durata incarico Es. PNRR, missione UE

    La mobilità volontaria ex art. 30

    Il dipendente Funzioni Centrali può chiedere il passaggio diretto a un’altra amministrazione tramite l’art. 30 del D.Lgs. 165/2001.

    Requisiti procedurali:

    1. Avviso di mobilità: pubblicato dall’amministrazione di destinazione (es. INPS cerca un funzionario contabile)
    2. Domanda: il dipendente partecipa specificando area, profilo e anzianità
    3. Assenso amministrazione di provenienza: il proprio ente deve autorizzare il rilascio
    4. Valutazione comparativa: la destinazione sceglie il candidato in base a criteri prefissati (titoli, anzianità, esperienza)

    L’assenso dell’ente di provenienza è il punto critico: può essere negato se il dipendente ha competenze infungibili, se l’ente è sotto-organico o se entro 5 anni dal vincere il concorso.

    Comando: assegnazione temporanea

    Il comando è l’assegnazione temporanea di un dipendente a un’altra amministrazione, mantenendo il rapporto giuridico con l’ente originario.

    Caratteristiche:

    • Durata: di norma fino a 5 anni, rinnovabili
    • Stipendio: a carico dell’amministrazione di destinazione
    • Anzianità: continua a maturare nell’ente originario
    • Pratica frequente: per Capi Gabinetto, dirigenti incaricati di progetti speciali, esperti PNRR

    Il comando termina automaticamente con il rientro nell’ente di origine, senza necessità di concorso.

    Distacco sindacale e missioni speciali

    Il distacco sindacale permette a quadri sindacali eletti di prestare attività a tempo pieno presso le OO.SS., con trattamento economico disciplinato dai contratti collettivi di comparto (art. 19 CCNQ 4 dicembre 2017).

    Il distacco speciale riguarda missioni temporanee per: progetti PNRR, missioni UE, incarichi internazionali, supporto a enti emergenza (es. Protezione Civile in catastrofi).

    Differenza chiave con il comando: il distacco non comporta lavoro stabile nell’ente di destinazione ma una missione finalizzata e a termine.

    Casi pratici

    Tizio – Mobilità da Min. Difesa a Min. Cultura
    Tizio, funzionario amministrativo, ha vinto la mobilità da Difesa a Cultura nel 2025 (dopo 6 anni in Difesa). Min. Difesa ha rilasciato assenso. Stessa area, stesso differenziale stipendiale, ma nuova indennità di amministrazione.
    Caia – Comando 3 anni a Presidenza Consiglio
    Caia, EP Agenzia Entrate, è in comando 3 anni alla Presidenza del Consiglio come esperta fiscalità internazionale per riforma. Mantiene rapporto Entrate; stipendio (più alto a PdC) erogato da PdC.
    Sempronio – Distacco sindacale CGIL
    Sempronio, assistente INPS, è distaccato sindacale CGIL FP dal 2022 come segretario provinciale. Il trattamento economico è disciplinato dai contratti collettivi di comparto (art. 19 CCNQ 4 dicembre 2017).

    Domande frequenti

    Come funziona la mobilità art. 30 nel pubblico?
    Il dipendente partecipa a un avviso di mobilità pubblicato da un’amministrazione di destinazione. Serve assenso dell’amministrazione di provenienza. Valutazione comparativa per titoli ed esperienza. Passaggio definitivo.
    La mia amministrazione può negare l'assenso alla mobilità?
    Sì, in casi specifici: competenze infungibili, sotto-organico dell’ente, entro 5 anni dal concorso di assunzione, gravi esigenze di servizio motivate. Il diniego deve essere motivato e impugnabile al giudice del lavoro.
    Qual è la differenza tra mobilità, comando e distacco?
    Mobilità = passaggio definitivo a nuova amministrazione. Comando = assegnazione temporanea fino a 5 anni mantenendo rapporto originale. Distacco = missione speciale a termine (sindacato, PNRR, internazionale).
    Lo stipendio durante il comando è lo stesso?
    Può cambiare. L’amministrazione di destinazione paga lo stipendio, applicando la propria indennità di amministrazione (di norma più alta a PdC e Ministeri rispetto a Enti previdenziali). Tabellare e differenziali stipendiali restano invariati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Buoni pasto statali €7 e welfare Perseo Sirio

    CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego)

    In sintesi

    Il dipendente Funzioni Centrali percepisce buono pasto da €7 per ogni giornata di servizio ≥6 ore (vincolato a presenza). Il fondo pensione complementare di settore è Perseo Sirio (TFR + 1% lavoratore + 1% datore). Mense aziendali in molti grandi enti (INPS, Ministeri). Iniziative welfare ARAN-Plus per assistenza sanitaria integrativa in fase di estensione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL PA · CONFSAL UNSA · CISAL FIALP
    Ultimo rinnovo
    6 agosto 2026 (CCNL 2025-2027, sottoscrizione definitiva; in vigore dal 7 agosto 2026)
    Vigenza
    Triennio 2025-2027
    Platea
    ~250.000 dipendenti pubblici di Ministeri, Agenzie fiscali (Entrate/Dogane), Enti pubblici non economici (INPS, INAIL, ACI), Presidenza del Consiglio

    Tabella riepilogativa

    Welfare Funzioni Centrali 2026
    Voce Importo Note
    Buono pasto cartaceo €7/giorno Min. 6h servizio
    Buono pasto elettronico €8/giorno Da CCNL 2024
    Fondo Perseo Sirio 1% lav + 1% datore + TFR Pensione complementare
    Una tantum welfare €220 (2024) Iniziative facoltative
    CRAL amministrazione €20-50/mese Adesione facoltativa

    Il buono pasto statale di €7

    Il buono pasto spetta per ogni giornata in cui il dipendente Funzioni Centrali presta servizio per almeno 6 ore con rientro pomeridiano (o orario continuativo con pausa pranzo).

    Importi 2026:

    • Cartaceo: €7 (importo non aggiornato dal 2018)
    • Elettronico (introdotto dal CCNL 2024): €8 a partire da gennaio 2025, in fase di rollout

    Il buono è spendibile in esercizi convenzionati (ristoranti, bar, supermercati, gastronomie). Non è cumulabile con la mensa aziendale: chi mangia in mensa non riceve buono.

    Fondo Perseo Sirio per previdenza complementare

    Il fondo pensione complementare del settore Funzioni Centrali (insieme a Sanità e Funzioni Locali) è Perseo Sirio, fondo negoziale a contribuzione definita gestito in convenzione con SGR.

    Contribuzione tipica:

    • Lavoratore: 1% retribuzione utile TFR (obbligatorio per aderire)
    • Datore: 1% retribuzione utile TFR (a carico amministrazione)
    • TFR: 6,91% maturato l’anno (se lavoratore aderisce, va al fondo non al TFS/TFR statale)

    Adesione facoltativa ma incentivata: più del 25% dei dipendenti Funzioni Centrali è iscritto. Linee di investimento: garantita, bilanciata, dinamica.

    Mensa aziendale, CRAL e iniziative welfare

    I grandi enti hanno spesso mensa aziendale convenzionata o gestita: INPS, INAIL, Ministero Economia, Ministero Interno hanno mense interne con costo medio €2-3 a pasto.

    I CRAL (Circoli Ricreativi Aziendali Lavoratori) offrono convenzioni per palestre, viaggi, libri, cultura, sport. Adesione facoltativa, costo €20-50/mese.

    Il CCNL 2024 ha introdotto un budget welfare di €220 una tantum per il 2024, destinato a iniziative individuali (libri, abbonamenti, sport) tramite piattaforma di amministrazione.

