Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Come fare testamento: olografo, pubblico e segreto

    Fare testamento è il modo più sicuro per decidere chi riceverà i tuoi beni ed evitare liti tra gli eredi. La legge prevede forme precise: rispettarle è ciò che rende il testamento valido. In questa guida vediamo i tre tipi di testamento ordinario, come si scrivono, quali limiti impone la quota di legittima e come si revoca o modifica un testamento già fatto.

    Che cos’è il testamento

    Secondo l’articolo 587 del Codice civile il testamento è l’atto, revocabile in qualsiasi momento, con cui una persona dispone dei propri beni per il tempo successivo alla morte. È un atto strettamente personale: non si può fare tramite un rappresentante, né insieme ad altri nello stesso documento.

    Il testamento può contenere disposizioni di natura patrimoniale (lasciti di beni o somme) ma anche disposizioni non patrimoniali, come il riconoscimento di un figlio o la nomina di un esecutore testamentario.

    Le tre forme ordinarie

    L’articolo 601 distingue tre forme ordinarie di testamento:

    • Olografo: scritto, datato e firmato di proprio pugno dal testatore.
    • Pubblico: ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni.
    • Segreto: scritto dal testatore (o da altri) e consegnato sigillato al notaio.

    Tutte e tre hanno la stessa efficacia: cambiano solo le modalità di redazione e di conservazione.

    Il testamento olografo

    È la forma più semplice ed economica. L’articolo 602 richiede tre requisiti, tutti indispensabili: il testamento deve essere scritto per intero a mano dal testatore, datato e sottoscritto (firmato) sempre di suo pugno.

    Non vale un testo scritto al computer e poi firmato, né dettato a un’altra persona. La data serve a stabilire quale testamento prevale se ne esistono più di uno. Conviene conservarlo in luogo sicuro o depositarlo presso un notaio per evitare smarrimenti.

    Il testamento pubblico e quello segreto

    Il testamento pubblico (art. 603) è ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni: il testatore dichiara le proprie volontà, il notaio le mette per iscritto e ne dà lettura. È la forma più sicura, perché il notaio garantisce identità, capacità e regolarità.

    Il testamento segreto unisce riservatezza e certezza: il testatore lo scrive (anche al computer, in questo caso) o lo fa scrivere da altri, lo sigilla e lo consegna al notaio, che redige un verbale di ricevimento. Nessuno conosce il contenuto fino all’apertura.

    Legittima e quota disponibile

    La libertà di disporre non è assoluta. La legge riserva ad alcuni familiari, detti legittimari, una quota dell’eredità chiamata legittima: si tratta del coniuge, dei figli e, in mancanza di figli, degli ascendenti.

    Solo la parte che resta, la quota disponibile, può essere attribuita liberamente a chiunque, anche a estranei. Se con il testamento si lede la legittima, gli eredi riservatari possono agire in giudizio per ottenere quanto loro spetta.

    Revoca e modifica del testamento

    Il testamento è sempre revocabile. Si può cambiare idea in qualsiasi momento redigendo un nuovo testamento, che sostituisce o integra il precedente. Un testamento posteriore revoca le disposizioni del precedente incompatibili con le nuove.

    L’olografo può anche essere revocato distruggendolo materialmente. È vietata invece qualsiasi rinuncia preventiva alla facoltà di revocare: una clausola che impegnasse a non modificare mai il testamento sarebbe nulla.

    Un esempio concreto

    Tizio è vedovo e ha due figli, Caio e Caia. Vuole lasciare alla nipote prediletta la casa al mare. Tizio non può attribuire tutto il patrimonio alla nipote, perché ai due figli spetta la legittima: può destinare alla nipote solo la quota disponibile. Scrive quindi un testamento olografo, a mano, datato e firmato, in cui lascia la casa al mare alla nipote e divide il resto tra Caio e Caia. Qualche anno dopo cambia idea e redige un nuovo testamento: quello più recente prevale.

    Articoli di legge da consultare

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Stipendi docenti scuola 2026 per ordine e fascia

    CCNL Istruzione e Ricerca

    Aggiornamento del 2 agosto 2026. Il 1° luglio 2026 è stato sottoscritto in via definitiva il CCNL per la parte economica del triennio 2025-2027, con nuove tabelle stipendiali, indennità rivalutate dal 2027 e arretrati dal 1° gennaio 2025. Gli importi descritti in questa pagina sono quindi superati. → Le nuove tabelle stipendiali dei docenti

    In sintesi

    Gli stipendi dei docenti italiani sono tra i più bassi della media OCSE. Il tabellare cresce per fasce di anzianità (0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34, 35+) ed è stato rideterminato dal CCNL del 1° luglio 2026, con tre decorrenze: 1° gennaio 2025, 2026 e 2027. A regime il tabellare annuo va da 23.742,40 € per un docente di infanzia o primaria alla prima fascia a 39.953,75 € per un laureato di secondaria di II grado a fine carriera, per 12 mensilità più la tredicesima. Allo stipendio si aggiungono la RPD, portata dal 2027 fra 210,40 e 328,60 € mensili, e le voci accessorie di istituto: ore eccedenti, funzioni strumentali, indennità di sede. Le tabelle complete.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · FLC CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola · SNALS Confsal · Gilda
    Contratti in vigore
    CCNL 23 dicembre 2025 per il triennio 2022-2024 e CCNL 1° luglio 2026 per la parte economica del triennio 2025-2027
    Rinnovo 2025-2027
    Parte economica sottoscritta l’1° luglio 2026: nuove tabelle stipendiali e RPD rivalutata dal 1° gennaio 2027
    Platea
    circa 1,2 milioni di dipendenti del comparto (dato ARAN al rinnovo 2025-2027)

    Tabella riepilogativa

    Stipendi base docenti scuola statale 2026 (lordo mensile)
    Ordine 0-8 anni 15-20 anni 35+ anni
    Infanzia/Primaria €1.900 €2.180 €2.730
    Secondaria I grado €1.985 €2.300 €2.900
    Secondaria II grado €2.085 €2.450 €3.150
    Docenti AFAM €2.150 €2.550 €3.280

    Importi tabellari. Aggiungere RPD (€194-377/mese), CIA (€42), eventuali ore eccedenti, funzioni strumentali, indennità di sede (per scuole disagiate).

    Le fasce stipendiali per anzianità

    Lo stipendio dei docenti è strutturato per 6 fasce di anzianità:

    • 0-8 anni: docente di prima nomina o supplente
    • 9-14 anni: prima progressione
    • 15-20 anni: seconda progressione
    • 21-27 anni: terza progressione
    • 28-34 anni: quarta progressione
    • 35+ anni: stipendio massimo

    Le progressioni avvengono automaticamente per anzianità (non valutazione/merito). La carriera “appiattita” è uno dei principali nodi della categoria.

