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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2218 c.c. – Bollatura facoltativa

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

L’imprenditore può far bollare nei modi indicati nell’articolo 2215 gli altri libri da lui tenuti .

In sintesi

  • L'imprenditore può bollare volontariamente anche i libri contabili non obbligatori.
  • La bollatura facoltativa avviene con le stesse modalità previste dall'art. 2215 c.c.
  • Conferisce maggiore credibilità probatoria alle scritture contabili non obbligatorie.
  • Si applica a qualsiasi registro tenuto dall'imprenditore nell'esercizio dell'impresa.
  • La scelta di bollare libri facoltativi è una decisione gestionale rimessa all'imprenditore.
Indice dei contenuti

La bollatura facoltativa dei libri contabili: ratio e ambito applicativo

L'articolo 2218 del Codice Civile introduce la facoltà per l'imprenditore di far bollare, con le modalità di cui all'art. 2215 c.c., anche i libri contabili che non rientrano tra quelli obbligatori per legge. La norma risponde a un'esigenza pratica: l'imprenditore può ritenere opportuno dotare di maggiore certezza e credibilità probatoria anche le scritture tenute su base volontaria, valorizzandone il contenuto in eventuali controversie future.

La disciplina si inserisce nel contesto delle norme generali sulle scritture contabili degli imprenditori (artt. 2214-2220 c.c.), che regolano sia l'obbligo di tenuta dei libri obbligatori sia le modalità formali di redazione e conservazione di tutte le scritture aziendali.

Differenza tra libri obbligatori e libri facoltativi

I libri obbligatori per l'imprenditore commerciale sono il libro giornale, il libro degli inventari (art. 2214 c.c.) e le scritture ausiliarie necessarie per la regolare tenuta della contabilità. Le società di capitali hanno obblighi aggiuntivi: il libro delle decisioni dei soci (per le srl), il libro delle adunanze e deliberazioni dell'assemblea, il libro delle adunanze del consiglio di amministrazione, il libro dei sindaci e, per le spa, il libro delle obbligazioni e il libro degli azionisti.

I libri facoltativi sono invece tutti quei registri che l'imprenditore sceglie autonomamente di tenere per ragioni organizzative, gestionali o strategiche: mastri contabili analitici, schede di magazzino non obbligatorie, libri paga supplementari, registri dei contratti, scadenziari clienti e fornitori, e simili. Su questi libri facoltativi si applica la possibilità di bollatura prevista dall'art. 2218.

Il valore probatorio dei libri facoltativi bollati

La bollatura dei libri facoltativi produce effetti rilevanti sotto il profilo probatorio. Ai sensi dell'art. 2709 c.c., i libri contabili tenuti regolarmente fanno prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa. La bollatura facoltativa, assimilando i registri volontari a quelli obbligatori sotto il profilo formale, tende a rafforzare il valore probatorio di tali scritture nelle controversie commerciali.

In particolare, nei rapporti tra imprenditori, la presenza di libri facoltativi bollati e regolarmente tenuti può costituire elemento di prova rilevante, soprattutto quando i libri obbligatori non forniscano da soli elementi sufficienti per ricostruire la vicenda economica oggetto di controversia. La coerenza tra i diversi registri, obbligatori e facoltativi, rafforza complessivamente la credibilità della rappresentazione contabile.

Modalità di bollatura ex art. 2215 c.c.

Il rinvio all'art. 2215 c.c. implica che la bollatura facoltativa avvenga con le stesse forme previste per i libri obbligatori. Nella versione attuale, il procedimento prevede la numerazione progressiva di tutte le pagine prima dell'uso, l'indicazione del numero complessivo delle pagine numerate, e l'indicazione della ditta e dell'oggetto del libro. La vidimazione può essere effettuata dal registro delle imprese oppure da un notaio.

Va tuttavia considerato che la semplificazione normativa degli ultimi decenni ha ridotto significativamente i formalismi connessi alla bollatura. L'introduzione della contabilità informatizzata e le norme sulla conservazione digitale dei documenti hanno in buona misura reso residuale il procedimento tradizionale di bollatura fisica dei libri.

Considerazioni pratiche per l'imprenditore

La scelta di bollare i libri facoltativi comporta un costo (imposta di bollo) e un adempimento amministrativo aggiuntivo, che devono essere valutati in relazione ai benefici attesi in termini di certezza probatoria. Per le imprese che operano in settori caratterizzati da frequenti controversie commerciali o da relazioni complesse con fornitori e clienti, la bollatura di registri aggiuntivi può rappresentare una misura prudente e strategicamente conveniente.

Al contrario, per le imprese di dimensioni ridotte con attività routinaria e bassa litigiosità, il costo-beneficio della bollatura facoltativa può risultare negativo. In ogni caso, la decisione deve essere valutata anche alla luce del ruolo che specifici registri potrebbero svolgere in contesti di accertamento fiscale, dove la disponibilità di documentazione contabile dettagliata e formalmente corretta può risultare determinante.

Domande frequenti

Quali libri possono essere bollati facoltativamente ai sensi dell'art. 2218 c.c.?

Qualsiasi registro tenuto dall'imprenditore nell'esercizio dell'impresa che non rientri tra i libri obbligatori per legge: mastri analitici, schede di magazzino aggiuntive, registri dei contratti, scadenziari, libri delle spese, e qualsiasi altro documento contabile volontario.

Perché un imprenditore dovrebbe scegliere di bollare libri facoltativi?

Per rafforzare il valore probatorio di quelle scritture in eventuali controversie. La bollatura assimila formalmente i libri facoltativi a quelli obbligatori, rendendoli più credibili come prove documentali sia in giudizio sia in sede di accertamento fiscale.

La bollatura facoltativa è gratuita?

No, comporta il pagamento dell'imposta di bollo nella misura prevista per i libri contabili obbligatori. La bollatura può essere effettuata presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente o da un notaio.

Un libro facoltativo non bollato può comunque avere valore probatorio?

Sì, può avere rilevanza probatoria, ma con minore forza rispetto a un libro bollato. La mancanza di bollatura non priva di per sé la scrittura di ogni efficacia probatoria, ma il giudice valuterà la sua attendibilità con maggiore discrezionalità.

La bollatura facoltativa si applica anche ai registri tenuti informaticamente?

I registri informatici sono soggetti a una disciplina specifica prevista dal Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005). La bollatura tradizionale è sostituita da meccanismi di conservazione digitale con marca temporale e firma elettronica.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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