Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 234 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 234 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 234 CCII – Prosecuzione di giudizi e procedimenti esecutivi dopo la chiusura

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. La chiusura della procedura nel caso di cui all’articolo 233, comma 1, lettere c) e d), non è impedita dall’esistenza di crediti nei confronti di altre procedure per i quali si è in attesa del riparto e dalla pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi, rispetto ai quali il curatore mantiene la legittimazione processuale, anche nei successivi stati e gradi del giudizio, ai sensi dell’articolo

    143. La legittimazione del curatore sussiste alresì per i procedimenti, compresi quelli cautelari ed esecutivi, finalizzati a garantire l’attuazione delle decisioni favorevoli alla procedura, anche se instaurati dopo la chiusura della liquidazione giudiziale.

    2. In deroga all’articolo 132, le rinunzie alle liti e le transazioni sono autorizzate dal giudice delegato.

    3. Le somme necessarie per spese future ed eventuali oneri relativi ai giudizi pendenti, nonchè le somme ricevute dal curatore per effetto di provvedimenti provvisoriamente esecutivi e non ancora passati in giudicato, sono trattenute dal curatore secondo quanto previsto dall’articolo 232, comma 2.

    4. Dopo la chiusura della procedura, le somme ricevute dal curatore per effetto di provvedimenti definitivi e gli eventuali residui degli accantonamenti sono fatti oggetto di riparto supplementare fra i creditori secondo le modalità disposte dal tribunale con il decreto di cui all’articolo 235.

    5. In relazione alle eventuali sopravvenienze attive derivanti dai giudizi pendenti non si fa luogo a riapertura della procedura.

    6. Con il decreto di chiusura il tribunale impartisce le disposizioni necessarie per il deposito del rapporto riepilogativo di cui all’articolo 130, comma 9, di un supplemento di rendiconto, del riparto supplementare e del rapporto riepilogativo finale. La chiusura della procedura a norma del presente comma non comporta la cancellazione della società dal registro delle imprese sino alla conclusione dei giudizi in corso e alla effettuazione dei riparti supplementari, anche all’esito delle ulteriori attività liquidatorie che si siano rese necessarie.

    7. Eseguito l’ultimo progetto di ripartizione o comunque definiti i giudizi e procedimenti pendenti, il curatore chiede al tribunale di archiviare la procedura di liquidazione giudiziale. Il tribunale provvede con decreto.

    8. Entro dieci giorni dal deposito del decreto di archiviazione, il curatore chiede la cancellazione della società dal registro delle imprese ovvero, quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione, procede ai sensi dell’articolo 233, comma 2, primo periodo.

  • Art. 46 IRAP – Revisione delle aliquote e del numero degli scaglioni di reddito

    Art. 46 IRAP – Revisione delle aliquote e del numero degli scaglioni di reddito

    Art. 46 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Revisione delle aliquote e del numero degli scaglioni di reddito

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Il comma 1 dell’articolo 11 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è sostituito dal seguente: «1. L’imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito: a) fino a lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85] 18,5% b) oltre lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85] e fino a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71] 26,5% c) oltre lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71] e fino a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41] 33,5% d) oltre lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41] e fino a lire 135.000.000 [n.d.r. euro 69.721,68] 39,5% e) oltre lire 135.000.000 [n.d.r. euro 69.721,68] 45,5%».

  • Art. 45 IRAP – Disposizioni transitorie

    Art. 45 IRAP – Disposizioni transitorie

    Art. 45 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Disposizioni transitorie

