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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Ricorso per cassazione ammesso contro ordinanze di sequestro preventivo (art. 322-bis) e contro ordinanze di riesame (art. 324)
  • Motivo: violazione di legge soltanto (non errori di valutazione fattuale)
  • Legittimati: PM, imputato, difensore, proprietario, chi ha diritto alla restituzione
  • Ricorso diretto cassazione contro decreto di sequestro entro 10 giorni, rende inammissibile la richiesta di riesame
  • Ricorso non sospende esecuzione della ordinanza (art. 588 c.p.p.)

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 325 c.p.p. – Ricorso per cassazione

Testo vigente — D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Ricorso per cassazione

1. Contro le ordinanze emesse a norma degli articoli 322-bis e 324, il pubblico ministero, l’imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione nonché le associazioni e gli enti di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.

2. Entro il termine previsto dall’articolo 324 comma 1, comma 1, contro il decreto di sequestro emesso dal giudice può essere proposto direttamente ricorso per cassazione. La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.

3. Si applicano le disposizioni dell’articolo 311, commi 3, 4 e 5)

4. Il ricorso non sospende l’esecuzione della ordinanza.

Commento

Ricorso per cassazione contro ordinanze art. 322-bis e 324 per violazione legge. Entro 10 giorni da art. 324, ricorso diretto cassazione contro decreto sequestro, ricorso rende inammissibile riesame.

Ratio

L'articolo 325 c.p.p. prevede il ricorso per cassazione come ultimo rimedio giurisdizionale contro le decisioni in materia di sequestro preventivo e conservativo. A differenza del riesame (che è revisione completa nel merito davanti al tribunale), il ricorso per cassazione è limitato a questioni di diritto: la Cassazione valuta se il giudice ha violato o errato applicazione della legge, non se ha valutato male i fatti concreti. Ciò consente di correggere le decisioni affette da errori giuridici, garantendo uniformità della giurisprudenza.

Analisi

Il ricorso per cassazione è ammesso in due ipotesi: (1) contro ordinanze emesse ai sensi degli artt. 322-bis (appello contro sequestro preventivo) e 324 (riesame); (2) direttamente contro il decreto di sequestro emesso dal giudice durante le indagini preliminari, senza prima proporre richiesta di riesame. Nel secondo caso (ricorso diretto), la proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame (art. 325 comma 2), cioè il ricorrente deve scegliere: o ricorso in cassazione oppure riesame, non entrambi contemporaneamente. Il ricorso deve essere proposto entro 10 giorni (stesso termine del riesame) e deve indicare violazione di legge (errata interpretazione della norma, contrasto con giurisprudenza consolidata, violazione di principi costituzionali). La Cassazione decide se il ricorso è fondato e, in caso affermativo, annulla il provvedimento del giudice di merito, rinviando per rinnovo se necessario.

Quando si applica

Ricorso per cassazione si applica quando il ricorrente ritiene che il giudice ha commesso errore di diritto, non di valutazione fattuale. Esempi: il giudice ha erroneamente ritenuto applicabile art. 321 (sequestro preventivo) a una cosa non pertinente al reato, violando la legge; il giudice ha disapplicato una norma circa il privilegio del sequestro conservativo (art. 316 comma 4) in violazione esplicita della legge; il tribunale del riesame ha confermato il sequestro pur essendo mancanti i presupposti normativi, violando il diritto di difesa costituzionalmente garantito.

Connessioni

L'art. 325 c.p.p. si collega agli artt. 316-324 (sequestro conservativo e preventivo), 322-bis (appello), 588 (non sospensione esecuzione), 311 (disposizioni analoghe per ricorso cassazione su misure cautelari generiche). Rimanda ai principi della Cassazione quale giudice della legalità e del corretto esercizio della giurisdizione (artt. 606 ss. c.p.p. su motivi di ricorso cassazione).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio riceve decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP su suoi beni, ritenuti destinati alla confisca per reati di mafia. Tizio contesta il decreto direttamente in cassazione (non propone richiesta di riesame), allegando che il giudice ha violato la legge perché i beni non sono 'pertinenti al reato' (art. 321 c.p.p.) in quanto Tizio non è neppure indagato per reati di mafia, bensì per reati di corruzione non collegati. Entro 10 giorni, il suo avvocato deposita ricorso per cassazione. La proposizione del ricorso rende inammissibile qualunque successiva richiesta di riesame. La Cassazione, accertata la violazione della norma (decreto emesso senza presupposti legali), annulla il decreto e rimanda il GIP per la rivisitazione della questione.

Caso 2: Caso 2

Caio ha ottenuto accoglimento parziale del riesame: il tribunale ha revocato il sequestro su cinque immobili e confermato il sequestro su altri due. Il PM, ritenendo errata la decisione del tribunale in quanto il giudice non ha considerato la giurisprudenza consolidata della Cassazione che ritiene proporzionato il sequestro di tutti i beni in reati di riciclaggio (art. 648-bis c.p.), propone ricorso per cassazione. La Cassazione valuta se il tribunale ha correttamente applicato la giurisprudenza e la normativa; se ritiene che il tribunale ha errato, annulla l'ordinanza di revoca parziale e rinvia il giudice a decidere nuovamente secondo la corretta interpretazione della legge.

Domande frequenti

Quali errori del giudice posso contestare in cassazione?

Solo errori di diritto (violazione o errata interpretazione della legge, contrasto con giurisprudenza, violazione di diritti costituzionali). Non puoi contestare la valutazione dei fatti: se il giudice ha creduto ai testimoni, non è errore di diritto.

Posso ricorrere in cassazione senza prima chiedere riesame?

Sì, ma solo entro 10 giorni dal sequestro e direttamente contro il decreto del giudice. Una volta proposto il ricorso cassazione, diventa inammissibile la richiesta di riesame. Se invece chiedi riesame, poi non puoi ricorrere cassazione contro il decreto originario, ma solo contro l'ordinanza del riesame.

Il ricorso per cassazione sospende il sequestro?

No. L'art. 588 c.p.p. dispone che ricorsi (incluso cassazione) non sospendono l'esecuzione del sequestro. Il bene rimane vincolato mentre aspetti la decisione della Cassazione, a meno che la Cassazione non ordini sospensione cautelare d'urgenza.

Quanto tempo impiega la Cassazione a decidere?

Non esiste termine fissato per legge. In media, 2-4 anni per decisione in camera di consiglio (Cassazione su sequestri è in camera, non in pubblica udienza). Il procedimento è lungo perché la Cassazione riceve molti ricorsi.

Se la Cassazione annulla, automaticamente il sequestro cessa?

L'annullamento della Cassazione non estingue automaticamente il sequestro. La Cassazione annulla il provvedimento del giudice di merito e rinvia il giudice per la rivisitazione. Se annulla senza rinvio, il sequestro cessa; altrimenti, il giudice rinviato deve decidere nuovamente secondo le direttive della Cassazione.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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