Testo dell'articoloVigente
La cessione di ramo d’azienda si applica le stesse regole del trasferimento d’azienda: i rapporti di lavoro dei dipendenti assegnati al ramo passano automaticamente al cessionario. L’individuazione del ramo ceduto deve corrispondere a un’entità economica autonoma che conserva la sua identità.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Definizione di ramo | Entità economica autonoma, organizzata per produrre beni/servizi, che conserva la propria identità dopo la cessione |
| Dipendenti trasferiti | Quelli assegnati al ramo ceduto (anche in via non esclusiva se prevalente) |
| Consenso del lavoratore | Non richiesto |
| Diritti conservati | Anzianità, TFR, trattamento economico-normativo |
| Responsabilità solidale | Cedente e cessionario per crediti pregressi al trasferimento |
Cos'è un ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c.
L’art. 2112 c.c. si applica anche alla cessione di ramo d’azienda: una parte dell’impresa che costituisce un’entità economica organizzata (con personale, attrezzature, contratti) capace di produrre beni o servizi in modo autonomo e che conserva la propria identità dopo il trasferimento. Non basta cedere un gruppo di lavoratori: deve esserci un’organizzazione coerente e preesistente.
Quali dipendenti passano al cessionario
Trasferiscono al cessionario i lavoratori assegnati al ramo ceduto. L’assegnazione può essere esclusiva o prevalente (il lavoratore dedica la maggior parte della sua attività al ramo). La giurisprudenza ha più volte contestato cessioni di ramo usate come strumento per cedere selettivamente solo determinate persone senza una reale autonomia organizzativa: in quel caso il trasferimento può essere dichiarato nullo e i rapporti considerati proseguiti con il cedente.
Informazione sindacale preventiva
Prima della cessione cedente e cessionario devono informare per iscritto le RSA/RSU o, in assenza, i sindacati comparativamente più rappresentativi, almeno 25 giorni prima del trasferimento (5 giorni se l’impresa è in procedura concorsuale). Le organizzazioni sindacali possono richiedere un esame congiunto entro 7 giorni dalla ricezione dell’informativa. La mancata informazione non invalida il trasferimento ma espone il datore a sanzioni.
Casi pratici
La multinazionale di Tizio cede il dipartimento IT a una società esterna. Tizio, assegnato esclusivamente al reparto IT, passa automaticamente al cessionario con tutta l’anzianità e il TFR maturato.
L’azienda di Caia cede 10 dipendenti scegliendoli nominativamente, senza un’organizzazione preesistente identificabile. Caia, con il supporto del sindacato, contesta che si tratti di un ramo d’azienda: il giudice potrebbe dichiarare nullo il trasferimento e mantenere i rapporti con il cedente.
Il ramo acquistato dalla nuova azienda di Sempronio attraversa una crisi. Per i crediti maturati prima della cessione (TFR, stipendi arretrati), Sempronio può agire anche contro il cedente originario, che risponde in solido.
Domande frequenti
Posso scegliere di non passare al cessionario del ramo?
No: il trasferimento è automatico per legge. Il lavoratore può però dimettersi per giusta causa se il trasferimento modifica sostanzialmente le condizioni di lavoro.
Quanto tempo prima devo essere informato della cessione del ramo?
Almeno 25 giorni prima del trasferimento (ridotti a 5 in caso di procedura concorsuale).
La cessione di ramo può essere impugnata dal lavoratore?
Sì: se il ramo non ha le caratteristiche di entità economica autonoma il lavoratore (o il sindacato) può impugnarne la validità in giudizio.
Il TFR viene liquidato al momento della cessione del ramo?
No. Il TFR maturato segue il lavoratore al cessionario e sarà pagato alla cessazione del rapporto, salvo diverso accordo tra cedente, cessionario e lavoratore.
Il CCNL applicato può cambiare dopo la cessione del ramo?
Il cessionario deve applicare il CCNL in vigore al momento della cessione fino alla sua scadenza; poi si applica quello della nuova impresa, con il vincolo di non ridurre le condizioni economiche acquisite, salvo accordo sindacale.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Posso scegliere di non passare al cessionario del ramo?
No: il trasferimento è automatico per legge. Il lavoratore può però dimettersi per giusta causa se il trasferimento modifica sostanzialmente le condizioni di lavoro.
Quanto tempo prima devo essere informato della cessione del ramo?
Almeno 25 giorni prima del trasferimento (ridotti a 5 in caso di procedura concorsuale).
La cessione di ramo può essere impugnata dal lavoratore?
Sì: se il ramo non ha le caratteristiche di entità economica autonoma il lavoratore (o il sindacato) può impugnarne la validità in giudizio.
Il TFR viene liquidato al momento della cessione del ramo?
No. Il TFR maturato segue il lavoratore al cessionario e sarà pagato alla cessazione del rapporto, salvo diverso accordo tra cedente, cessionario e lavoratore.
Il CCNL applicato può cambiare dopo la cessione del ramo?
Il cessionario deve applicare il CCNL in vigore al momento della cessione fino alla sua scadenza; poi si applica quello della nuova impresa, con il vincolo di non ridurre le condizioni economiche acquisite, salvo accordo sindacale.
Vedi anche