Testo dell'articoloVigente
Art. 56 DPR 602/1973 — Deposito degli atti e del prezzo
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 — Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Gli atti del procedimento di espropriazione, compresa la prova degli adempimenti prescritti dall’articolo 498 del codice di procedura civile, sono depositati, a cura del concessionario, nella cancelleria del giudice dell’esecuzione nel termine di dieci giorni dalla vendita.
2. Nello stesso termine, salvo quanto previsto dal comma 3, la somma ricavata dalla vendita e’ consegnata al cancelliere per essere depositata nella forma dei depositi giudiziari.
3. Se nell’esecuzione non sono intervenuti altri creditori aventi diritto ad essere soddisfatti con preferenza o in via concorrente rispetto al concessionario, ovvero se la somma ricavata e’ sufficiente a soddisfarli integralmente, il giudice dell’esecuzione autorizza il concessionario a trattenere l’ammontare del suo credito, depositando in cancelleria l’eventuale eccedenza, ovvero, se non sono intervenuti altri creditori, restituendola al debitore.
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Stesso numero, altri codici
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In sintesi
L'art. 56 del DPR 602/1973 disciplina le modalità di deposito degli atti del procedimento esecutivo e del prezzo ricavato dalla vendita. Gli atti del procedimento (inclusa la prova degli adempimenti prescritti dall'art. 498 c.p.c.) sono depositati dal concessionario nella cancelleria del giudice dell'esecuzione entro dieci giorni dalla vendita. Nella stessa scadenza, la somma ricavata dalla vendita viene consegnata al cancelliere per il deposito nelle forme dei depositi giudiziari. Se nell'esecuzione non sono intervenuti creditori privilegiati, la somma ricavata viene invece tenuta dal concessionario che provvede alla distribuzione in via amministrativa. La norma garantisce la tracciabilità delle somme ricavate dall'esecuzione e la corretta distribuzione ai creditori.Indice dei contenuti
Ratio della norma
Il deposito degli atti e del prezzo presso la cancelleria giudiziaria serve a creare un punto di riferimento neutro per la distribuzione del ricavato. Il giudice dell'esecuzione supervisiona la distribuzione quando sono presenti creditori privilegiati con posizioni da verificare e graduare. Se invece vi sono solo creditori chirografari e il concessionario può soddisfarli in via amministrativa, la procedura è semplificata: non si ricorre alla cancelleria ma si distribuisce direttamente.
Analisi e struttura
Il termine di dieci giorni dalla vendita è perentorio: entro questa scadenza il concessionario deve: (1) depositare gli atti del procedimento in cancelleria, inclusa la prova degli adempimenti ex art. 498 c.p.c. (comunicazione ai creditori iscritti e ai creditori di cui il concessionario conosce l'esistenza); (2) consegnare la somma ricavata al cancelliere per il deposito giudiziario. L'eccezione riguarda i casi in cui nell'esecuzione non siano intervenuti creditori privilegiati: il concessionario trattiene la somma e procede alla distribuzione amministrativa diretta, secondo le regole dell'art. 83 (per gli immobili) o dei precedenti articoli per i beni mobili. Le quote spettanti ai creditori vengono determinate dal giudice in un'udienza di distribuzione fissata dopo il deposito.
Quando si applica
Si applica dopo ogni vendita coattiva nell'ambito dell'esecuzione tributaria: tanto per i beni mobili quanto per gli immobili. Il deposito in cancelleria è obbligatorio quando vi sono creditori privilegiati (es. ipotecari) la cui graduazione richiede la supervisione del giudice. Per i casi più semplici (nessun creditore privilegiato intervenuto), il concessionario gestisce la distribuzione in via amministrativa senza passare per la cancelleria.
Confronto e norme correlate
L'art. 56 va coordinato con l'art. 83 (progetto di distribuzione nelle esecuzioni immobiliari), con l'art. 84 (distribuzione della somma) e con l'art. 498 c.p.c. (comunicazione ai creditori). Il codice di procedura civile prevede all'art. 596 l'udienza di distribuzione del ricavato nelle esecuzioni mobiliari e agli artt. 596-598 per le esecuzioni immobiliari: le regole tributarie si integrano con questo quadro processuale.
Problemi applicativi
Il principale problema pratico riguarda il rispetto del termine di dieci giorni: ritardi nel deposito possono creare complicazioni nell'udienza di distribuzione e responsabilità del concessionario nei confronti dei creditori. Ulteriore questione: in caso di controversia tra creditori sulla graduazione, il giudice deve decidere prima di ordinare la distribuzione, il che può prolungare notevolmente i tempi di effettivo pagamento ai creditori.
Casi pratici
Caso 1: Deposito in cancelleria dopo la vendita dell'immobile pignorato
Caso 2: Distribuzione diretta senza creditori privilegiati
Caso 3: Ritardo nel deposito e responsabilità del concessionario
Domande frequenti