Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 35 c.p.: (Sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte)

    Art. 35 c.p.: (Sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte)

    Art. 35 c.p. (Sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte priva il condannato della capacità di esercitare, durante la sospensione, una professione, arte, industria, o un commercio o mestiere, per i quali è richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza dell’autorità.

    La sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte non può avere una durata inferiore a tre mesi né superiore a tre anni.

    Essa consegue a ogni condanna per contravvenzione, che sia commessa con abuso della professione, arte, industria, o del commercio o mestiere, ovvero con violazione dei doveri ad essi inerenti, quando la pena inflitta non è inferiore a un anno d’arresto.

  • Art. 35-bis c.p.: Sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

    Art. 35-bis c.p.: Sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

    Art. 35-bis c.p. (Sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese)

    La sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante la sospensione, l’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.

    Essa non può avere una durata inferiore a quindici giorni né superiore a due anni e consegue ad ogni condanna all’arresto per contravvenzioni commesse con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

  • Art. 36 c.p.: (Pubblicazione della sentenza penale di condanna)

    Art. 36 c.p.: (Pubblicazione della sentenza penale di condanna)

    Art. 36 c.p. – Pubblicazione della sentenza penale di condanna

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La sentenza di condanna alla pena di morte o all’ergastolo è pubblicata mediante affissione nel Comune ove è stata pronunciata, in quello ove il delitto fu commesso, e in quello ove il condannato aveva l’ultima residenza.

    La sentenza di condanna è inoltre pubblicata …

    nel sito internet del Ministero della giustizia. La durata della pubblicazione nel sito è stabilita dal giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di quindici giorni.

    La pubblicazione è fatta per estratto, salvo che il giudice disponga la pubblicazione per intero; essa è eseguita d’ufficio e a spese del condannato.

    La legge determina gli altri casi nei quali la sentenza di condanna deve essere pubblicata. In tali casi la pubblicazione ha luogo nei modi stabiliti nei due capoversi precedenti …

    .

  • Articolo 37 Codice Penale: (Pene accessorie temporanee: durata)

    Articolo 37 Codice Penale: (Pene accessorie temporanee: durata)

    Art. 37 c.p. (Pene accessorie temporanee: durata)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando la legge stabilisce che la condanna importa una pena accessoria temporanea, e la durata di questa non è espressamente determinata, la pena accessoria ha una durata eguale a quella della pena principale inflitta, o che dovrebbe scontarsi, nel caso di conversione, per insolvibilità del condannato. Tuttavia, in nessun caso essa può oltrepassare il limite minimo e quello massimo stabiliti per ciascuna specie di pena accessoria.

  • Art. 38 c.p.: (Condizione giuridica del condannato alla pena di morte)

    Art. 38 c.p.: (Condizione giuridica del condannato alla pena di morte)

    Art. 38 c.p. (Condizione giuridica del condannato alla pena di morte)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il condannato alla pena di morte è equiparato al condannato all’ergastolo, per quanto riguarda la sua condizione giuridica.

  • Art. 39 c.p.: (Reato: distinzione fra delitti e contravvenzioni)

    Art. 39 c.p.: (Reato: distinzione fra delitti e contravvenzioni)

    Art. 39 c.p. (Reato: distinzione fra delitti e contravvenzioni)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni, secondo la diversa specie delle pene per essi rispettivamente stabilite da questo codice.

  • Articolo 40 Codice Penale: (Rapporto di causalità)

    Articolo 40 Codice Penale: (Rapporto di causalità)

    Art. 40 c.p. – Rapporto di causalità

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.

    Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

  • Articolo 41 Codice Penale: (Concorso di cause)

    Articolo 41 Codice Penale: (Concorso di cause)

    Art. 41 c.p. (Concorso di cause)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l’azione od omissione e l’evento.

    Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento. In tal caso, se l’azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

    Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

  • Articolo 32 Codice Penale: (Interdizione legale)

    Articolo 32 Codice Penale: (Interdizione legale)

    Art. 32 c.p. – Interdizione legale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il condannato all’ergastolo è in stato d’interdizione legale.

    La condanna all’ergastolo importa anche la decadenza dalla responsabilità genitoriale .

    Il condannato alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni è, durante la pena, in stato d’interdizione legale; la condanna produce altresì, durante la pena, la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale , salvo che il giudice disponga altrimenti.

    Alla interdizione legale si applicano, per ciò che concerne la disponibilità, e l’amministrazione dei beni, nonché la rappresentanza negli atti ad esse relativi, le norme della legge civile sulla interdizione giudiziale.

  • Art. 32-bis c.p.: Interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

    Art. 32-bis c.p.: Interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

    Art. 32-bis c.p. (Interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese)

    L’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante l’interdizione, l’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.

    Essa consegue ad ogni condanna alla reclusione non inferiore a sei mesi per delitti commessi con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

  • Art. 32-ter c.p.: Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Art. 32-ter c.p.: Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Art. 32-ter c.p. – Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    L’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione importa il divieto di concludere contratti con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio.

    Essa non può avere durata inferiore ad un anno né superiore a cinque anni.

  • Art. 32-quater c.p.: Casi nei quali alla condanna consegue l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Art. 32-quater c.p.: Casi nei quali alla condanna consegue l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Art. 32-quater c.p. – Casi nei quali alla condanna consegue l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Ogni condanna per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis, 346-bis, 353, 355, 356, 416, 416-bis, …

    437, 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies, 452-quaterdecies, 501, 501-bis, 640, secondo comma, numero 1, 640-bis e 644, commessi in danno o a vantaggio di un’attività imprenditoriale o comunque in relazione ad essa, importa l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

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