Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 165 D.Lgs. 209/2005 – Raccordo con le disposizioni del codice civile
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Fermo restando quanto diversamente disposto dal presente codice, i contratti di assicurazione, coassicurazione e riassicurazione rimangono disciplinati dalle norme del codice civile .
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia
1. Sino a che i regolamenti previsti dall'articolo 228 e dall'articolo 230 non individuano importi più alti, il credito iscritto a ruolo concernente le spese processuali e di mantenimento di importo non superiore a euro 25,82 è discaricato automaticamente se risulta infruttuoso il primo pignoramento.
2. L'importo massimo è adeguato ogni biennio, in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati verificatasi nel biennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia
1. Sino all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 228, per l'importo previsto dall' articolo 12 bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 , l'ufficio non effettua l'iscrizione a ruolo in caso di inadempimento di crediti relativi a spese processuali e di mantenimento.
Art. 164 D.Lgs. 209/2005 – Modalità per la gestione dei sinistri
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. L'impresa che esercita l'attività assicurativa nel ramo tutela legale adotta, per la gestione dei sinistri e per la relativa attività di consulenza, una delle modalità, di cui deve essere data preventiva comunicazione all' IVASS , previste dal comma 2.
2. 2. L'impresa può: a) svolgere direttamente l'attività di gestione dei sinistri e quella di consulenza; b) affidarla ad un'impresa distinta; c) prevedere nel contratto il diritto per l'assicurato di affidare la tutela dei suoi interessi in caso di sinistro, non appena abbia il diritto di esigere l'intervento dell'impresa di assicurazione, a un avvocato o ad altro professionista abilitato dalla legge da lui scelto.
3. 3. Qualora l'impresa si avvalga della facoltà di cui al comma 2, lettera a), devono ricorrere congiuntamente le seguenti condizioni: a) se l'impresa è multiramo, il personale di cui si avvale non deve svolgere, per conto della stessa, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in un altro ramo esercitato dall'impresa; b) indipendentemente dal fatto che l'impresa sia multiramo o specializzata, il personale non deve svolgere, per conto di altra impresa autorizzata all'esercizio delle assicurazioni contro i danni che abbia con la prima legami finanziari, commerciali o amministrativi, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in altri rami esercitati dall'impresa con la quale intercorrono i predetti legami.
4. L'impresa deve dichiarare nel contratto se intende avvalersi della facoltà di cui al comma 2, lettera b), indicando la denominazione sociale dell'impresa alla quale affida la gestione dei sinistri. Quando l'impresa ha legami con un'altra impresa che esercita le assicurazioni contro i danni, il personale incaricato della gestione dei sinistri o della relativa consulenza non può esercitare la stessa o analoga attività in altri rami esercitati da quest'ultima impresa. L'impresa cui sia affidata la gestione dei sinistri è soggetta alla vigilanza dell' IVASS .
5. L'impresa può adottare una diversa modalità operativa previa comunicazione all' IVASS e con effetto solo per i contratti stipulati successivamente alla comunicazione medesima.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. L'impresa che esercita l'assicurazione di tutela legale osserva nei rapporti con gli assicurati le disposizioni previste agli articoli 173 e 174 e rispetta i requisiti per la gestione dei sinistri di cui all'articolo 164.
2. La disciplina di cui al presente capo non si applica alle assicurazioni di tutela legale che concernono controversie derivanti dall'utilizzazione di navi marittime o connesse comunque a tale utilizzazione ed all'attività esercitata dall'impresa di assicurazione della responsabilità civile per resistere all'azione dei danneggiati ai sensi dell' articolo 1917 del codice civile .
730 senza sostituto: si usa quando non si ha un datore di lavoro che possa trattenere le imposte dalla busta paga.
Se dalla dichiarazione emerge un debito, il pagamento avviene tramite modello F24 con le stesse scadenze del modello REDDITI Persone fisiche.
Se emerge un credito, il rimborso è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre.
Il secondo o unico acconto IRPEF viene trattenuto a novembre dal sostituto; in assenza di sostituto si versa con F24.
L’F24 può essere pagato online, in banca, in posta o presso gli agenti della riscossione.
Chi ha il IBAN registrato all’Agenzia delle Entrate riceve il rimborso sul conto corrente.
Cosa cambia se presenti il 730 senza sostituto d'imposta
Quando si lavora come dipendente, di solito è il datore di lavoro (il cosiddetto ‘sostituto d’imposta’) a trattenere direttamente dalla busta paga le imposte dovute o a rimborsare quelle in eccesso. Ma non sempre questo è possibile: se non hai un datore di lavoro che presta assistenza fiscale, oppure se scegli volontariamente di non avvalertene, presenti il 730 nella modalità ‘senza sostituto’.
