- Il Direttore dell'ANBSC ha rappresentanza legale e convoca Consiglio direttivo e Comitato consultivo.
- L'Agenzia coadiuva l'autorità giudiziaria fino alla confisca della corte d'appello, poi gestisce direttamente.
- Per beni improduttivi o pericolosi il Consiglio direttivo delibera distruzione o demolizione.
- Il Direttore riferisce semestralmente ai Ministri dell'interno e della giustizia.
Testo dell'articoloVigente
Art. 112 D.Lgs. 159/2011 — Attribuzioni degli organi dell’Agenzia
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia
1. Il Direttore dell'Agenzia ne assume la rappresentanza legale, può nominare uno o più delegati anche con poteri di rappresentanza, convoca con frequenza periodica il Consiglio direttivo e il Comitato consultivo di indirizzo e stabilisce l'ordine del giorno delle sedute. Provvede altresì all'attuazione degli indirizzi e delle linee guida di cui al comma 4, lettera d), e presenta al Consiglio direttivo il bilancio preventivo e il conto consuntivo. Il Direttore riferisce periodicamente ai Ministri dell'interno e della giustizia e presenta una relazione semestrale sull'attività svolta dall'Agenzia, fermo restando quanto previsto dall'articolo 49, comma 1, ultimo periodo.
2. L'Agenzia coadiuva l'autorità giudiziaria nella gestione fino al provvedimento di confisca emesso dalla corte di appello e adotta i provvedimenti di destinazione dei beni confiscati per le prioritarie finalità istituzionali e sociali, secondo le modalità indicate dal libro I, titolo III, capo III. Nelle ipotesi previste dalle norme in materia di tutela ambientale e di sicurezza, ovvero quando il bene sia improduttivo, oggettivamente inutilizzabile, non destinabile o non alienabile, l'Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti di distruzione o di demolizione.
3. L'Agenzia, per le attività connesse all'amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati anche in via non definitiva, nonché per il monitoraggio sul corretto utilizzo dei beni assegnati, si avvale delle prefetture-uffici territoriali del Governo territorialmente competenti presso le quali è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un apposito nucleo di supporto. Con decreto del Ministro dell'interno sono definiti la composizione di ciascun nucleo di supporto ed il relativo contingente di personale, secondo criteri di flessibilità e modularità che tengano conto anche della presenza significativa, nel territorio di riferimento, di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. I prefetti, con il provvedimento di costituzione del nucleo di supporto, individuano, sulla base di linee guida adottate dal Consiglio direttivo dell'Agenzia, le altre amministrazioni, gli enti e le associazioni che partecipano alle attività del nucleo con propri rappresentanti.
4. 4. L'Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo: a) utilizza i flussi acquisiti attraverso il proprio sistema informativo per facilitare le collaborazioni tra amministratori giudiziari e tra coadiutori e favorire, su tutto il territorio nazionale in modo particolare per le aziende, l'instaurazione e la prosecuzione di rapporti commerciali tra le imprese sequestrate o confiscate; b) predispone meccanismi di intervento per effettuare, ove l'amministratore giudiziario lo richieda, l'analisi aziendale e verificare la possibilità di prosecuzione o ripresa dell'attività imprenditoriale ovvero avviare procedure di liquidazione o di ristrutturazione del debito; c) stipula protocolli di intesa con le strutture interessate e con le associazioni di categoria per l'individuazione di professionalità necessarie per la prosecuzione o la ripresa dell'attività d'impresa anche avvalendosi dei nuclei territoriali di supporto istituiti presso le prefetture-uffici territoriali del Governo; c-bis) provvede all'istituzione, in relazione a particolari esigenze, fino a un massimo di quattro sedi secondarie, in regioni ove sono presenti in quantità significativa beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 110, comma 1; d) previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo, emana le linee guida interne che intende seguire sia per fornire ausilio all'autorità giudiziaria, sia per stabilire la destinazione dei beni confiscati; indica, in relazione ai beni aziendali, gli interventi necessari per salvaguardare il mantenimento del valore patrimoniale e i livelli occupazionali e, in relazione ai beni immobili, gli interventi utili per incrementarne la redditività e per agevolare la loro eventuale devoluzione allo Stato liberi da pesi e oneri, anche prevedendo un'assegnazione provvisoria ai sensi dell'articolo 110, comma 2, lettera b); e) previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo, predispone protocolli operativi su base nazionale per concordare con l'Associazione bancaria italiana (ABI) e con la Banca d'Italia modalità di rinegoziazione dei rapporti bancari già in essere con le aziende sequestrate o confiscate; f) richiede all'autorità di vigilanza di cui all'articolo 110, comma 1, l'autorizzazione a utilizzare gli immobili di cui all'articolo 48, comma 3, lettera b); g) richiede la modifica della destinazione d'uso del bene confiscato, in funzione della valorizzazione dello stesso o del suo utilizzo per finalità istituzionali o sociali, anche in deroga agli strumenti urbanistici; h) approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo; i) verifica l'utilizzo dei beni da parte dei privati e degli enti pubblici, conformemente ai provvedimenti di assegnazione e di destinazione; verifica in modo continuo e sistematico, avvalendosi delle prefetture-uffici territoriali del Governo e, ove necessario, delle Forze di polizia, la conformità dell'utilizzo dei beni, da parte dei privati e degli enti pubblici, ai provvedimenti di assegnazione e di destinazione. Il prefetto riferisce semestralmente all'Agenzia sugli esiti degli accertamenti effettuati; l) revoca il provvedimento di assegnazione e destinazione nel caso di mancato o difforme utilizzo del bene rispetto alle finalità indicate nonché negli altri casi stabiliti dalla legge; m) previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo, sottoscrive convenzioni e protocolli con pubbliche amministrazioni, regioni, enti locali, ordini professionali, enti e associazioni per le finalità del presente decreto; n) adotta un regolamento di organizzazione interna.