    In vigore dal 01/01/1998

    1. […] (1) 2. Per i soggetti di cui agli articoli 6 e 7, per i periodi d’imposta in corso al 1° gennaio 1998, al 1° gennaio 1999 e al 1° gennaio 2000 l’aliquota è stabilita nella misura del 5,4 per cento; per i due periodi d’imposta successivi, l’aliquota è stabilita, rispettivamente, nelle misure del 5 e del 4,75 per cento. 3. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti, tenuto conto della base imponibile dell’imposta sulle attività produttive e di quella dell’imposta personale sui redditi, gli ammontari in valore assoluto e percentuale del maggior carico impositivo rispetto a quello derivante dai tributi e contributi soppressi ai sensi degli articoli 36 e 51, comma 1, in base ai quali fissare l’entità della riduzione dell’acconto dovuto ai fini della stessa imposta determinato ai sensi dell’articolo 31, nonché le modalità applicative e quelle relative ai commi da 4 a 6. La predetta riduzione non può superare per ciascun soggetto l’importo massimo in valore assoluto stabilito nel predetto decreto e non può comportare una diminuzione di gettito superiore a 500 miliardi di lire [n.d.r. 258.228.449,54 euro] per l’anno 1998, a 250 miliardi di lire [n.d.r. 129.114.224,77 euro] per l’anno 1999 e a 125 miliardi di lire [n.d.r. 645.571.112,38 euro] per l’anno 2000. 4. I soggetti per i quali l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 3 determina un ammontare dell’acconto IRAP diverso da quello che risulterebbe in via ordinaria, applicano le disposizioni di cui al comma 3 anche per la determinazione dell’imposta dovuta all’esercizio in corso al 1° gennaio 1998, prendendo a riferimento i tributi o contributi che sarebbero stati dovuti in tale anno in assenza della loro soppressione. 5. Per i soggetti che esercitano la propria attività nel territorio di più regioni e che applicano le disposizioni del comma 3, l’imposta da versare alle singole regioni è determinata in misura proporzionale alla base imponibile regionale; per i medesimi soggetti il credito di imposta di cui al comma 6 deve essere ripartito in misura proporzionale alla base imponibile regionale. 6. La differenza tra l’imposta dovuta in via ordinaria per l’anno 1998 e l’imposta effettivamente pagata in base alle disposizioni dei commi 3 e 4, può essere computata in detrazione d’imposta regionale sulle attività produttive, nella misura del 50 per cento per l’anno 1999 e del 25 per cento per DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 46-47 34 l’anno 2000. Note: (1) Comma abrogato dall’art. 1, comma 70, lett. e), L. 28.12.2015 n. 208, pubblicata in G.U. 30.12.2015 n. 302, S.O. n. 70. Ai sensi del successivo comma 72, la disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015. Testo precedente: “Per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, l’aliquota è stabilita nella misura dell’1,9 per cento.“. In precedenza, l’art. 2, comma 1, L. 22.12.2008 n. 203, pubblicata in G.U. 30.12.2008 n. 303, S.O. n. 285. L’art. 2, comma 1, lett. c), DL 24.4.2014 n. 66, convertito, con modificazioni, dalla L. 23.6.2014 n. 89 aveva sostituito alle parole “nella misura dell’1,9 per cento” le parole “nella misura del 1,70 per cento”. L’aliquota del 1,7% avrebbe dovuto applicarsi a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. Tuttavia, l’art. 2, comma 1, lett. c), DL 24.4.2014 n. 66, convertito, con modificazioni, dalla L. 23.6.2014 n. 89 è stato abrogato dall’art. 1, comma 22, L. 23.12.2014 n. 190, pubblicata in G.U. 29.12.2014 n. 300, S.O. n. 99, in vigore dall’1.1.2015. Ai sensi del medesimo comma 22, la disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. Ai sensi del successivo comma 2 dell’art. 2 del DL n. 66/2014, ai fini della determinazione dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il criterio previsionale, di cui all’articolo 4 del decreto legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, in luogo dell’aliquota del 1,70 per cento, si tiene conto dell’aliquota del 1,80 per cento. TITOLO II – Revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, istituzione dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche

  • Articolo 213 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 213 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 213 CCII – Programma di liquidazione

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario e in ogni caso non oltre centocinquanta giorni dalla sentenza dichiarativa dell’apertura della liquidazione giudiziale, il curatore predispone un programma di liquidazione e lo trasmette al giudice delegato ai fini di cui al comma 7. Il comitato dei creditori può proporre modifiche al programma presentato. Il mancato rispetto del termine di centocinquanta giorni di cui al primo periodo senza giustificato motivo è giusta causa di revoca del curatore.

