Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Le guardie particolari devono possedere i requisiti seguenti :
1° essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;
2° avere raggiunto la maggiore età ed avere adempiuto agli obblighi di leva ;
3° sapere leggere e scrivere ;
4° non avere riportato condanna per delitto ;
5° essere persona di ottima condotta politica e morale ;(62)
6° essere munito della carta di identità;
7° essere iscritto alla Cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli infortuni sul lavoro.
Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalità individuate nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate. Costituisce requisito minimo, di cui al primo periodo, l'avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa delle Forze armate.
La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto , previa verifica dell'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza autorizzato ai sensi dell'articolo 134 ovvero con uno dei soggetti che è legittimato a richiedere l'approvazione della nomina a guardia giurata ai sensi dell'articolo 133 . Con l'approvazione, che ha validità biennale, il prefetto rilascia altresì, se ne sussistono i presupposti, la licenza per il porto d'armi, a tassa ridotta, con validità di pari durata.
Ai fini dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata di cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche effettuati nello Stato membro d'origine per lo svolgimento della medesima attività.
Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 134-bis, comma 3.
Le guardie particolari giurate, cittadini di Stati membri dell'Unione europea, possono conseguire la licenza di porto d'armi secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527 , e dal relativo regolamento di esecuzione, di cui al decreto del Ministro dell'interno 30 ottobre 1996, n. 635 . Si osservano, altresì, le disposizioni degli articoli 71 e 256 del regolamento di esecuzione del presente testo unico.
Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio.
Uso familiare: l’energia prodotta e consumata direttamente dal privato non genera nessun reddito imponibile.
Scambio sul posto: il meccanismo dello scambio sul posto (Sspc) prevede un contributo in conto scambio erogato dal GSE; la tassazione dipende dalla potenza e dalla natura dell’impianto.
Ritiro dedicato: i corrispettivi pagati dal GSE per l’energia immessa in rete con il meccanismo del ritiro dedicato sono generalmente qualificabili come redditi diversi (rigo D4, codice 3) se non si svolge attivita di impresa.
Redditi diversi – codice 3: le istruzioni AdE al 730 includono tra i redditi diversi i proventi da ‘concessione in uso’ di beni mobili e attivita assimilabili alla cessione di energia come bene.
Impianti d’impresa: se l’impianto e connesso a un’attivita imprenditoriale o professionale, la qualificazione del reddito cambia e il 730 non e il modello corretto.
Documentazione GSE: conserva sempre le comunicazioni e i rendiconti del GSE come prova dei corrispettivi percepiti.
Pannelli sul tetto: quando si crea un reddito da dichiarare
I pannelli fotovoltaici domestici sono sempre piu diffusi. La domanda fiscale che molti si pongono e: se immettiamo energia in rete e riceviamo un corrispettivo, dobbiamo dichiararlo? La risposta dipende da come funziona il tuo contratto con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate al modello 730/2026 includono tra i redditi diversi (rigo D4) i proventi da ‘affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili’. Alcuni orientamenti dell’AdE assimilano la cessione di energia elettrica prodotta in eccesso a questo tipo di provento quando il privato non e in regime d’impresa.
In pratica: se consumi tutta l’energia che produci, non hai nulla da dichiarare. Se ricevi soldi dal GSE per l’energia immessa o venduta, quella somma potrebbe configurare un reddito da indicare nel quadro D del 730. Ecco come orientarsi.