    RPD: Retribuzione Professionale Docente

    La RPD (Retribuzione Professionale Docente) è un’indennità fissa mensile aggiuntiva al tabellare, riconosciuta a tutti i docenti di ruolo:

    • Docente infanzia/primaria: €194/mese
    • Docente secondaria I grado: €243/mese
    • Docente secondaria II grado: €299/mese
    • Docente AFAM: €377/mese

    La RPD è la “voce di settore” che differenzia il personale docente. Il CIA (Compenso Individuale Accessorio) è di €42/mese per tutti.

    Voci aggiuntive: funzioni strumentali, ore eccedenti

    Lo stipendio può essere integrato da:

    • Funzioni strumentali: incarico annuale (es. orientamento, inclusione, PTOF). €350-1.500/anno
    • Ore eccedenti: oltre l’orario standard. €36-44 lordi/ora
    • Indennità di sede disagiata: per scuole in zone isolate. €350-1.500/anno
    • Indennità sostituzione presidenza: per docenti vicari. Variabile

    Il CCNL prevede inoltre la card del docente: €500/anno per formazione, libri, dispositivi (autocertificazione, esenzione fiscale).

    Casi pratici

    Tizio – Docente primaria 12 anni
    Tizio insegna primaria, fascia 9-14: tabellare €2.075 + RPD €194 + CIA €42 = €2.311/mese × 13. Funzione strumentale orientamento: €500/anno.
    Caia – Docente liceo 18 anni
    Caia insegna matematica al liceo, fascia 15-20: tabellare €2.450 + RPD €299 + CIA €42 + 4 ore eccedenti × €40 = €2.951/mese × 13. Indennità sede non disagiata.
    Sempronio – Docente AFAM 30 anni
    Sempronio insegna composizione al conservatorio, fascia 28-34: tabellare €3.020 + RPD AFAM €377 + CIA €42 + indennità sede AFAM €60 = €3.499/mese × 13.

    Domande frequenti

    Quanto guadagna un docente di scuola primaria?
    Stipendio totale circa €2.150-2.300 lordi/mese (€1.700-1.800 netti) per fascia 0-8 anni. Sale a €2.730 + RPD a fine carriera (€2.924 totale). Tredicesima a dicembre.
    Quanto guadagna un docente di liceo a inizio carriera?
    Tabellare €2.085 + RPD €299 + CIA €42 = €2.426/mese lordi (netti circa €1.900). Con eventuali ore eccedenti o funzione strumentale può salire di €100-200/mese.
    Cos'è la card del docente?
    Un bonus di €500/anno per formazione professionale, libri, dispositivi digitali, biglietti museo/teatro. Erogato come buoni o rimborso. Esente IRPEF. Non spettante a precari brevi (solo annuali).
    I docenti italiani guadagnano meno della media UE?
    Sì. Confronto OCSE Education at a Glance 2024: docente italiano 35+ anni circa €38.000 lordi/anno vs media OCSE €54.000. Il gap è circa -30% rispetto a Germania/Francia.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Istruzione e Ricerca: 4 sezioni e profili

    CCNL Istruzione e Ricerca

    In sintesi

    Il CCNL Istruzione e Ricerca articola il comparto in 4 sezioni: Scuola statale (docenti + ATA), Università (PTA, no docenti), Ricerca (CNR, INAF, INFN, etc.), AFAM (conservatori, accademie). Ogni sezione ha aree specifiche: nella Scuola i docenti hanno il proprio inquadramento per ordine e grado, gli ATA sono area D-Operatore esperto/Assistente/Funzionario.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · FLC CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola · SNALS Confsal · Gilda
    Ultimo rinnovo
    18 gennaio 2024 per il CCNL 2019-2021 (parte normativa); 1° luglio 2026 per la parte economica del CCNL 2025-2027
    Vigenza
    Parte normativa del CCNL 2019-2021 in ultrattività. La parte economica è stata rinnovata dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritto in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026
    Platea
    ~1.300.000 dipendenti (700k docenti scuola statale + 200k ATA + 60k PTA università + 25k ricerca + 9k AFAM)

    Aggiornamento al 2 settembre 2026. Le regole spiegate qui sono quelle del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, tuttora in ultrattività per la parte normativa. La parte economica è invece già rinnovata: il CCNL 2025-2027 è stato sottoscritto in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026. Per aumenti, arretrati e decorrenze vedi la guida al CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027; per gli importi per ordine di scuola le tabelle stipendiali dei docenti 2025-2027.

    Tabella riepilogativa

    Sezioni e profili CCNL Istruzione e Ricerca
    Sezione Profili principali N. lavoratori
    Scuola docenti Infanzia, primaria, secondaria I e II grado, sostegno ~700.000
    Scuola ATA Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, tecnici, DSGA ~200.000
    Università PTA Amministrativi, tecnici, bibliotecari, EP ~60.000
    Ricerca Ricercatori, tecnologi, CTER, operatori CNR/INAF/INFN/ISTAT ~25.000
    AFAM Docenti AFAM, personale amministrativo-tecnico conservatori/accademie ~9.000

    Le quattro sezioni del comparto

    Il CCNL Istruzione e Ricerca disciplina 4 sezioni distinte con specificità proprie:

    • Scuola statale: docenti (per ordine e grado: infanzia, primaria, secondaria I e II grado, sostegno) + ATA (Personale Amministrativo Tecnico Ausiliario)
    • Università: solo PTA (personale tecnico-amministrativo). I docenti universitari sono ordinari/associati/ricercatori, NON contrattualizzati (regime pubblicistico)
    • Ricerca: enti pubblici di ricerca (CNR, INAF, INFN, ISTAT, ENEA, etc.). Ricercatori, tecnologi, CTER (Collaboratori Tecnici Enti Ricerca)
    • AFAM: conservatori e accademie di belle arti, danza, etc. Docenti AFAM + personale amministrativo-tecnico

    Il personale ATA della scuola

    Il personale ATA è il personale amministrativo-tecnico-ausiliario della scuola statale. Profili:

    • Collaboratore scolastico (ex bidello): pulizie, sorveglianza alunni, supporto docenti
    • Assistente amministrativo: segreterie scolastiche
    • Assistente tecnico: laboratori scientifici, informatici (secondarie superiori)
    • DSGA: Direttore Servizi Generali Amministrativi (capo segreteria)

    Inquadramento per area come Funzioni Locali: Operatori (collaboratori), Operatori esperti (assistenti), Funzionari (DSGA).

    Università: solo PTA, non docenti

    Il CCNL Istruzione e Ricerca disciplina il personale tecnico-amministrativo dell’università (PTA). I docenti universitari (ordinari, associati, ricercatori) sono in regime di diritto pubblico (L. 240/2010) con stipendi tabellari fissati per decreto MUR.

