Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 65 c.p.: (Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante)

    Art. 65 c.p.: (Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante)

    Art. 65 c.p. (Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando ricorre una circostanza attenuante, e non è dalla legge determinata la diminuzione di pena, si osservano le norme seguenti:

    1) alla pena di morte è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni;

    2) alla pena dell’ergastolo è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni;

    3) le altre pene sono diminuite in misura non eccedente un terzo.

  • Articolo 70 Codice Penale: (Circostanze oggettive e soggettive)

    Articolo 70 Codice Penale: (Circostanze oggettive e soggettive)

    Art. 70 c.p. (Circostanze oggettive e soggettive)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della legge penale:

    :1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell’offeso;

    :2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l’offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole.

    Le circostanze inerenti alla persona del colpevole riguardano la imputabilità, e la recidiva

  • Art. 71 c.p.: (Condanna per più reati con unica sentenza o decreto)

    Art. 71 c.p.: (Condanna per più reati con unica sentenza o decreto)

    Art. 71 c.p. (Condanna per più reati con unica sentenza o decreto)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando, con una sola sentenza o con un solo decreto, si deve pronunciare condanna per più reati contro la stessa persona, si applicano le disposizioni degli articoli seguenti.

  • Art. 73 c.p.: (Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie)

    Art. 73 c.p.: (Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie)

    Art. 73 c.p. (Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo uguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati.

    Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l’ergastolo.

    Le pene pecuniarie della stessa specie si applicano tutte per intero.

  • Art. 57 c.p.: (Reati commessi col mezzo della stampa periodica)

    Art. 57 c.p.: (Reati commessi col mezzo della stampa periodica)

    Art. 57 c.p. (Reati commessi col mezzo della stampa periodica)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Salva la responsabilità dell’autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vice-direttore responsabile, il quale omette di esercitare sul contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad impedire che col mezzo dalla pubblicazione siano commessi reati, è punito, a titolo di colpa, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo.

  • Art. 57-bis c.p.: Reati commessi col mezzo della stampa non periodica

    Art. 57-bis c.p.: Reati commessi col mezzo della stampa non periodica

    Art. 57-bis c.p. (Reati commessi col mezzo della stampa non periodica)

    Nel caso di stampa non periodica, le disposizioni di cui al precedente articolo si applicano all’editore, se l’autore della pubblicazione è ignoto o non imputabile, ovvero allo stampatore, se l’editore non è indicato o non è imputabile.

  • Articolo 58 Codice Penale: (Stampa clandestina)

    Articolo 58 Codice Penale: (Stampa clandestina)

    Art. 58 c.p. – Stampa clandestina

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le disposizioni dell’articolo precedente si applicano anche se non sono state osservate le prescrizioni di legge sulla pubblicazione e diffusione della stampa periodica e non periodica.

    COMMA ABROGATO DALLA L. 4 MARZO 1958, N. 127 .

  • Art. 58-bis c.p.: Procedibilità per i reati commessi col mezzo della stampa

    Art. 58-bis c.p.: Procedibilità per i reati commessi col mezzo della stampa

    Art. 58-bis c.p. (Procedibilità per i reati commessi col mezzo della stampa)

    Se il reato commesso col mezzo della stampa è punibile a querela, istanza o richiesta, anche per la punibilità dei reati preveduti dai tre articoli precedenti è necessaria querela, istanza o richiesta.

    La querela, la istanza o la richiesta presentata contro il direttore o vicedirettore responsabile, l’editore o lo stampatore, ha effetto anche nei confronti dell’autore della pubblicazione per il reato da questo commesso.

    Non si può procedere per i reati preveduti nei tre articoli precedenti se è necessaria un’autorizzazione di procedimento per il reato commesso dall’autore della pubblicazione, fino a quando l’autorizzazione non è concessa. Questa disposizione non si applica se l’autorizzazione è stabilita per le qualità o condizioni personali dell’autore della pubblicazione.

  • Art. 59 c.p.: (Circostanze non conosciute o erroneamente supposte)

    Art. 59 c.p.: (Circostanze non conosciute o erroneamente supposte)

    Art. 59 c.p. (Circostanze non conosciute o erroneamente supposte)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le circostanze che attenuano o escludono la pena sono valutate a favore dell’agente anche se da lui non conosciute, o da lui per errore ritenute inesistenti.

    Le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell’agente soltanto se da lui conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.

    Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste non sono valutate contro o a favore di lui.

    Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

  • Articolo 60 Codice Penale: (Errore sulla persona dell’offeso)

    Articolo 60 Codice Penale: (Errore sulla persona dell’offeso)

    Art. 60 c.p. (Errore sulla persona dell’offeso)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Nel caso di errore sulla persona offesa da un reato, non sono poste a carico dell’agente le circostanze aggravanti, che riguardano le condizioni o qualità della persona offesa, o i rapporti tra offeso e colpevole.

    Sono invece valutate a suo favore le circostanze attenuanti, erroneamente supposte, che concernono le condizioni, le qualità o i rapporti predetti.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano, se si tratta di circostanze che riguardano l’età o altre condizioni o qualità, fisiche o psichiche, della persona offesa.

  • Articolo 61 Codice Penale: (Circostanze aggravanti comuni)

    Articolo 61 Codice Penale: (Circostanze aggravanti comuni)

    Art. 61 c.p. – Circostanze aggravanti comuni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Aggravano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali, le circostanze seguenti:

    1° l’avere agito per motivi abietti o futili;

    2° l’aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;

    3° l’avere, nei delitti colposi, agito nonostante la previsione dell’evento;

    4° l’avere adoperato sevizie, o l’aver agito con crudeltà verso le persone;

    5) l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa;

    6° l’avere il colpevole commesso il reato durante il tempo, in cui si è sottratto volontariamente alla esecuzione di un mandato o di un ordine di arresto o di cattura o di carcerazione, spedito per un precedente reato;

    7° l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati da motivi di lucro, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità;

    8° l’avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso;

    9° l’avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto;

    10° l’avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio;

    11° l’avere commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità.

    11-bis. l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale.

    11-ter) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o di formazione.

    11-quater. l’avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione in carcere.

    11-quinquies) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale e contro la libertà personale, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza.

    11-sexies) l’avere, nei delitti non colposi, commesso il fatto in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socio-educative.

    11-septies) l’avere commesso il fatto in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni.

    11-octies) l’avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell’esercizio di tali professioni o attività.

    11-novies) l’avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola, a causa o nell’esercizio delle loro funzioni.

    11-decies) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità pubblica e individuale, contro la libertà personale e contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio commesso il fatto all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane o all’interno dei convogli adibiti al trasporto di passeggeri.

    11-undecies) l’avere commesso il fatto mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, quando gli stessi, per la loro natura o per le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso, ovvero quando il loro impiego abbia comunque ostacolato la pubblica o la privata difesa, ovvero aggravato le conseguenze del reato .

  • Articolo 54 Codice Penale: (Stato di necessità)

    Articolo 54 Codice Penale: (Stato di necessità)

    Art. 54 c.p. (Stato di necessità)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

    Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

    La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall’altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l’ha costretta a commetterlo.

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