    2. Il curatore, fermo quanto previsto dall’articolo 142, comma 3, e previa autorizzazione del comitato dei creditori, può rinunciare a liquidare uno o più beni, se l’attività di liquidazione appare manifestamente non conveniente. In questo caso, il curatore notifica l’istanza e la relativa autorizzazione ai competenti uffici per l’annotazione nei pubblici registri e ne dà comunicazione ai creditori i quali, in deroga a quanto previsto nell’articolo 150, possono iniziare azioni esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del debitore. Si presume manifestamente non conveniente la prosecuzione dell’attività di liquidazione dopo sei esperimenti di vendita cui non ha fatto seguito l’aggiudicazione, salvo che il giudice delegato non autorizzi il curatore a continuare l’attività liquidatoria, in presenza di giustificati motivi.

    3. Il programma è suddiviso in sezioni in cui sono indicati separatamente criteri e modalità della liquidazione dei beni immobili, della liquidazione degli altri beni e della riscossione dei crediti, con indicazione dei costi e dei presumibili tempi di realizzo. Nel programma sono, inoltre, indicati le azioni giudiziali di qualunque natura e il subentro nelle liti pendenti, con i costi per il primo grado di giudizio. Sono, altresì, indicati gli esiti delle liquidazioni già compiute.

    4. Il programma indica gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, quali l’esercizio dell’impresa del debitore e l’affitto di azienda, ancorchè relativi a singoli rami dell’azienda, nonchè le modalità di cessione unitaria dell’azienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuabili in blocco.

    5. Nel programma è indicato il termine entro il quale avrà inizio l’attività di liquidazione dell’attivo ed il termine del suo presumibile completamento. Entro otto mesi dall’apertura della procedura deve avere luogo il primo esperimento di vendita dei beni e devono iniziare le attività di recupero dei crediti, salvo che il giudice delegato, con decreto motivato, non ne autorizzi il differimento. Il mancato rispetto dei termini di cui al primo e secondo periodo senza giustificato motivo è causa di revoca del curatore.

    6. Per sopravvenute esigenze, il curatore può presentare un supplemento del piano di liquidazione. Prima della approvazione del programma, il curatore può procedere alla liquidazione di beni, previa autorizzazione del giudice delegato e sentito il comitato dei creditori se già nominato, solo quando dal ritardo può derivare pregiudizio all’interesse dei creditori.

    7. Il programma è trasmesso al giudice delegato che ne autorizza la sottoposizione al comitato dei creditori per l’approvazione. Il giudice delegato autorizza i singoli atti liquidatori in quanto conformi al programma approvato.

    8. Il termine per il completamento della liquidazione non può eccedere i cinque anni dal deposito della sentenza di apertura della procedura. In casi di particolare complessità o difficoltà delle vendite, questo termine può essere differito dal giudice delegato.

    9. Quando il curatore ha rispettato i termini, originari o differiti, di cui al comma 5, secondo periodo, nel calcolo dei termini di cui alla legge 24 marzo 2001, n. 89, non si tiene conto del tempo necessario per il completamento della liquidazione.

  • Art. 44 IRAP – Adeguamento dei trattati internazionali

    Art. 44 IRAP – Adeguamento dei trattati internazionali

    Art. 44 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Adeguamento dei trattati internazionali

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Ai fini dell’applicazione dei trattati internazionali in materia tributaria, l’imposta regionale sulle attività produttive è equiparata ai tributi erariali aboliti con l’articolo 36.

  • Art. 43 IRAP – Riferimenti sistematici

    Art. 43 IRAP – Riferimenti sistematici

    Art. 43 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Riferimenti sistematici

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Le disposizioni del presente titolo che fanno indistintamente riferimento alle regioni o al loro territorio devono intendersi riferite, per la regione Trentino-Alto Adige, alle province autonome di Trento e Bolzano o al loro territorio. 2. I rapporti finanziari tra lo Stato, le autonomie speciali e gli enti locali devono essere disciplinati in modo tale da mantenere il necessario equilibrio finanziario.