    Casi pratici

    Tizio – 22 buoni pasto al mese
    Tizio, assistente Min. Difesa, lavora 22 giorni al mese da 7h12′. Riceve 22 buoni pasto da €7 = €154/mese di valore reale (in buoni elettronici €176). Spende in supermercato e ristoranti.
    Caia – Aderisce a Perseo Sirio
    Caia, funzionaria Entrate, aderisce a Perseo Sirio dal 2020. Contributo annuo: TFR (€2.500) + 1% suo (€460) + 1% datore (€460) = €3.420/anno. Capitale accumulato ~€18.000 in 5 anni in linea bilanciata.
    Sempronio – Mensa ministeriale e CRAL
    Sempronio, EP INPS, usa la mensa interna (€2,50 al pasto – non riceve buono nei giorni di mensa). È iscritto al CRAL INPS (€25/mese) per palestra convenzionata e biglietti teatro scontati.

    Domande frequenti

    Quanto vale il buono pasto del pubblico impiego?
    €7 cartaceo, €8 elettronico (dal 2025). Spetta per ogni giornata di servizio di almeno 6 ore con pausa pranzo. Non cumulabile con mensa aziendale.
    Cos'è Perseo Sirio?
    Il fondo pensione complementare di Funzioni Centrali, Sanità e Funzioni Locali. Contribuzione 1% lavoratore + 1% datore + TFR per aderenti. Adesione facoltativa ma con vantaggi fiscali.
    Posso usare il buono pasto al supermercato?
    Sì. Il buono pasto è spendibile in qualunque esercizio convenzionato: ristoranti, bar, gastronomie, supermercati. Resto in denaro non ammesso, ma cumulabile fino a 8 buoni in una transazione.
    Conviene aderire a Perseo Sirio?
    Per un dipendente sotto i 50 anni con orizzonte pensionistico medio-lungo, sì: si guadagnano il contributo datore (1%), benefici fiscali (deduzione fino €5.164/anno) e rendimento di mercato sul capitale. Da valutare profilo individuale.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Il prospetto del capitale e delle riserve nel quadro RS

    In sintesi

    • Il prospetto RS monitora la composizione del patrimonio netto della società classificata agli effetti fiscali.
    • Distingue le riserve di capitale (versamenti soci, sovrapprezzo) dalle riserve di utili: la distinzione è cruciale per la tassazione in capo ai soci.
    • Le riserve in sospensione d’imposta vanno indicate separatamente: la loro distribuzione o utilizzo può comportare la tassazione dell’imposta ‘sospesa’.
    • Il saldo finale di ogni esercizio diventa il saldo iniziale del prospetto dell’anno successivo: è un documento che si aggiorna ogni anno.
    • La distribuzione di riserve di utili ai soci genera dividendi tassabili; la restituzione di riserve di capitale riduce il costo fiscale della partecipazione.
    • Il prospetto serve anche a verificare la corretta applicazione dell’art. 47 TUIR: se in bilancio ci sono riserve di utili, si presume che siano distribuite per prime.

    Perché il patrimonio netto va classificato agli effetti fiscali

    Una società può avere un patrimonio netto composto da molte voci: il capitale sociale sottoscritto dai soci, il sovrapprezzo di emissione delle azioni, le riserve accumulate con gli utili degli anni precedenti, le riserve formate con versamenti dei soci ‘fuori capitale’. Ai fini civilistici queste voci si distinguono già in bilancio. Ma dal punto di vista fiscale la distinzione che conta davvero è un’altra: la posta è composta da utili (e quindi è un dividendo quando viene distribuita) oppure da apporti dei soci (e quindi è una restituzione di capitale)?

    Il prospetto del capitale e delle riserve, contenuto nel quadro RS della dichiarazione Redditi SC, serve esattamente a rispondere a questa domanda anno per anno. Ogni voce del patrimonio netto viene riclassificata in riserve di capitale, riserve di utili e riserve in sospensione d’imposta. Questo registro fiscale è obbligatorio per tutte le società di capitali che presentano il modello Redditi SC.

    La ragione pratica è semplice: quando la società distribuisce qualcosa ai soci, l’Agenzia delle Entrate deve sapere se i soci stanno incassando un dividendo (tassabile) oppure stanno semplicemente recuperando quanto avevano versato (non tassabile come reddito, ma che riduce il costo fiscale della partecipazione). Senza un prospetto aggiornato e corretto, questa verifica diventerebbe impossibile.

