Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 346-bis c.p. – Traffico di influenze illecite

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319 e 319-ter e nei reati di corruzione di cui all’articolo 322-bis, utilizzando intenzionalmente allo scopo relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità economica, per remunerare un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis, in relazione all’esercizio delle sue funzioni, ovvero per realizzare un’altra mediazione illecita, è punito con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni e sei mesi.

Ai fini di cui al primo comma, per altra mediazione illecita si intende la mediazione per indurre il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis a compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio costituente reato dal quale possa derivare un vantaggio indebito.

La stessa pena si applica a chi indebitamente dà o promette denaro o altra utilità economica.

La pena è aumentata se il soggetto che indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità economica riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio o una delle qualifiche di cui all’articolo 322-bis.

La pena è altresì aumentata se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie o per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio .

In sintesi

  • Reato di corruzione privata mediata, caratterizzato da sfruttamento di relazioni illecite
  • Applica a chi fa dare/promettere denaro per mediazione verso il pubblico ufficiale
  • Pene aumentate se l«autore è egli stesso pubblico ufficiale
  • Differenziazione da corruzione propria mediante elementi di illiceità formale
Indice dei contenuti

Traffico illecito di influenze: sfruttamento relazioni con pubblici ufficiali per ottenere denaro in cambio di atti contrari ai doveri d«ufficio.

Ratio

L«art. 346-bis cp (introdotto nel 2012) colpisce una forma ibrida di corruzione: il soggetto privato sfrutta relazioni reali o supposte con il pubblico ufficiale per promettere di influenzarne la condotta in cambio di denaro o vantaggio, senza necessità che il fatto costituisca concorso nei reati di corruzione propria (art. 319) o concussione (art. 317). Protegge l«integrità amministrativa contro corruttori «esterni» che operano da intermediari illeciti.

La ratio è estendere la tutela oltre i soli pubblici ufficiali corruttibili (art. 319), includendo chi, esterno all«amministrazione, sfrutta relazioni per compromettere la funzione.

Analisi

Il primo comma: soggetto «sfruttando relazioni esistenti» con pubblico ufficiale/incaricato, «indebitamente fa dare o promettere denaro o vantaggio patrimoniale come prezzo della propria mediazione illecita». Elementi: 1) relazioni (non fittizie come in art. 346); 2) sfruttamento (abuso della relazione); 3) indebito carattere della mediazione; 4) prezzo esplicito o implicito; 5) fine di ottenere atto contrario ai doveri o omissione/ritardo di atto.

Secondo comma: applica stessa pena a chi «indebitamente dà o promette» denaro (il corruttore passivo è punito paritariamente).

Terzo comma: aumenta pena se autore è egli stesso pubblico ufficiale (raddoppio).

Quarto comma: ulteriore aumento se relazione riguarda «attività giudiziarie».

Quinto comma: diminuzione se «tenuità» del fatto.

Quando si applica

Caso: Tizio, segretario tecnico presso Comune, riceve da Caio (imprenditore) 10.000 euro per «far sì» che il dirigente dell«Ufficio Lavori approvi un progetto al di sopra dei parametri. Tizio sfrutta relazione vera con dirigente (frequentazione lavorativa), promette mediazione. È trafficking: relazione esistente, sfruttamento, mediazione illecita, prezzo denaro.

Non ricade: anticipo legale ad avvocato, pagamento retribuzione PA legittima, regalini di cortesia senza aspettativa di atto contrario.

Connessioni

Artt. 317-319 cp (concussione e corruzione propria), 346 cp (millantato credito), 321 cp (peculato). Legge 190/2012 su anticorruzione amministrativa (Piano Triennale, ANAC). Decreto 33/2013 su trasparenza PA e conflitti. D.lgs. 165/2001 (codice della PA) su doveri dei dipendenti. Fattispecie aggravate: attività giudiziaria richiama artt. 294-296 cp (corruzione nei processi). Prassi: condanna ex art. 346-bis con sequestro per equivalente e confisca obbligatoria.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, consulente esterno, conosce bene il capo divisione dell«INPS per precedenti incarichi. Promette a Caio (candidato per borsa studio) di «parlare» con il capo divisione in cambio di 3.000 euro per ottenere assegnazione. La relazione è vera, lo sfruttamento è illecito: traffico di influenze. Pena: reclusione 1-3 anni. Se il capo divisione effettivamente compie l«atto contrario ai doveri (assegna la borsa contravvenendo ai criteri), la corruzione è aggravata.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, anch«egli pubblico ufficiale (funzionario Agenzia Entrate), promette a Mevio (suo cliente informale) di «accelerare» la pratica di rimborso in cambio di 5.000 euro. Sfrutta relazione con proprio dirigente. La pena è aumentata (raddoppio) perché Sempronio è egli stesso PA. Rischia 2-6 anni reclusione più multa aggravata. Se la pratica riguarda un processo tributario, ulteriore aumento.

Domande frequenti

È reato offrire un regalo a un pubblico ufficiale per accelerare una pratica?

Dipende dal valore e dall«intento. Piccoli regali di cortesia (bottiglia vino, gadget) sono tollerati se non creano aspettativa di atto illecito. Somme significative di denaro trasferiscono il fatto a corruzione/traffico influenze (artt. 319, 346-bis).

Se mi vengono proposti soldi da un intermediario per influenzare un ufficio dove lavoro, cosa devo fare?

Rifiutare immediatamente. Segnalare al dirigente o all«ANAC tramite whistleblowing (L. 179/2017). Non accettare alcunché se sai che l«intermediario intende compromettere la tua imparzialità.

Qual è la pena per la persona che offre i soldi (il corruttore)?

Uguale a chi li riceve: reclusione 1-3 anni per traffico di influenze. Il secondo comma equipara il corruttore passivo al corruttore attivo, ampliando la responsabilità oltre il pubblico ufficiale.

Un mediatore commerciale che negozia appalti pubblici è a rischio?

Sì, se promette di «influenzare» l«ufficio acquisti in cambio di percentuale illecita oltre l«incarico formale. L«art. 346-bis lo copre se lo sfruttamento di relazioni è evidente.

Come si distingue trafficking da corruzione propria (art. 319)?

Art. 319: il pubblico ufficiale accetta direttamente e consapevolmente la promessa, compiendo atto contrario ai doveri. Art. 346-bis: un privato promette mediazione presso il pubblico ufficiale senza ricevuta diretta da lui. La differenza è nel ruolo dell«autore materiale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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