Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni)

In sintesi

Nelle Funzioni locali il passaggio a un altro ente avviene con la mobilità dell’art. 30 del D.Lgs. 165/2001. Di regola non serve più l’assenso dell’ente di partenza, ma negli enti locali con non più di 100 dipendenti a tempo indeterminato serve sempre. Il comando, cioè l’assegnazione temporanea a un altro ente, dura al massimo tre anni.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
ARAN · CISL FP · UIL FPL · CSA Regioni Autonomie Locali (la FP CGIL non ha firmato)
Ultimo rinnovo
CCNL 2022-2024: ipotesi del 3 novembre 2025, firma definitiva il 23 febbraio 2026
Vigenza
Triennio 2022-2024; per il 2025-2027 serve un nuovo rinnovo
Platea
Dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Camere di commercio e altri enti locali

Tabella riepilogativa

Mobilità e assegnazioni nel pubblico impiego locale (D.Lgs. 165/2001)
Istituto Cosa comporta Regola principale
Mobilità volontaria (art. 30) passaggio definitivo a un altro ente bando dell’ente di destinazione; assenso dell’ente di partenza solo nei casi previsti
Comando (art. 30, c. 2-sexies) assegnazione temporanea, il rapporto resta con l’ente di provenienza al massimo 3 anni, salvo norme speciali
Trasferimento interno altro ufficio o sede dello stesso ente potere organizzativo dell’ente, con i limiti di legge
Mobilità per eccedenze (artt. 33-34-bis) ricollocazione del personale in esubero procedura con informazione ai sindacati

Mobilità volontaria

Il passaggio diretto tra amministrazioni avviene a domanda del dipendente, che risponde all’avviso pubblicato dall’ente di destinazione per il proprio profilo; l’ente seleziona i candidati secondo i criteri del bando. Dopo le modifiche del 2021 l’assenso dell’ente di provenienza serve solo se il posto è dichiarato infungibile, se il dipendente è stato assunto da meno di tre anni o se l’ente ha una carenza di organico superiore al 20% nel profilo; l’ente può comunque differire il passaggio fino a 60 giorni. Negli enti locali con non più di 100 dipendenti a tempo indeterminato l’assenso è sempre necessario.

Il trattamento economico fondamentale (stipendio tabellare e differenziali stipendiali) è fissato dal CCNL nazionale e resta lo stesso; cambiano le voci accessorie, che dipendono dal fondo e dalla contrattazione integrativa del nuovo ente.

Comando

Con il comando il dipendente lavora temporaneamente per un’altra amministrazione mantenendo il rapporto con l’ente di provenienza, dove conserva il posto. L’art. 30, comma 2-sexies, consente di utilizzare personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, salvo norme speciali. Di regola il costo è sostenuto o rimborsato dall’ente che utilizza il dipendente.

Trasferimento interno

Dentro lo stesso ente il dipendente può essere assegnato a un altro ufficio per esigenze organizzative, a mansioni equivalenti del proprio profilo. Restano i limiti di legge: chi assiste un familiare con disabilità grave ai sensi della L. 104/1992 non può essere trasferito senza il suo consenso.

Casi pratici

Tizio, da un piccolo Comune a uno grande
Tizio lavora in un Comune con 40 dipendenti e vince la selezione di mobilità di un Comune più grande. Poiché il suo ente ha meno di 100 dipendenti, serve l’assenso del Comune di partenza. Nel nuovo ente lo stipendio tabellare non cambia; cambiano le indennità accessorie.
Caia, comando in Regione
Caia, funzionaria di un Comune capoluogo, viene comandata in Regione per un progetto. Il comando può durare al massimo tre anni; Caia conserva il posto al Comune, dove rientra al termine.
Sempronio, trasferimento interno
Sempronio passa dall’ufficio Urbanistica all’ufficio Tributi dello stesso Comune per esigenze organizzative, con mansioni equivalenti del suo profilo. Il trasferimento non richiede il suo consenso.

Domande frequenti

Posso passare da un Comune all’altro?
Sì, con la mobilità dell’art. 30 del D.Lgs. 165/2001, rispondendo all’avviso dell’ente di destinazione. Negli enti locali con non più di 100 dipendenti serve l’assenso dell’ente di partenza.
Quando serve il nulla osta?
Negli altri enti solo se il posto è infungibile, se si è stati assunti da meno di tre anni o se l’ente ha una carenza di organico superiore al 20% nel profilo.
Lo stipendio cambia con la mobilità?
Lo stipendio tabellare è fissato dal CCNL nazionale e non cambia; cambiano le voci accessorie, che dipendono dal fondo e dalla contrattazione del nuovo ente.
Quanto dura un comando?
Al massimo tre anni, salvo norme speciali (art. 30, comma 2-sexies). Il dipendente conserva il posto nell’ente di provenienza.
Posso essere trasferito senza il mio consenso?
Dentro lo stesso ente sì, per esigenze organizzative e a mansioni equivalenti, salvo i limiti di legge, come quelli per chi assiste un familiare con disabilità grave.

Fonti: D.Lgs. 165/2001, artt. 30 e 33-34-bis (Normattiva). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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