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Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • La separazione dei sensi di marcia si realizza con una o due strisce longitudinali bianche affiancate di uguale larghezza, con distanza reciproca non inferiore alla larghezza di una striscia.
  • La striscia continua è obbligatoria in prossimità di intersezioni, attraversamenti pedonali, curve, dossi, strettoie, passaggi a livello e nei casi in cui non si voglia consentire il sorpasso nemmeno momentaneo.
  • Due strisce affiancate (una continua e una discontinua) si usano quando uno solo dei sensi di marcia ha visibilità ridotta, consentendo il sorpasso solo dal lato della striscia discontinua.
  • Due strisce continue affiancate si tracciano su strade a più corsie per senso di marcia, quando la separazione non coincide con l'asse della carreggiata o in presenza di spartitraffico virtuale.
  • In presenza di corsie reversibili, le strisce di separazione sono discontinue e il cambio di corsia è consentito solo se autorizzato dalla segnaletica semaforica.
  • Le strisce continue possono essere interrotte in corrispondenza di strade o accessi laterali se è garantita sufficiente visibilità per le manovre di svolta.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 139 DPR 495/1992 — Strisce di separazione dei sensi di marcia

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. La separazione dei sensi di marcia si realizza mediante una o due strisce longitudinali affiancate di colore bianco e di uguale larghezza; la distanza tra le due strisce affiancate deve essere non inferiore alla larghezza di una di esse.

2. La striscia di separazione dei sensi di marcia deve essere continua: a) sulle carreggiate con una corsia per senso di marcia, allorché non si voglia consentire l'occupazione, neppure momentanea, della corsia adiacente per il sorpasso; b) in prossimità delle intersezioni a raso; c) nelle zone di attestamento; d) in prossimità degli attraversamenti pedonali e di quelli ciclabili; e) in prossimità di tratti stradali in cui la visibilità è ridotta, come nelle curve e sui dossi; f) in prossimità dei passaggi ferroviari a livello; g) in prossimità delle strettoie.

3. Lungo le curve, sui dossi e nelle strettoie, non disciplinate con senso unico alternato, la striscia continua di separazione dei sensi di marcia deve avere lunghezza tale da impedire l'occupazione della corsia adiacente, per tutto il tratto in cui la visibilità non è sufficiente.

4. Due strisce affiancate, di cui una continua ed una discontinua, devono essere impiegate allorché uno dei due sensi di marcia dispone di una distanza di visibilità ridotta (figg. da II.416 a II.424), ovvero per consentire la possibilità di sorpasso ai veicoli in uscita dalle aree di intersezione (fig. II.425); la lunghezza di tali strisce affiancate non deve essere inferiore a 30 m.

5. Nel caso di due strisce affiancate, di cui una continua ed una discontinua, la striscia continua non impedisce al conducente, che ha effettuato un sorpasso consentito, di riprendere la sua posizione normale sulla carreggiata.

6. Due strisce affiancate continue devono essere tracciate per separare i sensi di marcia nei seguenti casi: a) nelle strade a carreggiata unica a due o più corsie per senso di marcia (fig. II.426); b) quando due o più corsie nello stesso senso di marcia sono delimitate da strisce continue (fig. II.426); c) quando la separazione dei sensi di marcia non coincide con l'asse della carreggiata; d) quando si predispone uno spartitraffico, anche senza apposito manufatto, per conferire maggiore sicurezza alla circolazione distanziando i due sensi di marcia; in questo caso, se lo spazio tra le due strisce è superiore a 50 cm, esso dovrà essere evidenziato con le zebrature di cui all'articolo 150, comma

2. 7. In presenza di sistemi di regolazione del traffico con corsie reversibili, le strisce di separazione delle corsie sono discontinue, del tipo "h" di cui alla tabella dell'articolo 138, comma 3, e i conducenti possono effettuare il cambio di corsia solo se autorizzati dalla apposita segnaletica semaforica.

8. In tutti gli altri casi non previsti dal presente articolo le strisce di separazione dei sensi di marcia devono essere discontinue.

9. Le strisce continue possono essere interrotte in corrispondenza di strade o accessi laterali, sempre che sia garantita una sufficiente visibilità per le manovre di attraversamento o di svolta.

10. Le strisce longitudinali continue, connesse a strisce trasversali, che servono a delimitare gli stalli di sosta, possono essere sorpassate per la effettuazione delle manovre connesse con la sosta.

