Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 57 IRAP – Revisione delle imposte di registro e sulle donazioni

    Art. 57 IRAP – Revisione delle imposte di registro e sulle donazioni

    Art. 57 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Revisione delle imposte di registro e sulle donazioni

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Nel testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 7, concernente gli atti non soggetti a registrazione, nel comma 1, secondo periodo, le parole «4, 5 e 11» sono sostituite dalle seguenti: «4, 5, 11 e 11-bis»; b) all’articolo 51, relativo ai valori dei beni e dei diritti, nel comma 4, dopo le parole «art. 7 della parte prima della tariffa» sono inserite le seguenti: «e art. 11-bis della tabella»; c) alla tariffa, parte prima, concernente gli atti soggetti a registrazione in termine fisso: 1) nell’articolo 4, comma 1, lettera a), numero 4), la parola «autoveicoli» è sostituita dalle seguenti: «unità da diporto»; alla stessa lettera, nel numero 5, dopo le parole «di beni mobili» sono inserite le seguenti: «, esclusi quelli di cui all’articolo 11-bis della tabella,»; 2) nell’articolo 7, comma 1, sono soppresse le lettere da a) ad e) nonché le note; 3) nell’articolo 8, comma 1, lettera a), la parola «autoveicoli» è sostituita dalle seguenti: «unità da diporto»; 4) nell’articolo 11, le parole «4, 5 e 11» sono sostituite dalle seguenti: «4, 5, 11 e 11-bis»; d) nella tabella, relativa agli atti per i quali non vi è l’obbligo di chiedere la registrazione, dopo l’articolo 11, è aggiunto il seguente: «Art. 11-bis. – 1. Atti di natura traslativa o dichiarativa aventi ad oggetto veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.“. 2. È abrogato il comma 2 dell’articolo 59 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e dopo lo stesso articolo 59 è inserito il seguente: “Art. 59- bis (Esenzione per i veicoli iscritti al pubblico registro automobilistico) – 1. Non sono soggette ad imposta, anche nella ipotesi di cui all’articolo 59, comma 3, le donazioni di veicoli di cui all’articolo 12, comma 1, lettera l).». 3. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto dal 1° gennaio 1999.

  • Art. 56 IRAP – Imposta provinciale di trascrizione

    Art. 56 IRAP – Imposta provinciale di trascrizione

    Art. 56 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Imposta provinciale di trascrizione

