Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Prassi e linee guida
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 353 c.p. – Turbata libertà degli incanti

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire mille a diecimila.

Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall’Autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da lire cinquemila a ventimila.

Le pene stabilite in questo articolo si applicano anche nel caso di licitazioni private per conto di privati, dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata; ma sono ridotte alla metà.

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In sintesi

  • L'art. 353 c.p. punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa chi con violenza, minaccia o mezzi fraudolenti turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per pubbliche Amministrazioni.
  • Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'Autorità agli incanti o alle licitazioni, la reclusione è da uno a cinque anni, oltre alla multa.
  • Le stesse pene si applicano anche alle licitazioni private per conto di privati dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata, ma sono ridotte alla metà.
  • La condotta punita comprende anche il fatto di allontanare gli offerenti dalla gara.
Indice dei contenuti

Turbata libertà incanti pubblici: violenza/minaccia/frode per impedire gara pubblica o escludere offerenti, reclusione 6 mesi-5 anni.

Ratio

L'art. 353 c.p. tutela la libertà e la trasparenza delle gare pubbliche (appalti, aste, licitazioni). Il fondamento è la par condicio tra offerenti e l'interesse statale a scegliere la proposta migliore senza corruzione, violenza, collusioni. Disturbare la gara favorisce un offerente illegittimamente e deruba la PA di scelta consapevole.

La norma è cardine della lotta alla corruzione amministrativa e alla criminalità organizzata (infiltrazione mafiosa negli appalti).

Analisi

Primo comma: condotte (violenza, minaccia, doni, promesse, collusioni, mezzi fraudolenti) che «impediscono o turbano la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontanano gli offerenti». Risultato: alterazione concorrenza, esclusione offerenti legittimi. Pena: reclusione 6 mesi-5 anni, multa 103-1.032 euro.

Secondo comma: se autore è «persona preposta dalla legge o dall'Autorità agli incanti o alle licitazioni», pena aumentata: reclusione 1-5 anni, multa 516-2.065 euro. Responsabile: direttore gara, commissario, segretario bando.

Terzo comma: se licitazioni private per conto privati «dirette da pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata», pene ridotte alla metà (minore danno pubblico).

L'articolo non ha un quarto comma: il testo vigente su Normattiva ne conta tre. La turbativa della fase che precede la gara, cioè del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente, è punita da una norma distinta, l'art. 353-bis c.p. (Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), con la reclusione da sei mesi a cinque anni e la multa da euro 103 a euro 1.032, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

Quando si applica

Casistica: imprenditore A versa tangente a commissario gara per escludere B (concorrente); criminalità organizzata minaccia candidati minori per ritirarsi; frode nella documentazione offerta (false certificazioni ambientali); alterazione bando per favorire offerente scelto. Esempi granulari: ricatti telefonici a ditte per non presentare offerta; falsificazione curriculum tecnico di ditta vincitrice; collusione tra commissari per pilotare risultato.

Non ricade: ricorso amministrativo legittimo, contestazione meriti offerta, rettifiche procedurali ex lege.

Connessioni

Artt. 317-319 cp (concussione, corruzione), 346-bis cp (traffico influenze), L. 190/2012 (anticorruzione ANAC), ANAC delibere su prevenzione corruzione appalti. D.lgs. 50/2016 (Codice Appalti), artt. 26-32 su requisiti partecipanti, 82-96 su procedure scelta contraente. Giurisprudenza: condanna frequente per ditte mafiose infiltrate; confisca per equivalente della mazzetta corruttiva e danno PA.

Prassi e linee guida

Casi pratici

Caso 1

Tizio, imprenditore edile, partecipa a gara appalto comunale per realizzazione scuola. Temendo offerta di Caio (concorrente forte), Tizio versa 50.000 euro a Sempronio (consulente tecnico della commissione gara) per escludere offerta di Caio «per vizi tecnici inventati». Sempronio accetta e manipola valutazione. Turbamento gara pubblico: Tizio rischia reclusione 6 mesi-5 anni; Sempronio (persona preposta) rischia 1-5 anni più aggravio. Gara è annullabile, appalto rescindibile.

Caso 2

Mevio, affiliato a clan camorristico, minaccia via telefono imprese che partecipano a gara di appalto per rifacimento strada. «Se vi presentate, ve la faremo pagare». Tre ditte si ritirano per paura. Gara è turbata, Mevio è responsabile di violenza/minaccia art. 353 primo comma: reclusione 6 mesi-5 anni. Inoltre concorso estorsione (art. 629 cp) verso le ditte per il ricatto. Se Mevio agisce per conto della ditta che vince illecitamente, la ditta è compartecipe del reato.

Domande frequenti

Un imprenditore che ricorre a un giudice amministrativo contro risultato gara commette reato?

No, il ricorso amministrativo è diritto. Art. 353 colpisce chi turba la gara mediante violenza, minaccia, corruzione, frode, non chi esercita diritti processuali legittimi.

Se do un regalo modesto al commissario gara, è reato?

Dipende dall'importo e dall'intento. Piccolo regalo (matita, agenda) senza aspettativa di atto contrario ai doveri è tollerato. Somma in denaro o di valore significativo è corruzione art. 319 cp (più grave che art. 353).

Chi ha obbligo di segnalare turbamento gara?

Commissione gara, PA, offerenti che notano irregolarità. L. 179/2017 (whistleblowing) tutela chi segnala penalmente: protezione anonimato, divieto rappresaglie.

Se offro informazioni riservate su bando a concorrente, è reato?

Sì se sei persona preposta gara e usi informazioni per alterare concorrenza. È concorso art. 353 + art. 319 (abuso ufficio). Se sei privato esterno, potrebbe essere concorso.

Quale autorità indaga turbamento gara?

Procura della Repubblica (settore anticorruzione), Guardia Finanza (indagini economiche), Carabinieri. ANAC segnala sospetti crimini. Sentenza comporta confisca tangente e danno equivalente a PA.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
Fonti consultate: 2 fonti verificate
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.