Autore: Andrea Marton

  • Art. 27 T.U. Stupefacenti – Autorizzazione alla coltivazione

    Art. 27 T.U. Stupefacenti – Autorizzazione alla coltivazione

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. La richiesta di autorizzazione alla coltivazione, avanzata dai soggetti di cui agli articoli 16 e 17 del presente testo unico deve contenere il nome del richiedente coltivatore responsabile, l'indicazione del luogo, delle particelle catastali e della superficie di terreno sulla quale sara' effettuata la coltivazione, nonche' la specie di coltivazione e i prodotti che si intende ottenere. Il richiedente deve indicare l'esatta ubicazione dei locali destinati alla custodia dei prodotti ottenuti.

    2. Sia la richiesta che l'eventuale decreto ministeriale di autorizzazione sono trasmessi alla competente unita' sanitaria locale e agli organi di cui all'articolo 29 ai quali spetta l'esercizio della vigilanza e del controllo di tutte le fasi della coltivazione fino all'avvenuta cessione del prodotto.

    3. L'autorizzazione e' validita' oltre che per la coltivazione, anche per la raccolta, la detenzione e la vendita dei prodotti ottenuti, da effettuarsi esclusivamente alle ditte titolari di autorizzazione per la fabbricazione e l'impiego di sostanze stupefacenti. Torna al sommario

  • Art. 12 D.Lgs. 74/2000 – Pene accessorie

    Art. 12 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – Pene accessorie

    In vigore dal 15/04/2000

    1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente decreto importa: a) l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni; b) l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni; c) l'interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a cinque anni; d) l'interdizione perpetua dall'ufficio di componente di commissione tributaria; e) la pubblicazione della sentenza a norma dell' articolo 36 del codice penale .

    2. La condanna per taluno dei delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 8 importa altresì l'interdizione dai pubblici uffici per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni, salvo che ricorrano le circostanze previste dagli articoli 2, comma 3, e 8, comma

    3. ((2-bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del presente decreto l'istituto della sospensione condizionale della pena di cui all' articolo 163 del codice penale non trova applicazione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d'affari; b) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro)) ((4))

  • Art. 25 RD 12/1941

    Art. 25 RD 12/1941

    Ordinamento giudiziario (Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12)

    Articolo abrogato.

  • Art. 11 D.Lgs. 79/2011 – art. 1 legge 25 agosto 1991, n. 284 ) (Pubblicità dei prezzi

    Art. 11 D.Lgs. 79/2011 – art. 1 legge 25 agosto 1991, n. 284 ) (Pubblicità dei prezzi

    Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79)

    1. I prezzi dei servizi di cui al presente titolo sono liberamente determinati dai singoli operatori turistici, fatto salvo l’obbligo di comunicare i prezzi praticati secondo quanto disciplinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

    2. Le leggi regionali regolano la corretta informazione e pubblicità dei prezzi stabiliti, prevedendo sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi di comunicazione alle regione, nonché i controlli sulla effettiva applicazione delle tariffe comunicate.

  • Art. 749 Codice della Navigazione – Ammissione degli aeromobili alla navigazione

    Art. 749 Codice della Navigazione – Ammissione degli aeromobili alla navigazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Sono ammessi alla navigazione gli aeromobili immatricolati mediante iscrizione nel registro aeronautico nazionale ed abilitati nelle forme previste dal presente codice. Sono altresì ammessi alla navigazione gli aeromobili non immatricolati, nonché quelli già immatricolati di cui all'articolo 744, quarto comma, muniti di marche temporanee ai sensi dell'articolo 754. Le condizioni per l'effettuazione degli esperimenti di volo degli aeromobili e dei voli di addestramento sono disciplinate dai regolamenti dell'ENAC.

  • Art. 1292 Codice della Navigazione – Antiche concessioni di pesca

    Art. 1292 Codice della Navigazione – Antiche concessioni di pesca

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    I titolari di antiche concessioni di diritti esclusivi di pesca, che ne abbiano ottenuto o ne ottengano il riconoscimento definitivo a norma delle leggi speciali continuano ad esercitarle nei modi e nei limiti di tale riconoscimento. Dette concessioni, per motivi di pubblico interesse, possono in ogni tempo essere revocate, con pagamento di una indennità. I provvedimenti che riconoscono o revocano le concessioni di cui al comma precedente ovvero ne dichiarano l’estinzione o la decadenza sono presi con decreto del ministro [per le comunicazioni] (1). Le disposizioni dei comma precedenti non si applicano ai diritti esclusivi di pesca attualmente spettanti ad amministrazioni dello Stato. (1) Ora Ministro dei trasporti e della navigazione.