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Le province possono, con regolamento adottato a norma dell’articolo 52, istituire l’imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richieste al pubblico registro automobilistico, avente competenza nel proprio territorio, ai sensi del regio decreto-legge 15 marzo 1927, n. 436, e relativo regolamento di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1814, e del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 1 bis. Le formalità di cui al comma 1 possono essere eseguite su tutto il territorio nazionale con ogni strumento consentito dall’ordinamento e con destinazione del gettito dell’imposta alla Provincia ove ha sede legale o residenza il soggetto passivo, inteso come avente causa o intestatario del veicolo. (1) 2. L’imposta è applicata sulla base di apposita tariffa determinata secondo le modalità di cui al comma 11, le cui misure potranno essere aumentate, anche con successiva deliberazione approvata nel termine di cui all’articolo 54, fino ad un massimo del trenta (2) per cento, ed è dovuta per ciascun veicolo al momento della richiesta di formalità. È dovuta una sola imposta quando per lo stesso credito ed in virtù dello stesso atto devono eseguirsi più formalità di natura ipotecaria. Le maggiorazioni di gettito conseguenti al suddetto DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 56 41 eventuale aumento non saranno computate ai fini della determinazione dei parametri utilizzati ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, ai fini della perequazione della capacità fiscale tra province. 3. Le province notificano entro dieci giorni dalla data di esecutività copia autentica della deliberazione istitutiva o modificativa delle misure dell’imposta al competente ufficio provinciale del pubblico registro automobilistico e all’ente che provvede alla riscossione per gli adempimenti di competenza. L’aumento tariffario interessa le immatricolazioni effettuate e gli atti formati dalla sua decorrenza e, qualora esso sia deliberato con riferimento alla stessa annualità in cui è eseguita la notifica prevista dal presente comma, opera dalla data della notifica stessa. (3) 4. Con lo stesso regolamento di cui al comma 1, le province disciplinano la liquidazione, la riscossione e la contabilizzazione dell’imposta provinciale di trascrizione e i relativi controlli, nonché l’applicazione delle sanzioni per l’omesso o il ritardato pagamento dell’imposta stessa ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. Tali attività, se non gestite direttamente ovvero nelle forme di cui al comma 5 dell’articolo 52, sono affidate, a condizioni da stabilire tra le parti, allo stesso concessionario del pubblico registro automobilistico il quale riversa alla tesoreria della provincia titolare del tributo ai sensi del comma 1-bis (4) le somme riscosse inviando alla provincia stessa la relativa documentazione. In ogni caso deve essere assicurata l’esistenza di un archivio nazionale dei dati fiscali relativi ai veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico. L’imposta suppletiva ed i rimborsi devono essere richiesti nel termine di tre anni dalla data in cui la formalità è stata eseguita. 5. Le province autonome di Trento e Bolzano provvedono all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, in conformità ai rispettivi statuti e relative norme di attuazione. 6. Le cessioni di mezzi di trasporto usati, da chiunque effettuate nei confronti dei contribuenti che ne fanno commercio, nonchè le cessioni degli stessi a seguito di esercizio di riscatto da parte del locatario a titolo di locazione finanziaria (5), non sono soggette al pagamento dell’imposta. Per gli autoveicoli muniti di carta di circolazione per uso speciale ed i rimorchi destinati a servire detti veicoli, sempreché non siano adatti al trasporto di cose, l’imposta è ridotta ad un quarto. Analoga riduzione, da operarsi sull’imposta indicata dalla tariffa approvata con decreto del Ministro delle finanze di cui al successivo comma 11, si applica per i rimorchi ad uso abitazione per campeggio e simili. In caso di fusione tra società esercenti attività di locazione di veicoli senza conducente, le iscrizioni e le trascrizioni già esistenti al pubblico registro automobilistico relative ai veicoli compresi nell’atto di fusione conservano la loro validità ed il loro grado a favore del cessionario, senza bisogno di alcuna formalità o annotazione (6). 7. Alle formalità richieste ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2688 del c.c. si applica un’imposta pari al doppio della relativa tariffa. 8. Relativamente agli atti societari e giudiziari, il termine per la richiesta delle formalità e pagamento della relativa imposta decorre a partire dal sesto mese successivo alla pubblicazione nel registro delle imprese e comunque entro 60 giorni dalla effettiva restituzione alle parti a seguito dei rispettivi adempimenti. 9. Le controversie concernenti l’imposta provinciale di trascrizione, le sanzioni e gli accessori sono soggette alla giurisdizione delle commissioni tributarie secondo le disposizioni del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 10. Le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione respinte dagli uffici provinciali del pubblico registro automobilistico anteriormente al 1° gennaio dell’anno dal quale ha effetto il regolamento di cui al comma 1, sono soggette, nel caso di ripresentazione a partire da tale data, alla disciplina relativa all’imposta provinciale. L’imposta erariale di trascrizione e l’addizionale provinciale eventualmente versate sono rimborsate rispettivamente dall’amministrazione finanziaria e dalla provincia su richiesta dei soggetti interessati. 11. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le misure dell’imposta provinciale di trascrizione per tipo e potenza dei veicoli, in misura tale da garantire il complessivo gettito dell’imposta erariale di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli al pubblico registro automobilistico e la relativa addizionale provinciale.

    DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 57-58 Note: (1) Comma inserito dall’art. 9, comma 2, lett. a), DL 10.10.2012 n. 174, convertito, con modificazioni, dalla L. 7.12.2012 n. 213. (2) La parola “trenta” è stata sostituita alla precedente “venti” dall’art. 1, comma 154, L. 27.12.2006, n. 296, pubblicata in G.U. 27.12.2006 n. 299, S.O. n. 244. (3) Periodo inserito dall’art. 54, comma 1, lett. b), L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219. (4) Le parole “della provincia titolare del tributo ai sensi del comma 1-bis” sono state sostituite alle precedenti “di ciascuna provincia nel cui territorio sono state eseguite le relative formalità” dall’art. 9, comma 2, lett. b), DL 10.10.2012 n. 174, convertito, con modificazioni, dalla L. 7.12.2012 n. 213. (5) Le parole “, nonchè le cessioni degli stessi a seguito di esercizio di riscatto da parte del locatario a titolo di locazione finanziaria” sono state inserite dall’art. 1, comma 165, L. 27.12.2013 n. 147, pubblicata in G.U. 27.12.2013 n. 302, S.O. n. 87, in vigore dall’1.1.2014. (6) Periodo inserito dall’art. 33, comma 11, L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219.

  • Art. 55 IRAP – Tasse sulle concessioni delle regioni a statuto ordinario

    Art. 55 IRAP – Tasse sulle concessioni delle regioni a statuto ordinario

    Art. 55 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Tasse sulle concessioni delle regioni a statuto ordinario

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Le regioni a statuto ordinario hanno la facoltà di non applicare, anche limitatamente ad alcune, le tasse sulle concessioni regionali di cui al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230.

