Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 114 L. 633/1941
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Contro il decreto di espropriazione, per ragioni di interesse dello Stato è ammesso ricorso in sede giurisdizionale al Consiglio di Stato, tranne per le controversie riguardanti l'ammontare delle indennità, le quali rimangono di competenza dell'autorità giudiziaria.
Fonte: Normattiva.it.
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 114 della legge 22 aprile 1941, n. 633, va letto come tassello conclusivo di un microsistema che la legge sul diritto d'autore dedica a una ipotesi tanto rara quanto teoricamente significativa: l'espropriazione dei diritti di utilizzazione economica dell'opera dell'ingegno per ragioni di interesse dello Stato. Mentre le norme che precedono individuano il presupposto sostanziale dell'ablazione e il meccanismo di determinazione del corrispettivo, l'art. 114 si occupa del versante processuale, stabilendo a quale giudice il privato possa rivolgersi e con quale oggetto. La disposizione, pur stringata, condensa una delle scelte piu classiche del nostro ordinamento in tema di tutela giurisdizionale: la ripartizione delle controversie tra giudice amministrativo e giudice ordinario in funzione della situazione giuridica soggettiva fatta valere.
L'espropriazione dei diritti d'autore: un istituto eccezionale
Il diritto di utilizzazione economica dell'opera ha natura patrimoniale e, in quanto tale, e suscettibile in via di principio di vicende ablatorie analoghe a quelle che colpiscono la proprieta dei beni materiali. La legge sul diritto d'autore prevede tuttavia che lo Stato possa procedere a un simile sacrificio solo quando ricorra un interesse pubblico preminente, tipicamente legato all'esigenza di garantire la libera diffusione di un'opera ritenuta di particolare rilievo culturale o sociale. Si tratta di una facolta che la prassi conosce in misura del tutto marginale, ma la cui previsione conferma il bilanciamento costante che il legislatore opera tra la tutela del creatore e l'interesse della collettivita all'accesso alla cultura. L'art. 114 presuppone dunque un decreto gia adottato e disciplina cio che accade dopo: il momento in cui l'autore, o i suoi aventi causa, intendano reagire.
Il ricorso al Consiglio di Stato
La norma stabilisce che contro il decreto di espropriazione e ammesso ricorso in sede giurisdizionale al Consiglio di Stato. La scelta non e casuale. L'atto con cui lo Stato dispone l'ablazione del diritto e un provvedimento amministrativo, espressione di un potere autoritativo; di fronte ad esso la posizione del privato si atteggia come interesse legittimo, ossia come pretesa al corretto esercizio del potere e alla legittimita dell'atto. Coerentemente, la tutela e affidata al giudice amministrativo, chiamato a sindacare i vizi tipici del provvedimento: incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere. Va precisato che il riferimento testuale al Consiglio di Stato risente dell'assetto del 1941, quando la giustizia amministrativa di primo grado non era ancora articolata nei tribunali amministrativi regionali; l'odierno sistema di giustizia amministrativa, costruito sul doppio grado, va inteso come naturale evoluzione del meccanismo di tutela che la norma intendeva assicurare.
La riserva al giudice ordinario sull'indennita
Il secondo profilo regolato dall'articolo e di segno opposto. Le controversie riguardanti l'ammontare dell'indennita restano di competenza dell'autorita giudiziaria ordinaria. La ragione e limpida: una volta che il potere ablatorio si e legittimamente esercitato, la pretesa al giusto corrispettivo non e piu un interesse al corretto esercizio del potere, bensi un vero e proprio diritto soggettivo patrimoniale, che misura il valore economico di cio che e stato sacrificato. Su questo diritto la cognizione spetta al giudice ordinario, secondo il criterio generale che governa il riparto di giurisdizione in materia espropriativa. La norma, pertanto, scinde nettamente i due piani: la legittimita dell'ablazione davanti al giudice amministrativo, la congruita dell'indennizzo davanti al giudice ordinario.