  • Art. 42 IRAP – Versamento delle eccedenze

    Art. 42 IRAP – Versamento delle eccedenze

    Art. 42 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Versamento delle eccedenze

    In vigore dal 01/01/1998

    1. A decorrere dall’anno 1999, il Fondo perequativo di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, è soppresso. 2. […] (1). 3. […] (2). 4. […] (3). 5. A decorrere dall’anno 1998 cessano le anticipazioni straordinarie di cassa di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. 6. A decorrere dall’anno 1998 la trattenuta di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, è effettuata sulle erogazioni di cui all’articolo 3, comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. 7. Relativamente alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano le eccedenze positive o negative di risorse di cui all’articolo 41, commi 2 e 3, vengono compensate per gli anni dal 1998 al 2002 (4), nel rispetto degli statuti di autonomia mediante variazioni delle quote del fondo sanitario nazionale, trasferimenti di funzioni, modifica delle quote variabili previste ai sensi degli statuti o acquisizione delle eccedenze al bilancio dello Stato. A partire dall’anno 2003 (5) non si dà luogo a recupero delle eccedenze, ma si procede attraverso il trasferimento di nuove funzioni amministrative, definite con le procedure fissate dai rispettivi statuti di autonomia, fino all’esaurimento delle eccedenze medesime. Note: (1) Comma abrogato dall’art. 13, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicata in G.U. 15.3.2000 n. 62. Testo precedente: “A partire dall’esercizio 1998 è istituito nello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della program- DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 43-45 33 mazione economica un fondo di compensazione interregionale alimentato dalle eccedenze finanziarie realizzate dalle regioni a statuto ordinario, secondo quanto previsto dall’articolo 41, comma 1; tali eccedenze sono destinate, nei limiti delle occorrenze finanziarie, in favore delle regioni che presentano una perdita di entrata. In caso di insufficienza del fondo si provvede con risorse a carico del bilancio dello Stato.“. (2) Comma abrogato dall’art. 13, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicata in G.U. 15.3.2000 n. 62. Testo precedente: “Il Fondo di compensazione interregionale di cui al comma 2 è determinato in via definitiva nell’anno successivo a quello di riferimento sulla base del gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive effettivamente realizzato.“. (3) Comma abrogato dall’art. 13, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicata in G.U. 15.3.2000 n. 62. Testo precedente: “Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio, della programmazione economica, di concerto con il Ministro delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni, sono stabiliti i criteri e le modalità di versamento delle eccedenze di cui al comma 2 all’entrata del bilancio dello Stato per la riassegnazione delle somme necessarie al Fondo di compensazione interregionale, anche mediante trattenute periodiche delle presumibili eccedenze a valere sugli appositi conti accesi presso la tesoreria centrale dello Stato.“. (4) Le parole “per gli anni dal 1998 al 2002” sono state sostituite alle precedenti “per gli anni 1998 e 1999” dall’art. 16, comma 1, lett. e), L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219. (5) La parola “2003” è stata sostituita alla precedente “2000” dall’art. 16, comma 1, lett. e), L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219.

  • Art. 41 IRAP – Determinazione delle eccedenze

    Art. 41 IRAP – Determinazione delle eccedenze

    Art. 41 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Determinazione delle eccedenze