In questo caso la gestione delle somme dovute o dei rimborsi cambia completamente: tocca a te pagare direttamente usando il modello F24, e i rimborsi li eroga l’Agenzia delle Entrate, non il tuo datore di lavoro.
Le scadenze e le modalità di versamento con il modello F24 seguono quelle previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Questo significa che devi rispettare le stesse date di pagamento che valgono per chi presenta il modello alternativo. Di seguito trovi uno schema chiaro con le date da ricordare.
Riepilogo versamenti con F24 per il 730 senza sostituto
Voce
Quando si paga
Modalità
Saldo IRPEF e primo acconto
Stesse scadenze del modello REDDITI PF
Modello F24 (online, banca, posta, agenti riscossione)
Secondo o unica rata di acconto IRPEF
Novembre (lo trattiene il sostituto; in assenza, con F24)
Modello F24
Rimborso in caso di credito
A partire dal mese di dicembre
Accredito su IBAN o titoli di credito Poste Italiane
Compensazione del credito
Prima del versamento, tramite servizi telematici AdE
F24 a saldo zero esclusivamente telematico
Esempio pratico
Tizio presenta il 730/2026 senza sostituto d’imposta perché nel 2025 ha lavorato con contratti brevi e non ha un datore attivo. Dal prospetto di liquidazione emerge un debito di 400 euro. Tizio deve versare tale somma con il modello F24 entro le scadenze previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Se invece Tizio avesse avuto un credito di 300 euro, l’Agenzia delle Entrate glielo avrebbe rimborsato a partire da dicembre, direttamente sul suo conto corrente se ha già comunicato l’IBAN, oppure tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane.
Documenti necessari
Modello F24 (disponibile sul sito Agenzia delle Entrate)
Prospetto di liquidazione 730-3 (fornito dal Caf o dal professionista)
IBAN del conto corrente (per accredito rimborsi)
Copia del modello 730 presentato
Attestati di versamento F24 precedenti (se si rateizza)
Caio presenta il 730 senza sostituto e ha un debito da versare
Scenario. Caio è un lavoratore con contratto a termine scaduto. Nel 2026 non ha un datore di lavoro che possa fare i conguagli. Presenta il 730 ordinario senza sostituto tramite un Caf. Dal calcolo emerge un debito IRPEF di 520 euro.
Come si applica. Il Caf trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello F24 precompilato con i dati di Caio, oppure gli consegna il modello F24 compilato entro il decimo giorno prima della scadenza, affinché Caio possa pagare. I versamenti devono essere eseguiti con le stesse modalità e nei termini previsti per il modello REDDITI Persone fisiche. Caio può pagare online, in banca, in posta o presso un agente della riscossione.
In pratica
Il Caf consegna il modello F24 già compilato oppure lo trasmette direttamente in via telematica.
Caio rispetta le scadenze del modello REDDITI PF: se paga in ritardo, si applicano interessi e sanzioni.
Se richiede la rateizzazione, le rate mensili sono maggiorate degli interessi previsti.
Sempronio presenta il 730 senza sostituto e ha un credito da rimborsare
Scenario. Sempronio è pensionato ma ha scelto di presentare il 730 senza sostituto per gestire autonomamente i conguagli. Dal modello 730-3 emerge un credito di 280 euro.
Come si applica. Poiché non c’è un sostituto che effettua il rimborso in busta paga, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se Sempronio ha già comunicato all’Agenzia il proprio IBAN, l’accredito avviene direttamente sul conto. Altrimenti riceverà un titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane S.p.A.
In pratica
Per ricevere il rimborso sul conto corrente bisogna aver registrato l’IBAN sul sito dell’Agenzia delle Entrate (tramite Fisconline o modello apposito).
Se non si vuole usare la compensazione, il credito viene rimborsato direttamente dall’Amministrazione finanziaria.
La compensazione con F24 (art. 17 D.Lgs. n. 241/1997) richiede obbligatoriamente i servizi telematici dell’Agenzia.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quando devo pagare il saldo IRPEF con il F24 se ho il 730 senza sostituto?
Le scadenze sono le stesse previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Il Caf o il professionista che ti assiste ti consegna il modello F24 compilato entro il decimo giorno prima della scadenza.
