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Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I segnali stradali verticali di pericolo e di prescrizione possono essere illuminati per trasparenza, rendendoli visibili anche di notte.
  • La versione illuminata deve rispettare esattamente colori, dimensioni e forme prescritti per i segnali ordinari non illuminati.
  • L'illuminazione interna deve essere uniforme su tutta la superficie del segnale, senza zone d'ombra o punti luminosi isolati.
  • È tassativamente vietato che i segnali luminosi producano abbagliamento nei confronti dei conducenti.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 156 DPR 495/1992 — Segnali luminosi di pericolo e di prescrizione

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. I segnali stradali verticali di pericolo e di prescrizione possono essere illuminati per trasparenza, purché colori, dimensioni e forme siano quelli prescritti per i normali segnali verticali, ne venga assicurata l'uniformità di illuminazione e non producano abbagliamento.

Commento

Inquadramento e finalità della norma

L'articolo 156 del DPR 495/1992 affronta un aspetto tecnico ma cruciale della segnaletica stradale verticale: la possibilità di illuminare per trasparenza i segnali di pericolo e di prescrizione. In attuazione delle disposizioni generali sulla segnaletica verticale contenute negli articoli 38 e 39 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), il regolamento stabilisce le condizioni alle quali un segnale può essere dotato di illuminazione interna, in modo che rimanga perfettamente leggibile e riconoscibile anche nelle ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità.

La ratio della norma è chiara: i segnali di pericolo (triangolari, con fondo giallo o bianco e bordo rosso) e i segnali di prescrizione (circolari, rotondi, ottagonali) sono quelli che impongono comportamenti obbligatori o segnalano pericoli imminenti. Garantirne la visibilità notturna non è una mera questione estetica ma una condizione di sicurezza stradale, considerato che la percentuale di incidenti mortali nelle ore di buio è significativamente più elevata rispetto alle ore diurne.

La tecnica dell'illuminazione per trasparenza

L'illuminazione «per trasparenza» — distinta dall'illuminazione esterna o dalla retroriflessione — consiste nel posizionare una fonte luminosa all'interno del corpo del segnale, dietro la superficie traslucida su cui sono riprodotti i simboli. La luce attraversa la pellicola stampata e rende il segnale visibile anche in assenza di illuminazione ambientale. Questa tecnica è diversa dal materiale retroriflettente (che si limita a riflettere la luce dei fari dei veicoli): il segnale illuminato per trasparenza è attivo, emette luce propria e non dipende dall'angolo di incidenza dei fari.

I segnali luminosi di questo tipo si trovano prevalentemente:

  • nelle intersezioni ad alta percorrenza dove è necessario garantire la massima visibilità del segnale di STOP o di DARE PRECEDENZA;
  • nelle zone con illuminazione pubblica insufficiente o assente;
  • in presenza di particolari condizioni di rischio (curve pericolose, attraversamenti pedonali vicini, intersezioni complesse);
  • nei cantieri temporanei che operano nelle ore notturne.
I vincoli tecnici: uniformità e conformità al tipo

L'articolo 156 pone tre condizioni cumulative che il segnale luminoso deve soddisfare:

1. Conformità a colori, dimensioni e forme. La versione illuminata non può differire in nulla dalla versione ordinaria quanto alle caratteristiche cromatiche e geometriche. Il colore percepito attraverso l'illuminazione interna deve essere identico a quello del segnale ordinario: il rosso deve rimanere rosso, il giallo deve rimanere giallo, il bianco deve rimanere bianco. Eventuali alterazioni cromatiche prodotte dalla sorgente luminosa interna (ad esempio un bianco che vira verso il blu) non sono ammesse. Allo stesso modo, le dimensioni devono rispettare i minimi regolamentari previsti per i segnali di quella categoria e le forme geometriche (triangolo, cerchio, ottagono) devono essere perfettamente rispettate.

2. Uniformità dell'illuminazione. La luce interna deve essere distribuita in modo uniforme su tutta la superficie del segnale. Una illuminazione non uniforme — ad esempio con zone centrali più luminose o bordi scuri — altererebbe la percezione del segnale: un conducente in avvicinamento potrebbe non riconoscerne immediatamente la forma (triangolo di pericolo versus cerchio di prescrizione) o potrebbe non leggere correttamente il simbolo interno. Questa condizione impone una progettazione tecnica accurata della sorgente luminosa e del diffusore.