    In vigore dal 01/01/1998

    1. […] (1). 2. Per le regioni a statuto speciale che accedono al Fondo sanitario nazionale le eccedenze annuali di risorse finanziarie sono costituite dalla differenza tra il gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive, al netto della quota destinata alla sanità e di quelle di cui agli articoli 26 e 27, e l’ammontare delle compartecipazioni ai tributi erariali soppressi, convenzionalmente incrementati del tasso di crescita del prodotto interno lordo […] (2), e tenendo anche conto degli effetti indiretti derivanti dall’ampliamento delle basi imponibili degli altri tributi compartecipati. 3. Per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano che non accedono al Fondo sanitario nazionale le eccedenze annuali di risorse finanziarie sono determinate sottraendo dall’ammontare del gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive, al netto delle quote di cui agli articoli 26 e 27, dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 50 e, limitatamente al 1998, dei contributi sanitari di cui all’articolo 38, comma 2, l’ammontare dei contributi sanitari riscossi nell’anno 1997, convenzionalmente aumentati del tasso di crescita del prodotto interno lordo […] (2), nonché l’ammontare delle compartecipazioni ai tributi erariali soppressi, anch’essi convenzionalmente incrementati del tasso di crescita del prodotto interno lordo […] (2), e tenendo conto degli effetti indiretti derivanti dall’ampliamento delle basi imponibili e degli altri tributi compartecipati. 3 bis. Per gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui ai commi precedenti s’intende quello ricalcolato sulla base delle aliquote di cui all’articolo 16, commi 1 e 2. (3) Note: (1) Comma abrogato dall’art. 13, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicata in G.U. 15.3.2000 n. 62. Testo precedente: “Per le regioni a statuto ordinario le eccedenze annuali di risorse finanziarie sono costituite dalla differenza tra il gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive, al netto della quota destinata al finanziamento dell’assistenza sanitaria, e l’ammontare delle quote di cui agli articoli 26 e 27 e delle spettanze a titolo di fondo perequativo determinate in applicazione dell’articolo 3, commi 2 e 3, della L. 28 dicembre 1995, n. 549.“. (2) Le parole “per il 1998 e 1999” sono state soppresse dall’art. 16, comma 1, lett. d), L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219. (3) Comma inserito dall’art. 1, comma 1, lett. q), DLgs. 30.12.1999 n. 506, pubblicata in G.U. 31.12.1999 n. 306, S.O. n. 232.

  • Art. 40 IRAP – Modalità per il riversamento dell’Irap e dell’addizionale Irpef

    Art. 40 IRAP – Modalità per il riversamento dell’Irap e dell’addizionale Irpef

    Art. 40 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Modalità per il riversamento dell’Irap e dell’addizionale Irpef

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Ai fini del versamento dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 50 alle regioni, sono istituiti presso la tesoreria centrale dello Stato specifici conti correnti infruttiferi intestati alle regioni e alle provincie autonome di Trento e Bolzano e, presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato operanti nei capoluoghi di regione e nelle predette provincie autonome, specifiche contabilità speciali di girofondi intestate alle stesse regioni e provincie autonome. 2. Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni, sono stabilite le modalità di riversamento delle somme riscosse sui conti di cui al comma 1. DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 41-42 32 3. Al fine del versamento dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 50 non si applica il secondo comma dell’articolo 63 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.

  • Art. 39 IRAP – Ripartizione del Fondo sanitario nazionale

    Art. 39 IRAP – Ripartizione del Fondo sanitario nazionale

    Art. 39 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Ripartizione del Fondo sanitario nazionale

