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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2123 c.c. – Forme di previdenza

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Salvo patto contrario, l’imprenditore che ha compiuto volontariamente atti di previdenza può dedurre dalle somme da lui dovute a norma degli articoli 2110, 2111 e 2120 quanto il prestatore di lavoro ha diritto di percepire per effetto degli atti medesimi.

Se esistono fondi di previdenza formati con il contributo dei prestatori di lavoro, questi hanno diritto alla liquidazione della propria quota, qualunque sia la causa della cessazione del contratto.

In sintesi

  • Deducibilita volontaria: se l'imprenditore ha compiuto atti di previdenza volontari (polizze, fondi integrativi), puo dedurre dalle indennita dovute ex artt. 2110, 2111 e 2120 quanto il lavoratore gia percepisce da tali atti.
  • Patto contrario ammesso: le parti possono escludere la deducibilita con accordo espresso, rendendo cumulabili le due fonti di copertura.
  • Fondi con contributo del lavoratore: se il fondo e stato alimentato anche dai lavoratori, ciascuno ha sempre diritto alla liquidazione della propria quota, qualunque sia la causa della cessazione del rapporto.
  • Principio di non duplicazione: la norma evita che l'imprenditore paghi due volte per la stessa finalita previdenziale.
  • Tutela della quota individuale: la parte del fondo riconducibile ai versamenti del lavoratore non puo essere trattenuta ne dedotta dall'indennita legale.
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Finalita e collocazione sistematica

L'art. 2123 c.c. si inserisce nel quadro delle tutele economiche del lavoratore dipendente disciplinate dal Titolo II del Libro V del Codice Civile. La norma affronta un problema concreto di duplicazione: quando il datore di lavoro ha istituito forme integrative di previdenza, polizze, fondi aziendali, casse mutua, e sopraggiunge un evento (malattia, infortunio, cessazione del rapporto) che da diritto sia alle prestazioni previdenziali volontarie sia alle indennita legali, si pone la questione se il lavoratore possa cumulare le due erogazioni.

La regola della deducibilita e il suo fondamento

Il primo comma introduce una regola dispositiva: salvo patto contrario, l'imprenditore puo dedurre dalle somme dovute a norma degli artt. 2110 (malattia e infortunio), 2111 (richiamo alle armi e altri impedimenti) e 2120 (TFR) quanto il lavoratore abbia gia ricevuto per effetto degli atti di previdenza volontari. Il legislatore ha voluto impedire un arricchimento ingiustificato: se Tizio ha gia ottenuto un'indennita di malattia dal fondo aziendale finanziato esclusivamente dal datore, sarebbe iniquo che ricevesse per intero anche l'integrazione salariale prevista dall'art. 2110.

Il patto contrario e la liberta negoziale

La norma e derogabile: le parti, individualmente nel contratto individuale o collettivamente tramite CCNL, possono stabilire che le prestazioni previdenziali volontarie si aggiungano a quelle legali senza alcuna decurtazione. Questa previsione valorizza il ruolo della contrattazione collettiva nel migliorare le condizioni economiche del lavoratore oltre i minimi legali.

I fondi con contribuzione bilaterale

Il secondo comma introduce una distinzione fondamentale: i fondi di previdenza alimentati anche con i contributi dei lavoratori hanno una natura giuridica parzialmente diversa. La quota versata dal lavoratore e, per cosi dire, di sua proprieta: qualunque sia la causa della cessazione del contratto (licenziamento, dimissioni, scadenza, risoluzione consensuale), il lavoratore ha sempre diritto alla liquidazione della propria quota. L'imprenditore non puo quindi dedurre tale quota dalle indennita legali, perche non rappresenta un atto di previdenza dell'imprenditore ma un risparmio forzoso del lavoratore.

Distinzione tra atti volontari e previdenza obbligatoria

L'art. 2123 riguarda esclusivamente atti di previdenza volontari compiuti dall'imprenditore. Non si applica ai contributi previdenziali obbligatori versati all'INPS o ad altri enti pubblici, che seguono regole proprie e non sono deducibili dalle indennita contrattuali. La distinzione e rilevante anche sul piano fiscale: le prestazioni dei fondi integrativi aziendali sono soggette a tassazione separata in base alle regole del D.Lgs. 252/2005.

Esempio applicativo

Caia e dipendente di una societa che ha istituito un fondo di previdenza integrativa, finanziato per meta dal datore e per meta da trattenute mensili sui salari. Al momento del pensionamento, Caia ha diritto: (a) all'intera quota accumulata grazie ai propri versamenti, senza alcuna decurtazione del TFR; (b) alla quota datoriale, rispetto alla quale il datore puo dedurre le somme corrispondenti dal TFR, salvo che il contratto collettivo stabilisca il cumulo pieno.

Domande frequenti

Puo il datore dedurre dal TFR quanto gia pagato con fondi integrativi?

Si, salvo patto contrario: se il fondo e finanziato solo dal datore, questi puo dedurre dalle indennita legali (artt. 2110, 2111, 2120) quanto il lavoratore ha gia percepito.

E possibile cumulare indennita legale e previdenza integrativa?

Si, se le parti lo stabiliscono con un patto contrario espresso nel contratto individuale o nel CCNL applicabile.

Il lavoratore perde la propria quota del fondo in caso di licenziamento?

No, la quota versata dal lavoratore e sempre liquidata qualunque sia la causa di cessazione del rapporto, senza possibilita di decurtazione.

La norma si applica ai contributi INPS?

No, l'art. 2123 riguarda solo gli atti di previdenza volontari del datore; i contributi obbligatori all'INPS seguono regole previdenziali proprie.

Cosa succede se il fondo e alimentato solo dal datore di lavoro?

Il datore puo dedurre integralmente quanto il lavoratore percepisce dal fondo dalle indennita legali, salvo diverso accordo contrattuale.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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