    I PTA universitari hanno aree analoghe a Funzioni Locali (Operatori, Operatori esperti, Funzionari, EP) con specificità: figura del bibliotecario, tecnico di laboratorio, assistente di ricerca.

    Casi pratici

    Tizio – Docente primaria
    Tizio insegna alla scuola primaria da 12 anni. Inquadrato come docente primaria con fascia stipendiale 9-14 anni. Stipendio €2.025/mese × 13.
    Caia – DSGA scuola superiore
    Caia è DSGA in liceo classico, area Funzionari Scuola. Coordina 12 assistenti amministrativi + 22 collaboratori scolastici. Stipendio €2.480 + indennità DSGA €230.
    Sempronio – CTER al CNR
    Sempronio è CTER (Collaboratore Tecnico Enti Ricerca) al CNR, sezione Ricerca area V. Lavora in laboratorio chimica organica. Stipendio €2.180 + indennità ricerca €180.

    Domande frequenti

    I docenti universitari sono nel CCNL Istruzione e Ricerca?
    No, sono in regime pubblicistico ex L. 240/2010 con stipendi fissati da decreto MUR. Il CCNL Istruzione-Ricerca copre solo il personale tecnico-amministrativo (PTA) universitario.
    Cosa significa ATA?
    Amministrativo Tecnico Ausiliario. È il personale non docente della scuola: collaboratori scolastici (bidelli), assistenti amministrativi (segreteria), assistenti tecnici (laboratori), DSGA (capo segreteria).
    Quanti docenti ci sono in Italia?
    Circa 700.000 docenti di ruolo nella scuola statale (infanzia, primaria, secondaria I e II grado, sostegno) + circa 200.000 docenti precari/supplenti. Totale incarichi: ~900.000.
    AFAM cosa è?
    Alta Formazione Artistica e Musicale: conservatori statali, accademie di belle arti, accademie di danza/arte drammatica. Hanno propria sezione contrattuale con docenti e personale tecnico-amministrativo specifico.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Pensione e cessazione Funzioni Locali 2026

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    Il dipendente Funzioni Locali può andare in pensione di vecchiaia (67 anni + 20 contributi), anticipata (42a 10m uomini / 41a 10m donne), Quota 103 (62 anni + 41 contributi), Opzione Donna PA (61 anni + 35 contributi categorie protette). Dimissioni con preavviso 2-3 mesi. Risoluzione consensuale con incentivo facoltativa.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Pensione e cessazione Funzioni Locali 2026
    Tipo Requisiti
    Vecchiaia 67 anni + 20 contributi
    Anticipata 42a 10m (M) / 41a 10m (F)
    Quota 103 62 anni + 41 contributi
    Opzione Donna PA 61 anni + 35 contributi (cat. protette)
    Dimissioni Preavviso 2-3 mesi
    Risoluzione consensuale Accordo + incentivo facoltativo

    Pensione di vecchiaia e anticipata

    Requisiti standard:

    • Vecchiaia: 67 anni + 20 anni contributi
    • Anticipata: 42 anni 10 mesi uomini, 41 anni 10 mesi donne, indipendente dall’età

    Decorrenza: 1° giorno del mese successivo alla domanda. Si consiglia domanda con almeno 3 mesi di anticipo.

    Quota 103 e Opzione Donna PA

    Quota 103: 62 anni + 41 contributi, calcolo contributivo (penalizzante -10/25%), massimale 4× trattamento minimo INPS.

    Opzione Donna PA: 61 anni + 35 contributi per disoccupate, caregiver, invalide. Calcolo totalmente contributivo (-20/30%). Soggetta a finestre annuali di legge di bilancio.

    Dimissioni e risoluzione consensuale

    Preavviso dimissioni:

    • Operatori-Operatori esperti: 2 mesi
    • Funzionari-EP: 3 mesi

    Le dimissioni non danno diritto a NASpI (non c’è per i pubblici contrattualizzati). La risoluzione consensuale con incentivo è prevista in casi di soppressione di posto o riorganizzazione: incentivo da 12 a 24 mensilità contrattato in sede locale.

    Casi pratici

    Tizio – Pensione anticipata 43 anni contributi
    Tizio, funzionario EP, 43 anni contributi a 65. Sceglie anticipata (non vecchiaia per non aspettare). Importo: 75% ultima retribuzione (quota retributiva pre-1995) + quota contributiva.
    Caia – Quota 103
    Caia, funzionaria, 62 anni + 41 contributi 2025. Quota 103, calcolo contributivo (-20%). Massimale 4× trattamento minimo INPS.
    Sempronio – Dimissioni con preavviso
    Sempronio, funzionario Comune, si dimette per privato. Preavviso 3 mesi. Niente NASpI. TFR €18.000 erogato in 12 mesi.

    Domande frequenti

    A che età vado in pensione di vecchiaia?
    67 anni con 20 anni di contributi. Vale uomini e donne. Decorre 1° del mese successivo alla domanda; consigliata domanda 3 mesi prima.
    Cos'è la pensione anticipata?
    42a 10m contributi uomini, 41a 10m donne, indipendente dall’età. Vale anche con contribuzione mista (pubblica + privata).
    Quota 103: conviene?
    Dipende: si esce prima ma con penalizzazione contributiva (-10/25% rispetto a vecchiaia). Massimale 4× trattamento minimo INPS. Da valutare individualmente con simulazione INPS.
    Le dimissioni dal Comune danno NASpI?
    No. I pubblici contrattualizzati non sono coperti da NASpI ordinaria. Solo indennità specifiche per soppressione di posto o mobilità d’ufficio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TFR/TFS Funzioni Locali: calcolo e liquidazione

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    I dipendenti Funzioni Locali assunti entro il 31/12/2000 hanno il TFS (80% ultima retribuzione × anni / 12). Quelli post-2001 hanno il TFR (6,91%/anno). I tempi di liquidazione sono fino a 24 mesi (rateazione per importi > €50.000). Anticipo bancario garantito INPS possibile. Conferimento TFR a Perseo Sirio possibile per nuovi assunti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    TFR vs TFS Funzioni Locali
    Voce TFS (pre-2001) TFR (post-2001)
    Calcolo 80% × anni / 12 6,91% × retribuzione annua
    Voci computabili Tabellare + IIS + RIA + ind. comparto + posizione Idem
    Liquidazione Fino 24 mesi Fino 24 mesi
    Anticipo banca Sì, garantito INPS Sì, garantito INPS
    Perseo Sirio No Sì se aderisce

    TFS vs TFR

    Discrimine: data assunzione.

    • Pre-2001: TFS (80% × anni / 12). Esempio 30 anni × €2.500 × 80% = €60.000 lordo.
    • Post-2001: TFR (6,91%/anno con rivalutazione 1,5% + 75% inflazione).

