Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 237 c.p. – Cauzione di buona condotta

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

La cauzione di buona condotta è data mediante il deposito, presso la Cassa delle ammende, di una somma non inferiore a lire duecentomila, né superiore a lire quattro milioni.

In luogo del deposito, è ammessa la prestazione di una garanzia mediante ipoteca o anche mediante fideiussione solidale.

La durata della misura di sicurezza non può essere inferiore a un anno, né superiore a cinque, e decorre dal giorno in cui la cauzione fu prestata .

In sintesi

  • Misura di sicurezza patrimoniale prevista dall'art. 237 c.p., applicabile ai soggetti socialmente pericolosi.
  • Il deposito avviene presso la Cassa delle ammende, con importo compreso tra 103,29 e 2.065,83 euro.
  • In alternativa al deposito in denaro, è ammessa ipoteca su beni immobili o fideiussione solidale.
  • La durata varia da un minimo di un anno a un massimo di cinque anni.
  • Il termine decorre dal giorno in cui la cauzione viene effettivamente prestata.
Indice dei contenuti

La cauzione di buona condotta è una misura di sicurezza patrimoniale che vincola il condannato al deposito di una somma garantita.

Ratio

La cauzione di buona condotta rappresenta una misura di sicurezza personale predisposta al fine di prevenire comportamenti criminosi futuri. Mediante il vincolo economico del deposito di una somma di denaro ovvero di una garanzia reale o personale, si intende indurre il soggetto a mantenersi in una condotta lecita e a rispettare l'ordine pubblico. La ratio è duplice: protezione della collettività e rieducazione del soggetto condannato, operante attraverso un meccanismo incentivante basato sul timore della perdita della somma depositata.

Analisi

La norma definisce le modalità di costituzione della cauzione attraverso tre opzioni: deposito presso la Cassa delle ammende di somma non inferiore a 103,29 euro e non superiore a 2.065,83 euro; ipoteca; fideiussione solidale. La scelta tra queste forme rimane discrezionale del condannato, sebbene il giudice indichi quella ritenuta più idonea. La durata della misura non può essere inferiore a un anno né superiore a cinque, decorrendo dal giorno della prestazione della cauzione. Si tratta dunque di una misura temporanea, con una scala di proporzionalità legata alla gravità del fatto e alle caratteristiche del soggetto.

Quando si applica

La cauzione di buona condotta trova applicazione quando il giudice, in sede di pronuncia della condanna, ritenga opportuno infliggere tale misura di sicurezza. Non è obbligatoria, ma rimessa all'apprezzamento del magistrato. Si applica tipicamente nei reati di minore gravità, dove la pericolosità del soggetto non giustifichi misure più severe. Esempio: Tizio condannato per lesioni leggere viene sottoposto a cauzione di buona condotta per il termine di tre anni; Caio, condannato per violazione della normativa amministrativa, deve costituire cauzione per due anni.

Connessioni

La cauzione di buona condotta si coordina con altre misure di sicurezza personali quali la libertà vigilata (art. 238 c.p.) e il ricovero in casa di cura (artt. 215-216 c.p.). Risulta collegata al regime sanzionatorio previsto dagli artt. 239 c.p. (adempimento della misura) e 134 c.p. (estinzione delle misure di sicurezza). La norma si inserisce nel più ampio sistema delle misure di prevenzione generale e speciale del codice penale.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Fideiussione in luogo del deposito

Tizio, condannato per un reato colposo e ritenuto socialmente pericoloso in misura lieve, è sottoposto alla cauzione di buona condotta per due anni. Non disponendo della liquidità necessaria, Tizio si avvale della possibilità prevista dall'art. 237 c.p. e ottiene che il suo amico Caio presti fideiussione solidale in suo favore. Nel periodo di misura Tizio mantiene una condotta irreprensibile e, alla scadenza, la fideiussione si estingue senza conseguenze patrimoniali né per lui né per il garante.

Caso 2: Devoluzione della cauzione per nuovo reato

Sempronio, destinatario di una cauzione di buona condotta della durata di tre anni con deposito di 1.000 euro presso la Cassa delle ammende, commette durante tale periodo un furto aggravato. Il giudice, accertata la violazione delle condizioni della misura, dispone la devoluzione della somma depositata allo Stato e applica a Sempronio una misura di sicurezza personale più afflittiva, stante la pericolosità sociale confermata dal nuovo episodio criminoso.

Domande frequenti

Che cos'è la cauzione di buona condotta?

È una misura di sicurezza patrimoniale prevista dall'art. 237 c.p. che obbliga il soggetto socialmente pericoloso a depositare una somma di denaro presso la Cassa delle ammende come garanzia del mantenimento di una condotta rispettosa della legge.

Quali sono gli importi previsti per il deposito?

La somma da depositare non può essere inferiore a 103,29 euro né superiore a 2.065,83 euro. Il giudice determina l'importo concreto entro questi limiti, tenendo conto delle condizioni economiche del soggetto e della gravità della pericolosità accertata.

È possibile sostituire il deposito in denaro con un'altra forma di garanzia?

Sì. L'art. 237 c.p. ammette espressamente due alternative: la prestazione di un'ipoteca su beni immobili oppure una fideiussione solidale, che può essere offerta dallo stesso condannato o da un terzo garante.

Quanto dura la cauzione di buona condotta?

La durata minima è di un anno e quella massima di cinque anni. Il termine inizia a decorrere dal giorno in cui la cauzione viene effettivamente prestata, non dalla data della sentenza che la dispone.

Cosa succede se il soggetto viola le condizioni della misura?

In caso di inosservanza delle prescrizioni o di commissione di un nuovo reato nel periodo di sottoposizione alla misura, la somma depositata può essere devoluta all'erario e il giudice può applicare misure di sicurezza più gravose, proporzionate alla pericolosità sociale dimostrata.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 3 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.