    Principali voci del prospetto del capitale e delle riserve (quadro RS)
    Rigo Contenuto Natura fiscale
    RS130 – Capitale sociale Capitale sottoscritto, inclusa quota da imputazione di riserve di utili e quota in sospensione d'imposta Parte da utili: distribuzione = dividendo; parte da apporti: restituzione capitale
    RS131 – Riserve di capitale Sovrapprezzo azioni, versamenti soci fuori capitale, altre riserve da apporti Restituzione ai soci riduce costo della partecipazione, non è dividendo
    RS134 – Riserve di utili Riserve accumulate con utili di esercizio Distribuzione ai soci = dividendo tassabile
    RS140 – Riserve in sospensione d'imposta Riserve da rivalutazioni, affrancamenti, regimi speciali con imposta 'congelata' Distribuzione o utilizzo scatena la tassazione dell'imposta sospesa

    Esempio pratico

    • Alfa SRL ha un patrimonio netto composto da: capitale sociale 50.000 euro (interamente versato dai soci come apporto, senza imputazione di utili), riserva legale 20.000 euro (formata con utili), riserva straordinaria 30.000 euro (formata con utili), sovrapprezzo azioni 10.000 euro (apporto dei soci oltre il valore nominale). Nel prospetto RS: RS130 indica 50.000 di capitale (tutto da apporti); RS131 indica 10.000 di riserve di capitale (sovrapprezzo); RS134 indica 50.000 di riserve di utili (legale + straordinaria). Se la società distribuisce 30.000 euro ai soci attingendo alla riserva straordinaria, i soci ricevono un dividendo di 30.000 euro, soggetto alla tassazione prevista per i dividendi.

    Documenti necessari

    • Bilancio di esercizio approvato (stato patrimoniale con dettaglio del patrimonio netto)
    • Verbali assembleari di approvazione del bilancio e di destinazione dell’utile
    • Verbali assembleari di delibera di distribuzione di riserve o di aumento di capitale
    • Prospetto del capitale e delle riserve del modello Redditi SC relativo all’anno precedente (è il saldo iniziale dell’anno corrente)
    • Documentazione di eventuali rivalutazioni o operazioni straordinarie che hanno modificato il patrimonio netto

    Caso 1: Alfa SRL distribuisce una riserva di utili ai soci

    Scenario. Alfa SRL ha accumulato negli anni una riserva straordinaria di 100.000 euro formata con utili di esercizio. L’assemblea del 2025 delibera la distribuzione di 60.000 euro ai soci. La società ha due soci persone fisiche in parti uguali.

    Come si applica. Nel prospetto del quadro RS, la riserva di utili (RS134) si riduce di 60.000 euro: il saldo iniziale di 100.000 diventa 40.000 nel saldo finale. I 60.000 euro distribuiti costituiscono dividendi per i soci. Poiché la distribuzione avviene attingendo alle riserve di utili, non c’è alcun dubbio sulla sua natura fiscale: è dividendo tassabile in capo ai soci. Il prospetto RS serve a documentare questa operazione e a mostrare che in bilancio non esistevano riserve di utili ‘prima’ delle riserve di capitale: in base alla presunzione dell’art. 47 TUIR, le riserve di utili si considerano distribuite per prime rispetto alle riserve di capitale.

    In pratica

    • Aggiornare il prospetto RS ogni anno riportando i movimenti delle riserve (incrementi da utili accantonati, decrementi da distribuzioni o copertura perdite).
    • Il saldo finale del prospetto di un anno coincide con il saldo iniziale del prospetto dell’anno successivo: una discrepanza segnala un errore.
    • La delibera assembleare di distribuzione deve specificare da quale riserva si attinge: questo dato va poi riflesso nel prospetto RS.

    Caso 2: Beta Srl utilizza una riserva in sospensione d'imposta

    Scenario. Beta Srl aveva rivalutato nel 2019 alcuni immobili aziendali, iscrivendo in bilancio una riserva da rivalutazione di 80.000 euro in sospensione d’imposta. Nel 2025 l’assemblea delibera di imputare questa riserva a capitale sociale.