    Tempi di liquidazione INPS

    Tempi standard:

    • Inabilità/decesso: 105 giorni
    • Pensione ordinaria/dimissioni: fino 12 mesi prima rata (≤€50.000), 24 mesi seconda (€50.000-150.000), 36 mesi resto
    • Rateazione D.L. 78/2010 per importi superiori €50.000

    Anticipo bancario e Perseo Sirio

    L’anticipo bancario garantito INPS è disponibile presso le principali banche (BNL, Intesa, Unicredit, BPER) al 2-3% sopra il rifinanziamento BCE.

    Il conferimento TFR a Perseo Sirio è vantaggioso per post-2001 con orizzonte lungo: contributo datore (1%), benefici fiscali, rendimento di mercato. Per i pre-2001 il TFS resta presso INPS senza opzione conferimento.

    Casi pratici

    Tizio – TFS €60.000 pensionato 2025
    Tizio, assunto 1995, va pensione 2025 con 30 anni e ultima retribuzione €2.500. TFS = 30×2.500×80%/12 = €60.000 lordo. INPS liquida in 24 mesi in 2 rate.
    Caia – TFR €35.000 dimissioni
    Caia, assunta 2003, si dimette 2024 con 21 anni. TFR accumulato €31.500 + rivalutazione = €35.000. Conferito metà a Perseo Sirio.
    Sempronio – Anticipo Intesa
    Sempronio, TFS €75.000 atteso 24 mesi, ottiene anticipo Intesa al 4,2% per €52.000 (70%) rimborsabile alla liquidazione INPS.

    Domande frequenti

    TFR o TFS: chi ha cosa?
    Pre-2001: TFS (80% × anni / 12). Post-2001: TFR (6,91%/anno). Esempio: assunto 1995 e pensionato 2025 con €2.500 ultima retribuzione = TFS €60.000.
    Quanto aspetto per il TFS dall'INPS?
    12 mesi prima rata (≤€50.000), 24 mesi seconda rata (€50-150.000), 36 mesi resto. Solo 105 giorni in caso di inabilità o decesso.
    Cosa è cumulato nel calcolo TFR/TFS?
    Tabellare + IIS + RIA + indennità di comparto + indennità di posizione organizzativa (se ricoperta nell’ultimo anno). Esclusi: salario accessorio variabile, straordinari, indennità di risultato.
    Conviene conferire TFR a Perseo Sirio?
    Per assunti post-2001 con orizzonte medio-lungo sì: contributo datore (1%) + deduzione fiscale + rendimento mercato. Per pre-2001 il TFS resta INPS senza opzione conferimento.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Procedimento disciplinare Funzioni Locali

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    Il procedimento disciplinare nel Comune segue l’art. 55-bis D.Lgs. 165/2001. Fatti lievi (rimprovero, multa) gestiti dal dirigente entro 30 giorni. Fatti gravi (sospensione, licenziamento) dall’UPD entro 120 giorni. Diritto difesa 20 giorni. Falsa timbratura: licenziamento obbligatorio (art. 55-quater).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Sanzioni Funzioni Locali
    Sanzione Competenza Termine
    Rimprovero verbale/scritto Dirigente 30 gg
    Multa fino 4h retribuzione Dirigente 30 gg
    Sospensione 1-10 gg UPD 120 gg
    Sospensione 11gg-6 mesi UPD 120 gg
    Licenziamento UPD 120 gg

    Fasi e tempi del procedimento

    Le fasi sono:

    1. Contestazione scritta entro 30gg dalla conoscenza del fatto
    2. 20gg al dipendente per scritti difensivi e/o audizione
    3. Istruttoria
    4. Decisione entro 30gg (sanzioni lievi) o 120gg (sospensione/licenziamento)

    Mancato rispetto termini = decadenza e nullità della sanzione.

    Falsa timbratura e licenziamento obbligatorio

    L’art. 55-quater D.Lgs. 165/2001 prevede licenziamento obbligatorio per falsa attestazione di presenza (uso badge altrui, timbratura e uscita, ecc.).

    Procedimento accelerato a 30 giorni. Sospensione cautelare immediata. Cassazione (es. Cass. 12108/2020) conferma proporzionalità anche per singolo episodio.

    Codice di comportamento e doveri specifici

    Oltre al CCNL, i dipendenti Funzioni Locali devono rispettare il Codice di comportamento generale (DPR 62/2013) e quello specifico dell’ente.

    Doveri specifici Funzioni Locali: rispetto delle regole anticorruzione, dichiarazione conflitto interessi, segnalazione doni ricevuti (oltre €150), assenza in atti procedimenti con familiari/parenti, divieto di partecipare a società commerciali concorrenti.

    Casi pratici

    Tizio – Rimprovero per ritardi
    Tizio ha 3 ritardi non giustificati al mese. Dirigente notifica contestazione. Tizio presenta scritti difensivi (motivi familiari). Rimprovero scritto entro 30gg.
    Caia – Sospensione 5gg per dichiarazione false
    Caia ha presentato dichiarazione falsa per ottenere permesso L. 104. UPD scopre dopo controllo INPS. Sospensione 5gg + restituzione retribuzione del periodo (€700).
    Sempronio – Licenziamento per appropriazione
    Sempronio, custode Comune, ha sottratto materiale di magazzino per uso personale. UPD attiva procedimento. Licenziamento per giusta causa entro 90gg. Cassazione conferma proporzionalità.

    Domande frequenti

    Chi mi può sanzionare?
    Sanzioni lievi (rimprovero, multa fino 4h): dirigente entro 30 giorni. Sanzioni più gravi (sospensione, licenziamento): UPD entro 120 giorni.
    Cosa rischio se non timbro?
    Per omissione una tantum: rimprovero. Per omissioni ripetute: rimprovero scritto o multa. Mai licenziamento se non collegato a frode (es. badge altrui).
    Posso essere licenziato per singolo episodio?
    Sì, per fatti di particolare gravità (falsa attestazione presenza, furto, percosse colleghi, gravi violazioni Codice comportamento). La Cassazione conferma la proporzionalità.
    Cos'è il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici?
    Il DPR 62/2013 stabilisce doveri di tutti i dipendenti pubblici: imparzialità, decoro, divieto regali oltre €150, segnalazione conflitto interessi, dichiarazione patrimoniale per dirigenti. Ogni ente adotta poi un Codice specifico.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Mobilità Funzioni Locali: art. 30 e comando

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    La mobilità è disciplinata dall’art. 30 D.Lgs. 165/2001: passaggio diretto a un’altra amministrazione previo assenso di entrambe. Particolarità Funzioni Locali: mobilità intercomunale (volontaria), mobilità intra-regionale (sanità→comuni), comando fino a 5 anni, distacco per missioni speciali (es. progetti europei, PNRR).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Mobilità Funzioni Locali
    Tipo Durata Effetto
    Mobilità volontaria art.30 Definitiva Cambio amministrazione
    Mobilità d’ufficio Definitiva Per eccedenze
    Comando Fino 5 anni Rapporto originale mantenuto
    Distacco sindacale Per incarico Retribuzione monte ore
    Trasferimento Definitivo dentro ente Sede diversa stesso ente

    Mobilità intercomunale

    I dipendenti Funzioni Locali possono cambiare ente tramite art. 30 D.Lgs. 165/2001:

    1. Avviso di mobilità pubblicato dall’ente di destinazione
    2. Domanda con specifica di area, profilo, anzianità
    3. Assenso ente di provenienza (può essere negato per casi specifici)
    4. Valutazione comparativa per titoli ed esperienza

    Specificità: la mobilità tra Comuni di piccola dimensione è frequente (spesso unioni di Comuni). Mobilità tra Comune e Regione richiede stessa area di inquadramento.