Come funziona il rimborso se ho un credito e nessun sostituto?
Il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se hai registrato il tuo IBAN, ricevi i soldi direttamente sul conto; altrimenti Poste Italiane ti invia un titolo di credito.
Posso rateizzare il debito risultante dal 730 senza sostituto?
Le istruzioni prevedono che i versamenti avvengano con le stesse modalità del modello REDDITI PF. In caso di incapienza nella retribuzione il residuo può essere trattenuto nei mesi successivi con la maggiorazione degli interessi previsti.
Il secondo acconto IRPEF di novembre come funziona se non ho il datore di lavoro?
A novembre viene effettuata la trattenuta del secondo o unico acconto IRPEF e cedolare secca. Se non hai un sostituto, devi versarlo con il modello F24. Se vuoi ridurlo, devi comunicarlo per iscritto al sostituto entro il 10 ottobre (se ce l’hai), oppure gestirlo direttamente con il F24.
Posso usare il credito del 730 per compensare altre imposte con F24?
Si, ma la compensazione deve avvenire esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso il modello F24 ‘a saldo zero’ deve essere inviato obbligatoriamente per via telematica.
Cosa scrivo nel riquadro 'sostituto d'imposta' se non ne ho uno?
Nella casella ‘730 senza sostituto’ si indica la lettera ‘A’ e nel riquadro dedicato al sostituto si barra la casella ‘Mod. 730 dipendenti senza sostituto’. Se hai un datore di lavoro ma scegli questa modalità volontariamente, il procedimento è lo stesso.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia
1. Il pagamento del diritto di copia, del diritto di certificato, nonché delle spese per le notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile è effettuato mediante l'applicazione di marche da bollo.
2. Per le spese relative alle notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile, la parte applica le marche sulla nota di iscrizione a ruolo o su atto equipollente, di cui all' articolo 165 del codice di procedura civile .
3. Per il diritto di copia e per il diritto di certificato la marca si applica sull'originale o sull'istanza.
4. Il funzionario addetto all'ufficio annulla mediante il timbro a secco dell'ufficio le marche, attesta l'avvenuto pagamento sulla copia o sul certificato, rifiuta di ricevere gli atti, di rilasciare la copia o il certificato se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
((
1. L'impresa con sede legale nel territorio della Repubblica che opera in coassicurazione comunitaria mantiene dati statistici che mettano in evidenza l'entità delle operazioni di coassicurazione comunitaria alle quali partecipa e gli Stati membri interessati.
Credito d’imposta del 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 per acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di CO2 alimentare per acqua da acquedotto.
Tetto di spesa 1.000 euro per unità immobiliare: il credito massimo ottenibile è quindi 500 euro per ciascuna unità immobiliare.
Se si fruisce del credito per piu unita immobiliari, occorre compilare un rigo G15 separato per ciascuna di esse.
Il credito si indica nel quadro G, rigo G15 con codice 10 del modello 730/2026.
Il credito e utilizzabile anche in compensazione nel modello F24.
Le informazioni sugli interventi effettuati erano trasmesse per via telematica all’ENEA a fini di monitoraggio.
Come funziona il credito d'imposta per i depuratori d'acqua
Il bonus acqua potabile e un credito d’imposta pensato per incentivare l’uso dell’acqua di acquedotto in sostituzione delle acque in bottiglia, riducendo il consumo di plastica. A differenza di una detrazione che abbatte l’imposta a rate, il credito d’imposta agisce direttamente sull’imposta dovuta e puo essere anche usato in compensazione.
Il beneficio riguardava le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023. Rientrano nell’agevolazione i sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, installati per migliorare la qualita delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti pubblici. In parole semplici: i depuratori fissi collegati alla rete idrica, non le semplici caraffe filtranti.
Il limite di spesa ammessa e di 1.000 euro per unita immobiliare. Su tale importo il credito e pari al 50%, quindi il massimo ottenibile e 500 euro a immobile. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 marzo 2024 e stata stabilita la misura effettiva del credito spettante con riferimento alle spese sostenute nel 2023, tenendo conto del totale delle domande pervenute.
Chi ha ancora credito residuo da dichiarazioni precedenti puo continuare a indicarlo nel rigo G15. Verificare il rigo 130 del prospetto 730-3/2025 o il rigo RN47 del Mod. REDDITI PF 2025 per l’importo residuo.