  • Art. 24 ter D.Lgs. 231/2001 – (Delitti di criminalità organizzata)

    Art. 24 ter D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – (Delitti di criminalità organizzata)

    In vigore dal 04/07/2001

    ((

    1. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui agli articoli 416, sesto comma, 416-bis, 416-ter e 630 del codice penale , ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché ai delitti previsti dall'articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 , si applica la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote.

    2. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui all' articolo 416 del codice penale , ad esclusione del sesto comma, ovvero di cui all'articolo 407 , comma 2, lettera a), numero 5), del codice di procedura penale , si applica la sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote.

    3. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nei commi 1 e 2, si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore ad un anno.

    4. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nei commi 1 e 2, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3 ))

  • Tetto detrazioni redditi elevati: casi pratici art. 16-ter TUIR

    Dal 1° gennaio 2025 chi dichiara più di 75.000 euro l’anno non può più portare in detrazione tutte le spese sostenute: l’art. 16-ter TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 c. 10), fissa un tetto annuo agli oneri detraibili. La regola sembra semplice – 14.000 euro fino a 100.000 di reddito, 8.000 oltre – ma in pratica la cifra reale dipende dalla composizione del nucleo familiare e dal tipo di spese sostenute. I casi che seguono mostrano cosa cambia davvero in busta paga o in dichiarazione per cinque contribuenti tipo.

    Prima degli esempi: il quadro normativo

    La norma è contenuta nel nuovo art. 16-ter TUIR, inserito tra le disposizioni generali sulle detrazioni dall’imposta lorda. Non interviene sulle singole detrazioni (carichi familiari, lavoro, oneri, bonus casa), ma stabilisce un limite massimo complessivo applicato a valle della somma delle detrazioni spettanti per oneri e spese ex artt. 12, 13 e 15 TUIR e dei principali bonus edilizi.

    Il criterio guida è la progressività effettiva: il legislatore non riduce le aliquote IRPEF, ma comprime il valore delle agevolazioni per chi ha redditi più alti, perché in quella fascia il vantaggio fiscale percentuale risulta maggiore. Il riferimento da tenere a mente è il reddito complessivo di cui all’art. 8 TUIR, non il reddito imponibile finale.

    Soglie reddito e tetti massimi

    L’art. 16-ter individua due scaglioni:

    • Reddito complessivo oltre 75.000 e fino a 100.000 euro: importo base detraibile pari a 14.000 euro annui;
    • Reddito complessivo oltre 100.000 euro: importo base detraibile pari a 8.000 euro annui.

    Su entrambi gli importi si applica un coefficiente di riduzione legato al nucleo familiare: il tetto è pieno se sono presenti tre o più figli a carico (o un figlio con disabilità); scende progressivamente per nuclei meno numerosi; per il contribuente senza figli a carico il tetto viene moltiplicato per il coefficiente più basso previsto dalla norma (50 per cento). In pratica un single con reddito 110.000 euro può portare in detrazione spese al massimo per 4.000 euro nominali.

    Cosa è incluso e cosa è escluso dal cap

    Il tetto agisce sulla spesa (la base imponibile della detrazione) e non sull’imposta risparmiata. Vi rientrano la maggior parte degli oneri ex art. 15 TUIR (spese mediche oltre franchigia, interessi mutuo prima casa, premi assicurativi vita e infortuni, erogazioni liberali, spese veterinarie, attività sportive dei ragazzi, abbonamenti trasporto, ecc.) e i principali bonus edilizi calcolati per cassa nell’anno: ristrutturazioni 50 per cento, ecobonus 65 per cento, sismabonus, bonus mobili.

    Restano fuori dal taglio:

    • le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 TUIR (coniuge, figli, altri familiari);
    • le detrazioni per redditi di lavoro dipendente e assimilati ex art. 13 TUIR;
    • tutte le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’art. 15, co. 1, lett. c) TUIR (non solo quelle per patologie gravi), gli oneri sostenuti per persone con disabilità, gli interessi sui mutui ipotecari per acquisto dell’abitazione principale stipulati prima del 2025 (per la quota di interessi già maturati);
    • i premi assicurativi già in corso al 31 dicembre 2024 e gli investimenti in start-up innovative per la parte già deliberata.