    Comando temporaneo

    Il comando è l’assegnazione temporanea a un’altra amministrazione mantenendo il rapporto originale.

    Pratica frequente Funzioni Locali: Comuni che mandano funzionari ad ANCI (Associazione Comuni), Regioni che mandano dirigenti a Conferenze unificate, etc. Durata fino a 5 anni, stipendio a carico destinazione, anzianità nell’ente originario.

    Trasferimento interno e mobilità d'ufficio

    Dentro lo stesso ente, il dipendente può essere trasferito ad altro ufficio o sede per esigenze organizzative. Il trasferimento d’ufficio (non volontario) richiede:

    • Motivazione organizzativa documentata
    • Comunicazione preventiva al lavoratore
    • Rispetto categorie protette (L. 104, gravide, ecc.)

    La mobilità d’ufficio fuori dall’ente è ammessa solo per eccedenze (es. soppressione di settore). Indennità di trasferimento è prevista per spostamenti oltre 50 km dalla sede precedente.

    Casi pratici

    Tizio – Mobilità Comune piccolo→grande
    Tizio, istruttore Comune 4k abitanti, ha vinto mobilità per Comune 50k abitanti. Stesso area DSS, stipendio invariato base, ma salario accessorio più alto nel nuovo ente.
    Caia – Comando a Regione
    Caia, funzionaria Comune capoluogo, è in comando 2 anni alla Regione per progetto PNRR. Stipendio (più alto in Regione) erogato da Regione. Mantiene posto al Comune.
    Sempronio – Trasferimento intra-comunale
    Sempronio, funzionario Comune metropolitano, viene trasferito dall’ufficio Urbanistica all’ufficio Tributi per esigenze organizzative. Stesso stipendio, nuova mansione. Niente indennità (sede uguale).

    Domande frequenti

    Posso passare da un Comune all'altro?
    Sì, tramite mobilità art. 30 D.Lgs. 165/2001. Serve avviso di mobilità del Comune destinatario, domanda, assenso del Comune di partenza, e valutazione comparativa.
    Posso essere trasferito senza il mio consenso?
    Dentro lo stesso ente sì, con motivazione organizzativa documentata e nel rispetto categorie protette. Fuori ente solo per eccedenze o soppressione di posto.
    Lo stipendio cambia con la mobilità tra Comuni?
    Il tabellare e l’IIS sono identici (CCNL nazionale). Cambiano: indennità di comparto (poco), e soprattutto il salario accessorio decentrato (Fondi diversi per ente).
    Quanto dura un comando?
    Fino a 5 anni, rinnovabili. Lo stipendio è a carico dell’amministrazione di destinazione. L’anzianità di servizio continua nell’ente originario, dove il dipendente può rientrare al termine.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Buoni pasto e welfare Funzioni Locali

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    Il dipendente Funzioni Locali percepisce buono pasto da €7 (€8 elettronico dal 2025) per ogni giornata di servizio ≥6 ore. Fondo pensione: Perseo Sirio (1% lavoratore + 1% datore + TFR). Mense comunali in molti enti. Welfare integrativo decentrato (asili convenzionati, polizze sanitarie) contrattato annualmente.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Welfare Funzioni Locali
    Voce Importo
    Buono pasto cartaceo €7/giorno
    Buono pasto elettronico €8/giorno
    Fondo Perseo Sirio 1% lav + 1% ente + TFR
    Welfare integrativo Contrattato locale (€100-500/anno)
    Asili nido convenzionati Tariffa agevolata -20/50%

    Buono pasto: importi e fruizione

    Il buono pasto Funzioni Locali è di €7 cartaceo e €8 elettronico (dal 2025).

    Spetta per ogni giornata di servizio di almeno 6 ore con pausa pranzo. Non cumulabile con mensa comunale interna. Spendibile in supermercati, ristoranti, bar convenzionati.

    Perseo Sirio: fondo pensione

    Il fondo pensione di settore è Perseo Sirio, condiviso con Funzioni Centrali e Sanità.

    Contribuzione tipo: 1% lavoratore + 1% datore + TFR. Adesione facoltativa con vantaggi fiscali (deduzione fino €5.164/anno).

    Welfare integrativo decentrato

    Molti Comuni medio-grandi hanno welfare integrativo decentrato contrattato con RSU:

    • Polizze sanitarie integrative (€100-300/anno a carico ente)
    • Convenzioni asili nido (-20/50% tariffa)
    • Tessere shopping/cultura
    • Convenzioni palestre/cliniche
    • Buoni libri per figli

    Casi pratici

    Tizio – 22 buoni pasto mese
    Tizio, istruttore Comune, lavora 22 giorni × 7h12′. Riceve 22 buoni pasto × €7 = €154/mese di valore reale (elettronico €176).
    Caia – Perseo Sirio aderente
    Caia aderisce Perseo Sirio dal 2018. Contributo annuo: TFR €2.300 + 1% €420 + 1% datore €420 = €3.140/anno. Capitale accumulato €19.000 al 2026.
    Sempronio – Welfare decentrato Comune grande
    Sempronio, funzionario Comune metropolitano: oltre stipendio, riceve €280/anno polizza sanitaria + €200 buoni libri figli + accesso piscina comunale gratuito.