    Come si applica. Le riserve in sospensione d’imposta si trovano nel rigo RS140 del prospetto. Quando vengono imputate a capitale, non viene immediatamente tassato nulla (l’imposta resta sospesa). Ma se in seguito il capitale viene ridotto e restituito ai soci, oppure se la riserva viene distribuita direttamente, l’imposta ‘sospesa’ viene liberata. Nel prospetto RS, Beta Srl registra un decremento in RS140 e un corrispondente incremento nella colonna del capitale in sospensione d’imposta di RS130. Questa tracciatura è fondamentale: se in futuro il capitale verrà distribuito, la parte proveniente dalla rivalutazione resterà fiscalmente distinguibile da quella da apporti originari.

    In pratica

    • Le riserve in sospensione d’imposta (RS140) vanno monitorate con attenzione: la loro distribuzione può generare una tassazione immediata.
    • L’imputazione a capitale di una riserva in sospensione d’imposta non elimina la sospensione: la quota di capitale formata resta ‘etichettata’ come tale nel prospetto RS130.
    • In caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione, liquidazione), il prospetto RS aiuta a determinare il trattamento fiscale delle riserve trasferite.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • Art. 144 L. 633/1941

    Art. 144 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Gli autori delle opere d'arte e di manoscritti hanno diritto ad un compenso sul prezzo di ogni vendita successiva alla prima cessione delle opere stesse da parte dell'autore.

    Ai fini del primo comma si intende come vendita successiva quella comunque effettuata che comporta l'intervento, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, di soggetti che operano professionalmente nel mercato dell'arte, come le case d'asta, le gallerie d'arte e, in generale, qualsiasi commerciante di opere d'arte.

    Il diritto di cui al comma 1 non si applica alle vendite quando il venditore abbia acquistato l'opera direttamente dall'autore meno di tre anni prima di tali vendite e il prezzo di vendita non sia superiore a 10.000,00 euro.

    La vendita si presume effettuata oltre i tre anni dall'acquisto salva prova contraria fornita dal venditore.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 65 D.Lgs. 171/2005 – Regolamento di attuazione

    Art. 65 D.Lgs. 171/2005 – Regolamento di attuazione

    Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – Codice della nautica da diporto

    1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con le amministrazioni interessate, adotta, ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, un decreto ministeriale al fine di disciplinare, secondo criteri di semplificazione dei procedimenti amministrativi, le materie di seguito indicate: a) modalità di iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) delle navi, delle imbarcazioni da diporto e delle imbarcazioni autocostruite, ivi compresa la disciplina relativa alla iscrizione provvisoria delle imbarcazioni e delle navi da diporto; b) procedure relative alla cancellazione delle unità da diporto dall’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) c) disciplina relativa ai casi di perdita di possesso delle unità da diporto; d) procedimento per il rilascio e il rinnovo dei documenti delle unità da diporto attraverso il Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE); e) disciplina del regime amministrativo degli apparati ricetrasmittenti di bordo; f) disciplina relativa ai titoli abilitativi per il comando, la condotta e la direzione nautica delle unità da diporto, ivi compresa l’introduzione di nuovi criteri in materia di requisiti fisici per il conseguimento della patente nautica, in particolare per le persone disabili e l’uso obbligatorio di dispositivi elettronici in grado di consentire, in caso di caduta in mare, oltre alla individuazione della persona, la disattivazione del pilota automatico e l’arresto dei motori; g) sicurezza della navigazione e delle unità da diporto, ivi comprese quelle impiegate in attività di noleggio o come unità appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo; h) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 3 NOVEMBRE 2017, N. 229; i) normativa tecnica per i motori a doppia alimentazione, a benzina ed a gas di petrolio liquido; l) disciplina relativa alla… navigazione temporanea e condizioni di sicurezza da osservare durante la predetta navigazione; m) disciplina relativa ai procedimenti amministrativi gestiti attraverso lo Sportello telematico del diportista (STED) e del relativo regolamento di attuazione.

