Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 14 D.Lgs. 151/2001 – Controlli prenatali durante il lavoro
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro.
2. Per la fruizione dei permessi di cui al comma 1, le lavoratrici presentano al datore di lavoro apposita istanza e la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario degli esami effettuati.
Art. 13 D.Lgs. 151/2001 – Adeguamento alla disciplina comunitaria
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. I decreti di cui all’articolo 7, comma 2, sono aggiornati in conformità ai progressi tecnici e scientifici e alle modifiche della regolamentazione comunitaria.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Gli uffici di vigilanza e di investigazione privata sono tenuti a prestare la loro opera a richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza e i loro agenti sono obbligati ad aderire a tutte le richieste ad essi rivolte dagli ufficiali o dagli agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Il rilascio della licenza è subordinato al versamento nella Cassa depositi e prestiti di una cauzione nella misura da stabilirsi dal prefetto.
La cauzione sta a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all'esercizio dell'ufficio e dell'osservanza delle condizioni imposte dalla licenza.
Il prefetto, nel caso di inosservanza, dispone con decreto che la cauzione, in tutto o in parte, sia devoluta all'erario dello Stato.
Lo svincolo e la restituzione della cauzione non possono essere ordinati dal prefetto, se non quando, decorsi almeno tre mesi dalla cessazione dell'esercizio, il concessionario abbia provato di non avere obbligazioni da adempiere in conseguenza del servizio al quale l'ufficio era autorizzato.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari.
Possono anche, con l'autorizzazione del prefetto, associarsi per La nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Le autorizzazioni di polizia prevedute in questo titolo, fatta eccezione per quelle indicate dagli articoli 113, 121, 123 e 124, non possono essere concedute a chi è incapace di obbligarsi.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
L'autorità locale di pubblica sicurezza rilascia agli operai e ai domestici, a loro richiesta o a richiesta dei rispettivi direttori di stabilimenti, capi officina, impresari o padroni, un libretto nel quale costoro hanno l'obbligo di dichiarare, in occasione del licenziamento o alla fine dell'anno, il servizio prestato, la durata di esso e la condotta tenuta dagli operai e domestici.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
I fabbricanti, i commercianti, gli esercenti e le altre persone indicate negli articoli 126 e 127 non possono compiere operazioni su cose antiche o usate se non con le persone provviste della carta di identità o di altro documento munito di fotografia, proveniente dall'Amministrazione dello Stato.(30)
Essi devono tenere un registro delle operazioni di cui al primo comma che compiono giornalmente, in cui sono annotate le generalità di coloro con i quali le operazioni di cui al primo comma stesse sono compiute e le altre indicazioni prescritte dal regolamento.(30)
Tale registro deve essere esibito agli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, ad ogni loro richiesta.(30)
Le persone, che compiono operazioni di cui al primo comma con gli esercenti sopraindicati, sono tenute a dimostrare la propria identità nei modi predetti.(30)
L'esercente, che ha comprato cose preziose, non può alterarle o alienarle se non dieci giorni dopo l'acquisto, tranne che si tratti di oggetti comprati presso i fondachieri o i fabbricanti ovvero all'asta pubblica.
Regola generale: 75% deducibile per le spese di albergo e ristorante dell’impresa (art. 109, comma 5 TUIR).
100% per le trasferte dei dipendenti fuori dal territorio comunale, entro i limiti giornalieri: 180,76 euro in Italia, 258,23 euro all’estero.
Doppio taglio se è rappresentanza: le spese di vitto e alloggio di rappresentanza si calcolano prima al 75%, poi si assoggettano al plafond di rappresentanza.
In dichiarazione (quadro RF): la quota indeducibile del 25% ordinario è variazione in aumento; l’eccedenza trasferte è variazione in aumento con codice 3.
La fattura deve essere intestata alla società: i rimborsi di spese documentate con ricevute intestate al dipendente seguono le regole delle trasferte, non le stesse del 75%.
Quanto si può dedurre per alberghi e ristoranti
Quando un’impresa paga direttamente un pasto di lavoro o una notte d’albergo, non può dedurre l’intera spesa. La regola di base, stabilita dall’articolo 109, comma 5 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), fissa il limite al 75%: un quarto della spesa resta indeducibile. Questa franchigia – cioè la quota che rimane a carico senza beneficio fiscale – esiste perché il legislatore presume che le spese di vitto e alloggio abbiano sempre una componente personale.
Esiste però un’eccezione importante che conviene conoscere bene: le spese di vitto e alloggio per le trasferte dei dipendenti e dei collaboratori che lavorano fuori dal territorio comunale sono deducibili al 100%, ma solo entro i limiti giornalieri fissati dalla legge. Questi limiti sono 180,76 euro al giorno per le trasferte in Italia e 258,23 euro al giorno per le trasferte all’estero. Tutto ciò che supera quei limiti non è deducibile.
C’è anche un terzo scenario da tenere presente: se la spesa di albergo o ristorante rientra nelle spese di rappresentanza – per esempio un pranzo offerto a clienti per motivi di immagine aziendale – allora si applica prima la riduzione al 75%, e il risultato va poi ulteriormente limitato dal plafond delle spese di rappresentanza previsto dall’articolo 108, comma 2 del TUIR. In pratica, si subisce un doppio taglio.