    Domande frequenti

    Quanto vale il buono pasto del Comune?
    €7 cartaceo, €8 elettronico (dal 2025). Spetta per ogni giornata di servizio di almeno 6 ore.
    Cos'è Perseo Sirio?
    Il fondo pensione complementare di Funzioni Locali, Funzioni Centrali e Sanità. Contribuzione 1% lavoratore + 1% ente + TFR per aderenti.
    Posso aderire al fondo pensione anche se assunto da poco?
    Sì, l’adesione è possibile in qualunque momento. I dipendenti pubblici di nuova assunzione (post-2001) hanno TFR conferibile al fondo dal momento dell’adesione.
    I Comuni hanno mensa per dipendenti?
    Alcuni Comuni grandi sì (Roma, Milano, Bologna, Torino). Costo medio €2-3 a pasto. I dipendenti che usano la mensa non ricevono buono pasto quel giorno.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Funzioni Locali: Legge 104 e permessi sindacali

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    Il dipendente Funzioni Locali può fruire dei 3 giorni mensili o 2h al giorno della L. 104/1992 per assistenza familiare disabile. Il congedo straordinario L. 151/2001 art. 42 c.5 è di max 2 anni nella vita lavorativa al 100% (max €52.000/anno). RSU eletti hanno 40h/anno permessi sindacali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Permessi e congedi
    Tipo Durata Retribuzione
    L.104 – 3gg mese 3 gg/mese 100%
    L.104 – 2h/giorno 2h se orario ≥6h 100%
    Congedo straord. L.151 Max 2 anni 100% fino €52.000/anno
    RSU 40h/anno 100%
    Sindacale dirigenti Fino 30gg/anno 100%
    Mandato amministratore locale Per durata mandato Aspettativa non retribuita

    I 3 giorni mensili Legge 104

    Il lavoratore Funzioni Locali che assiste un familiare con disabilità grave (art. 3 c.3 L. 104/1992) ha diritto a 3 giorni mensili o 2h al giorno (1h se orario <6h).

    Beneficiari: figli, coniuge, genitori, parenti entro II grado se conviventi (III grado se necessario).

    Congedo straordinario 2 anni

    Il congedo straordinario L. 151/2001 art. 42 c.5 è di max 2 anni nella vita lavorativa, retribuito al 100% fino a €52.000/anno.

    Beneficiari in ordine: coniuge convivente, genitori, figli conviventi, fratelli/sorelle. I contributi continuano a maturare.

    Mandati elettivi locali: aspettativa

    Il dipendente Funzioni Locali eletto a carica amministrativa locale (sindaco, assessore, consigliere comunale o regionale) ha diritto ad aspettativa per durata del mandato (T.U. enti locali art. 80-86 D.Lgs. 267/2000).

    Per amministratori con incarichi minori (consigliere) sono previsti permessi orari retribuiti per le sedute.

    Casi pratici

    Tizia – L.104 per figlio autistico
    Tizia, istruttrice Comune, ha figlio 12 anni con disabilità grave. Usa 3 giorni mese L. 104 per terapie e accompagnamento. Coordinato con dirigente, no impatto su valutazione.
    Caia – Congedo straordinario 12 mesi”, “Caia, funzionaria, ha fruito 12 mesi di congedo straordinario per assistere il padre con Alzheimer convivente. Retribuzione 100% (€2.300/mese). Tornata in servizio, contributi e anzianità maturati.
    Sempronio – Sindaco con aspettativa
    Sempronio, funzionario tecnico, è stato eletto sindaco di Comune limitrofo. Aspettativa non retribuita per durata mandato 5 anni. Riprende servizio a fine mandato.

    Domande frequenti

    Quanti permessi L.104 al mese nel Comune?
    3 giorni mensili o 2h al giorno (1h se orario sotto 6h). Spettano per coniuge, figli, genitori, parenti entro II grado conviventi.
    Posso fare il sindaco e mantenere il posto al Comune?
    Sì, con aspettativa non retribuita per durata del mandato. Il rapporto resta sospeso, gli anni di mandato sono utili per anzianità e contributi (con riscatto).
    Cos'è il monte ore sindacale?
    Il complesso delle ore di permesso retribuito riconosciute dal CCNL alle organizzazioni sindacali. RSU eletti hanno 40h/anno individuali. Dirigenti sindacali fino a 30gg/anno secondo rappresentatività.
    La Legge 104 vale solo per familiari conviventi?
    Per i figli no (anche non conviventi). Per coniuge sempre. Per genitori se conviventi o anche non conviventi se necessità documentata. Per parenti entro II grado solo se conviventi (o III grado in casi specifici).

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Regime IVA editoria: il sistema monofase

    In sintesi

    • IVA a carico dell’editore: per giornali, libri e periodici l’IVA è dovuta dall’editore in un’unica soluzione, calcolata sul prezzo di vendita al pubblico.
    • Passaggi successivi fuori campo ordinario: i trasferimenti da editore a distributore e da distributore a edicola non scontano ulteriore IVA in modo ordinario.
    • Forfetizzazione della resa: la legge consente di tener conto forfettariamente delle copie invendute restituite (resa), semplificando il calcolo finale.
    • Base normativa: art. 74, comma 1, lettera c) del DPR 633/1972.
    • Aliquota agevolata: libri e periodici di informazione godono di aliquote IVA ridotte (4% per libri); verificare la tabella A allegata al DPR 633 per i dettagli per prodotto.

    Il sistema monofase: perche l'IVA la versa solo l'editore

    Quando compri un giornale all’edicola o un libro in libreria, il prezzo che paghi comprende già l’IVA. Ma a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei settori, questa imposta non passa di mano in mano lungo la catena di distribuzione: l’editore la versa una volta sola, calcolata sul prezzo finale al pubblico. Questo meccanismo si chiama ‘monofase’ e trova la sua disciplina nell’art. 74, comma 1, lettera c) del DPR 633/1972.

    Nel sistema ordinario, ogni soggetto della filiera (produttore, grossista, rivenditore) addebita l’IVA al passaggio successivo e poi la detrae sugli acquisti, versando solo la differenza. Nell’editoria periodica e libraria il legislatore ha scelto una via più semplice: l’unico a fare i conti con l’IVA è l’editore, che calcola l’imposta sull’intero prezzo di copertina e la versa allo Stato. I passaggi successivi – da editore a distributore, da distributore a edicola – sono fuori dal campo di applicazione ordinario dell’IVA.

    Per tenere conto del fatto che non tutte le copie stampate vengono effettivamente vendute, il sistema prevede la possibilità di forfetizzare la resa, cioè la quota di copie invendute restituite. In questo modo l’editore non deve aspettare di conoscere il numero esatto di resi per liquidare l’IVA, ma può applicare una percentuale forfettaria stabilita dalla legge.

    Regime IVA editoria monofase: schema
    Aspetto Regola
    Base normativa Art. 74, c. 1, lett. c) DPR 633/1972
    Chi versa l'IVA Solo l'editore (in unica soluzione)
    Base di calcolo Prezzo di vendita al pubblico
    Resa (copie invendute) Forfetizzazione ammessa
    Passaggi distributore/edicola Fuori dal campo di applicazione ordinario
    Aliquota libri 4% (verificare tabella A DPR 633 per ogni categoria)

    Esempio pratico

    • Alfa Srl, casa editrice, pubblica una rivista mensile con prezzo di copertina di 5 euro. Stampa 10.000 copie e le consegna al distributore, che a sua volta le smista alle edicole. L’IVA non viene addebitata nel passaggio editore-distributore ne in quello distributore-edicola secondo le regole ordinarie: e Alfa Srl a calcolare e versare l’IVA sull’intero prezzo al pubblico moltiplicato per le copie. Grazie alla forfetizzazione della resa, non deve aspettare il ritorno delle copie invendute per chiudere il calcolo: applica la percentuale di resa forfettaria prevista dalla norma e versa l’IVA sul numero netto di copie vendute risultante da quel conteggio.