5. 5. Il Comitato consultivo di indirizzo: a) esprime parere sugli atti di cui al comma 4, lettere d), e) … ed m); b) può presentare proposte e fornire elementi per fare interagire gli amministratori giudiziari delle aziende, ovvero per accertare, su richiesta dell'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, la disponibilità degli enti territoriali, delle associazioni e delle cooperative di cui all'articolo 48, comma 3, lettera c), a prendere in carico i beni immobili, che non facciano parte di compendio aziendale, sin dalla fase del sequestro; c) esprime pareri su specifiche questioni riguardanti la destinazione e l'utilizzazione dei beni sequestrati o confiscati nonché su ogni altra questione che venga sottoposta ad esso dal Consiglio direttivo, dal Direttore dell'Agenzia o dall'autorità giudiziaria.
6. Il Collegio dei revisori svolge i compiti di cui all' articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 . (20)
Stesso numero, altri codici
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In sintesi
L'art. 112 disciplina le attribuzioni dei singoli organi dell'ANBSC. È la norma che descrive in concreto chi fa cosa all'interno dell'Agenzia e come si articolano i poteri di rappresentanza, gestione e controllo.
Le funzioni del Direttore
Il Direttore ne assume la rappresentanza legale, può nominare uno o più delegati anche con poteri di rappresentanza, convoca con frequenza periodica il Consiglio direttivo e il Comitato consultivo di indirizzo e stabilisce l'ordine del giorno delle sedute. Provvede inoltre all'attuazione degli indirizzi e delle linee guida, e presenta al Consiglio direttivo il bilancio preventivo e il conto consuntivo.
La reportistica periodica
Il Direttore riferisce periodicamente ai Ministri dell'interno e della giustizia e presenta una relazione semestrale sull'attività svolta dall'Agenzia. È uno degli strumenti di rendicontazione che si affiancano alla relazione del Ministro dell'interno al Parlamento ex art. 109.
L'attività di coadiuvazione
Il comma 2 stabilisce che l'Agenzia coadiuva l'autorità giudiziaria nella gestione fino al provvedimento di confisca emesso dalla corte d'appello. Dopo la confisca, l'Agenzia adotta i provvedimenti di destinazione dei beni confiscati per le prioritarie finalità istituzionali e sociali, secondo le modalità del libro I, titolo III, capo III del Codice.
I beni improduttivi o pericolosi
Nelle ipotesi di tutela ambientale, sicurezza, o quando il bene sia improduttivo, oggettivamente inutilizzabile, non destinabile o non alienabile, l'Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti di distruzione o di demolizione. È la soluzione residuale per le situazioni patrimoniali compromesse.
Funzioni residuali del comma 3 e seguenti
I commi successivi disciplinano le ulteriori attribuzioni dell'Agenzia: l'individuazione di criteri di gestione delle aziende confiscate, il coordinamento con gli amministratori giudiziari, le linee guida sulla professionalità dei coadiutori, la collaborazione con l'Agenzia del demanio e con i Ministeri di settore per la destinazione finale dei beni.
Rapporto con il Consiglio direttivo
Il Direttore esegue gli indirizzi del Consiglio direttivo, che è organo collegiale di governance. Le decisioni di maggiore rilievo (linee guida, bilancio, delibere di distruzione) sono assunte collegialmente, mentre l'amministrazione corrente è affidata al Direttore. È uno schema tipico di governance duale.
Il rapporto tra Direttore e Consiglio direttivo
L'equilibrio tra direzione monocratica e organo collegiale è uno dei tratti caratterizzanti della governance ANBSC. Il Direttore esegue gli indirizzi del Consiglio e gli rende conto periodicamente; il Consiglio fissa gli orientamenti generali, approva il bilancio e delibera sui provvedimenti di maggiore rilievo. La prassi ha consolidato uno schema di interazione fluido, con riunioni periodiche e gruppi di lavoro su tematiche specifiche.
Profili di controllo esterno
L'attività degli organi dell'Agenzia è soggetta alla giurisdizione contabile della Corte dei conti e, per profili di legittimità amministrativa, al sindacato del giudice amministrativo. Le delibere del Consiglio direttivo sono pubblicate sul sito istituzionale secondo gli obblighi di trasparenza del D.Lgs. 33/2013. Il sistema di controlli, esterno e interno, è funzionale alla credibilità dell'Agenzia.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Bilancio preventivo annuale
Caso 2: Caso 2 — Delibera di demolizione
Domande frequenti