3. Assenza di abbagliamento. Il segnale luminoso non deve produrre abbagliamento nei confronti dei conducenti. L'abbagliamento — la riduzione brusca della capacità visiva causata da una fonte di luce eccessivamente intensa nel campo visivo — è un pericolo diretto per la sicurezza stradale: un conducente abbagliato da un segnale perde temporaneamente la percezione di ciò che lo circonda, con rischi evidenti. Questo vincolo implica che la luminosità del segnale debba essere calibrata in funzione dell'ambiente: un segnale di notte in aperta campagna deve essere meno luminoso di un segnale in un'area urbana già illuminata.

Differenza tra segnali luminosi, retroriflettenti e ordinari

Il sistema normativo del regolamento distingue tre livelli di visibilità notturna dei segnali verticali:

  • Segnali ordinari: visibili di notte solo se colpiti dai fari dei veicoli o dall'illuminazione pubblica; la loro visibilità dipende dall'angolo di incidenza della luce esterna.
  • Segnali retroriflettenti: dotati di pellicola che riflette la luce dei fari nella direzione da cui proviene; molto visibili quando illuminati dai fari, ma dipendenti comunque da una fonte esterna.
  • Segnali luminosi per trasparenza (art. 156): emettono luce propria; visibili in modo attivo e indipendente dall'illuminazione esterna o dai fari; garantiscono la massima visibilità in qualsiasi condizione.

La scelta tra queste tipologie spetta all'ente proprietario della strada, che la effettua in base alle condizioni specifiche del sito, al volume di traffico notturno e alle caratteristiche di rischio dell'intersezione o del tratto stradale.

Profili pratici per il conducente e per il gestore della strada

Per il conducente, la presenza di un segnale illuminato per trasparenza non modifica in alcun modo il contenuto dell'obbligo: il segnale di pericolo segnala un pericolo, il segnale di prescrizione impone un comportamento, esattamente come il corrispondente segnale ordinario. La versione luminosa è semplicemente più visibile, ma non introduce obblighi diversi né esonera il conducente dall'osservanza. Per il gestore della strada (comune, provincia, ANAS), la norma pone un obbligo di manutenzione: i segnali luminosi richiedono il funzionamento continuo della sorgente luminosa interna; un segnale il cui sistema di illuminazione sia guasto diventa, di notte, un segnale ordinario privo di retroriflettenza adeguata, con potenziale riduzione della visibilità al di sotto degli standard di sicurezza. La manutenzione dei segnali luminosi rientra pertanto negli obblighi di custodia della strada a carico dell'ente proprietario.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

I segnali stradali possono essere illuminati dall'interno?

Sì, l'articolo 156 del Regolamento CdS consente l'illuminazione per trasparenza dei segnali verticali di pericolo e di prescrizione, a condizione che i colori, le dimensioni e le forme siano identici ai segnali ordinari, l'illuminazione sia uniforme e non produca abbagliamento.

Un segnale luminoso impone obblighi diversi rispetto a un segnale ordinario?

No. Il contenuto dell'obbligo è identico: la versione luminosa garantisce maggiore visibilità notturna ma non modifica il significato del segnale. Un segnale di STOP luminoso impone gli stessi obblighi del STOP ordinario.

Chi è responsabile se un segnale luminoso cessa di funzionare di notte?

L'ente proprietario della strada (comune, provincia, ANAS) è responsabile della manutenzione dei segnali. Un segnale luminoso guasto deve essere riparato tempestivamente; la sua mancata funzionalità notturna può costituire omessa custodia della strada ai sensi dell'articolo 2051 del Codice Civile.

Qual è la differenza tra un segnale retroriflettente e un segnale luminoso per trasparenza?

Il segnale retroriflettente riflette passivamente la luce dei fari dei veicoli. Il segnale luminoso per trasparenza emette luce propria in modo autonomo, indipendentemente dalla luce esterna, garantendo visibilità anche in assenza di illuminazione pubblica o di fari.

Un segnale luminoso può avere una luminosità qualsiasi?

No. L'articolo 156 vieta espressamente che produca abbagliamento. La luminosità deve essere calibrata in relazione all'ambiente circostante per non alterare la capacità visiva dei conducenti che si avvicinano.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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