    Documenti necessari

    • Registro delle fatture emesse (o documenti equivalenti per le forniture ai distributori)
    • Documentazione del prezzo di vendita al pubblico per ogni testata o titolo
    • Dati delle tirature e delle rese (effettive o forfettarie) per ciascun periodo
    • Dichiarazione IVA annuale (quadri VE e VL per la liquidazione)
    • Eventuale documentazione per l’applicazione dell’aliquota ridotta (classificazione del prodotto)

    La casa editrice che pubblica una rivista mensile

    Scenario. Alfa Srl pubblica una rivista di economia con 8.000 abbonati e 2.000 copie in edicola ogni mese. Il prezzo di copertina e 6 euro.

    Come si applica. Alfa Srl calcola l’IVA sull’intero prezzo al pubblico moltiplicato per le copie effettivamente vendute (o stimate con la forfetizzazione della resa per quelle in edicola). Versa l’IVA con le normali liquidazioni periodiche. Il distributore che riceve le copie da Alfa Srl e le edicole che le espongono non addebitano ne detraggono IVA ulteriore in modo ordinario: il carico fiscale e stato gia assolto dall’editore a monte.

    In pratica

    • L’editore deve tenere traccia delle tirature e delle rese per ogni numero, anche quando si avvale della forfetizzazione.
    • Gli abbonamenti seguono le stesse regole: l’IVA e calcolata sul corrispettivo totale dell’abbonamento.
    • I passaggi nella filiera distributiva non generano obblighi IVA aggiuntivi per distributori ed edicole sul prodotto editoriale.

    La casa editrice di libri

    Scenario. Beta Snc pubblica libri di narrativa. Vende i titoli tramite librerie e online. Il prezzo di listino e stabilito dall’editore e stampato in copertina.

    Come si applica. Beta Snc applica l’aliquota IVA vigente per i libri sul prezzo di copertina di ogni titolo e versa l’importo risultante. Le librerie acquistano con uno sconto commerciale sul prezzo di copertina, ma questo non cambia la base imponibile IVA: la detrazione di cui gode la libreria nel sistema ordinario riguarda eventualmente altri aspetti del rapporto commerciale, non l’IVA sul prodotto editoriale che e gia stata assolta dall’editore. Per le copie rese (invendute restituite), la forfetizzazione permette di non aspettare il dato reale di ogni singolo reso.

    In pratica

    • Per i libri l’aliquota agevolata si applica al prezzo di copertina; verificare sempre la classificazione nella tabella A del DPR 633.
    • Le cessioni di diritti di autore o i servizi di stampa tra editore e tipografo seguono le regole IVA ordinarie, non il monofase.
    • La forfetizzazione della resa e uno strumento semplificativo: l’editore puo anche optare per il calcolo puntuale delle copie effettivamente vendute.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • Maternità Funzioni Locali: 5+5 e paternità

    CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

    In sintesi

    La dipendente Funzioni Locali ha 5 mesi di maternità obbligatoria al 100% (2+3 standard o flessibile 1+4 o 0+5). Paternità obbligatoria 10gg al 100%. Congedo parentale fino a 10 mesi totali coppia (max 6 madre, 7 padre), primi 30 giorni al 100%, successivi al 30%. Allattamento 2h/giorno fino a 1 anno del bambino.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · CISAL FIALP · CSA Regioni Autonomie Locali
    Ultimo rinnovo
    7 maggio 2024 (CCNL 2022-2024) + integrativo decentrato
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2024; ultrattività in attesa nuovo CCNL 2025-2027
    Platea
    ~430.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni Comuni, Camere Commercio, IPAB

    Tabella riepilogativa

    Congedi parentali Funzioni Locali
    Tipo Durata Retribuzione
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%
    Interdizione anticipata Fino al parto 80% INPS + 20% ente
    Paternità obbligatoria 10 gg 100%
    Congedo parentale (1-30gg) 30 gg 100%
    Congedo parentale (successivi) Fino 10 mesi totali coppia 30%
    Allattamento 2h/giorno fino 1 anno 100%

    I 5 mesi di maternità

    La dipendente Funzioni Locali ha 5 mesi di maternità obbligatoria al 100% (a carico ente, non INPS).

    Modalità:

    • Standard: 2 ante + 3 post
    • Flessibile: 1 ante + 4 post (con certificato medico)
    • Flessibilità totale: 0 ante + 5 post (D.Lgs. 105/2022, certificato + ginecologo SSN)

    L’interdizione anticipata INPS si applica per gravidanze a rischio: 80% INPS + 20% integrazione ente = 100% effettivo.

    Paternità obbligatoria e congedo parentale

    La paternità obbligatoria è di 10 giorni lavorativi al 100% da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita (D.Lgs. 105/2022).

    Il congedo parentale è di:

    • Max 6 mesi madre + 7 mesi padre = 10 mesi totali coppia
    • 11 mesi se genitore unico
    • Primi 30 giorni al 100% (a carico ente)
    • Mesi successivi al 30% (CCNL eleva dal 30% di base)

    Allattamento e flessibilità organizzativa

    L’allattamento è di 2 ore al giorno fino al primo anno del bambino, ridotte a 1h se orario settimanale è inferiore a 6h. Cumulabili a giornate intere.

    I Comuni offrono inoltre asili nido aziendali o convenzionati con tariffe agevolate per dipendenti. Permessi extra per malattia bimbo <8 anni: alternanza coppia, non retribuiti (salvo Comuni con welfare specifico).

    Casi pratici

    Tizia – Funzionaria in maternità flessibile
    Tizia, funzionaria Comune, sceglie modalità flessibile 1+4: 1 mese ante + 4 mesi post. Retribuzione 100% (€2.700/mese) per tutto il periodo.
    Caia – Interdizione anticipata 3 mesi
    Caia, istruttrice tributi, gravidanza a rischio. Interdizione anticipata 3 mesi INPS + integrazione ente = 100% retribuzione.
    Sempronio – Paternità + parentale
    Sempronio padre di bimbo: 10gg paternità obbligatoria + 30gg congedo parentale, tutti al 100%. Totale 40gg full pay nei primi 5 mesi del bambino.