  • Art. 54 IRAP – Approvazione delle tariffe e dei prezzi pubblici

    Art. 54 IRAP – Approvazione delle tariffe e dei prezzi pubblici

    Art. 54 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Approvazione delle tariffe e dei prezzi pubblici

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Le province e i comuni approvano le tariffe e i prezzi pubblici ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione. 1 bis. Le tariffe ed i prezzi pubblici possono comunque essere modificati, in presenza di rilevanti incrementi nei costi relativi ai servizi stessi, nel corso dell’esercizio finanziario. L’incremento delle tariffe non ha effetto retroattivo. (1) Note: (1) Comma inserito dall’art. 54, comma 1, lett. a), L. 23.12.2000 n. 388, pubblicata in G.U. 29.12.2000 n. 302, S.O. n. 219.

  • Art. 53 IRAP – Albo per l’accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali

    Art. 53 IRAP – Albo per l’accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali

    Art. 53 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Albo per l’accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Presso il Ministero delle finanze è istituito l’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni. Sono escluse le attività di incasso diretto da parte dei soggetti di cui all’articolo 52, comma 5, lettera b), numeri 1), 2) e 4). (1) (2) 2. L’esame delle domande di iscrizione, la revisione periodica, la cancellazione e la sospensione dall’albo, la revoca e la decadenza della gestione sono effettuate da una apposita commissione in cui sia prevista una adeguata rappresentanza dell’ANCI e dell’UPI. 3. Con decreti del Ministro delle finanze, da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto delle esigenze di trasparenza e di tutela del pubblico interesse, sentita la conferenza Stato-città, sono definiti le condizioni ed i requisiti per l’iscrizione nell’albo, al fine di assicurare il possesso di ade- DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 54-56 40 guati requisiti tecnici e finanziari, la sussistenza di sufficienti requisiti morali e l’assenza di cause di incompatibilità da parte degli iscritti, ed emanate disposizioni in ordine alla composizione, al funzionamento e alla durata in carica dei componenti della commissione di cui al comma 2, alla tenuta dell’albo, alle modalità per l’iscrizione e la verifica dei presupposti per la sospensione e la cancellazione dall’albo nonché ai casi di revoca e decadenza della gestione. Per i soggetti affidatari di servizi di liquidazione, accertamento e riscossione di tributi e altre entrate degli enti locali, che svolgano i predetti servizi almeno dal 1° gennaio 1997, può essere stabilito un periodo transitorio, non superiore a due anni, per l’adeguamento alle condizioni e ai requisiti per l’iscrizione nell’albo suddetto. 4. Sono abrogati gli articoli da 25 a 34 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, concernenti la gestione del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità. Note: (1) Periodo inserito dall’art. 1, comma 788, L. 27.12.2019 n. 160, pubblicata in G.U. 30.12.2019 n. 304, S.O. n. 45, come da ultimo modificato dall’art. 111, comma 1, DL 14.8.2020 n. 104, convertito, con modificazioni, dalla L. 13.10.2020 n. 126. (2) Ai sensi dell’art. 3, comma 14-septies, DL 27.12.2024 n. 202, convertito, con modificazioni, dalla L. 21.2.2025 n. 15, “le disposizioni di cui agli articoli 52, comma 5, lettera b), numero 1), e 53, comma 1, del decreto legislativo n. 446 del 1997, conformemente alla disciplina recata dalla normativa dell’Unione europea direttamente applicabile, si interpretano nel senso che le società di scopo, di cui all’articolo 194 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, o di progetto, di cui al previgente articolo 184 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, costituite per svolgere attività di accertamento e di riscossione o attività di supporto ad esse propedeutiche, non sono iscritte nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997, laddove la società aggiudicataria del bando di gara per l’affidamento del servizio di accertamento e di riscossione delle entrate degli enti locali, socia della stessa società di scopo risulti già iscritta nel predetto albo. Gli atti di accertamento e di riscossione emessi dalle società di scopo di cui al precedente periodo sono da considerare legittimi in quanto emessi in luogo dell’aggiudicatario, comunque tenuto a garantire in solido l’adempimento di tutte le prestazioni erogate direttamente dalle predette società.“

