Indice
- Elenca i requisiti soggettivi delle guardie particolari giurate: cittadinanza italiana o UE, maggiore età e obblighi di leva, saper leggere e scrivere, assenza di condanne per delitto, buona condotta, carta d'identità e iscrizione previdenziale.
- Demanda a un decreto del Ministro dell'interno l'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle GPG.
- La nomina deve essere approvata dal prefetto, previa verifica del rapporto di lavoro con un istituto di vigilanza autorizzato, con validità biennale.
- Con l'approvazione il prefetto rilascia anche la licenza di porto d'armi a tassa ridotta, di pari durata.
- Nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza, le GPG rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio.
Testo dell'articoloVigente
Art. 138 TULPS
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Le guardie particolari devono possedere i requisiti seguenti :
1° essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;
2° avere raggiunto la maggiore età ed avere adempiuto agli obblighi di leva ;
3° sapere leggere e scrivere ;
4° non avere riportato condanna per delitto ;
5° essere persona di ottima condotta politica e morale ;(62)
6° essere munito della carta di identità;
7° essere iscritto alla Cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli infortuni sul lavoro.
Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalità individuate nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate. Costituisce requisito minimo, di cui al primo periodo, l'avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa delle Forze armate.
La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto , previa verifica dell'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza autorizzato ai sensi dell'articolo 134 ovvero con uno dei soggetti che è legittimato a richiedere l'approvazione della nomina a guardia giurata ai sensi dell'articolo 133 . Con l'approvazione, che ha validità biennale, il prefetto rilascia altresì, se ne sussistono i presupposti, la licenza per il porto d'armi, a tassa ridotta, con validità di pari durata.
Ai fini dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata di cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche effettuati nello Stato membro d'origine per lo svolgimento della medesima attività.
Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 134-bis, comma 3.
Le guardie particolari giurate, cittadini di Stati membri dell'Unione europea, possono conseguire la licenza di porto d'armi secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527 , e dal relativo regolamento di esecuzione, di cui al decreto del Ministro dell'interno 30 ottobre 1996, n. 635 . Si osservano, altresì, le disposizioni degli articoli 71 e 256 del regolamento di esecuzione del presente testo unico.
Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio.
Stesso numero, altri codici
- Art. 138 Cod. Amb. — ulteriori provvedimenti sanzionatori per l'attività di molluschicoltura
- Art. 138 D.Lgs. 209/2005 — Danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità
- Art. 138 D.Lgs. 42/2004 — (Avvio del procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico)
- Art. 138 Codice Civile: Altre infrazioni
- Articolo 138 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 138 Codice del Consumo: Agevolazioni e contributi
Commento
La figura della guardia particolare giurata
L'articolo 138 disciplina i requisiti e il procedimento di nomina delle guardie particolari giurate (GPG), figura centrale della sicurezza privata italiana. La guardia giurata è il soggetto che, alle dipendenze di un istituto di vigilanza autorizzato ai sensi dell'articolo 134 o di altro soggetto legittimato dall'articolo 133, svolge concretamente attività di custodia e vigilanza dei beni. La norma è strettamente collegata all'articolo 134 (che disciplina la licenza dell'istituto) e completa l'impianto della sicurezza privata sul versante del personale operativo.
I requisiti soggettivi
Il primo comma elenca i requisiti che la guardia deve possedere. Vi rientrano la cittadinanza italiana o di uno Stato membro UE; la maggiore età e l'adempimento degli obblighi di leva (requisito da leggere alla luce della sospensione della leva obbligatoria, che ne ha attenuato la portata); la capacità di leggere e scrivere; l'assenza di condanne per delitto; l'essere persona di ottima condotta morale; il possesso della carta d'identità; e l'iscrizione agli enti previdenziali e assicurativi (oggi confluiti nel sistema INPS e INAIL). Il requisito dell'assenza di condanne per delitto è particolarmente stringente, in coerenza con il livello di affidabilità richiesto a chi è destinato a portare armi e a presidiare beni altrui, e si salda con la valutazione generale dell'articolo 11.
I requisiti professionali e di formazione
Il secondo comma demanda a un decreto del Ministro dell'interno, sentite le regioni, l'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie giurate. È la base normativa del sistema di formazione e qualificazione professionale del settore, che impone percorsi formativi e standard di idoneità tecnica. La norma riconosce inoltre come requisito minimo l'avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa delle Forze armate, valorizzando l'esperienza militare come titolo di idoneità.
L'approvazione prefettizia della nomina
Il terzo comma è il cuore procedimentale dell'articolo. La nomina della guardia giurata deve essere approvata dal prefetto, previa verifica dell'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza autorizzato (art. 134) o con uno dei soggetti legittimati a richiederla (art. 133). L'approvazione ha validità biennale e va periodicamente rinnovata. Il legame con il rapporto di lavoro è essenziale: la qualità di guardia giurata non è un titolo personale svincolato, ma presuppone l'inserimento in una struttura autorizzata; il venir meno del rapporto di lavoro fa cessare i presupposti dell'approvazione.
Il porto d'armi a tassa ridotta
Con l'approvazione della nomina, e se ne sussistono i presupposti, il prefetto rilascia contestualmente anche la licenza di porto d'armi a tassa ridotta, di pari durata biennale. Si tratta di un porto d'armi speciale, funzionale all'esercizio del servizio e dunque tendenzialmente limitato all'attività di vigilanza: l'arma è strumento di servizio, non titolo per la difesa personale generalizzata. La contestualità tra approvazione e porto d'armi semplifica il procedimento e ne sottolinea la natura strumentale.