Fotovoltaico domestico: casistiche fiscali
Situazione
Rilievo fiscale
Dove nel 730
Energia prodotta e consumata interamente in casa
Nessun reddito
Non compilare
Corrispettivo GSE da ritiro dedicato (privato non imprenditore)
Reddito diverso potenziale
Quadro D, rigo D4, codice 3
Contributo in conto scambio (scambio sul posto, Sspc)
Verificare con GSE e AdE prassi
Quadro D, rigo D4, codice 3 se imponibile
Impianto intestato a ditta individuale o professionista
Reddito d'impresa o professionale
Non modello 730 – Redditi PF
Esempio pratico
Tizio ha un impianto fotovoltaico da 6 kW sulla villetta di residenza. Nel 2025 ha consumato in casa 4.500 kWh e ne ha immessi in rete 1.200 kWh, ricevendo dal GSE un corrispettivo di 350 euro tramite ritiro dedicato. Quei 350 euro sono un provento percepito per la cessione di un bene (energia) prodotto dal suo impianto: Tizio li dichiara nel rigo D4 del quadro D, indicando il codice 3 in colonna 3 e l’importo 350 in colonna 4. L’energia consumata in casa non genera nessuna voce da dichiarare.
Documenti necessari
Rendiconto annuale GSE con i corrispettivi percepiti (ritiro dedicato o scambio sul posto)
Contratto con il GSE (convenzione di scambio sul posto o ritiro dedicato)
Bollette elettriche dell’anno 2025 per verifica dei consumi
Documentazione dell’impianto (potenza installata, data di entrata in esercizio)
Certificazione Unica (CU) se il GSE ha operato ritenute alla fonte
Tizio ha lo scambio sul posto e riceve il contributo in conto scambio
Scenario. Tizio ha un impianto da 3 kW con contratto di scambio sul posto. Nel 2025 riceve dal GSE un contributo in conto scambio di 180 euro come saldo del meccanismo.
Come si applica. Il contributo in conto scambio ha una natura composita: in parte compensa l’energia immessa, in parte rappresenta un risparmio sulle bollette. Per la componente qualificabile come corrispettivo per energia ceduta, l’orientamento prevalente e quello di indicarla tra i redditi diversi (rigo D4, codice 3). Dati gli importi spesso contenuti, e comunque consigliabile verificare la prassi aggiornata dell’AdE o rivolgersi a un CAF.
In pratica
Conservare il rendiconto annuale GSE con il dettaglio del contributo.
Indicare l’importo nel rigo D4, colonna 3 con codice 3 e colonna 4 con l’importo lordo.
In caso di importi irrisori e incertezza, confrontarsi con un CAF o consulente fiscale.
Caio ha un impianto piu grande e il ritiro dedicato
Scenario. Caio ha un impianto da 15 kW e ha stipulato con il GSE un contratto di ritiro dedicato. Nel 2025 ha incassato 1.850 euro di corrispettivi per l’energia immessa in rete.
Come si applica. I corrispettivi da ritiro dedicato percepiti da un privato non imprenditore rientrano tra i redditi diversi per la parte da dichiarare nel rigo D4 (codice 3) del quadro D del 730. Caio indica 1.850 euro in colonna 4 del rigo D4. Se il GSE ha applicato una ritenuta d’acconto, l’importo risulta dalla documentazione GSE e va indicato nella colonna 6 dello stesso rigo.
In pratica
Indicare il corrispettivo lordo percepito nel rigo D4, colonna 4, con codice 3 in colonna 3.
Riportare eventuali ritenute subite nella colonna 6 del rigo D4.
Conservare il rendiconto GSE come documento giustificativo.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Se consumo tutta l'energia prodotta dai miei pannelli devo dichiarare qualcosa?
No. Se non ricevi nessun corrispettivo per l’energia (cioe la consumi interamente tu), non c’e nessun reddito da dichiarare nel 730.
Il contributo in conto scambio del GSE e tassabile?
Potenzialmente si, per la componente che remunera l’energia ceduta alla rete. Gli importi vanno indicati nel rigo D4 del quadro D. Per certezza, controlla il rendiconto GSE e rivolgiti a un CAF.
I corrispettivi del ritiro dedicato vanno nel 730?
Si, se sei un privato non imprenditore. Vanno indicati nel rigo D4, codice 3, come redditi da concessione in uso di beni mobili (o assimilati).