Deducibilità spese alberghi e ristoranti per le imprese
Tipo di spesa
Deducibilità
Limite aggiuntivo
Spese generali di vitto e alloggio dell'impresa
75%
Nessuno oltre il 75%
Trasferte dipendenti fuori comune – vitto e alloggio – in Italia
100%
Entro 180,76 euro/giorno
Trasferte dipendenti fuori comune – vitto e alloggio – all'estero
100%
Entro 258,23 euro/giorno
Eccedenza rispetto ai limiti giornalieri di trasferta
0% – indeducibile
Variazione in aumento cod. 3 in RF
Spese vitto e alloggio di rappresentanza
75% poi plafond art. 108
Doppia limitazione
Esempio pratico
Alfa SRL manda il proprio direttore commerciale in trasferta a Milano per 2 giorni. L’albergo costa 160 euro a notte (320 euro totali) e i pasti 90 euro al giorno (180 euro totali). La spesa giornaliera complessiva è 160 + 90 = 250 euro, sotto il limite di 180,76 euro? No: 250 euro supera 180,76 euro, quindi solo 180,76 euro/giorno sono deducibili al 100%. Per 2 giorni la deduzione è 180,76 × 2 = 361,52 euro; l’eccedenza di 500 – 361,52 = 138,48 euro finisce in variazione in aumento nel quadro RF. Se invece la stessa spesa fosse pagata per un pranzo di lavoro con un cliente (non trasferta dipendente), si applicherebbe solo il 75%: 500 × 75% = 375 euro deducibili.
Documenti necessari
Fatture degli alberghi e dei ristoranti intestate alla società (non al dipendente)
Note spese dei dipendenti con ricevute allegate per le trasferte rimborsate
Ordini di missione o documenti che attestano la trasferta fuori comune
Contratti o lettere di incarico che documentano la natura lavorativa della trasferta
Estratti conto aziendali per riconciliare i pagamenti diretti
Gamma Srl: pranzo di lavoro con un fornitore
Scenario. Gamma Srl invita un fornitore a pranzo per discutere un contratto. Il conto del ristorante è 200 euro e viene pagato con la carta aziendale. La fattura è intestata a Gamma Srl. L’amministratore vuole sapere quanto può dedurre.
Come si applica. Questo pasto non è una trasferta di dipendenti, ma una normale spesa di vitto dell’impresa (o potenzialmente di rappresentanza, se l’intento è di coltivare la relazione commerciale). In entrambi i casi si parte dalla regola del 75%: 200 × 75% = 150 euro deducibili. I restanti 50 euro (25%) sono variazione in aumento nel quadro RF. Se la spesa fosse classificata come rappresentanza, i 150 euro andrebbero poi verificati rispetto al plafond dell’art. 108 calcolato sui ricavi aziendali.
In pratica
Spese di ristorante con clienti o fornitori: al massimo il 75% è deducibile.
Conserva sempre la fattura intestata alla società, non la ricevuta personale.
Annota sull’originale il motivo del pasto e le persone presenti per dimostrare l’inerenza.
Beta SNC: dipendente in trasferta con nota spese
Scenario. Beta SNC invia Tizio a Torino per una settimana di installazione presso un cliente. Tizio soggiorna in albergo a 90 euro a notte e spende 45 euro al giorno per i pasti. La società rimborsa la spesa a piè di lista tramite nota spese. Il totale giornaliero è 135 euro.
Come si applica. La trasferta è fuori dal territorio comunale: si applicano i limiti giornalieri per le trasferte dei dipendenti. Il limite in Italia è 180,76 euro al giorno. Tizio spende 135 euro al giorno, che è sotto la soglia. Quindi la società può dedurre il 100% dei rimborsi erogati: per 5 giorni la spesa è 675 euro, interamente deducibile. Non si applica il taglio del 25%. Attenzione: se una singola giornata superasse 180,76 euro, solo quella giornata andrebbe verificata, e l’eccedenza diventerebbe indeducibile.
In pratica
Trasferte dipendenti in Italia: 100% deducibile entro 180,76 euro al giorno.
Trasferte dipendenti all’estero: 100% deducibile entro 258,23 euro al giorno.
L’eccedenza rispetto ai limiti giornalieri è variazione in aumento nel quadro RF.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quanto deduce un'impresa per le spese di ristorante?
In via generale il 75% del costo. Se la spesa riguarda una trasferta di dipendenti fuori comune, si può arrivare al 100% entro i limiti giornalieri di legge (180,76 euro in Italia, 258,23 euro all’estero).
Qual è il limite giornaliero per le trasferte dei dipendenti in Italia?
180,76 euro al giorno per le trasferte nel territorio nazionale. Per le trasferte all’estero il limite sale a 258,23 euro al giorno.
Le spese di albergo e ristorante di rappresentanza come si trattano?
Prima si applica la riduzione al 75%, poi il risultato viene verificato rispetto al plafond delle spese di rappresentanza dell’art. 108, comma 2 TUIR. Si subisce un doppio taglio.
Serve la fattura intestata alla società per dedurre le spese di ristorante?
Sì. Se la fattura è intestata al dipendente e la società rimborsa la spesa, si seguono le regole delle note spese per le trasferte. In ogni caso la documentazione deve essere conservata e l’inerenza deve essere dimostrabile.
Come si inseriscono le spese di albergo e ristorante nella dichiarazione?
La quota indeducibile del 25% sulle spese generali va in variazione in aumento nel quadro RF. L’eccedenza rispetto ai limiti giornalieri delle trasferte dipendenti si indica con il codice 3 nel rigo RF31.
Cosa succede se non annoto il motivo del pasto sulla fattura?
La deducibilità non decade automaticamente, ma in caso di controllo l’Agenzia delle Entrate può contestare l’inerenza della spesa. È buona pratica annotare il motivo del pasto e le persone presenti sull’originale della fattura.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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