    2. Fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1 si applicano le disposizioni regolamentari vigenti.

  • Art. 64 D.Lgs. 171/2005 – Diritti di ammissione agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche

    Art. 64 D.Lgs. 171/2005 – Diritti di ammissione agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche

    Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – Codice della nautica da diporto

    1. L’ammissione agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche è subordinata al pagamento di un diritto commisurato al costo sostenuto dall’amministrazione per la gestione delle relative procedure.

    2. L’ammontare del predetto diritto è stabilito… con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il quale viene aggiornato periodicamente e secondo necessità. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 62 D.Lgs. 171/2005 – Iscrizione di unità da diporto destinate esclusivamente alla navigazione nelle acque interne

    Art. 62 D.Lgs. 171/2005 – Iscrizione di unità da diporto destinate esclusivamente alla navigazione nelle acque interne

    Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – Codice della nautica da diporto

    1. I proprietari di imbarcazioni da diporto non iscritte o cancellate dai registri delle imbarcazioni da diporto in quanto destinate alla sola navigazione nelle acque interne, devono provvedere all’iscrizione delle proprie unità entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice. A tal fine, qualora l’interessato non sia in possesso di uno dei titoli di proprietà, può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, comprensiva dell’attestazione che l’unità ha navigato esclusivamente in acque interne.

    2. Per l’iscrizione delle imbarcazioni da diporto di cui al comma 1 la documentazione tecnica può essere sostituita da un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo notificato ai sensi dell’articolo 10, ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, qualora l’unità sia stata immessa in commercio o messa in servizio in uno degli Stati membri dell’area economica europea prima del 16 giugno 1998.

    3. Le imbarcazioni da diporto di cui al comma 1, già iscritte e cancellate dai registri delle imbarcazioni da diporto, possono essere nuovamente iscritte presso lo stesso ufficio sulla base della documentazione di proprietà e tecnica agli atti del predetto ufficio. L’ufficio di iscrizione può disporre, a spese dell’interessato, una visita di ricognizione dell’unità da parte di un organismo notificato ai sensi dell’articolo 10 ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314.

  • Art. 63 D.Lgs. 171/2005 – Tariffe per prestazioni e servizi

    Art. 63 D.Lgs. 171/2005 – Tariffe per prestazioni e servizi

    Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – Codice della nautica da diporto

    1. Alle procedure relative all’attestazione di conformità delle unità da diporto e dei loro componenti e a quelle finalizzate alla designazione degli organismi abilitati ad attestare la conformità, alla vigilanza sugli organismi stessi, nonché all’effettuazione dei controlli sui prodotti, si applicano le disposizioni dell’ articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52. 1-bis. Per le prestazioni e i servizi, diversi da quelli previsti dal comma 1, erogati attraverso il Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE), gli interessati sono tenuti al pagamento dei diritti previsti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

    2. Per le prestazioni e i servizi, diversi da quelli previsti dal comma 1 e 1-bis, da richiedere agli organi competenti, gli interessati sono tenuti al pagamento dei diritti e dei compensi previsti nella tabella A contenuta nell’allegato XVI, nonché dei tributi speciali previsti dalla tabella D allegata al decreto-legge 31 luglio 1954, n. 533, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1954, n. 869, come sostituita dall’allegato 1 alla legge 6 agosto 1991, n. 255. Conseguentemente le tariffe di cui ai numeri da 8 a 14 della tabella 3 allegata alla legge 1° dicembre 1986, n. 870, e successive modifiche, si applicano relativamente alle prestazioni ed ai servizi diversi da quelli riguardanti la nautica da diporto.

    3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, gli importi dei diritti e dei compensi di cui ai commi 1-bis e 2 sono aggiornati ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, media nazionale, verificatasi nei due anni precedenti. 3-bis. Gli introiti derivanti dai diritti previsti dal comma 1-bis affluiscono a un apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere interamente riassegnati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su specifico capitolo di spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il funzionamento del Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE).

    4. Gli introiti derivanti dai diritti e compensi previsti nella tabella A contenuta nell’allegato XVI, affluiscono ad un apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnati, fino al limite del venticinque per cento, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ad un fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per interventi da definire, nei limiti delle predette risorse, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. articolo precedente articolo successivo

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.