Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2597 c.c. – Obbligo di contrattare nel caso di monopolio

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Chi esercita un’impresa in condizione di monopolio legale ha l’obbligo di contrattare con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell’impresa, osservando la parità di trattamento.

In sintesi

  • Chi esercita un'impresa in regime di monopolio legale ha l'obbligo di contrattare con qualsiasi richiedente.
  • L'obbligo riguarda le prestazioni che formano oggetto specifico dell'impresa monopolistica.
  • Il monopolista deve rispettare la parità di trattamento tra tutti i richiedenti.
  • La norma è posta a tutela degli utenti che non dispongono di alternative sul mercato.
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Ratio

L'art. 2597 c.c. risponde a una necessità di tutela degli utenti che si trovano in una condizione di dipendenza strutturale dal monopolista legale: non avendo alternative sul mercato, rischiano di essere discriminati o esclusi dalla fruizione di servizi essenziali. Il legislatore ha quindi introdotto un'eccezione al principio di libertà contrattuale, imponendo al monopolista l'obbligo di contrattare con chiunque ne faccia richiesta nelle forme ordinarie. Questo obbligo, denominato in dottrina «obbligo a contrarre», bilancia il privilegio concesso dallo Stato al monopolista (riserva esclusiva di mercato) con un dovere speculare nei confronti degli utenti. La parità di trattamento garantisce che l'obbligo sia effettivo e non aggirato mediante condizioni discriminatorie.

Analisi

La norma si applica esclusivamente al «monopolio legale», ossia quello istituito per legge (non di fatto), come avveniva storicamente per le Ferrovie dello Stato, le Poste, l'ENEL o il telefono. Il monopolio legale attribuisce all'impresa la riserva esclusiva di un'attività; in contropartita, il legislatore impone l'obbligo a contrarre. Le prestazioni oggetto dell'obbligo sono quelle che «formano oggetto dell'impresa», ossia il core business del monopolio. Il principio di parità di trattamento vieta condizioni contrattuali diverse per soggetti in posizione analoga; non esclude però la possibilità di differenziare le condizioni quando vi siano differenze obiettive tra utenti (es. consumi, localizzazione).

Quando si applica

La norma si applica quando il soggetto che esercita il monopolio legale rifiuta di contrattare con un richiedente o gli offre condizioni deteriori rispetto ad altri utenti in posizione analoga. Il richiedente può agire in giudizio per ottenere l'adempimento dell'obbligo a contrarre, eventualmente con decreto ingiuntivo o ricorso cautelare d'urgenza (art. 700 c.p.c.). Con la progressiva liberalizzazione dei mercati, il campo di applicazione dell'art. 2597 c.c. si è ridotto, lasciando spazio alla normativa antitrust sull'abuso di posizione dominante (art. 3 l. 287/1990 e art. 102 TFUE).

Connessioni

L'art. 2597 c.c. si collega all'art. 2595 c.c. (principio generale sui limiti della concorrenza), all'art. 1336 c.c. (offerta al pubblico, che impone l'accettazione a chiunque accetti le condizioni esposte) e all'art. 2 l. 287/1990 (abuso di posizione dominante). In ambito UE, l'art. 102 TFUE vieta al monopolista di posizione dominante di rifiutare forniture o imporre condizioni inique. Rilevante anche la disciplina dei servizi di interesse economico generale (SIEG) ex art. 14 TFUE e Protocollo n. 26.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio è titolare di un piccolo esercizio commerciale e chiede all'unico gestore postale in regime di monopolio legale di ritirare i propri pacchi. Il gestore rifiuta sostenendo che Tizio non raggiunge i volumi minimi previsti per i clienti business. Il rifiuto viola l'art. 2597 c.c., che impone di contrattare con chiunque richieda le prestazioni dell'impresa monopolistica, senza distinzioni non giustificate.

Caso 2: Caso 2

Caio e Sempronio sono entrambi distributori di gas naturale in un comune servito da un unico gestore della rete in monopolio legale. Il gestore impone a Caio tariffe di accesso alla rete più elevate rispetto a Sempronio per ragioni non giustificate. Caio può agire in giudizio invocando la violazione del principio di parità di trattamento sancito dall'art. 2597 c.c. e dalle norme di settore.

Domande frequenti

Cos'è il monopolio legale ai sensi dell'art. 2597 c.c.?

È il regime in cui la legge riserva esclusivamente a un'impresa (pubblica o privata) l'esercizio di una determinata attività economica in un territorio. Si distingue dal monopolio di fatto, che nasce dalla dinamica di mercato senza riserva legale.

Il monopolista può rifiutarsi di contrattare in qualche caso?

L'obbligo a contrarre riguarda le prestazioni che formano oggetto dell'impresa. Il monopolista può rifiutare richieste che esulano dal proprio core business o che siano tecnicamente impossibili da soddisfare, ma non può rifiutare per ragioni discriminatorie o anticoncorrenziali.

Cosa significa parità di trattamento nell'art. 2597 c.c.?

Il monopolista deve applicare le stesse condizioni contrattuali a utenti in posizione analoga. Può invece differenziare le condizioni quando esistano differenze oggettive e giustificate tra richiedenti (es. volumi, distanza, tipologia di servizio richiesto).

L'art. 2597 c.c. si applica ancora oggi con i mercati liberalizzati?

Il campo di applicazione si è ridotto con le liberalizzazioni (energia, telecomunicazioni, poste). Nei settori liberalizzati, le tutele degli utenti sono affidate principalmente alla normativa antitrust (l. 287/1990 e art. 102 TFUE) e alla regolazione settoriale.

Quale rimedio ha l'utente se il monopolista rifiuta di contrattare?

L'utente può agire in giudizio per ottenere l'adempimento dell'obbligo a contrarre, con eventuale ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. per ottenere in via cautelare la stipula del contratto o la cessazione della condotta discriminatoria.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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