Se ho un impianto fotovoltaico intestato alla mia ditta, cambia qualcosa?
Si, cambia tutto. I proventi sarebbero redditi d’impresa e non andrebbero nel quadro D del 730, ma nel quadro dedicato ai redditi d’impresa del modello Redditi PF.
Il GSE applica ritenute alla fonte sui pagamenti?
Dipende dal contratto e dalla configurazione. Controlla il rendiconto e la documentazione GSE: se sono state applicate ritenute, le trovi indicate e le riporti nella colonna 6 del rigo D4.
Art. 4 D.Lgs. 151/2001 – Sostituzione di lavoratori in congedo
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. In sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori assenti dal lavoro, in virtù delle disposizioni del presente testo unico, il datore di lavoro può assumere personale con contratto a tempo determinato o utilizzare personale somministrato a tempo determinato, ai sensi del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.
2. I contratti di lavoro di cui al comma 1 possono essere stipulati anche con anticipo fino a tre mesi rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo diversa previsione dei contratti collettivi.
Principio di cassa obbligatorio: gli interessi di mora si deducono nell’anno in cui vengono pagati, non quando maturano.
Deroga alla competenza: l’art. 109, comma 7 TUIR prevede esplicitamente questa eccezione alla regola generale del reddito d’impresa.
Vale anche per gli interessi attivi: gli interessi di mora che l’impresa incassa da clienti morosi concorrono al reddito nell’anno dell’incasso.
Interessi non pagati: indeducibili: se a fine anno gli interessi di mora sono maturati ma non ancora corrisposti, vanno in variazione in aumento e non si deducono.
Dove si indica: gli interessi di mora passivi non corrisposti vanno al rigo RF15 del quadro RF come variazione in aumento.
Come funziona la deducibilità degli interessi di mora
Quando un’impresa paga in ritardo un fornitore, scattano spesso gli interessi di mora, cioè un importo extra che compensa il creditore per il ritardo. Questi interessi sono un costo per chi li paga, ma non si deducono subito: seguono il principio di cassa, come stabilisce esplicitamente l’art. 109, comma 7 del TUIR. Questo è una deroga importante rispetto alla regola generale delle imprese in contabilità ordinaria, che di solito imputano i costi per competenza.
In concreto: se a fine anno l’impresa ha maturato interessi di mora verso un fornitore ma non li ha ancora pagati, quegli interessi non sono deducibili in quell’anno. Diventano deducibili solo quando vengono effettivamente corrisposti. Nel frattempo, l’importo contabilizzato va portato in variazione in aumento nel quadro RF.
La regola vale anche al contrario: gli interessi di mora che l’impresa riceve da clienti morosi (interessi attivi) non concorrono al reddito nell’anno in cui maturano, ma in quello in cui vengono incassati. Questo principio di simmetria rende la gestione contabile e fiscale degli interessi di mora coerente per entrambe le parti.
Interessi di mora: regime fiscale
Situazione
Regime fiscale
Anno di rilevanza
Interessi passivi maturati e pagati nello stesso anno
Deducibili
Anno del pagamento
Interessi passivi maturati ma non ancora pagati
Indeducibili – variazione in aumento RF15
Slittano all'anno del pagamento
Interessi attivi maturati ma non ancora incassati
Non tassati – variazione in diminuzione
Tassati nell'anno dell'incasso
Interessi passivi pagati in anni successivi alla maturazione
Deducibili nell'anno del pagamento
Anche se maturati in anni precedenti
Esempio pratico
Alfa SRL ha acquistato macchinari a credito e ha pagato in ritardo. A dicembre 2025 maturano 3.500 euro di interessi di mora verso il fornitore, ma il pagamento viene effettuato a marzo 2026. In dichiarazione 2025 quei 3.500 euro contabilizzati vanno in variazione in aumento al rigo RF15 (interessi di mora indeducibili perché non ancora corrisposti). Nel 2026, quando Alfa SRL paga i 3.500 euro, li porta in variazione in diminuzione: diventano deducibili nel 2026. Un anno di scarto fiscale rispetto alla competenza contabile.