La logica del riparto di giurisdizione
L'art. 114 e un'applicazione paradigmatica del criterio di riparto fondato sulla situazione giuridica soggettiva. Dove si controverte sull'esistenza e sui limiti del potere ablatorio, viene in rilievo l'interesse legittimo e la cognizione spetta al giudice amministrativo; dove invece si discute del quantum dovuto a fronte di un'ablazione ormai consolidata, riemerge il diritto soggettivo e la competenza torna al giudice ordinario. Questo schema, comune all'intera materia espropriativa, garantisce che ciascuna situazione trovi il giudice naturale piu coerente con la sua struttura. La doppia tutela non significa frammentazione disordinata, ma allocazione razionale della cognizione in funzione di cio che concretamente si chiede.
Il bilanciamento con i diritti del creatore
Sullo sfondo della disposizione vi e una tensione che attraversa tutto il diritto d'autore: quella fra l'esclusiva riconosciuta al creatore e l'interesse generale alla circolazione delle opere. L'espropriazione e lo strumento limite con cui l'ordinamento puo, in casi estremi, far prevalere l'interesse pubblico; ma proprio perche incide su una posizione costituzionalmente protetta, il sistema circonda tale potere di garanzie: la necessita di un interesse statale qualificato, il diritto a un'indennita e, appunto, una tutela giurisdizionale articolata su due fronti. L'art. 114, lungi dall'essere norma di mero dettaglio processuale, e quindi un presidio di garanzia che assicura al titolare dei diritti di non restare privo di rimedi.
Rilievo pratico e collocazione sistematica
Sul piano applicativo l'istituto e quasi teorico: l'espropriazione dei diritti d'autore per interesse dello Stato e ipotesi che la realta conosce di rado. Cio non toglie che la norma conservi un valore sistematico, perche testimonia come il legislatore del 1941 avesse gia chiara la natura patrimoniale e, dunque, espropriabile dei diritti di utilizzazione economica, e come avesse predisposto un modello di tutela coerente con i principi generali del processo amministrativo e civile. Per il professionista, l'art. 114 e soprattutto un utile banco di prova per comprendere il meccanismo del riparto di giurisdizione e la distinzione fra annullamento dell'atto e liquidazione dell'indennizzo, schema che si ripropone in molte altre materie ablative.
Casi pratici
Caso 1: il ricorso contro il decreto
Tizio, autore di un'opera ritenuta di rilievo culturale, riceve un decreto che ne espropria i diritti di utilizzazione economica per ragioni di interesse dello Stato. Ritenendo che il provvedimento sia viziato da difetto dei presupposti, Tizio impugna il decreto davanti al giudice amministrativo per ottenerne l'annullamento: in questa sede la controversia verte sulla legittimita dell'atto, non sul valore economico del diritto sacrificato.
Caso 2: la disputa sull'indennita
Caio non contesta la legittimita dell'espropriazione ma ritiene del tutto inadeguata l'indennita liquidata dall'amministrazione. In questo caso la pretesa ha natura di diritto soggettivo patrimoniale e Caio si rivolge al giudice ordinario perche sia rideterminato il giusto corrispettivo, secondo il criterio che riserva a quel giudice le controversie sul quantum indennitario.
Domande frequenti
Cosa disciplina l'art. 114 della legge sul diritto d'autore?
Disciplina i rimedi giurisdizionali contro il decreto con cui lo Stato espropria, per ragioni di interesse pubblico, i diritti di utilizzazione economica di un'opera dell'ingegno.
A quale giudice ci si rivolge contro il decreto di espropriazione?
Contro il provvedimento ablatorio e ammesso ricorso in sede giurisdizionale al giudice amministrativo, che ne sindaca la legittimita, trattandosi di una posizione di interesse legittimo.
Chi decide sull'ammontare dell'indennita?
Le controversie sul quantum dell'indennita sono riservate all'autorita giudiziaria ordinaria, perche attengono a un diritto soggettivo patrimoniale.
Perche la tutela e ripartita tra due giudici diversi?
Perche la legittimita dell'atto ablatorio coinvolge un interesse legittimo (giudice amministrativo), mentre la determinazione del corrispettivo riguarda un diritto soggettivo (giudice ordinario).
L'espropriazione dei diritti d'autore e frequente?
No, e un istituto del tutto eccezionale: presuppone un preminente interesse dello Stato e nella prassi trova applicazione assai rara.