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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Negli istituti e luoghi della cultura sono istituiti servizi destinati al pubblico per migliorarne la fruizione.
  • Comprendono biglietteria, accoglienza, informazioni, audioguide, didattica, caffetteria, bookshop.
  • I servizi sono qualificati come aggiuntivi rispetto a quelli istituzionali.
  • Possono essere gestiti in forma diretta, in concessione o tramite contratti misti.
  • Le tariffe sono fissate in base a criteri di accessibilità economica e coerenza con la missione culturale.

Testo dell'articoloVigente

Art. 117 D.Lgs. 42/2004 — Servizi per il pubblico

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

1. Negli istituti e nei luoghi della cultura indicati all'articolo 101 possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico.

2. 2. Rientrano tra i servizi di cui al comma 1: a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali; b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario; c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali; d) la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni; e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro; f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba; g) l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonché di iniziative promozionali.

3. I servizi di cui al comma 1 possono essere gestiti in forma integrata con i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria. Qualora l'affidamento dei servizi integrati abbia ad oggetto una concessione di servizi ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera vv), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 , l'integrazione può essere realizzata anche indipendentemente dal rispettivo valore economico dei servizi considerati. È ammessa la stipulazione di contratti di appalto pubblico aventi ad oggetto uno o più servizi tra quelli di cui al comma 1 e uno o più tra i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria .

4. La gestione dei servizi medesimi è attuata nelle forme previste dall'articolo 115.

5. I canoni di concessione dei servizi sono incassati e ripartiti ai sensi dell'articolo 110. (13)

Commento

L'articolo 117 disciplina i servizi per il pubblico negli istituti culturali, cioè le attività di supporto alla fruizione che integrano le funzioni istituzionali di tutela e valorizzazione. La norma è stata cardine della trasformazione dei musei italiani da custodi statici a soggetti aperti e attrattivi.

Definizione e tipologia

I servizi per il pubblico, chiamati anche servizi aggiuntivi, comprendono: biglietteria, accoglienza e custodia interna del pubblico, prenotazione, visite guidate, audioguide, attività didattiche, caffetteria e ristorazione, vendita di pubblicazioni e gadget, organizzazione di eventi, servizi editoriali, comunicazione, marketing. Non rientrano i servizi propriamente istituzionali (conservazione, restauro, ricerca scientifica, catalogazione).

La concessione come forma prevalente

Storicamente i servizi aggiuntivi sono stati gestiti tramite concessione a soggetti privati specializzati. La Legge Ronchey (Legge 4/1993) ha inaugurato questo modello, oggi disciplinato dal Codice insieme al Codice dei Contratti Pubblici. Le grandi concessioni nazionali (Electa Mondadori, Coopculture, ecc.) hanno coperto la rete dei musei statali per decenni, con periodiche rinegoziazioni.

Il rapporto col contratto di servizio

Il contratto definisce: prestazioni dovute, standard qualitativi (orari, formazione personale, lingue parlate, prezzo dei prodotti), corrispettivi all'ente proprietario (canone fisso, royalty variabile), durata, modalità di controllo, ipotesi di revoca. La trasparenza dei contratti è oggi imposta dal D.Lgs. 33/2013 e dalla giurisprudenza amministrativa.

Tariffe e accessibilità

Le tariffe dei servizi devono essere coerenti con la missione culturale dell'istituto. Devono cioè non snaturare il principio di accessibilità: prezzi di caffetterie e bookshop di norma in linea con il mercato, ma con attenzione a non escludere il pubblico meno abbiente. Per i biglietti d'ingresso vigono criteri ministeriali (gratuità under 18, ridotti 18-25, gratuità prima domenica del mese).

Servizi e accreditamento

I servizi per il pubblico concorrono alla valutazione degli istituti nel Sistema Museale Nazionale ex articolo 114. L'assenza o l'inadeguatezza di servizi essenziali (informazioni, accessibilità, didattica) pregiudica l'accreditamento e la reputazione. La pandemia ha accelerato l'introduzione di servizi digitali (prenotazione online, biglietti elettronici, contenuti multimediali).

Profili di responsabilità

Il concessionario risponde direttamente verso il pubblico per la qualità dei servizi e verso l'ente per inadempienze contrattuali. L'ente proprietario mantiene la responsabilità ultima sulla coerenza dell'offerta con la missione culturale e sulla sicurezza dei visitatori, indipendentemente dalla forma di gestione.

Casi pratici

Caso 1: Gara per servizi museali integrati

Caso 2: Concessione e tariffe sproporzionate

Domande frequenti

Posso aprire un caffè all'interno di un museo statale?

Solo tramite concessione aggiudicata con procedura pubblica. La concessione disciplina spazi, orari, prezzi, standard qualitativi e canone. I lavori di allestimento richiedono autorizzazione della Soprintendenza.

Le audioguide sono servizio obbligatorio?

Non per legge, ma costituiscono standard di qualità raccomandato dai livelli uniformi ex articolo 114 e dal D.M. 113/2018. La loro assenza pregiudica l'accreditamento al Sistema Museale Nazionale.

Posso essere obbligato a comprare il bookshop per visitare un museo?

No, mai. Il bookshop è servizio aggiuntivo, mai prerequisito di accesso. Pratiche di vendita aggressiva o vincoli di acquisto sono illegittime e possono comportare contestazione del contratto al concessionario.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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