Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 97 Cod. Amb. – acque minerali naturali e di sorgenti
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Le concessioni di utilizzazione delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente sono rilasciate tenuto conto delle esigenze di approvvigionamento e distribuzione delle acque potabili e delle previsioni del Piano di tutela di cui all’articolo 121.
Vedi anche
→art. 95 AMBIENTE→art. 96 AMBIENTE→art. 98 AMBIENTE→art. 99 AMBIENTE→art. 844 c.c. (Immissioni)→art. 2050 c.c. (Attività pericolosa)→art. 9 Cost. (Paesaggio)→art. 41 Cost. (Iniziativa economica)→Art. 94 Cod. Amb. – disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano→Art. 100 Cod. Amb. – reti fognarie→Art. 93 Cod. Amb. – zone vulnerabili da prodotti fitosanitari e zone vulnerabili alla desertificazione→Art. 101 Cod. Amb. – criteri generali della disciplina degli scarichi
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
La tutela quantitativa della risorsa idrica e l'efficienza nei suoi usi rappresentano un capitolo distinto ma complementare alla tutela qualitativa. Le disposizioni in materia di risparmio idrico, riutilizzo delle acque reflue depurate, concessioni di derivazione e recupero dei costi del servizio idrico attuano un modello di gestione sostenibile, coerente con la direttiva 2000/60/CE e con il regolamento (UE) 2020/741 sul riutilizzo. La disposizione in esame interviene su uno specifico profilo di questo quadro.
Tutela quantitativa della risorsa
La norma sul tema acque minerali naturali e di sorgente si inserisce nel filone della tutela quantitativa della risorsa idrica e della sostenibilità degli usi. raccordo con la disciplina speciale delle acque minerali e di sorgente e con il sistema autorizzatorio di settore. La sostenibilità degli usi è valore costituzionalmente protetto, in coerenza con l'art. 9 Cost. e con gli artt. 191-193 TFUE, oltre che con la direttiva 2000/60/CE.
Concessioni di derivazione e bilancio idrico
Il rilascio delle concessioni di derivazione è subordinato alla compatibilità con il bilancio idrico del bacino, alla minima deflusso ecologico e al rispetto degli obiettivi di qualità del corpo idrico interessato. Le Regioni e le Province, con il supporto tecnico delle ARPA e delle autorità di bacino distrettuale, valutano la compatibilità dell'opera. Il regio decreto 1775/1933 resta riferimento normativo storico, modificato per renderlo coerente con la disciplina ambientale moderna.
Recupero dei costi e tariffe
Il principio di full cost recovery, sancito dall'art. 9 della direttiva 2000/60/CE, impone che le tariffe del servizio idrico integrato riflettano i costi finanziari, ambientali e della risorsa. ARERA, in qualità di autorità di regolazione, definisce il metodo tariffario applicabile, garantendo equità intergenerazionale e copertura degli investimenti. La giurisprudenza, in linea generale, ha riconosciuto la natura non meramente economica del servizio idrico, valorizzando la sua funzione sociale.
Risparmio idrico e riutilizzo
Il risparmio idrico è perseguito attraverso obblighi tecnici (misuratori, sistemi di pressione ottimizzata, riduzione delle perdite di rete) e incentivi economici. Il riutilizzo delle acque reflue depurate è disciplinato dal d.m. 185/2003 e dal regolamento (UE) 2020/741, applicabile dal 26 giugno 2023, che fissa requisiti minimi per il riutilizzo a fini irrigui. Si tratta di leve essenziali in scenari di scarsità idrica connessi ai cambiamenti climatici.
Connessioni sistemiche
La disposizione si raccorda con la pianificazione di distretto (artt. 117 e 121), con la disciplina degli scarichi (artt. 100-108) e con la disciplina del Servizio Idrico Integrato (artt. 147 ss.). L'attuazione richiede coordinamento tra autorità di bacino, Regioni, gestori del SII e ARERA come regolatore tariffario di settore.
Casi pratici
Caso 1: Tizio agricoltore chiede una concessione di derivazione
Tizio, agricoltore, chiede una concessione di derivazione da un corso d'acqua per irrigazione. L'autorità competente valuta la compatibilità con il bilancio idrico del bacino, con il deflusso ecologico minimo e con gli obiettivi di qualità del corpo idrico. Possono essere imposte prescrizioni di risparmio idrico (microirrigazione, misuratori) o limitazioni stagionali.
Caso 2: Caio utente contesta la tariffa idrica
Caio, utente, contesta innanzi a ARERA una componente tariffaria che ritiene non conforme al principio di full cost recovery. Il regolatore esamina la pretesa alla luce del metodo tariffario applicabile e della giurisprudenza amministrativa, che ha riconosciuto la legittimità di componenti destinate a internalizzare i costi ambientali della risorsa.
Domande frequenti
Cosa prevede l'articolo 97 in materia di gestione della risorsa idrica?
Disciplina aspetti di sostenibilità degli usi idrici (concessioni, risparmio, riutilizzo, tariffe), perseguendo l'efficienza e l'equità intergenerazionale. Si raccorda con il principio di full cost recovery della direttiva 2000/60/CE.
Quale ruolo ha ARERA?
ARERA è l'autorità di regolazione del servizio idrico integrato. Definisce il metodo tariffario applicabile, vigila sulla qualità del servizio e garantisce la copertura dei costi finanziari, ambientali e della risorsa secondo il principio comunitario.
Il riutilizzo delle acque reflue è obbligatorio?
Non in via generale, ma il regolamento (UE) 2020/741 fissa requisiti minimi per il riutilizzo a fini irrigui in agricoltura. Il riutilizzo è strumento centrale di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione della scarsità idrica.