  • Art. 52 IRAP – Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni

    Art. 52 IRAP – Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni

    Art. 52 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Le province ed i comuni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e della aliquota massima dei singoli tributi, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge vigenti. 2. […] (1) 3. Nelle province autonome di Trento e Bolzano, i regolamenti sono adottati in conformità alle disposizioni dello statuto e delle relative norme di attuazione. 4. Il Ministero delle finanze può impugnare i regolamenti sulle entrate tributarie per vizi di legittimità avanti gli organi di giustizia amministrativa. 5. I regolamenti, per quanto attiene all’accertamento e alla riscossione dei tributi e delle altre entrate, sono informati ai seguenti criteri: a) l’accertamento dei tributi può essere effettuato dall’ente locale anche nelle forme associate previste negli articoli 24, 25, 26 e 28 della legge 8 giugno 1990, n. 142; b) qualora sia deliberato di affidare a terzi, anche disgiuntamente, l’accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le entrate, le relative attività sono affidate, nel rispetto della normativa dell’Unione europea e delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, a: 1) i soggetti iscritti nell’albo di cui all’articolo 53, comma 1; (2) 2) gli operatori degli Stati membri stabiliti in un Paese dell’Unione europea che esercitano le menzionate attività , i quali devono presentare una certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato di stabilimento dalla quale deve risultare la sussistenza di requisiti equivalenti a quelli previsti dalla normativa italiana di settore; 3) la società a capitale interamente pubblico, di cui all’articolo 113, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, mediante convenzione, a condizione: che l’ente titolare del capitale sociale eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente che la controlla; che svolga la propria attività solo nell’ambito territoriale di pertinenza dell’ente che la controlla; 4) le società di cui all’articolo 113, comma 5, lettera b), del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, iscritte nell’albo di cui all’articolo 53, comma 1, del presente decreto, i cui soci privati siano scelti, nel rispetto della disciplina e dei principi comunitari, tra i soggetti di cui DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 53 39 ai numeri 1) e 2) della presente lettera, a condizione che l’affidamento dei servizi di accertamento e di riscossione dei tributi e delle entrate avvenga sulla base di procedure ad evidenza pubblica; (3) c) l’affidamento di cui alla precedente lettera b) non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente; d) il visto di esecutività sui ruoli per la riscossione dei tributi e delle altre entrate è apposto, in ogni caso, dal funzionario designato quale responsabile della relativa gestione. 6. […] (4). 7. […] (5). Note: (1) Comma abrogato dall’art. 15-bis, comma 2, DL 30.4.2019 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28.6.2019 n. 58. Testo precedente: “I regolamenti sono approvati con deliberazione del comune e della provincia non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione e non hanno effetto prima del 1° gennaio dell’anno successivo. I regolamenti sulle entrate tributarie sono comunicati, unitamente alla relativa delibera comunale o provinciale al Ministero delle finanze, entro trenta giorni dalla data in cui sono divenuti esecutivi e sono resi pubblici mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale. Con decreto dei Ministeri delle finanze e della giustizia è definito il modello al quale i comuni devono attenersi per la trasmissione, anche in via telematica, dei dati occorrenti alla pubblicazione, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale dei regolamenti sulle entrate tributarie, nonché di ogni altra deliberazione concernente le variazioni delle aliquote e delle tariffe di tributi.“ (2) Ai sensi dell’art. 3, comma 14-septies, DL 27.12.2024 n. 202, convertito, con modificazioni, dalla L. 21.2.2025 n. 15, “le disposizioni di cui agli articoli 52, comma 5, lettera b), numero 1), e 53, comma 1, del decreto legislativo n. 446 del 1997, conformemente alla disciplina recata dalla normativa dell’Unione europea direttamente applicabile, si interpretano nel senso che le società di scopo, di cui all’articolo 194 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, o di progetto, di cui al previgente articolo 184 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, costituite per svolgere attività di accertamento e di riscossione o attività di supporto ad esse propedeutiche, non sono iscritte nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997, laddove la società aggiudicataria del bando di gara per l’affidamento del servizio di accertamento e di riscossione delle entrate degli enti locali, socia della stessa società di scopo risulti già iscritta nel predetto albo. Gli atti di accertamento e di riscossione emessi dalle società di scopo di cui al precedente periodo sono da considerare legittimi in quanto emessi in luogo dell’aggiudicatario, comunque tenuto a garantire in solido l’adempimento di tutte le prestazioni erogate direttamente dalle predette società.“ (3) Lettera sostituita alla precedente dall’art. 1, comma 224, lett. a), L. 24.12.2007 n. 244, pubblicata in G.U. 28.12.2007 n. 300, S.O. n. 285. Testo precedente: “b) qualora sia deliberato di affidare a terzi, anche disgiuntamente, la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le altre entrate, le relative attività sono affidate: 1) mediante convenzione alle aziende speciali di cui all’articolo 22, comma 3, lettera c), della legge 8 giugno 1990, n. 142, è [recte: e, n.d.r.], nel rispetto delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, alle società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale, previste dall’articolo 22, comma 3, lettera e), della citata legge n. 142 del 1990, i cui soci privati siano prescelti tra i soggetti iscritti all’albo di cui all’articolo 53 oppure siano già costituite prima della data di entrata in vigore del decreto, concernente l’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi, di cui al comma 3 del medesimo articolo 53; 2) nel rispetto delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, alle società miste, per la gestione presso altri comuni, ai concessionari di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, a prescindere dagli ambiti territoriali per i quali sono titolari della concessione del servizio nazionale di riscossione, ai soggetti iscritti nell’albo di cui al predetto articolo 53, fatta salva la facoltà del rinnovo dei contratti fino alla revisione del sistema delle concessioni di cui al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, [e comunque non oltre il 30 giugno 2004,] previa verifica della sussistenza di ragioni di convenienza e di pubblico interesse.“ (4) Comma abrogato dall’art. 1, comma 224, lett. b), L. 24.12.2007 n. 244, pubblicata in G.U. 28.12.2007 n. 300, S.O. n. 285. Testo precedente: “La riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate di spettanza delle province e dei comuni viene effettuata con la procedura di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, se affidata ai concessionari del servizio di riscossione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, ovvero con quella indicata dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, se svolta in proprio dall’ente locale o affidata agli altri soggetti menzionati alla lettera b) del comma 4.“. (5) Comma abrogato dall’art. 10, comma 5, lett. a), L. 28.12.2001 n. 448, pubblicata in G.U. 29.12.2001 n. 301, S.O. n. 285. Testo precedente: “Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare secondo le procedure di cui all’articolo 53, sono stabilite disposizioni generali in ordine ai criteri di affidamento e di svolgimento dei servizi in questione al fine di assicurare la necessaria trasparenza e funzionalità, nonché la misura dei compensi, tenuto anche conto delle effettive riscossioni.“.