11. Per preavvisare i conducenti dell'approssimarsi di una striscia longitudinale continua di separazione dei sensi di marcia, si possono adottare strisce longitudinali discontinue del tipo "d", di cui alla tabella dell'articolo 138, comma 3.

Commento

Struttura e funzione delle strisce di separazione dei sensi di marcia

L'articolo 139 del DPR 495/1992 disciplina in modo organico e sistematico le strisce longitudinali che separano i sensi di marcia opposti sulla carreggiata. Si tratta di uno degli elementi fondamentali della segnaletica orizzontale: la striscia di mezzeria — continua o discontinua — costituisce per il conducente la linea invalicabile (o condizionatamente valicabile) che separa i flussi di traffico provenienti da direzioni opposte. Una corretta comprensione di questa segnaletica è essenziale per la sicurezza della circolazione, in quanto la violazione delle strisce continue è tra le cause più frequenti di incidenti frontali.

L'articolo si articola in undici commi che affrontano progressivamente le diverse tipologie di striscia (singola discontinua, singola continua, doppia mista, doppia continua, per corsie reversibili) e le condizioni che ne determinano l'impiego. Il regolamento dà attuazione alle disposizioni del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) in materia di segnaletica orizzontale, disciplinandone le caratteristiche tecniche e i presupposti di applicazione.

La striscia singola: continua e discontinua

Il comma 1 fissa le caratteristiche geometriche di base: una o due strisce longitudinali bianche affiancate di uguale larghezza, con distanza reciproca non inferiore alla larghezza di una di esse. La scelta tra striscia continua e discontinua dipende dalla situazione di pericolo del tratto stradale.

La striscia continua (comma 2) è obbligatoria nei seguenti casi tipizzati: a) sulle carreggiate con una corsia per senso di marcia, quando non si vuole consentire il sorpasso nemmeno momentaneo; b) in prossimità delle intersezioni a raso; c) nelle zone di attestamento; d) in prossimità degli attraversamenti pedonali e ciclabili; e) in prossimità di tratti con visibilità ridotta come curve e dossi; f) in prossimità dei passaggi ferroviari a livello; g) in prossimità delle strettoie. Questa elencazione non è esaustiva: il principio sottostante è che la striscia continua viene impiegata ovunque la visibilità o le condizioni del tracciato rendano pericolosa qualsiasi manovra di sorpasso o invasione della corsia opposta.

Il comma 3 integra la previsione relativa alle curve, ai dossi e alle strettoie non regolate a senso unico alternato: in questi tratti la striscia continua deve avere lunghezza tale da impedire l'occupazione della corsia adiacente per tutto il tratto in cui la visibilità non è sufficiente. Non è sufficiente tracciare la striscia continua solo nel punto critico: essa deve estendersi fino al recupero di una visibilità adeguata al sorpasso, affinché nessun conducente possa realisticamente valutare di effettuare il sorpasso prima di avere piena visibilità sul tratto antistante.

La doppia striscia mista: continua e discontinua affiancate

Il comma 4 disciplina il caso in cui uno solo dei due sensi di marcia abbia una distanza di visibilità ridotta. In questa situazione si impiegano due strisce affiancate, di cui una continua e una discontinua. La logica è la seguente: il conducente che si trova sul lato della striscia continua non può effettuare il sorpasso (la sua visibilità è ridotta e sarebbe pericoloso); il conducente che si trova sul lato della striscia discontinua può farlo, perché dalla sua posizione la visibilità è sufficiente. La medesima combinazione si usa per consentire il sorpasso ai veicoli in uscita dalle aree di intersezione (fig. II.425). La lunghezza minima delle strisce affiancate non deve essere inferiore a 30 metri.

Il comma 5 chiarisce un aspetto pratico importante: la striscia continua non impedisce al conducente che ha effettuato un sorpasso consentito di riprendere la sua posizione normale sulla carreggiata attraversandola. In altre parole, chi ha iniziato il sorpasso quando era sul lato discontinuo (e dunque legittimamente) può rientrare nella propria corsia attraversando la striscia continua senza incorrere in violazione: sarebbe irragionevole costringerlo a rimanere in marcia contromano.

