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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1984 c.c. – Liberazione del debitore

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Se non vi è patto contrario, il debitore è liberato verso i creditori solo dal giorno in cui essi ricevono la parte loro spettante sul ricavato della liquidazione, e nei limiti di quanto hanno ricevuto.

In sintesi

  • Liberazione non automatica: la cessione dei beni non estingue i debiti; il debitore e liberato solo quando i creditori ricevono effettivamente la quota loro spettante.
  • Liberazione parziale: la liberazione opera nei limiti di quanto ricevuto: se il ricavato non copre l'intero credito, il debito residuo rimane.
  • Decorrenza: la liberazione decorre dal giorno del pagamento ai singoli creditori, non dalla conclusione del contratto di cessione.
  • Derogabilita convenzionale: e possibile pattuire una liberazione integrale anticipata (patto contrario), che trasforma la cessione in una datio in solutum pro soluto.
  • Rischio residuo per il debitore: se il ricavato e insufficiente, il debitore resta esposto per la differenza verso i creditori non integralmente soddisfatti.
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Effetto liberatorio limitato: la regola generale

L'art. 1984 c.c. stabilisce la regola piu importante per comprendere la funzione economica della cessione dei beni: l'effetto liberatorio non e automatico ne totale. Il debitore viene liberato verso ciascun creditore solo dal giorno in cui quel creditore riceve la parte del ricavato della liquidazione che gli spetta, e solo nei limiti di quanto riceve.

Si tratta di una cessione pro solvendo (e non pro soluto): la cessione non estingue i debiti ipso facto, ma costituisce uno strumento di adempimento che produce effetti liberatori mano a mano che i creditori vengono soddisfatti.

Differenza tra cessione pro solvendo e pro soluto

La distinzione e fondamentale:

  • Cessione pro solvendo (regola legale, art. 1984 c.c.): i debiti si estinguono solo quando e nella misura in cui i creditori ricevono il ricavato. Se il ricavato e insufficiente, il debito residuo sopravvive.
  • Cessione pro soluto (patto contrario): le parti convengono che la cessione stessa estingue i debiti, indipendentemente dal ricavato effettivo. Il creditore accetta il rischio di non recuperare interamente il credito. E equiparabile a una datio in solutum.

Esempio: Tizio cede i beni a Caio (creditore per 100.000 euro) pro solvendo. La liquidazione produce 60.000 euro. Caio riceve 60.000 euro: il debito di Tizio si estingue per 60.000 euro, ma residuano 40.000 euro di debito non estinto, per cui Caio puo continuare ad agire contro Tizio. Se invece la cessione fosse pro soluto, Tizio sarebbe integralmente liberato con la consegna dei beni, indipendentemente dal ricavato.

Decorrenza della liberazione

La liberazione decorre dal giorno in cui il creditore riceve la quota di sua spettanza, non dalla data di conclusione del contratto di cessione ne dalla data di completamento della liquidazione. Cio significa che:

  • se la liquidazione avviene in piu tranches, il debitore viene liberato parzialmente a ogni pagamento;
  • il creditore non puo agire esecutivamente sul debito per la parte gia soddisfatta, ma mantiene tutte le azioni per la parte residua.

Implicazioni per la prescrizione

Poiche il debito residuo non si estingue con la cessione, i termini di prescrizione continuano a decorrere per la parte non soddisfatta. Il debitore deve prestare attenzione: la cessione dei beni non sospende ne interrompe la prescrizione del credito residuo.

Pianificazione negoziale

Il commercialista che assiste il debitore deve valutare attentamente se inserire nel contratto un patto pro soluto: questo offre al debitore la certezza della liberazione integrale, ma richiede che i creditori accettino di rinunciare al credito residuo. In pratica, il patto pro soluto e inserito quando i creditori ritengono che il ricavato della liquidazione sia remunerativo rispetto al rischio e ai costi di un eventuale contenzioso.

Domande frequenti

La cessione dei beni estingue automaticamente i debiti?

No. Salvo patto contrario, la cessione e pro solvendo: il debitore e liberato solo dal giorno in cui i creditori ricevono la loro quota del ricavato e solo nei limiti di quanto hanno ricevuto.

Cosa succede se il ricavato della liquidazione non copre l'intero debito?

Il debito residuo (la differenza tra il credito e quanto effettivamente ricevuto) sopravvive: il creditore puo continuare ad agire contro il debitore per la parte non soddisfatta.

Cosa significa cedere i beni pro soluto?

E una deroga convenzionale alla regola legale: le parti concordano che la cessione estingue integralmente i debiti, indipendentemente dal ricavato. Il creditore rinuncia al credito residuo.

Da quando decorre la liberazione del debitore?

Dal giorno in cui il singolo creditore riceve la parte del ricavato a lui spettante, non dalla conclusione del contratto di cessione ne dal termine della liquidazione.

La cessione dei beni sospende la prescrizione del credito residuo?

No. La prescrizione continua a decorrere per il debito non estinto. Il debitore non beneficia di alcuna sospensione automatica dei termini di prescrizione.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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