Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 662 c.c. – Onere della prestazione del legato

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Il testatore può porre la prestazione del legato a carico degli eredi ovvero a carico di uno o più legatari. Quando il testatore non ha disposto, alla prestazione sono tenuti gli eredi.

Su ciascuno dei diversi onerati il legato grava in proporzione della rispettiva quota ereditaria o del legato, se il testatore non ha diversamente disposto.

In sintesi

  • Il testatore può imporre all'erede o al legatario di consegnare a un terzo una cosa dall'eredità: si tratta del legato per modo di acquisto del terzo.
  • Il terzo beneficiario acquista il diritto al momento della morte del testatore, direttamente, senza intermediazione dell'erede.
  • La norma chiarisce la posizione del terzo come legatario indiretto, titolare di un diritto nei confronti dell'onerato.
  • Differisce dal legato sub modo dove il terzo non ha un diritto ma solo un beneficio di fatto.
Indice dei contenuti

L'art. 662 disciplina il legato con cui il testatore impone a un erede o legatario di consegnare a un terzo qualcosa tratta dall'eredità: il terzo acquista un diritto diretto verso l'onerato alla morte del testatore, configurando un legato indiretto che lo rende legatario a tutti gli effetti.

Struttura del legato a favore del terzo

L'articolo 662 c.c. si occupa di una figura intermedia tra il legato diretto e l'onere: il testatore dispone che l'erede (o un legatario) debba "dare" qualcosa a una terza persona. Il terzo non è nominato erede né legatario direttamente dal testamento, ma acquista un diritto per effetto della disposizione di "dare" che grava sull'onerato. La norma è chiara nel riconoscere a questo terzo la qualità di legatario indiretto: egli ha un diritto esigibile nei confronti dell'onerato, non un mero beneficio revocabile.

Differenza con l'onere testamentario

La distinzione tra il legato ex art. 662 e l'onere testamentario (art. 647 c.c.) è cruciale. Nell'onere il beneficiario dell'adempimento non ha un diritto soggettivo diretto: può essere sollecitato all'adempimento solo dai soggetti legittimati (eredi, pubblico ministero, cointeressati), non agire direttamente. Nel legato ex art. 662 il terzo è invece un vero legatario: può agire direttamente per ottenere dall'onerato la consegna di ciò che gli spetta, ha un'azione personale propria, e il suo diritto si acquista automaticamente alla morte del testatore.

Rilevanza pratica

L'art. 662 è frequentemente richiamato nella prassi testamentaria quando si vuole beneficiare un terzo senza nominarlo formalmente nel testamento come legatario, ma imponendo all'erede un obbligo di prestazione verso di lui. Ad esempio: "lascio a mio figlio Tizio tutta la mia eredità, con l'obbligo di pagare alla mia assistente Caia la somma di 10.000 euro". Caia, in questo schema, acquista un diritto diretto verso Tizio per 10.000 euro, è un legatario ex art. 662.

Coordinamento normativo

L'art. 662 va letto in connessione con l'art. 647 c.c. (onere), con l'art. 649 c.c. (nozione di legato) e con l'art. 1411 c.c. (contratto a favore di terzi, per analogia strutturale).

Domande frequenti

Se il testatore impone all'erede di pagare una somma a un terzo, il terzo è un legatario?

Sì, ai sensi dell'art. 662 c.c. il terzo è considerato un legatario indiretto: acquista un diritto diretto verso l'erede (onerato) alla morte del testatore e può agire personalmente per ottenere il pagamento.

Qual è la differenza tra il legato ex art. 662 e l'onere testamentario?

Con l'onere, il beneficiario non ha un diritto soggettivo diretto: può essere protetto solo dai soggetti legittimati (eredi, PM) che agiscono per l'adempimento. Con il legato ex art. 662 il terzo è titolare di un diritto proprio e può agire direttamente contro l'onerato.

Il legatario indiretto ex art. 662 deve accettare espressamente per acquistare il diritto?

No. Come ogni legatario, acquista il diritto automaticamente alla morte del testatore. Può però rinunciare se lo desidera.

L'erede può rifiutarsi di adempiere l'obbligo di 'dare' al terzo invocando la propria libertà di disposizione?

No. L'obbligo imposto dall'art. 662 è vincolante per l'erede: il terzo può agire in giudizio per l'adempimento o il risarcimento del danno in caso di inadempimento, così come avviene per qualsiasi credito esigibile.

La disposizione ex art. 662 può essere impugnata come lesiva della legittima?

Sì. Se il legato disposto tramite l'art. 662 riduce la quota disponibile al punto da ledere la legittima degli eredi necessari, questi possono esperire l'azione di riduzione (art. 554 c.c.). Il terzo legatario potrebbe dover restituire quanto ricevuto in eccesso rispetto alla quota disponibile.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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