Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 2047 c.c. Danno cagionato dall’incapace
In vigore
In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l’autore del danno a un’equa indennità.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 2046 - Articolo 2046 Codice Civile: Imputabilità del fatto dannoso→Cod. civ. art. 2048 - Art. 2048 c.c.: Responsabilità dei genitori; dei tutori, dei pre→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 2045 Codice Civile: Stato di necessità→Art. 2049 c.c.: Responsabilità dei padroni e dei committenti→Articolo 2044 Codice Civile: Legittima difesa→Art. 2050 c.c.: Responsabilità per l’esercizio di attività peric→Articolo 2043 Codice Civile: Risarcimento per fatto illecito→Articolo 2051 Codice Civile: Danno cagionato da cosa in custodia→Articolo 2042 Codice Civile: Carattere sussidiario dell’azione
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Inquadramento della norma
L'art. 2047 c.c. disciplina la responsabilità civile per i danni cagionati da soggetti privi della capacità di intendere o di volere. La norma si pone in relazione sistematica con l'art. 2046, che esclude l'imputabilita' dell'incapace, e con l'art. 2048, che regola la responsabilità dei genitori e dei precettori. Il legislatore ha scelto di far ricadere il peso del risarcimento sul sorvegliante, valorizzando il rapporto di custodia e vigilanza che questi intrattiene con l'incapace.
Presupposti della responsabilità
Affinché scatti la responsabilità prevista dall'art. 2047 c.c. occorre: (a) che il danneggiante si trovasse in stato di incapacità di intendere o di volere al momento del fatto; (b) che il convenuto fosse tenuto alla sorveglianza per legge, contratto o altra fonte; (c) che vi sia un nesso causale tra il comportamento dell'incapace e il danno subito dal terzo. Lo stato di incapacità può essere permanente, come nell'infermita' mentale accertata, ovvero transitorio, come nell'ubriachezza o nell'assunzione di sostanze, purche' non volontariamente procurato.
La prova liberatoria
Il sorvegliante si libera dalla responsabilità provando di non aver potuto impedire il fatto. La giurisprudenza interpreta questa prova in senso rigoroso: non basta dimostrare di aver esercitato una vigilanza generica, ma occorre provare che, pur adottando tutte le cautele esigibili, il danno era comunque inevitabile. Si tratta di una responsabilità per colpa presunta, in cui l'onere probatorio e' interamente a carico del convenuto. La Cassazione ha chiarito che la vigilanza deve essere adeguata alle concrete condizioni dell'incapace e alle circostanze del caso.
L'equa indennita' a carico dell'incapace
Il secondo comma introduce un rimedio sussidiario e residuale: quando il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento dal sorvegliante, perché questi e' insolvente, ignoto o assente, il giudice può condannare l'autore del danno (l'incapace) a corrispondere un'equa indennita'. Si tratta di un istituto che deroga al principio per cui l'incapace non risponde dei propri atti: la ratio e' evitare che la vittima resti priva di qualsiasi tutela. L'indennita' non e' un vero e proprio risarcimento ma una misura equitativa, calibrata sulle condizioni economiche delle parti. Così, se Tizio, affetto da disturbo mentale grave, cagiona un danno a Caio e il tutore e' nullatenente, il giudice può comunque riconoscere a Caio una somma commisurata alle possibilità dell'incapace.
Casistica applicativa
Le situazioni più frequenti riguardano pazienti psichiatrici ospiti di strutture residenziali, minori in stato di incapacità temporanea, anziani affetti da demenza. La Corte di Cassazione ha precisato che la responsabilità ex art. 2047 c.c. e' alternativa rispetto a quella ex art. 2048 c.c.: se il fatto illecito e' compiuto da un minore non emancipato, la norma applicabile e' in primo luogo l'art. 2048, salvo che il minore si trovi in concreto in stato di incapacità. In tal caso le due discipline possono concorrere, gravando il danneggiato dell'onere di scegliere il titolo da far valere.
Coordinamento con la responsabilità contrattuale
Quando la sorveglianza e' assunta contrattualmente, come nel caso di cliniche psichiatriche, case di cura, strutture socio-assistenziali, la responsabilità del sorvegliante può essere qualificata anche come inadempimento contrattuale ex art. 1218 c.c., con applicazione di un regime probatorio ancora più favorevole per il danneggiato. Il cumulo di azioni e' ammesso dalla giurisprudenza, che consente alla vittima di scegliere il titolo più conveniente.
Domande frequenti
Chi e' il 'sorvegliante' tenuto a rispondere del danno cagionato dall'incapace?
È chiunque abbia l'obbligo di vigilare sull'incapace, sia per legge (es. tutore, genitore se il minore e' anche incapace) sia per contratto (es. clinica psichiatrica, struttura residenziale). L'obbligo deve essere attuale al momento del fatto.
Come si libera il sorvegliante dalla responsabilità?
Deve provare di non aver potuto impedire il fatto, cioè che, pur esercitando la vigilanza diligente esigibile nelle concrete circostanze, il danno era comunque inevitabile. Una vigilanza generica non e' sufficiente a liberarsi.
Cosa succede se il sorvegliante e' insolvente?
Il giudice può condannare l'incapace stesso a corrispondere un'equa indennita', valutando le condizioni economiche di entrambe le parti. Non si tratta di un risarcimento pieno ma di una misura equitativa residuale.
L'art. 2047 si applica anche all'ubriaco che cagiona un danno?
Si', purche' l'ubriachezza non sia stata volontariamente procurata al fine di commettere il fatto (ubriachezza preordinata). In caso di ubriachezza non dolosa il soggetto e' temporaneamente incapace e la norma può trovare applicazione.
Qual e' la differenza tra l'art. 2047 e l'art. 2048 c.c.?
L'art. 2047 riguarda i danni cagionati da chiunque si trovi in stato di incapacità di intendere o di volere; l'art. 2048 disciplina invece la responsabilità dei genitori e dei precettori per il fatto illecito di minori capaci. Le due norme possono concorrere quando il minore e' anche incapace.