  • Art. 51 IRAP – Imposte e tasse abolite

    Art. 51 IRAP – Imposte e tasse abolite

    Art. 51 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Imposte e tasse abolite

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Dal 1° gennaio 1998 sono abolite le tasse sulle concessioni comunali di cui all’articolo 8 del decreto-legge 10 novembre 1978, n. 702, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 1979, n. 3. 2. Dal 1° gennaio 1999 sono abolite: a) […] (1); b) l’imposta erariale di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli al pubblico registro automobilistico di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 952; c) l’addizionale provinciale all’imposta erariale di trascrizione di cui all’articolo 3, comma 48, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. 3. I versamenti relativi ai tributi indicati nei commi 1 e 2, i cui presupposti di imposizione si verificano anteriormente alla data dalla quale, nei confronti dei singoli soggetti passivi, ha effetto la loro abolizione, sono effettuati anche successivamente a tale data. Note: (1) Lettera soppressa dall’art. 31, comma 14, L. 23.12.1998 n. 448, pubblicata in G.U. 29.12.1998 n. 302, S.O. n. 210. Testo precedente: “le tasse per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 , e all’articolo 5 della legge 16 maggio 1970, n. 281;“.

  • Art. 50 IRAP – Istituzione dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche

    Art. 50 IRAP – Istituzione dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche

    Art. 50 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Istituzione dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche

    In vigore dal 01/01/1998

    1. È istituita l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’addizionale regionale non è deducibile ai fini di alcuna imposta, tassa o contributo. 2. L’addizionale regionale è determinata applicando l’aliquota, fissata dalla regione in cui il contribuente ha la residenza, al reddito complessivo determinato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, al netto degli oneri deducibili riconosciuti ai fini di tale imposta. L’addizionale regionale è dovuta se per lo stesso anno l’imposta sul reddito delle persone fisiche, al netto delle detrazioni per essa riconosciute e dei crediti di cui agli articoli 14 e 15 del citato testo unico, risulta dovuta. 3. L’aliquota di compartecipazione dell’addizionale regionale di cui al comma 1 è fissata allo 0,9 per cento (1) (2). Ciascuna regione, con proprio provvedimento, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 31 dicembre (3) dell’anno precedente a quello cui l’addizionale si riferisce, può maggiorare l’aliquota suddetta fino all’1,4 per cento (4). (5) Le regioni possono deliberare che la maggiorazione, se più favorevole per il contribuente rispetto a quella vigente, si applichi anche al periodo di imposta al quale si riferisce l’addizionale. (6) Ai fini della semplificazione delle dichiarazioni e delle funzioni dei sostituti d’imposta e dei centri di assistenza fiscale nonchè degli altri intermedia- DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 50 37 ri, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute ad inviare, ai fini della pubblicazione sul sito informatico di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, entro il 31 gennaio dell’anno a cui l’addizionale si riferisce, i dati contenuti nei provvedimenti di variazione dell’addizionale regionale, individuati con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di natura non regolamentare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. (7) (8) Il mancato inserimento nel suddetto sito informatico dei dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale comporta l’inapplicabilità di sanzioni e di interessi. (7) 4. Relativamente ai redditi di lavoro dipendente e ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui agli articoli 46 e 47 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l’addizionale regionale dovuta è determinata dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, all’atto di effettuazione delle operazioni di conguaglio relative a detti redditi. Il relativo importo è trattenuto in un numero massimo di undici rate, a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto l’importo è trattenuto in unica soluzione nel periodo di paga in cui sono svolte le predette operazioni di conguaglio. L’importo da trattenere è indicato nella certificazione unica di cui all’articolo 7-bis del citato decreto n. 600 del 1973. 5. L’addizionale regionale è versata, in unica soluzione e con le modalità e nei termini previsti per il versamento delle ritenute e del saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, alla regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa (9). 6. Per la dichiarazione, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, il contenzioso, le sanzioni e tutti gli aspetti non disciplinati espressamente, si applicano le disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Le regioni partecipano alle attività di liquidazione e accertamento dell’addizionale regionale segnalando elementi e notizie utili e provvedono agli eventuali rimborsi richiesti dagli interessati dopo aver acquisito gli elementi necessari presso l’amministrazione finanziaria. 7. All’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti riguardanti la dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto e i relativi versamenti, nonché norme di unificazione degli adempimenti fiscali e previdenziali, di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni, dopo la lettera d), è aggiunta la seguente: “d-bis) all’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche”. 8. Per gli anni 1998 e 1999 l’aliquota dell’addizionale regionale di cui al comma 1 è fissata nella misura dello 0,5 per cento su tutto il territorio nazionale. Note: (1) L’originaria aliquota dello 0,50 per cento è stata elevata allo 0,9 per cento, a decorrere dall’anno 2000, dall’art. 3, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicato in G.U. 15.3.2000 n. 62. Si vedano anche gli articoli 2 e 6 del DLgs. 6.5.2011 n. 68, pubblicato in G.U. 12.5.2011 n. 109. (2) Si veda L. Reg. Liguria 21.12.2012 n. 51, pubblicata in G.U. 31.12.2012 n. 303. (3) Le parole “31 dicembre” sono state sostituite alle precedenti “30 novembre” dall’art. 2, comma 70, DL 3.10.2006 n. 262, convertito, con modificazioni, dalla L. 24.11.2006 n. 286. (4) L’originaria aliquota dell’1 per cento è stata elevata all’1,4 per cento, a decorrere dall’anno 2000, dall’art. 3, comma 1, DLgs. 18.2.2000 n. 56, pubblicato in G.U. 15.3.2000 n. 62. Si vedano anche gli articoli 2 e 6 del DLgs. 6.5.2011 n. 68, pubblicato in G.U. 12.5.2011 n. 109. (5) Per il differimento dei termini di cui al presente periodo si vedano: – l’art. 1, comma 726, L. 30.12.2024 n. 207, pubblicata in G.U. 31.12.2024 n. 305, S.O. n. 43; – l’art. 3, comma 1, DLgs. 30.12.2023 n. 216, pubblicato in G.U. 30.12.2023 n. 303; – l’art. 1, comma 5, L. 30.12.2021 n. 234, pubblicata in G.U. 31.12.2021 n. 310, S.O. n. 49. (6) Periodo inserito dall’art. 40, comma 8, DL 1.10.2007 n. 159, convertito, con modificazioni, dalla L. 29.11.2007, n. 222. (7) Periodo inserito dall’art. 8, comma 1, lett. a), DLgs. 21.11.2014 n. 175, pubblicato in G.U. 28.11.2014 n. 277. (8) Per il differimento dei termini di cui al presente periodo si vedano: – l’art. 1, comma 729, L. 30.12.2024 n. 207, pubblicata in G.U. 31.12.2024 n. 305, S.O. n. 43; – l’art. 3, comma 2, DLgs. 30.12.2023 n. 216, pubblicato in G.U. 30.12.2023 n. 303; – l’art. 3, comma 10-sexies, DL 29.12.2022 n. 198, convertito, con modificazioni, dalla L. 24.2.2023 n. 14; – l’art. 1, comma 6, L. 30.12.2021 n. 234, pubblicata in G.U. 31.12.2021 n. 310, S.O. n. 49. (9) Le parole “1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa” sono state sostituite alle precedenti “31 dicembre dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa, ovvero relativamente ai redditi di lavoro dipendente e a quelli assimilati a questi alla regione in cui il sostituito ha il domicilio fiscale all’atto della effettuazione delle operazioni di conguaglio relative a detti redditi” dall’art. 8, comma 1, lett. b), DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 51-52 DLgs. 21.11.2014 n. 175, pubblicato in G.U. 28.11.2014 n. 277. TITOLO III – Riordino della disciplina dei tributi locali

  • Art. 49 IRAP – Detrazioni per oneri

    Art. 49 IRAP – Detrazioni per oneri

    Art. 49 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Detrazioni per oneri

    In vigore dal 01/01/1998

    1. Ai fini delle imposte sui redditi, la percentuale degli oneri sostenuti ammessa in detrazione dall’imposta lorda, è fissata al 19 per cento, a condizione che gli oneri stessi non siano deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo. 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano agli oneri sostenuti dal periodo di imposta in corso alla data del 1° gennaio 1998.

