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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina il rilascio dell'autorizzazione per interventi su beni culturali pubblici.
  • Il consenso può essere espresso in un accordo fra Ministero e soggetto pubblico interessato.
  • Modello collaborativo che evita la duplicazione di procedimenti.
  • Si applica a beni di Stato, regioni, enti locali e altri enti pubblici.
  • L'accordo recepisce le prescrizioni tecniche e i termini di esecuzione.

Testo dell'articoloVigente

Art. 24 D.Lgs. 42/2004 — Interventi su beni pubblici

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico, l'autorizzazione necessaria ai sensi dell'articolo 21 può essere espressa nell'ambito di accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato.

Commento

Logica collaborativa

L'articolo 24 introduce un modello cooperativo nei rapporti fra amministrazioni pubbliche titolari di beni culturali e Ministero della cultura. Quando il proprietario o detentore del bene è una pubblica amministrazione, l'autorizzazione di cui all'articolo 21 può essere espressa in un accordo bilaterale. La norma evita la rigidità del procedimento unilaterale e favorisce la concertazione, particolarmente utile per interventi complessi di lunga durata.

Soggetti coinvolti

Il perimetro soggettivo include amministrazioni dello Stato, regioni, enti pubblici territoriali, altri enti e istituti pubblici. La pluralità dei soggetti ricomprende anche le università statali, gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti quando assimilati nella prassi, le ASL, gli enti parco. La giurisprudenza ha precisato che l'accordo non può eccedere i limiti dell'articolo 21 e non può legittimare interventi vietati dalla disciplina sostanziale di tutela.

Forma e contenuto dell'accordo

L'accordo, redatto in forma scritta, individua le opere da eseguire, le tecniche, i tempi, le eventuali prescrizioni tecniche, il responsabile della direzione lavori, le modalità di vigilanza della soprintendenza. La sua sottoscrizione sostituisce, a tutti gli effetti, l'autorizzazione formale. La natura giuridica è quella dell'accordo di programma o, più frequentemente, dell'accordo fra pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 15 della legge 241/1990.

Rapporti con altre procedure

L'accordo non assorbe gli altri procedimenti amministrativi: VIA, autorizzazione paesaggistica, valutazione di incidenza ambientale, autorizzazione idrogeologica restano dovuti quando l'intervento le richieda. Le prescrizioni di tutela contenute nell'accordo si integrano con quelle delle altre amministrazioni concorrenti. In presenza di intervento sottoposto a VIA si applica preferibilmente l'articolo 26.

Vantaggi pratici e criticità

Il vantaggio principale è la riduzione dei tempi e la condivisione delle responsabilità tecniche. Il modello funziona bene quando il soggetto pubblico ha competenze tecniche interne (musei statali, città metropolitane con uffici beni culturali) e l'intervento è circoscritto. È meno efficace per interventi sperimentali o controversi, dove il procedimento unilaterale offre maggiori garanzie istruttorie. Una criticità ricorrente riguarda il monitoraggio dell'esecuzione: la soprintendenza deve mantenere una vigilanza attiva, non potendo limitarsi al ruolo di firmatario.

Esempi applicativi

Frequenti applicazioni dell'articolo 24 si registrano nei restauri di edifici demaniali (sedi prefettizie, palazzi giudiziari, basiliche di pertinenza statale) e negli interventi su musei regionali. Recenti accordi hanno riguardato il restauro di edifici del Demanio in coordinamento con l'Agenzia del demanio, secondo modelli operativi semplificati che hanno consentito di concludere lavori complessi senza la sequenza tradizionale richiesta-autorizzazione-controllo, attraverso un'unica cornice negoziale a contenuto vincolato.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Restauro di una sede prefettizia

Caso 2: Caso 2 — Adeguamento di un museo regionale

Domande frequenti

Quando si applica la procedura dell'accordo dell'articolo 24?

Quando il proprietario o detentore del bene culturale è un'amministrazione pubblica. In quei casi l'autorizzazione di tutela può essere espressa in un accordo fra Ministero e soggetto pubblico interessato.

L'accordo dispensa dalle altre autorizzazioni?

No. Restano necessarie le autorizzazioni eventualmente richieste da altre normative: VIA, paesaggistica, valutazione di incidenza, vincolo idrogeologico. L'accordo riguarda solo il profilo culturale dell'articolo 21.

Chi controlla l'esecuzione dei lavori?

La soprintendenza mantiene il potere di vigilanza, anche dopo la sottoscrizione dell'accordo. Le difformità rilevate possono determinare la revoca o il ridimensionamento dell'autorizzazione e l'attivazione dei poteri cautelari dell'articolo 28.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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