La doppia striscia continua: i casi di applicazione

Il comma 6 elenca i casi in cui occorrono due strisce continue affiancate: a) strade a carreggiata unica con due o più corsie per senso di marcia (fig. II.426); b) quando due o più corsie dello stesso senso di marcia sono delimitate da strisce continue; c) quando la separazione dei sensi di marcia non coincide con l'asse della carreggiata; d) quando si predispone uno spartitraffico virtuale (senza manufatto fisico) per distanziare i due sensi di marcia e conferire maggiore sicurezza: in questo caso, se lo spazio tra le due strisce supera 50 cm, esso deve essere evidenziato con zebrature ai sensi dell'articolo 150, comma 2. La doppia striscia continua è quindi la soluzione più restrittiva, impiegata quando la separazione dei sensi di marcia deve essere resa visivamente inequivocabile e non deve ammettere in nessun caso il transito nella zona di separazione.

Corsie reversibili, interruzioni e preavviso

Il comma 7 si occupa delle corsie reversibili, gestite mediante segnaletica semaforica. In questi sistemi le strisce di separazione sono discontinue del tipo «h» (di cui alla tabella dell'articolo 138, comma 3): i conducenti possono cambiare corsia solo se autorizzati dal segnale semaforico apposito. Questo schema è tipico delle arterie urbane a forte traffico pendolare, dove il senso di marcia prevalente si inverte nelle ore di punta mattutine e serali.

Il comma 9 consente l'interruzione della striscia continua in corrispondenza di strade o accessi laterali, a condizione che sia garantita sufficiente visibilità per le manovre di attraversamento o svolta: l'interruzione è insomma consentita solo dove non introduce un pericolo aggiuntivo. Il comma 10 precisa che le strisce longitudinali continue connesse a stalli di sosta possono essere attraversate per le manovre di parcheggio. Il comma 11, infine, prevede la possibilità di preavvisare i conducenti dell'avvicinarsi di una striscia continua mediante strisce discontinue del tipo «d» (articolo 138, comma 3), che fungono da segnale anticipatore dell'imminente divieto di sorpasso.

Implicazioni pratiche per i conducenti

Per il conducente comune, il messaggio operativo è chiaro: una striscia continua di mezzeria non può mai essere attraversata per effettuare un sorpasso. La violazione di questa norma integra un comportamento pericoloso sanzionato dal Codice della Strada agli articoli 148 e 149. La distinzione tra striscia continua e discontinua è dunque decisiva: solo in presenza di striscia discontinua (o della striscia discontinua nel sistema misto) il sorpasso è consentito, sempre che ricorrano le altre condizioni di sicurezza previste dal Codice. È importante che ogni conducente riconosca visivamente i diversi tipi di striscia e ne comprenda le implicazioni comportamentali, anche nelle situazioni meno ovvie come la doppia striscia mista, dove il divieto è asimmetrico tra i due sensi di marcia.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Posso attraversare la striscia continua di mezzeria per sorpassare?

No. La striscia continua di separazione dei sensi di marcia non può essere attraversata per effettuare un sorpasso. Il divieto è assoluto nei tratti segnalati con striscia continua, in quanto indicano una situazione di visibilità insufficiente o un pericolo locale. Solo la striscia discontinua consente il sorpasso, quando le altre condizioni di sicurezza ricorrono.

Cosa significa la doppia striscia, una continua e una discontinua?

Indica che la visibilità è ridotta solo per uno dei due sensi di marcia. Il conducente sul lato della striscia discontinua può sorpassare; quello sul lato della striscia continua non può. Dopo il sorpasso, chi ha attraversato la striscia discontinua può rientrare nella propria corsia attraversando la striscia continua senza incorrere in violazione.

Quando si usano due strisce continue affiancate?

Su strade a più corsie per senso di marcia, quando la separazione non coincide con l'asse della carreggiata, o quando si vuole creare uno spartitraffico virtuale che garantisca una separazione più evidente tra i sensi di marcia opposti.

La striscia continua può essere interrotta?

Sì, in corrispondenza di strade o accessi laterali, a condizione che sia garantita sufficiente visibilità per le manovre di svolta o attraversamento. Può anche essere interrotta per consentire le manovre di parcheggio negli stalli delimitati da strisce longitudinali.

Come funzionano le strisce nelle corsie reversibili?

In presenza di corsie reversibili gestite con segnaletica semaforica, le strisce di separazione sono discontinue del tipo indicato dalla normativa. I conducenti possono cambiare corsia solo quando autorizzati dal segnale semaforico: è il semaforo, non la striscia, a determinare il verso di percorrenza della corsia in quel momento.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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