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La cessione del quinto è una forma di prestito personale rimborsabile mediante trattenuta diretta sullo stipendio, nel limite massimo di un quinto (20%) dello stipendio netto mensile. Disponibile per dipendenti pubblici e privati e per i pensionati, richiede il consenso scritto del lavoratore e la comunicazione al datore di lavoro che diventa sostituto.
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Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola |
|---|---|
| Trattenuta massima | 1/5 (20%) dello stipendio netto mensile |
| Durata massima | 120 rate mensili (10 anni) |
| Doppia cessione | Consentita: cessione + delega di pagamento = max 2/5 netto |
| Chi può accedere | Dipendenti pubblici, dipendenti privati con contratto stabile, pensionati |
| Consenso | Atto scritto del lavoratore; comunicazione obbligatoria al datore |
| TFR a garanzia | Il TFR maturato funge da garanzia residua per l’ente finanziatore |
Il meccanismo: chi paga chi
Con la cessione del quinto il lavoratore cede a un istituto finanziario autorizzato il diritto a ricevere una quota dello stipendio, nel limite del 20% del netto. Il datore di lavoro trattiene la rata direttamente dalla busta paga e la versa al finanziatore, diventando sostituto. Il lavoratore riceve il prestito in un’unica soluzione.
Doppia cessione: cessione + delega
La legge consente di affiancare alla cessione del quinto una delega di pagamento (secondo quinto), portando così la trattenuta complessiva fino al 40% del netto. La delega è facoltativa e richiede il consenso del datore di lavoro, che non è obbligato ad accettarla.
Estinzione anticipata e cambio datore
Il lavoratore può estinguere anticipatamente il prestito, con riduzione degli interessi residui. In caso di licenziamento o dimissioni il debito residuo è saldato prioritariamente dal TFR maturato, che funge da garanzia. Se il TFR è insufficiente, interviene la polizza assicurativa obbligatoria stipulata dall’istituto finanziatore.
Casi pratici
Tizio ha un netto di 1.400 € mensili. La trattenuta massima per la cessione del quinto è 280 € (1.400 ÷ 5). Il prestito richiesto determinerà il numero di rate entro il limite di 120.
Caia, dipendente pubblica con netto 1.800 €, ha già una cessione da 360 €. Chiede anche la delega di pagamento: il datore accetta e la trattenuta totale sale a 720 € (2 × 360 €), pari al 40% del netto, limite massimo consentito.
Sempronio viene licenziato con 30 rate ancora da pagare. Il datore versa il TFR maturato (8.000 €) all’istituto finanziatore a copertura del debito residuo (6.200 €). Il saldo positivo di 1.800 € è corrisposto a Sempronio.
Domande frequenti
Qual è il limite massimo della trattenuta per la cessione del quinto?
La trattenuta non può superare il 20% dello stipendio netto mensile (un quinto). Con la delega di pagamento aggiuntiva si può arrivare al 40% del netto.
Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
No: il datore è obbligato ad applicare la trattenuta e a versarla al finanziatore una volta ricevuta la comunicazione. Può invece rifiutare la delega di pagamento (secondo quinto), che è facoltativa.
Cosa succede al debito se cambio lavoro?
Il prestito non si estingue automaticamente. Il nuovo datore subentrerà nella trattenuta; se il nuovo stipendio è inferiore, le rate saranno ricalcolate o si potrà rinegoziare con l’istituto.
La cessione del quinto è disponibile per i dipendenti privati?
Sì, anche i dipendenti privati con contratto a tempo indeterminato possono accedere alla cessione del quinto. L’anzianità aziendale e la stabilità del contratto sono criteri valutati dall’istituto finanziatore.
Si può estinguere la cessione del quinto in anticipo?
Sì. Il lavoratore può estinguere anticipatamente il prestito, recuperando parte degli interessi non ancora maturati. Le modalità e i costi di estinzione devono essere indicati nel contratto di finanziamento.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Qual è il limite massimo della trattenuta per la cessione del quinto?
La trattenuta non può superare il 20% dello stipendio netto mensile (un quinto). Con la delega di pagamento aggiuntiva si può arrivare al 40% del netto.
Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
No: il datore è obbligato ad applicare la trattenuta e a versarla al finanziatore una volta ricevuta la comunicazione. Può invece rifiutare la delega di pagamento (secondo quinto), che è facoltativa.
Cosa succede al debito se cambio lavoro?
Il prestito non si estingue automaticamente. Il nuovo datore subentrerà nella trattenuta; se il nuovo stipendio è inferiore, le rate saranno ricalcolate o si potrà rinegoziare con l'istituto.
La cessione del quinto è disponibile per i dipendenti privati?
Sì, anche i dipendenti privati con contratto a tempo indeterminato possono accedere alla cessione del quinto. L'anzianità aziendale e la stabilità del contratto sono criteri valutati dall'istituto finanziatore.
Si può estinguere la cessione del quinto in anticipo?
Sì. Il lavoratore può estinguere anticipatamente il prestito, recuperando parte degli interessi non ancora maturati. Le modalità e i costi di estinzione devono essere indicati nel contratto di finanziamento.
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