    Le spese a rateazione pluriennale (bonus casa 10 anni) si conteggiano per la sola quota dell’anno: una ristrutturazione del 2023 da 60.000 euro pesa nel 2025 solo per 6.000 euro, non per l’intero importo residuo.

    Caso 1 – Manager dipendente, reddito 110.000 euro, 12.000 di oneri detraibili

    Roberto, 47 anni, single, dirigente d’azienda. Reddito complessivo 2025: 110.000 euro. Spese sostenute nell’anno: 4.500 euro di interessi mutuo prima casa (stipulato nel 2025), 2.800 euro di spese mediche, 1.500 euro di premio assicurativo vita stipulato a marzo 2025, 3.200 euro di rata annuale ristrutturazione iniziata nel 2024 (totale 32.000 euro su 10 anni).

    Reddito >100.000 + nessun figlio a carico: tetto nominale 8.000 euro × coefficiente 0,50 = 4.000 euro. Le spese sanitarie (2.800 euro) restano però fuori dal computo per espressa esclusione (art. 16-ter, co. 4, lett. a) e si detraggono secondo le regole ordinarie. Le spese soggette al tetto sono quindi 9.200 euro (mutuo, polizza vita, rata ristrutturazione), ma solo 4.000 entrano nel calcolo: Roberto perde l’agevolazione su 5.200 euro di spesa, cioè da circa 990 a 2.600 euro di minor risparmio a seconda dell’aliquota di detrazione (19 o 50 per cento) delle voci eccedenti. Conviene valutare quali pagamenti rinviare a un anno con reddito più basso.

    Caso 2 – Dirigente coniugato con 2 figli a carico, reddito 85.000 euro, 18.000 di spese

    Marco, 51 anni, dirigente commerciale, coniuge a carico e due figli di 14 e 17 anni a carico. Reddito 2025: 85.000 euro. Spese: 5.000 euro interessi mutuo (2018), 4.000 euro spese mediche di famiglia (di cui 800 per patologia cronica della moglie certificata), 3.500 euro attività sportive ragazzi e mense, 5.500 euro rata ecobonus 65 per cento (cappotto 2024).

    Reddito tra 75.000 e 100.000 + due figli a carico: tetto base 14.000 euro con coefficiente intermedio. Le 800 euro per patologia cronica della moglie sono fuori dal cap e si detraggono integralmente. Gli interessi del mutuo 2018 godono della clausola di salvaguardia per i contratti ante 2025 e restano fuori. Restano 11.700 euro di spese soggette al tetto, sotto il limite applicabile. Marco mantiene tutte le detrazioni.

    Caso 3 – Libero professionista, reddito 130.000 euro, ristrutturazione attiva

    Elena, 39 anni, architetto con studio individuale, single senza figli. Reddito complessivo 2025 (lavoro autonomo + locazioni cedolare esclusa dal complessivo): 130.000 euro. Ha avviato a febbraio 2025 una ristrutturazione da 80.000 euro: la prima rata 2025 è pari a 8.000 euro al 50 per cento.

    Tetto base 8.000 × 0,50 (no figli) = 4.000 euro. La rata bonus casa da sola satura il limite: la detrazione 2025 sarà calcolata su 4.000 euro di spesa ammessa (2.000 euro recuperati al 50 per cento) anziché sugli 8.000 euro di rata, che avrebbero reso 4.000 euro di detrazione. La quota eccedente non si trasferisce all’anno successivo: si perde definitivamente. Elena ha già deciso di concentrare nel 2025 il minimo indispensabile di altre spese personali (medico, sport, assicurazioni) rinviandole, dove possibile, a un eventuale anno di reddito più basso.

    Caso 4 – Partita IVA forfettario al limite + spese mediche rilevanti

    Davide, 34 anni, sviluppatore software in forfettario, reddito imponibile da forfait 65.000 euro, ma con redditi da locazione e dividendi che portano il reddito complessivo 2025 a 80.000 euro. Coniugato senza figli. Spese mediche dell’anno: 9.500 euro (2.000 per franchigia non detraibile inferiore al 19 per cento del reddito – ma per il forfettario la detraibilità è limitata dal regime).

