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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con l’ordinanza n. 274 del 2019 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri sollevato da due senatori, che lamentavano l’inserimento di una norma sulle trivelle, asseritamente estranea al decreto-legge in conversione, in violazione delle loro prerogative.

Di cosa si tratta

In sede di conversione del decreto-legge n. 135 del 2018 era stato inserito l’emendamento poi divenuto art. 11-ter, che sospendeva i permessi di ricerca di idrocarburi e modificava la relativa disciplina (la cosiddetta questione trivelle). Due senatori sostenevano che si trattasse di una norma intrusa, estranea al contenuto del decreto, introdotta in spregio alle loro prerogative parlamentari.

La questione di legittimità costituzionale

I senatori Collina e Manca hanno sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, deducendo la violazione degli artt. 67, 68, 70, 71 e 72 della Costituzione, anche in relazione all’art. 77, per un asserito abuso del procedimento legislativo nell’inserimento dell’emendamento eterogeneo.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Pur riconoscendo che il singolo parlamentare può sollevare conflitto a tutela delle proprie prerogative, ha ribadito che la legittimazione è rigorosamente circoscritta ai vizi che determinano violazioni manifeste, rilevabili già in sede di sommaria delibazione. Nel caso concreto l’eterogeneità dell’emendamento era solo asserita e non era mancato il confronto parlamentare.

Il principio

Il singolo parlamentare può difendere in giudizio le proprie prerogative solo allegando violazioni manifeste ed evidenti già in sede di sommaria delibazione; la mera asserzione dell’eterogeneità di un emendamento, in presenza di un effettivo dibattito parlamentare, non rende ammissibile il conflitto.

Domande e risposte

Che cos’è una norma intrusa?

È una disposizione introdotta in sede di conversione di un decreto-legge priva di collegamento contenutistico o funzionale con il testo originario.

Il singolo parlamentare può sollevare conflitto di attribuzione?

Sì, a tutela delle proprie prerogative, ma solo per violazioni manifeste ed evidenti già a un primo esame sommario.

Perché il conflitto è stato dichiarato inammissibile?

Perché l’eterogeneità dell’emendamento era solo affermata e dal ricorso risultava comunque svolto un confronto parlamentare, con lo stralcio di altri emendamenti per difetto di omogeneità.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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