Testo dell'articoloVigente
Art. 112 DPR 495/1992 – Segnale di intersezione con diritto di precedenza
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Il segnale INTERSEZIONE CON DIRITTO DI PRECEDENZA (fig. II.43/a) deve essere usato sulle strade extraurbane e, ove ritenuto necessario, su quelle urbane, per presegnalare una intersezione con strade subordinate.
2. Il segnale prevede due varianti qualora la strada subordinata si immetta solo da destra (fig. II.43/b) o da sinistra (fig. II.43/c) denominata INTERSEZIONE A "T", ed altre due varianti denominate CONFLUENZA, qualora la strada subordinata si immetta con corsia di accelerazione da destra (fig. II.43/d) o da sinistra (fig. II.43/e).
3. Sulle strade subordinate devono essere installati i segnali che indicano l'obbligo di dare la precedenza… o di fermarsi e dare la precedenza.
In sintesi
Indice dei contenuti
La funzione del segnale: presegnalazione e gerarchia stradale
Il segnale «INTERSEZIONE CON DIRITTO DI PRECEDENZA» appartiene alla categoria dei segnali di pericolo, ed è uno degli strumenti fondamentali per gestire la gerarchia delle precedenze sulle strade italiane. Il suo messaggio è: «tu hai la precedenza, ma stai per incontrare un'immissione: aumenta l'attenzione».
Questo segnale si collega direttamente alle norme del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) che regolano le precedenze nelle intersezioni (in particolare gli artt. 145 e 146 del Codice), traducendo in forma grafica e preventiva la gerarchia già stabilita dalla legge. L'art. 112 del DPR 495/1992 ne disciplina le condizioni d'uso, le varianti e il corredo di segnaletica complementare.
Dove si usa: strade extraurbane e, quando necessario, urbane
Il comma 1 stabilisce che il segnale è obbligatorio sulle strade extraurbane in presenza di intersezioni con strade subordinate. La ratio è evidente: in extraurbano la velocità di percorrenza è più elevata, la visibilità dell'incrocio può essere limitata da curve, vegetazione o dislivelli, e il conducente ha bisogno di un preavviso adeguato.
Sulle strade urbane il segnale è invece facoltativo («ove ritenuto necessario»): la velocità ridotta, la segnalazione orizzontale e la familiarità dei conducenti con la rete locale rendono spesso sufficiente la sola presenza del segnale di «dare precedenza» o dello «stop» sulla strada subordinata. L'ente proprietario della strada valuta caso per caso la necessità della presegnalazione.
Le quattro varianti grafiche: geometria dell'incrocio nel simbolo
Il comma 2 descrive quattro varianti del segnale, ciascuna rappresentante una diversa geometria dell'intersezione:
La variante fig. II.43/b («intersezione a T» con immissione da destra) si usa quando una sola strada secondaria si innesta sulla principale provenendo da destra. La variante fig. II.43/c è speculare, per immissione da sinistra. Queste varianti hanno forma tipicamente di freccia o di incrocio stilizzato che mostra la geometria reale.
Le varianti fig. II.43/d ed II.43/e rappresentano invece le «confluenze»: si tratta di immissioni in cui la strada secondaria non incontra direttamente la principale con una corsia d'intersezione a raso, ma con una corsia di accelerazione, cioè una rampa che permette al veicolo che si immette di raggiungere la velocità del traffico principale prima di inserirsi nel flusso. Questa situazione è tipica degli svincoli delle tangenziali e delle strade extraurbane a più corsie. Il segnale di confluenza avverte il conducente sulla corsia principale che un flusso si sta immettendo alla sua destra (o sinistra) senza obbligo di stop o dare precedenza a raso: la «precedenza» è garantita dalla struttura stessa della corsia di accelerazione.
