Indice
La guida
Nelle Funzioni locali il passaggio a un altro ente avviene con la mobilità dell’art. 30 del D.Lgs. 165/2001. Di regola non serve più l’assenso dell’ente di partenza, ma negli enti locali con non più di 100 dipendenti a tempo indeterminato serve sempre. Il comando, cioè l’assegnazione temporanea a un altro ente, dura al massimo tre anni.
Tabella riepilogativa
| Istituto | Cosa comporta | Regola principale |
|---|---|---|
| Mobilità volontaria (art. 30) | passaggio definitivo a un altro ente | bando dell’ente di destinazione; assenso dell’ente di partenza solo nei casi previsti |
| Comando (art. 30, c. 2-sexies) | assegnazione temporanea, il rapporto resta con l’ente di provenienza | al massimo 3 anni, salvo norme speciali |
| Trasferimento interno | altro ufficio o sede dello stesso ente | potere organizzativo dell’ente, con i limiti di legge |
| Mobilità per eccedenze (artt. 33-34-bis) | ricollocazione del personale in esubero | procedura con informazione ai sindacati |
Mobilità volontaria
Il passaggio diretto tra amministrazioni avviene a domanda del dipendente, che risponde all’avviso pubblicato dall’ente di destinazione per il proprio profilo; l’ente seleziona i candidati secondo i criteri del bando. Dopo le modifiche del 2021 l’assenso dell’ente di provenienza serve solo se il posto è dichiarato infungibile, se il dipendente è stato assunto da meno di tre anni o se l’ente ha una carenza di organico superiore al 20% nel profilo; l’ente può comunque differire il passaggio fino a 60 giorni. Negli enti locali con non più di 100 dipendenti a tempo indeterminato l’assenso è sempre necessario.
Il trattamento economico fondamentale (stipendio tabellare e differenziali stipendiali) è fissato dal CCNL nazionale e resta lo stesso; cambiano le voci accessorie, che dipendono dal fondo e dalla contrattazione integrativa del nuovo ente.
Comando
Con il comando il dipendente lavora temporaneamente per un’altra amministrazione mantenendo il rapporto con l’ente di provenienza, dove conserva il posto. L’art. 30, comma 2-sexies, consente di utilizzare personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, salvo norme speciali. Di regola il costo è sostenuto o rimborsato dall’ente che utilizza il dipendente.
Trasferimento interno
Dentro lo stesso ente il dipendente può essere assegnato a un altro ufficio per esigenze organizzative, a mansioni equivalenti del proprio profilo. Restano i limiti di legge: chi assiste un familiare con disabilità grave ai sensi della L. 104/1992 non può essere trasferito senza il suo consenso.
Casi pratici
Domande frequenti
Posso passare da un Comune all’altro?
Quando serve il nulla osta?
Lo stipendio cambia con la mobilità?
Quanto dura un comando?
Posso essere trasferito senza il mio consenso?
Fonti: D.Lgs. 165/2001, artt. 30 e 33-34-bis (Normattiva). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Locali (Regioni, Province, Comuni). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.