  • Articolo 268 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 268 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 268 CCII – Liquidazione controllata

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il debitore in stato di sovraindebitamento può domandare con ricorso al tribunale competente ai sensi dell’articolo 27, comma 2, l’apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni.

    2. Quando il debitore è in stato di insolvenza, la domanda può essere presentata da un creditore anche in pendenza di procedure esecutive individuali […]. Nei casi di cui al primo periodo non si fa luogo all’apertura della liquidazione controllata se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria è inferiore a euro cinquantamila. Tale importo è periodicamente aggiornato con le modalità di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d).

    3. Quando la domanda è proposta da un creditore nei confronti di un debitore persona fisica non si fa luogo all’apertura della liquidazione controllata se l’OCC, su richiesta del debitore, attesta che non è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori neppure mediante l’esercizio di azioni giudiziarie. Il debitore eccepisce l’impossibilità di acquisire attivo entro la prima udienza allegando all’attestazione i documenti di cui all’articolo 283, comma 3. Se il debitore dimostra di aver presentato all’OCC la richiesta di cui al primo periodo e l’attestazione non è ancora stata redatta, il giudice concede un termine non superiore a sessanta giorni per il deposito dell’attestazione. Quando la domanda di apertura della liquidazione controllata è proposta dal debitore persona fisica, si fa luogo all’apertura della liquidazione controllata se l’OCC attesta che è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, anche mediante l’esercizio di azioni giudiziarie.

    4. Non sono compresi nella liquidazione: a) i crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile; b) i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi, le pensioni, i salari e ciò che il debitore guadagna con la sua attività nei limiti, indicati dal giudice, di quanto occorre al mantenimento suo e della sua famiglia; c) i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto disposto dall’articolo 170 del codice civile; d) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.

    5. Il deposito della domanda sospende, ai soli effetti del concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali fino alla chiusura della liquidazione, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, pegno o privilegio e salvo quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855, secondo e terzo comma, del codice civile.

  • Art. 48 IRAP – Detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e di impresa e trattamen…

    Art. 48 IRAP – Detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e di impresa e trattamen…

    Art. 48 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e di impresa e trattamento tributario delle indennità di fine rapporto