    Il forfettario è un regime sostitutivo: le detrazioni si applicano solo ai redditi ordinari fuori dal forfait. Il reddito complessivo rilevante ai fini del tetto art. 16-ter resta comunque 80.000 euro, dunque si rientra nello scaglione 75.000-100.000. Coniugato senza figli: tetto 14.000 × coefficiente medio. Le spese mediche di Davide sono sotto soglia e si detraggono integralmente sui redditi non forfettari. Lezione: il regime forfettario non esonera dal tetto, ma il vincolo morde solo se le spese personali eccedono diverse migliaia di euro all’anno.

    Caso 5 – Famiglia 95.000 euro con sport ragazzi e mutuo recente

    Giulia e Paolo, dipendenti pubblici, due figli di 9 e 12 anni. Reddito complessivo cumulativo non rileva (la dichiarazione è individuale): consideriamo Paolo, che dichiara 95.000 euro, mentre Giulia ne dichiara 35.000. Spese 2025 in capo a Paolo: 2.400 euro mutuo prima casa stipulato a maggio 2025 (interessi anno parziale), 1.100 euro attività sportive figli, 850 euro mensa scolastica, 1.800 euro premio assicurazione vita stipulato a gennaio 2025, 2.200 euro spese mediche.

    Tetto 14.000 con coefficiente pieno per due figli a carico = oltre 11.000 euro effettivi. Spese soggette al cap: 8.350 euro. Si resta abbondantemente sotto il tetto: Paolo detrae tutto. Il punto rilevante è che il mutuo è stipulato nel 2025, quindi rientra a pieno titolo nel cap (niente clausola di salvaguardia). Conviene ripartire alcune spese mediche e l’attività sportiva con la moglie (35.000 euro di reddito, nessun tetto applicabile) per ottimizzare il carico fiscale familiare.

    Quando e come verificare

    L’art. 16-ter va testato prima di sostenere spese significative discrezionali, non a marzo dell’anno successivo. Il contribuente con reddito vicino alle soglie (60.000-75.000, 95.000-105.000) dovrebbe stimare ad agosto-settembre il proprio reddito atteso e simulare se le spese pianificate per ristrutturazione, premi assicurativi o investimenti rientrano nel tetto.

    Strumenti pratici:

    • il simulatore integrato nel modello 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate (accesso via SPID o CIE) mostra in tempo reale l’effetto del cap;
    • il CAF convenzionato fa la stima gratuita per i dipendenti e pensionati che gli affidano la dichiarazione;
    • il Modello 730 2026 (riferito ai redditi 2025) avrà uno specifico quadro RP riformulato con il calcolo automatico del tetto.

    Per i bonus edilizi pluriennali è utile tenere un foglio di calcolo separato che indichi, per ogni bonus attivo, la rata residua e la data di prima rata: serve a evitare di programmare nuovi interventi che, sommati ai vecchi, supererebbero il tetto in modo strutturale per i prossimi anni.

    Norme e fonti

    • Art. 16-ter TUIR – Limite massimo alle detrazioni per oneri e spese (introdotto dalla L. 207/2024);
    • Art. 12 TUIR – Detrazioni per carichi di famiglia (escluse dal tetto);
    • Art. 13 TUIR – Detrazioni per redditi di lavoro dipendente e assimilati (escluse dal tetto);
    • Art. 15 TUIR – Oneri e spese detraibili al 19 per cento e ad aliquote diverse (in larga parte soggetti al cap);
    • L. 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), art. 1, comma 10 – Introduzione dell’art. 16-ter TUIR;
    • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 – Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

    Domande frequenti

    Le detrazioni per mutuo prima casa stipulato nel 2020 rientrano nel tetto del 2025?
    No, gli interessi su mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale stipulati prima del 1° gennaio 2025 sono esclusi dal cap per la durata residua del contratto. Restano invece soggetti al tetto gli interessi sui mutui stipulati o rifinanziati dal 2025 in avanti.

    Il tetto si applica al singolo coniuge o al nucleo familiare nel suo insieme?
    La dichiarazione resta individuale e il reddito complessivo rilevante è quello del singolo contribuente. Tuttavia il coefficiente di riduzione del tetto dipende dai figli a carico: per ottimizzare conviene intestare alcune spese al coniuge con reddito più basso, dove possibile (sport ragazzi, spese mediche, attività culturali).