Riepilogo bonus acqua potabile
Voce
Importo / Aliquota
Percentuale credito d'imposta
50% delle spese
Tetto di spesa per unita immobiliare
1.000 euro
Credito massimo per unita immobiliare
500 euro
Periodo di spesa agevolato
1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2023
Dove si indica nel 730
Quadro G, rigo G15, codice 10
Utilizzo alternativo
Compensazione nel modello F24
Esempio pratico
Tizio installa nel 2023 un sistema di filtraggio e raffreddamento collegato alla rete idrica del suo appartamento, spendendo 800 euro. Il credito d’imposta spettante e il 50% di 800 euro, cioe 400 euro. Caio, invece, acquista e installa nello stesso anno un sistema piu completo per 1.400 euro. Poiche il tetto e 1.000 euro, il suo credito massimo resta 500 euro (50% di 1.000). I 400 euro eccedenti non danno diritto ad agevolazione.
Documenti necessari
Fattura dell’impresa installatrice o del fornitore del sistema di filtraggio
Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito o debito, ecc.)
Eventuale ricevuta di invio dati all’ENEA (trasmissione richiesta a fini di monitoraggio)
Documentazione tecnica del dispositivo che attesti la conformita ai requisiti
Installazione del depuratore nell'abitazione principale
Scenario. Sempronio e proprietario di casa e nel 2023 spende 600 euro per installare un depuratore a osmosi inversa collegato direttamente al rubinetto della cucina.
Come si applica. Sempronio ha diritto a un credito d’imposta del 50% su 600 euro, pari a 300 euro. Nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) indica l’importo residuo del credito nel rigo G15 con codice 10, nella colonna ‘importo’. Il credito si porta in detrazione dell’IRPEF dovuta o in compensazione F24.
In pratica
Rigo G15, colonna codice: inserire 10.
Verificare nel prospetto 730-3/2025 l’eventuale residuo di credito non ancora utilizzato.
Il credito non utilizzato si riporta nelle dichiarazioni successive.
Piu unita immobiliari dello stesso contribuente
Scenario. Caio possiede due appartamenti e nel 2023 installa un sistema di filtraggio in ciascuno, spendendo 900 euro per il primo e 700 euro per il secondo.
Come si applica. Caio ha diritto a due crediti separati: 450 euro per il primo appartamento (50% di 900) e 350 euro per il secondo (50% di 700), per un totale di 800 euro. Deve compilare due righi G15 distinti, uno per ciascuna unita immobiliare. Il limite di 1.000 euro si applica separatamente a ogni immobile.
In pratica
Due righi G15 separati con codice 10, uno per ogni unita immobiliare.
Il tetto di 1.000 euro vale per singolo immobile, non cumulativamente.
Totale credito usufruibile: 800 euro.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
No. L’agevolazione riguarda esclusivamente i sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare installati e collegati all’acquedotto. Le caraffe filtranti non rientrano perche non sono sistemi fissi collegati alla rete idrica pubblica.
Posso ancora usufruire del credito nel 730/2026?
Solo se hai un credito residuo da anni precedenti (2021, 2022 o 2023) che non hai ancora completamente utilizzato. Le nuove spese sostenute dopo il 31 dicembre 2023 non danno piu diritto all’agevolazione.
Dove trovo l'importo del credito residuo?
Se hai presentato il 730/2025, il residuo e indicato nel rigo del prospetto di liquidazione 730-3/2025. Se hai usato il modello REDDITI PF 2025, cerca nel rigo RN47.
Il credito e rimborsabile se supera l'imposta dovuta?
No, il credito d’imposta non da luogo a rimborsi in denaro. La parte non utilizzata nell’anno si riporta nelle dichiarazioni successive, oppure puo essere compensata nel modello F24.
Cosa succede se l'AdE riduce la percentuale effettiva del credito?
Con provvedimento del 22 marzo 2024 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito la misura definitiva del credito per le spese 2023. Se hai gia indicato il credito nelle dichiarazioni precedenti in misura superiore a quella riconosciuta, potresti dover correggere la posizione. Verifica il provvedimento o rivolgiti al tuo CAF.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
((
1. L'impresa avente sede nel territorio della Repubblica, che partecipa a un contratto di coassicurazione comunitaria, determina le riserve tecniche in conformità alle disposizioni del Titolo III.
2. In ogni caso, l'ammontare delle riserve tecniche di cui al comma 1 è almeno uguale a quello identificato e comunicato dal coassicuratore delegatario secondo le norme del suo Stato membro di origine.
3. Se l'impresa di cui al comma 1 riveste la qualifica di delegataria, la stessa deve tener conto dei rischi per l'intero contratto.
))
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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