    Domande frequenti

    Quanti mesi di maternità nel Comune?
    5 mesi al 100% (2+3 standard, o flessibile 1+4 o 0+5). Più eventuale interdizione anticipata INPS per gravidanze a rischio.
    Posso chiedere il congedo parentale a tempo parziale?
    Sì, dal D.Lgs. 105/2022 il congedo parentale è frazionabile anche su base oraria. L’amministrazione deve concordare le ore con il dipendente.
    La paternità è obbligatoria o facoltativa?
    Obbligatoria: 10 giorni lavorativi al 100% nei primi 5 mesi dalla nascita. Non sostituisce la maternità madre. È un diritto autonomo del padre lavoratore.
    Asilo nido aziendale Comune: c'è?
    Alcuni Comuni grandi (capoluoghi, città metropolitane) hanno asili nido per dipendenti o convenzioni con tariffe agevolate (-30/50%). Disponibilità variabile.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Come si calcola l’IMU: rendita e moltiplicatori

    In sintesi

    • La base imponibile parte dalla rendita catastale dell’immobile, che si trova sulla visura catastale.
    • La rendita va prima rivalutata del 5%, poi moltiplicata per il moltiplicatore della categoria catastale.
    • I moltiplicatori vanno da 55 (negozi C/1) a 160 (abitazioni e pertinenze A, C/2, C/6, C/7).
    • Sul risultato si applica l’aliquota deliberata dal Comune: verifica sempre quella in vigore per l’anno.
    • Se possiedi solo una quota dell’immobile o lo hai avuto per meno di un anno, l’imposta si riduce proporzionalmente.

    La formula dell'IMU spiegata passo dopo passo

    Calcolare l’IMU non è difficile se si segue la formula nella giusta sequenza. Il punto di partenza è la rendita catastale dell’immobile, cioè un valore attribuito dallo Stato al tuo immobile ai fini fiscali. Non è il valore di mercato, né l’affitto reale: è un valore convenzionale che puoi trovare sulla visura catastale o nel rogito di acquisto.

    Una volta ottenuta la rendita catastale, la formula si sviluppa in tre passaggi: rivalutazione del 5%, moltiplicazione per il coefficiente della categoria catastale, applicazione dell’aliquota. Se poi possiedi l’immobile solo in parte (ad esempio al 50% con un’altra persona) o solo per una parte dell’anno, l’imposta si riduce in proporzione.

    Il moltiplicatore è il numero che ‘gonfia’ la rendita per avvicinarsi a un valore fiscale dell’immobile. È diverso per ogni tipo di immobile: le abitazioni hanno un moltiplicatore alto (160), i negozi uno basso (55). Questo riflette la diversa natura degli immobili e il loro peso fiscale.

    Infine, l’aliquota. La legge fissa un valore di riferimento (chiamato aliquota di base), ma ogni Comune può alzarla o abbassarla ogni anno con una propria delibera. Questo significa che due appartamenti identici in Comuni diversi possono avere IMU diversa. Prima di fare i calcoli, cerca sempre la delibera aggiornata del tuo Comune.

    Moltiplicatori IMU per categoria catastale
    Moltiplicatore Categorie catastali
    160 Gruppo A (escluso A/10), C/2, C/6, C/7
    140 Gruppo B, C/3, C/4, C/5
    80 A/10 (uffici e studi privati), D/5 (istituti di credito e assicurazioni)
    65 Gruppo D (escluso D/5): capannoni, alberghi, teatri, ecc.
    55 C/1 (negozi e botteghe)

    Esempio pratico

    • Esempio con Tizio: l’appartamento di Tizio (categoria A/3) ha una rendita catastale di 600 euro. Passo 1 – rivalutazione del 5%: 600 × 1,05 = 630 euro. Passo 2 – moltiplicatore 160 per il gruppo A: 630 × 160 = 100.800 euro (questa è la base imponibile). Passo 3 – aliquota: supponendo che il Comune abbia deliberato un’aliquota dello 0,86% per gli ‘altri fabbricati’, l’IMU annua è: 100.800 × 0,0086 = 866,88 euro. Se Tizio possiede l’immobile al 50% con Caio, ciascuno paga la metà: 433,44 euro.

    Documenti necessari

    • Visura catastale dell’immobile (per rendita catastale e categoria)
    • Delibera IMU del Comune per l’anno in corso (aliquote aggiornate)
    • Rogito di acquisto (contiene spesso la rendita catastale)
    • Modello F24 (per il versamento)
    • Eventuale atto di divisione o successione (per la quota di possesso)

    Caso 1 – Tizio, proprietario al 100% di un capannone (gruppo D)

    Scenario. Tizio possiede al 100% un capannone industriale di categoria D/7 con rendita catastale di 4.000 euro. Lo ha avuto per tutto l’anno. Vuole calcolare la base imponibile IMU.

    Come si applica. Il capannone D/7 rientra nel gruppo D (escluso D/5), quindi il moltiplicatore è 65. Calcolo: rendita 4.000 × 1,05 = 4.200 euro (rivalutazione). Poi 4.200 × 65 = 273.000 euro di base imponibile. Su questa cifra si applica l’aliquota deliberata dal Comune per i fabbricati del gruppo D. Tizio possiede il 100% per 12 mesi, quindi non ci sono riduzioni proporzionali. La quota destinata allo Stato (codice tributo 3925) e quella destinata al Comune (3930) vanno versate separatamente per gli immobili del gruppo D.

    In pratica

    • Per gli immobili del gruppo D l’IMU si divide tra Stato e Comune: usa i codici tributo 3925 e 3930 sull’F24.
    • La rendita catastale è il punto di partenza: trovala sulla visura catastale o nel rogito.
    • Verifica l’aliquota deliberata dal tuo Comune per i fabbricati D: può differire da quella di base.

    Caso 2 – Caio, comproprietario al 50% di un negozio acquistato a luglio

    Scenario. Caio e un socio acquistano in comproprietà (50% ciascuno) un negozio di categoria C/1 il 10 luglio. La rendita catastale è 1.200 euro. Quanta IMU deve pagare Caio per quell’anno?

    Come si applica. Il negozio C/1 ha moltiplicatore 55. Base imponibile piena: 1.200 × 1,05 × 55 = 69.300 euro. Caio possiede il 50%, quindi la sua quota di base imponibile è 34.650 euro. Ora i mesi: l’acquisto è il 10 luglio; luglio non si conta (meno di 15 giorni di possesso quel mese). Si contano agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre: 5 mesi. IMU di Caio = 34.650 × aliquota del Comune × (5/12). Conviene verificare l’aliquota deliberata dal Comune per i negozi C/1 prima di versare.

    In pratica

    • Il mese si conta per intero solo se il possesso dura almeno 15 giorni in quel mese.
    • La quota di comproprietà riduce l’imposta proporzionalmente: Caio paga solo sulla sua metà.
    • Controlla sempre l’aliquota specifica per la categoria C/1 nella delibera comunale.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Calcolatore IMU — da rendita catastale
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.