La segnaletica sulla strada subordinata: l'obbligo speculare
Il comma 3 chiude il sistema: non basta segnalare sulla strada principale che c'è un'intersezione con diritto di precedenza. Sulla strada secondaria che si immette devono essere installati i segnali che indicano l'obbligo di cedere il passo. Le due opzioni sono:
- Il segnale «dare precedenza» (triangolo rovesciato con bordo rosso, art. 106 del regolamento): il conducente deve fermarsi o rallentare quanto necessario per lasciare passare i veicoli sulla strada principale, ma non è tenuto ad arrestarsi completamente se la strada è libera.
- Il segnale «stop - fermarsi e dare la precedenza» (ottagono rosso, art. 107 del regolamento): il conducente deve fermarsi completamente prima di immettersi, anche se la strada principale appare libera. Lo stop è prescritto quando le condizioni di visibilità o la pericolosità dell'incrocio richiedono un arresto obbligatorio.
La scelta tra i due segnali sulla strada subordinata è una decisione tecnica dell'ente proprietario basata su visibilità, velocità di percorrenza, frequenza del traffico e incidentalità storica dell'intersezione.
Conseguenze pratiche per il conducente
Per il conducente che guida sulla strada principale e incontra il segnale di «intersezione con diritto di precedenza», il messaggio è chiaro: ha il diritto di precedenza, ma deve aumentare l'attenzione perché un veicolo potrebbe immettersi dalla destra (o dalla sinistra). Non è un'autorizzazione a non curarsi dell'intersezione: la prudenza rimane sempre dovuta.
Per il conducente sulla strada subordinata, la presenza dello stop o del dare precedenza è vincolante. Procedere senza rispettare i segnali costituisce violazione dell'art. 145 del Codice della Strada (norme sulla precedenza), con le sanzioni previste da quella norma primaria. Il regolamento disciplina i segnali, il Codice commina le conseguenze del loro mancato rispetto.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Qual è la differenza tra il segnale di 'intersezione con diritto di precedenza' e quello di 'precedenza'?
Sono due segnali distinti con funzioni opposte. Il segnale di 'intersezione con diritto di precedenza' (art. 112 del regolamento) è installato sulla strada principale e segnala al suo utente che ha la precedenza rispetto alle strade secondarie. Il segnale di 'precedenza' (o 'dare precedenza', art. 106) è installato invece sulla strada subordinata e indica al suo utente che deve cedere il passo.
Il segnale è obbligatorio anche nelle città?
Sulle strade extraurbane è obbligatorio. In ambito urbano è facoltativo: l'ente proprietario lo installa 'ove ritenuto necessario', valutando velocità, visibilità e traffico. Nelle strade urbane spesso la presenza dello stop o del dare precedenza sulla strada subordinata è ritenuta sufficiente.
Cosa indica la variante 'CONFLUENZA' rispetto alla normale intersezione a T?
La confluenza (varianti fig. II.43/d e II.43/e) indica che la strada secondaria si immette con una corsia di accelerazione, non con un incrocio a raso. Il veicolo che si immette guadagna velocità sulla rampa prima di inserirsi nel flusso principale. È la situazione tipica degli svincoli autostradali e delle tangenziali. La normale intersezione a T indica invece un innesto diretto senza corsia di accelerazione.
Se supero uno stop su una strada subordinata, qual è la sanzione?
La violazione dell'obbligo di fermarsi allo stop è disciplinata dall'art. 145 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che stabilisce le norme sulla precedenza. Il regolamento DPR 495/1992 descrive i segnali; il Codice commina le sanzioni. Per i dettagli sugli importi e le decurtazioni di punti occorre fare riferimento direttamente all'art. 145 del Codice nella versione vigente.
Chi decide se installare lo stop o il 'dare precedenza' sulla strada subordinata?
L'ente proprietario della strada (Comune, Provincia, ANAS) valuta le caratteristiche dell'intersezione: condizioni di visibilità, velocità di percorrenza, frequenza del traffico, storico degli incidenti. Lo stop è prescritto quando la pericolosità impone un arresto completo obbligatorio; il dare precedenza è sufficiente quando la visibilità è buona e il conducente può valutare autonomamente la sicurezza dell'immissione.