    In vigore dal 01/01/1998

    1. L’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente le altre detrazioni dall’imposta, è sostituito dal seguente: “Art. 13 (Altre detrazioni). – 1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro dipendente spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro o di pensione nell’anno, anche a fronte delle spese inerenti alla produzione del reddito, secondo i seguenti importi: a) lire 1.680.000 [n.d.r. euro 867,65] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente non supera lire 9.100.000 [n.d.r. euro 4.699,76]; b) lire 1.600.000 [n.d.r. euro 826,33] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 9.100.000 [n.d.r. euro 4.699,76] ma non a lire 9.300.000 [n.d.r. euro 4.803,05]; c) lire 1.500.000 [n.d.r. euro 774,69] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 9.300.000 [n.d.r. euro 4.803,05] ma non a lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85]; d) lire 1.350.000 [n.d.r. euro 697,22] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85] ma non a lire 15.300.000 [n.d.r. euro 7.901,79]; e) lire 1.250.000 [n.d.r. euro 645,57] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.300.000 [n.d.r. euro 7.901,79] ma non a lire 15.600.000 [n.d.r. euro 8.056,73]; f) lire 1.150.000 [n.d.r. euro 593,93] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.600.000 [n.d.r. euro 8.056,73] ma non a lire 15.900.000 [n.d.r. euro 8.211,66]; g) lire 1.050.000 [n.d.r. euro 542,28] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.900.000 [n.d.r. euro 8.211,66] ma non a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71]; h) lire 950.000 [n.d.r. euro 490,63] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71] ma non a lire 40.000.000 [n.d.r. euro 20.658,28]; i) lire 850.000 [n.d.r. euro 438,99] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 40.000.000 [n.d.r. euro 20.658,28] ma non a lire 50.000.000 [n.d.r. euro 25.822,84]; l) lire 750.000 [n.d.r. euro 387,34] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 50.000.000 [n.d.r. euro 25.822,84] ma non a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41]; m) lire 650.000 [n.d.r. euro 335,70] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41] ma non a lire 60.300.000 [n.d.r. euro 31.142,35]; n) lire 550.000 [n.d.r. euro 284,05] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 60.300.000 [n.d.r. euro 31.142,35] ma non a lire 70.000.000 [n.d.r. euro 36.151,98]; o) lire 450.000 [n.d.r. euro 232,41] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 70.000.000 [n.d.r. euro 36.151,98] ma non a lire 80.000.000 [n.d.r. euro 41.316,55]; p) lire 350.000 [n.d.r. euro 180,76] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 80.000.000 [n.d.r. euro 41.316,55] ma non a lire 90.000.000 [n.d.r. euro 46.481,12]; q) lire 250.000 [n.d.r. euro 129,11] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 90.000.000 [n.d.r. euro 46.481,12] ma non a lire 90.400.000 [n.d.r. euro 46.687,70]; r) lire 150.000 [n.d.r. euro 77,47] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 90.400.000 [n.d.r. euro 46.687,70] ma non a lire 100.000.000 [n.d.r. euro 51.645,69]; s) lire 100.000 [n.d.r. euro 51,65] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 100.000.000 [n.d.r. euro 51.645,69]. 2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto trattamenti pensionistici di importo complessivamente non superiore a lire 18.000.000 [n.d.r. euro 9.296,22] e il reddito DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 49-50 36 dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, spetta una ulteriore detrazione, rapportata al periodo di pensione nell’anno, di lire 70.000 [n.d.r. euro 36,15]. 3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’articolo 49 o di impresa di cui all’articolo 79, spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quella prevista dal comma 1, pari a: a) lire 700.000 [n.d.r. euro 361,52] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa non supera lire 9.100.000 [n.d.r. euro 4.699,76]; b) lire 600.000 [n.d.r. euro 309,87] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.100.000 [n.d.r. euro 4.699,76] ma non a lire 9.300.000 [n.d.r. euro 4.803,05]; c) lire 500.000 [n.d.r. euro 258,23] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.300.000 [n.d.r. euro 4.803,05] ma non a lire 9.600.000 [n.d.r. euro 4.957,99]; d) lire 400.000 [n.d.r. euro 206,58] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.600.000 [n.d.r. euro 4.957,99] ma non a lire 9.900.000 [n.d.r. euro 5.112,92]; e) lire 300.000 [n.d.r. euro 154,94] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.900.000 [n.d.r. euro 5.112,92] ma non a lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85]; f) lire 200.000 [n.d.r. euro 103,29] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 15.000.000 [n.d.r. euro 7.746,85] ma non a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71]; g) lire 100.000 [n.d.r. euro 51,65] se l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71] ma non a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41].“. 2. All’articolo 17, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “di una somma pari a lire 500 mila [n.d.r. euro 258,23]“ sono sostituite dalle seguenti: “di una somma pari a lire 600 mila [n.d.r. euro 309,87]“.

  • Art. 47 IRAP – Revisione delle detrazioni per carichi di famiglia

    Art. 47 IRAP – Revisione delle detrazioni per carichi di famiglia

    Art. 47 D.Lgs. 446/97 (IRAP) – Revisione delle detrazioni per carichi di famiglia

    In vigore dal 01/01/1998

    1. L’articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è sostituito dal seguente: “Art. 12 (Detrazioni per carichi di famiglia) – 1. Dall’imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia: a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato: 1) lire 1.057.552 [n.d.r. euro 546,18], se il reddito complessivo non supera lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71]; 2) lire 961.552 [n.d.r. euro 496,60], se il reddito complessivo è superiore a lire 30.000.000 [n.d.r. euro 15.493,71] ma non a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41]; 3) lire 889.552 [n.d.r. euro 459,42], se il reddito complessivo è superiore a lire 60.000.000 [n.d.r. euro 30.987,41] ma non a lire 100.000.000 [n.d.r. euro 51.645,69]; 4) lire 817.552 [n.d.r. euro 422,23], se il reddito complessivo è superiore a lire 100.000.000 [n.d.r. euro 51.645,69]; b) per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, nonché per ogni altra persona indicata nell’articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, complessivamente lire 336.000 [n.d.r. euro 173,53] da ripartire tra coloro che hanno diritto alla detrazione in proporzione all’effettivo onere sostenuto da ciascuno. 2. Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente ed effettivamente separato, la detrazione prevista alla lettera a) del comma 1 si applica per il primo figlio e per gli altri figli si applica la detrazione prevista dalla lettera b). 3. Le detrazioni per carichi di famiglia spettano a DLgs. 15.12.1997 n. 446 – Art. 48 35 condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a lire 5.500.000 [n.d.r. euro 2.840,51], al lordo degli oneri deducibili. 4. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste.“.

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