Documenti necessari
Fattura o nota di addebito del fornitore con gli interessi di mora
Contratto o accordo che stabilisce il tasso di mora applicato
Estratto conto bancario o bonifico che attesta il pagamento
Libro giornale con la registrazione contabile degli interessi
Quadro RF del modello Redditi SC (rigo RF15 per la variazione in aumento)
Caso 1 – Interessi di mora pagati nell'anno di maturazione
Scenario. Beta SNC ha ritardato il pagamento di una fornitura. Il fornitore applica interessi di mora per 1.200 euro, che Beta SNC paga in un’unica soluzione a novembre 2025, nello stesso anno in cui sono maturati.
Come si applica. In questo caso il pagamento avviene nello stesso anno di maturazione degli interessi. Non c’è alcun disallineamento tra competenza e cassa. Beta SNC può dedurre i 1.200 euro nella dichiarazione 2025 senza necessità di variazioni extra: il costo è stato contabilizzato e pagato nello stesso esercizio.
In pratica
Se maturazione e pagamento cadono nello stesso anno, non servono variazioni fiscali.
Il costo è direttamente deducibile perché il principio di cassa è già soddisfatto.
Conservare la documentazione del pagamento in caso di verifica fiscale.
Caso 2 – Interessi maturati nel 2025, pagati nel 2026
Scenario. Tizio è amministratore di Alfa SRL. A fine 2025 la società ha maturato 4.800 euro di interessi di mora verso due fornitori, ma li paga entrambi a febbraio 2026 per motivi di liquidità.
Come si applica. Gli interessi sono stati contabilizzati nel conto economico 2025, ma non sono stati pagati entro il 31 dicembre 2025. In base all’art. 109, comma 7 TUIR, non sono deducibili nel 2025. Alfa SRL porta 4.800 euro in variazione in aumento al rigo RF15 nella dichiarazione 2025. Quando li paga a febbraio 2026, li deduce nella dichiarazione 2026 come variazione in diminuzione. Tizio deve ricordarsi di monitorare questi importi per non perderli nell’anno successivo.
In pratica
Tenere un registro degli interessi di mora maturati e non ancora pagati a fine anno.
Verificare nell’anno successivo che la deduzione venga inserita quando si effettua il pagamento.
Il rischio concreto è dimenticare la deduzione nell’anno del pagamento se la gestione non è ordinata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Gli interessi di mora seguono le stesse regole degli interessi passivi bancari?
No. Gli interessi passivi bancari seguono le regole dell’art. 96 TUIR (con il test ROL e i limiti percentuali). Gli interessi di mora, invece, seguono il principio di cassa dell’art. 109, comma 7, senza i limiti quantitativi dell’art. 96.
Se non ho pagato gli interessi di mora, li perdo come deduzione?
No, non li perdi: li rimandi. La deduzione spetta nell’anno in cui effettui il pagamento, anche se gli interessi si riferiscono ad anni precedenti.
Come faccio a sapere quanto portare in variazione in aumento?
Devi sommare tutti gli interessi di mora che hai contabilizzato nel conto economico dell’anno ma che non hai ancora pagato al 31 dicembre. Questo importo va al rigo RF15 del quadro RF.
Gli interessi di mora che ricevo dai miei clienti quando li dichiaro?
Li dichiari nell’anno in cui li incassi, non nell’anno in cui maturano. Se il cliente ti paga gli interessi nel 2026, li dichiari nella dichiarazione 2026, anche se si riferivano a ritardi del 2025.
Cosa succede se gli interessi di mora si accumulano per anni senza pagamento?
Continuano a essere indeducibili anno dopo anno, finché non vengono pagati. Nell’anno del pagamento diventano finalmente deducibili, tutti insieme.
Devo documentare gli interessi di mora per la deducibilità?