La dimensione europea
Il quarto e il sesto comma estendono la disciplina ai cittadini di altri Stati membri UE: nell'approvazione della nomina il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche già effettuati nello Stato di origine, in linea con il principio di mutuo riconoscimento, e per il porto d'armi si applicano le disposizioni in materia di armi per i cittadini UE. Il quinto comma richiama inoltre gli accordi di collaborazione previsti dall'articolo 134-bis, comma 3, integrando la figura della guardia giurata nel quadro europeo della sicurezza privata.
La qualifica di incaricato di pubblico servizio
L'ultimo comma stabilisce un principio di grande rilievo: salvo quanto diversamente previsto, le guardie giurate, nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni cui sono destinate, rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio. Questa qualifica produce conseguenze sia a favore della guardia, perché l'offesa o la violenza nei suoi confronti durante il servizio è penalmente aggravata, sia a suo carico, perché le condotte illecite commesse nell'esercizio del servizio possono integrare i più gravi reati propri dell'incaricato di pubblico servizio. La qualifica conferma che l'attività della GPG, pur privata, svolge una funzione di rilievo collettivo nel sistema della sicurezza.
Profili pratici e sanzionatori
Sul piano pratico, chi opera come guardia giurata senza la regolare approvazione prefettizia, o continui a operare dopo la cessazione del rapporto di lavoro che ne costituiva il presupposto, esercita un'attività priva del titolo richiesto. La perdita dei requisiti (ad esempio una condanna sopravvenuta) comporta la revoca dell'approvazione e del connesso porto d'armi, secondo i principi generali dell'articolo 11 in materia di diniego e revoca delle autorizzazioni di polizia.
Pronunce della Corte Costituzionale
Sentenza n. 326/1995
Non fondatezza
La Corte ha dichiarato non fondata la questione relativa al combinato disposto degli artt. 138, primo comma, n. 4, e 11 TULPS, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, in tema di requisiti soggettivi per le guardie particolari giurate.
Casi pratici
Caso 1: Assunzione come guardia giurata
Tizio viene assunto da un istituto di vigilanza autorizzato e vuole operare come guardia particolare giurata. Non basta il contratto di lavoro: occorre che il prefetto approvi la nomina, previa verifica dei requisiti soggettivi (cittadinanza, assenza di condanne per delitto, buona condotta, formazione) e dell'esistenza del rapporto di lavoro con l'istituto. Con l'approvazione, valida due anni, il prefetto rilascia a Tizio anche la licenza di porto d'armi a tassa ridotta, strumento di servizio di pari durata.
Caso 2: Cessazione del rapporto di lavoro
Caia è guardia giurata regolarmente nominata, ma si licenzia dall'istituto di vigilanza. Poiché l'approvazione prefettizia presuppone il rapporto di lavoro con un istituto autorizzato, il venir meno di tale rapporto fa cessare i presupposti dell'approvazione: Caia non può continuare a esercitare le funzioni di guardia giurata né a portare l'arma di servizio. Per riprendere l'attività dovrà essere assunta da altro istituto e ottenere una nuova approvazione.
Caso 3: Aggressione alla guardia in servizio
Sempronio aggredisce una guardia giurata mentre questa presidia un'area sorvegliata. Poiché nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza la guardia riveste la qualità di incaricato di un pubblico servizio, la condotta di Sempronio non è una semplice aggressione tra privati: la violenza o l'offesa arrecata alla guardia in servizio assume rilievo penale aggravato, in ragione della funzione di pubblico interesse svolta dalla vittima.
Domande frequenti
Quali requisiti servono per diventare guardia particolare giurata?
Occorrono la cittadinanza italiana o di uno Stato UE, la maggiore età, l'assenza di condanne per delitto, l'ottima condotta morale, il saper leggere e scrivere, la carta d'identità e l'iscrizione previdenziale e assicurativa. Un decreto del Ministro dell'interno fissa inoltre i requisiti minimi professionali e di formazione.
Chi approva la nomina a guardia giurata?
La nomina deve essere approvata dal prefetto, previa verifica dell'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza autorizzato ai sensi dell'articolo 134 o con altro soggetto legittimato ai sensi dell'articolo 133. L'approvazione ha validità biennale e va rinnovata.
La guardia giurata ottiene anche il porto d'armi?
Sì. Con l'approvazione della nomina, se ne sussistono i presupposti, il prefetto rilascia anche la licenza di porto d'armi a tassa ridotta, di pari durata biennale. Si tratta di un'arma di servizio, strumentale all'attività di vigilanza, non di un porto d'armi per la difesa personale generalizzata.
Cosa succede se la guardia giurata si licenzia dall'istituto?
L'approvazione prefettizia presuppone il rapporto di lavoro con un istituto autorizzato. Se questo cessa, vengono meno i presupposti dell'approvazione e la persona non può più esercitare le funzioni di guardia giurata né portare l'arma di servizio, finché non sia nuovamente nominata presso altro istituto.
La guardia giurata è un pubblico ufficiale?
Nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni cui è destinata la guardia giurata riveste, salvo diversa previsione, la qualità di incaricato di un pubblico servizio. Ciò aggrava le offese commesse contro di lei in servizio e, al tempo stesso, la espone ai reati propri dell'incaricato di pubblico servizio.
Un cittadino di un altro Stato UE può diventare guardia giurata in Italia?
Sì. La norma estende la disciplina ai cittadini di altri Stati membri UE: nell'approvazione della nomina il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche già effettuati nello Stato d'origine, e per il porto d'armi si applicano le disposizioni previste per i cittadini dell'Unione europea.
Vedi anche