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Il CIPE su proposta del Ministro della sanità, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, delibera annualmente l’assegnazione in favore delle regioni, a titolo di acconto, delle quote del Fondo sanitario nazionale di parte corrente, tenuto conto dell’importo complessivo presunto del gettito dell’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 50 e della quota del gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive, di cui all’articolo 38, comma 1, stimati per ciascuna regione. Il CIPE con le predette modalità provvede entro il mese di febbraio dell’anno successivo all’assegnazione definitiva in favore delle regioni delle quote del Fondo sanitario nazionale, parte corrente, ad esse effettivamente spettanti. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, è autorizzato a procedere alle risultanti compensazioni a valere sulle quote del Fondo sanitario nazionale, parte corrente, erogata per il medesimo anno. 2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, è autorizzato a concedere alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano anticipazioni mensili da accreditare ai conti correnti di cui all’articolo 40, comma 1, in essere presso la tesoreria centrale dello Stato, nei limiti di un dodicesimo dell’importo complessivo presunto del gettito dell’addizionale e della quota di imposta di cui al comma 1, alle stesse attribuiti nonché delle quote del Fondo sanitario nazionale di parte corrente deliberate dal CIPE, in favore delle medesime regioni, in ciascun anno; nelle more della deliberazione del CIPE le predette anticipazioni mensili sono commisurate all’importo complessivo presunto dei gettiti dell’addizionale e della quota d’imposta predetti, ovvero limitatamente all’anno 1998 all’importo complessivo presunto dei contributi sanitari, e delle quote del Fondo sanitario nazionale relativi all’anno precedente. 3. Alla copertura dell’eventuale differenza tra l’ammontare dei gettiti di cui al comma 1 previsti in sede di riparto del Fondo sanitario nazionale e quello effettivamente riscosso dalle regioni si provvede mediante specifica integrazione del Fondo sanitario nazionale quantificata dalla legge finanziaria. 4. Per le finalità di cui ai commi 1, 2 e 3 si tiene conto, per l’anno di entrata in vigore del presente decreto, dei contributi di cui al comma 2 dell’articolo 38. 5. Sono abrogati i commi 15, 17 e 19 dell’articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

  • Art. 38 IRAP – Determinazione del Fondo sanitario nazionale

    Art. 38 IRAP – Determinazione del Fondo sanitario nazionale

    Art. 38 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Determinazione del Fondo sanitario nazionale

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Al fine della determinazione del Fondo sanitario nazionale di parte corrente e delle specifiche quote da assegnare alle regioni si considera come dotazione propria delle medesime il gettito dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche prevista dall’articolo 50, ed il 90 per cento del gettito, ricalcolato sulla base delle aliquote di cui all’articolo 16, comma 1 e 2, dell’imposta regionale sulle attività produttive al netto delle quote attribuite allo Stato di cui all’articolo 26. DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 39-40 31 2. I contributi per il Servizio sanitario nazionale riscossi nell’anno di entrata in vigore del presente decreto relativi a presupposti di imposizione verificatisi anteriormente costituiscono per il medesimo anno dotazione propria delle regioni ai fini della determinazione delle quote di Fondo sanitario nazionale di parte corrente da assegnare alle stesse. 3. A decorrere dal 1998, la partecipazione delle regioni Sicilia e Sardegna al finanziamento del Servizio sanitario nazionale stabilita dall’articolo 12, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come da ultimo modificato dall’articolo 1, comma 143, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è commisurata alle risorse provenienti dal Fondo sanitario nazionale e dai gettiti di cui ai commi 1 e 2.

  • Art. 37 IRAP – Soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare

    Art. 37 IRAP – Soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare

    Art. 37 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Nei confronti dei soggetti il cui periodo di imposta non coincide con l’anno solare l’applicazione dell’imposta regionale sulle attività produttive e l’abolizione dei contributi e dei tributi indicati nell’articolo 36, comma 1, lettere a), b) ed e), hanno effetto dal primo periodo di imposta che ha inizio successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. In deroga a quanto disposto nel comma 1 per i soggetti ivi indicati il cui periodo di imposta è in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto ed è iniziato dopo il 30 settembre dell’anno precedente, l’applicazione dell’imposta regionale sulle attività produttive e l’abolizione dei contributi e tributi indicati nel medesimo comma 1 hanno effetto dalla data di inizio del predetto periodo. 3. I soggetti di cui al comma 2 possono scomputare dall’acconto di cui all’articolo 31 i dodicesimi dell’imposta e della tassa di cui all’articolo 36, comma 1, lettere c) e d), dovute per l’anno precedente a quello di entrata in vigore del presente decreto e relativi ai mesi interi compresi tra la data dalla quale ha effetto nei loro confronti, a norma del medesimo comma 2, l’abolizione dei predetti tributi e quella di entrata in vigore del presente decreto nonché l’importo dei contributi di cui alla lettera a) del medesimo comma dell’articolo 36 eventualmente versati con riferimento ai predetti mesi. Non si fa luogo in ogni caso al rimborso degli importi non scomputati.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.