    Se supero il tetto, perdo le detrazioni o slittano all’anno successivo?
    Si perdono definitivamente per la parte eccedente: l’art. 16-ter non prevede il riporto a nuovo. Fanno eccezione i bonus edilizi a rate, dove la quota dell’anno eccedente il tetto si perde solo per l’annualità corrente – le rate degli anni successivi restano comunque dovute e saranno verificate anno per anno.

    Per chi presenta il 730 precompilato il calcolo è automatico?
    Sì, dal 2026 (redditi 2025) il modello precompilato dell’Agenzia delle Entrate applica automaticamente il calcolo del tetto sulle spese caricate dai sostituti d’imposta e dai soggetti che trasmettono i dati (banche, assicurazioni, strutture sanitarie). Resta utile verificare manualmente, perché alcune spese caricate dal contribuente potrebbero non essere correttamente classificate nelle categorie incluse o escluse dal cap.

  • Art. 39 RD 12/1941

    Art. 39 RD 12/1941

    Ordinamento giudiziario (Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12)

    Articolo abrogato.

  • Art. 715-quinquies Codice della Navigazione

    Art. 715-quinquies Codice della Navigazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Articolo abrogato

  • Art. 67 D.Lgs. 174/2016 – Invito a fornire deduzioni

    Art. 67 D.Lgs. 174/2016 – Invito a fornire deduzioni

    Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 – Codice di giustizia contabile (Allegato 1)

    1. Prima di emettere l’atto di citazione in giudizio, il pubblico ministero notifica al presunto responsabile un atto di invito a dedurre, nel quale sono esplicitati gli elementi essenziali del fatto, di ciascuna condotta contestata e del suo contributo causale alla realizzazione del danno contestato, fissando un termine non inferiore a quarantacinque giorni, che decorre dal perfezionamento dell’ultima notificazione dell’invito, entro il quale il presunto responsabile può esaminare tutte le fonti di prova indicate a base della contestazione formulata e depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti.

    2. Nello stesso termine il presunto responsabile, con istanza da formulare in calce alle deduzioni di cui al comma 1, ovvero in separato atto, da depositare nella segreteria del pubblico ministero, può chiedere di essere sentito personalmente; in tal caso l’omessa audizione personale, determina l’inammissibilità della citazione.

    3. Il pubblico ministero fissa il luogo e il giorno dell’audizione che, ad istanza del presunto responsabile, per motivate e comprovate ragioni, può essere differito comunque entro il termine di cui al comma 1.

    4. Le audizioni personali, alle quali il presunto responsabile ha la facoltà di farsi assistere dal difensore, sono sempre verbalizzate a cura di un funzionario della Corte dei conti o da un appartenente agli organi di cui al comma 1, dell’articolo 56.

    5. Il procuratore regionale deposita l’atto di citazione in giudizio, a pena di inammissibilità dello stesso, entro centoventi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle deduzioni da parte del presunto responsabile del danno, salvo quanto disposto dall’articolo 68.

    6. Nel caso l’invito a dedurre sia stato emesso contestualmente nei confronti di una pluralità di soggetti, il termine di cui al comma 5 decorre dal momento del perfezionamento della notificazione per l’ultimo invitato; in tutti gli altri casi, decorre autonomamente per ciascun invitato dal momento del perfezionamento della notificazione nei suoi confronti.

    7. Successivamente all’invito a dedurre, il pubblico ministero non può svolgere attività istruttorie, salva la necessità di compiere accertamenti sugli ulteriori elementi di fatto emersi a seguito delle controdeduzioni ovvero nel caso che ricorrano situazioni obiettivamente nuove rispetto alla fase istruttoria precedente, che non richiedono l’emissione di un nuovo invito a dedurre e salva la comunicazione dei nuovi elementi istruttori ai soggetti invitati.

    8. Nell’invito a dedurre, il pubblico ministero può costituire in mora il presunto responsabile, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1219 e 2943 del codice civile.

    9. I termini di cui al presente articolo sono sospesi dal primo agosto al trentuno agosto e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

  • Art. 715-bis Codice della Navigazione

    Art. 715-bis Codice della Navigazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Articolo abrogato