Sì. Servono la fattura o nota di addebito del fornitore, il contratto che prevede il tasso di mora, e la prova del pagamento (bonifico bancario). Senza documentazione, la deduzione può essere contestata.
Art. 3 D.Lgs. 151/2001 – Divieto di discriminazione
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. Le disposizioni del presente testo unico si applicano in conformità al principio di non discriminazione stabilito dalla direttiva 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976.
2. Il presente testo unico si applica anche nei confronti dei padri lavoratori, in conformità alle disposizioni del presente capo, al fine di promuovere una più equa ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne e di consentire una migliore conciliazione tra vita professionale e vita familiare.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Il contratto con il quale l'autore concede la facoltà di rappresentare in pubblico un'opera drammatica, drammatico-musicale, coreografica, pantomimica o qualunque altra opera destinata alla rappresentazione, è regolato, oltrechè dalle disposizioni contenute nei codici, dalle disposizioni generali di questo capo e dalle disposizioni particolari che seguono.
Salvo patto contrario, la concessione di detta facoltà non è esclusiva e non è trasferibile ad altri.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Le persone che compiono operazioni di pegno e che danno commissioni in genere alle agenzie pubbliche o agli uffici pubblici di affari sono tenute a dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità o di altro documento, fornito di fotografia, proveniente dall'Amministrazione dello Stato.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Non possono aprirsi o condursi agenzie di prestiti su pegno o altre agenzie di affari, quali che siano l'oggetto e la durata, anche sotto forma di agenzie di vendita, di esposizioni, mostre o fiere campionarie e simili, senza darne comunicazione al Questore .
La comunicazione è necessaria anche per l'esercizio del mestiere di sensale o di intromettitore.
COMMA ABROGATO DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N. 5 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35
.
La comunicazione vale esclusivamente pei locali in essa indicati.
È ammessa la rappresentanza.
Le attività di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono soggette alla licenza del Questore. A esse si applica il quarto comma del presente articolo e la licenza del questore abilita allo svolgimento delle attività di recupero senza limiti territoriali, osservate le prescrizioni di legge o di regolamento e quelle disposte dall'autorità.
Per le attività previste dal sesto comma del presente articolo, l'onere di affissione di cui all'articolo 120 può essere assolto mediante l'esibizione o comunicazione al committente della licenza e delle relative prescrizioni, con la compiuta indicazione delle operazioni consentite e delle relative tariffe.
Il titolare della licenza è, comunque, tenuto a comunicare preventivamente all'ufficio competente al rilascio della stessa l'elenco dei propri agenti, indicandone il rispettivo ambito territoriale, ed a tenere a disposizione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza il registro delle operazioni. I suoi agenti sono tenuti ad esibire copia della licenza ad ogni richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza ed a fornire alle persone con cui trattano compiuta informazione della propria qualità e dell'agenzia per la quale operano.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
È vietata l'inserzione, nei giornali o in altri scritti periodici, di avvisi o corrispondenze di qualsiasi genere che, anche in modo indiretto o simulato, o con un pretesto terapeutico o scientifico, si riferiscano ai mezzi diretti a impedire la procreazione o a procurare l'aborto. 40
È altresì vietata l'inserzione di corrispondenze o di avvisi a morosi. (36)
È, inoltre, vietato di pubblicare, nei giornali o in altri scritti periodici, ritratti dei suicidi o di persone che abbiano commesso delitti.
I giornali o gli scritti periodici, con cui si contravviene alle disposizioni di questo articolo, sono sequestrati in via amministrativa dall'autorità locale di pubblica sicurezza.(13)
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. Il presente testo unico disciplina il sostegno alla maternità e alla paternità, definendo i congedi, i riposi, i permessi e le tutele economiche e normative spettanti alla lavoratrice madre, al lavoratore padre, nonché alle lavoratrici autonome e libere professioniste.
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 2, valutati in 2 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.