Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 101 Codice Penale: Reati della stessa indole

    Articolo 101 Codice Penale: Reati della stessa indole

    Art. 101 c.p. Reati della stessa indole

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della legge penale, sono considerati reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una stessa disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo preveduti da disposizioni diverse di questo codice ovvero da leggi diverse, nondimeno, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li determinarono, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni.

  • Articolo 102 Codice Penale: Abitualità presunta dalla legge

    Articolo 102 Codice Penale: Abitualità presunta dalla legge

    Art. 102 c.p. – Abitualità presunta dalla legge

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    È dichiarato delinquente abituale chi, dopo essere stato condannato alla reclusione in misura superiore complessivamente a cinque anni per tre delitti non colposi, della stessa indole, commessi entro dieci anni, e non contestualmente, riporta un’altra condanna per un delitto, non colposo, della stessa indole, e commesso entro i dieci anni successivi all’ultimo dei delitti precedenti.

    Nei dieci anni indicati nella disposizione precedente non si computa il tempo in cui il condannato ha scontato pene detentive o è stato sottoposto a misure di sicurezza detentive.

  • Art. 106 c.p.: Effetti dell’estinzione del reato o della pena

    Art. 106 c.p.: Effetti dell’estinzione del reato o della pena

    Art. 106 c.p. Effetti dell’estinzione del reato o della pena

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della recidiva e della dichiarazione di abitualità o di professionalità nel reato, si tien conto altresì delle condanne per le quali è intervenuta una causa di estinzione del reato o della pena.

    Tale disposizione non si applica quando la causa estingue anche gli effetti penali.

  • Art. 107 c.p.: Condanna per vari reati con una sola sentenza

    Art. 107 c.p.: Condanna per vari reati con una sola sentenza

    Art. 107 c.p. Condanna per vari reati con una sola sentenza

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le disposizioni relative alla dichiarazione di abitualità o di professionalità nel reato si applicano anche se, per i vari reati, è pronunciata condanna con una sola sentenza.

  • Art. 86 c.p.: Determinazione in altri dello stato d’incapacità

    Art. 86 c.p.: Determinazione in altri dello stato d’incapacità

    Art. 86 c.p. Determinazione in altri dello stato d’incapacità, allo scopo di far commettere un reato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Se taluno mette altri nello stato d’incapacità d’intendere o di volere, al fine di fargli commettere un reato, del reato commesso dalla persona resa incapace risponde chi ha cagionato lo stato d’incapacità.

  • Articolo 88 Codice Penale: Vizio totale di mente

    Articolo 88 Codice Penale: Vizio totale di mente

    Art. 88 c.p. – Vizio totale di mente

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d’intendere o di volere.

  • Articolo 89 Codice Penale: Vizio parziale di mente

    Articolo 89 Codice Penale: Vizio parziale di mente

    Art. 89 c.p. Vizio parziale di mente

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d’intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita.

  • Articolo 90 Codice Penale: Stati emotivi o passionali

    Articolo 90 Codice Penale: Stati emotivi o passionali

    Art. 90 c.p. Stati emotivi o passionali

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità.

  • Art. 91 c.p.: Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

    Art. 91 c.p.: Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

    Art. 91 c.p. – Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva la capacità d’intendere o di volere, a cagione di piena ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore.

    Se l’ubriachezza non era piena, ma era tuttavia tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d’intendere o di volere, la pena è diminuita.

  • Art. 92 c.p.: Ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata

    Art. 92 c.p.: Ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata

    Art. 92 c.p. – Ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    L’ubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce la imputabilità.

    Se l’ubriachezza era preordinata al fine di commettere il reato, o di prepararsi una scusa, la pena è aumentata.

  • Art. 93 c.p.: Fatto commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti

    Art. 93 c.p.: Fatto commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti

    Art. 93 c.p. Fatto commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le disposizioni dei due articoli precedenti si applicano anche quando il fatto è stato commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti.

  • Articolo 94 Codice Penale: Ubriachezza abituale

    Articolo 94 Codice Penale: Ubriachezza abituale

    Art. 94 c.p. Ubriachezza abituale

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando il reato è commesso in stato di ubriachezza, e questa è abituale, la pena è aumentata.

    Agli effetti della legge penale, è considerato ubriaco abituale chi è dedito all’uso di bevande alcooliche e in stato frequente di ubriachezza.

    L’aggravamento di pena stabilito nella prima parte di questo articolo si applica anche quando il reato è commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti da chi è dedito all’uso di tali sostanze.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.