Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: apprendistato professionalizzante

Durata, percentuali retributive, formazione obbligatoria e tutele per gli apprendisti assunti nel settore ortofrutticolo e agrumario: la disciplina del D.Lgs. 81/2015 integrata dalle previsioni contrattuali.

In sintesi

L'apprendistato professionalizzante nel settore ortofrutticolo e agrumario (D.Lgs. 81/2015) ha durata massima di 3 anni per i livelli 2-7 e di 5 anni per i Quadri. La retribuzione è pari all'80% del minimo tabellare del livello di destinazione nel primo periodo e al 90% nel secondo. Sono previste almeno 120 ore di formazione professionalizzante nel triennio, con piano formativo individuale allegato al contratto. Al termine, se nessuna parte recede, il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Ultimo rinnovo
19 luglio 2024
Vigenza
1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027
Norma di riferimento
D.Lgs. 81/2015, artt. 41-47 (apprendistato professionalizzante)
Durata massima
3 anni (livelli 2-7); 5 anni (Quadri)

Il quadro normativo: legge e contratto

L'apprendistato professionalizzante è disciplinato in primo luogo dalla legge (D.Lgs. 81/2015, artt. 41-47), che ne fissa le caratteristiche essenziali: finalità formativa, durata massima, requisiti del piano formativo individuale, limiti numerici, divieto di lavoro notturno e di cottimo. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari, siglato da Fruitimprese, Flai-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, integra la legge definendo le percentuali retributive per livello e periodo, la durata specifica per ciascun profilo e le modalità della formazione professionalizzante interna all'azienda.

Esistono tre tipologie di apprendistato (art. 41, D.Lgs. 81/2015):

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: rivolto a giovani fino a 25 anni in percorsi di istruzione e formazione professionale.
  • Apprendistato professionalizzante: la tipologia più diffusa nel settore privato, per lavoratori dai 18 ai 29 anni (17 anni se in possesso di qualifica professionale).
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: per percorsi universitari, dottorati o di ricerca.

Nel settore ortofrutticolo e agrumario è l'apprendistato professionalizzante la tipologia operativa rilevante, su cui si concentra la disciplina del CCNL.

Durata e livello di destinazione

Il contratto di apprendistato professionalizzante si divide in due periodi, al termine dei quali l'apprendista consegue la qualifica professionale corrispondente al livello di destinazione. Nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari:

  • Livelli 6 e 7 (operai generici e addetti base): durata massima 2 anni, con 1 anno per periodo;
  • Livelli 3, 4 e 5 (operai qualificati, addetti intermedi, impiegati base): durata massima 3 anni (18 mesi per periodo);
  • Livelli 1 e 2 (responsabili, impiegati di concetto): durata massima 3 anni (18 mesi per periodo);
  • Quadri: durata massima 5 anni.

La durata minima non può essere inferiore a 6 mesi (art. 44, comma 2, D.Lgs. 81/2015), salvo per contratti a tempo determinato stagionali: la legge prevede la possibilità di computare più stagioni consecutive ai fini della durata dell'apprendistato, nel rispetto delle condizioni contrattuali e di legge.

Tabella riepilogativa: retribuzione per periodo

Percentuali retributive apprendistato – CCNL Ortofrutticoli e Agrumari
Livello di destinazione Durata massima 1° periodo (% minimo livello) 2° periodo (% minimo livello)
Quadro 5 anni 80% 90%
Livello 1 3 anni 80% 90%
Livello 2 3 anni 80% 90%
Livello 3 3 anni 80% 90%
Livello 4 3 anni 80% 90%
Livello 5 3 anni 80% 90%
Livello 6 Super (6S) 2 anni 80% 90%
Livello 6 2 anni 80% 90%
Livello 7 2 anni 80% 90%

Le percentuali si applicano al minimo tabellare del livello di destinazione vigente al momento della retribuzione, non al minimo del livello attuale dell'apprendista. A qualifica conseguita (trasformazione a tempo indeterminato), la retribuzione passa al 100% del minimo del livello acquisito.

Formazione obbligatoria

La formazione è un elemento costitutivo e irrinunciabile del contratto di apprendistato. In assenza di una adeguata formazione, il contratto può essere riqualificato come ordinario rapporto di lavoro subordinato, con le relative conseguenze retributive e contributive.

Il D.Lgs. 81/2015 e il CCNL prevedono due tipi di formazione:

  • Formazione professionalizzante: almeno 120 ore nel triennio (40 ore/anno), erogata dall'azienda, finalizzata all'acquisizione delle competenze tecnico-professionali specifiche del settore ortofrutticolo e agrumario (es. tecniche di lavorazione, condizionamento, catena del freddo, normativa fitosanitaria, sicurezza alimentare);
  • Formazione trasversale di base: competenze in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), competenze relazionali e organizzative. A carico del datore di lavoro, può essere erogata in collaborazione con enti bilaterali o organismi accreditati.

Il piano formativo individuale (PFI) deve essere allegato al contratto di apprendistato, firmato da entrambe le parti, e indica gli obiettivi formativi, le modalità di erogazione e il tutor aziendale responsabile della formazione. Il tutor deve avere adeguata esperienza professionale nel settore.

Contribuzione agevolata e incentivi per il datore

Il contratto di apprendistato professionalizzante gode di un regime contributivo agevolato stabilito dalla legge (non dal CCNL):

  • Per le aziende con meno di 9 dipendenti: aliquota contributiva complessiva del 5% per i primi 3 anni (poi regime ordinario);
  • Per le aziende con 10 o più dipendenti: aliquota del 11,61% (ridotta rispetto al 28,28% ordinario per i livelli operai) per tutta la durata dell'apprendistato e per il primo anno successivo alla trasformazione a tempo indeterminato;
  • Esenzione dal contributo di licenziamento (art. 2, comma 31, L. 92/2012) per i contratti di apprendistato;
  • Incentivo occupazionale per le assunzioni di apprendisti nelle zone svantaggiate, se applicabile.

Le agevolazioni contributive per l'apprendistato sono disciplinate dalla legge (L. 183/2011; D.L. 76/2013; D.Lgs. 81/2015) e possono essere soggette a modifiche normative. Verificare le aliquote aggiornate con il consulente del lavoro o l'INPS.

Fine del periodo formativo: recesso e trasformazione

Al termine del periodo formativo si apre una fase decisiva per entrambe le parti:

  • Se nessuna delle parti recede entro la scadenza del contratto (con il preavviso previsto dal CCNL), il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato al livello di destinazione, con retribuzione al 100% del minimo tabellare;
  • Se il datore recede, deve rispettare i termini di preavviso contrattuale (vedi articolo dedicato). Il recesso deve avere una motivazione, salvo la facoltà di recesso libero prevista al solo momento della scadenza formativa;
  • Se il lavoratore recede, deve rispettare i termini di preavviso. Le dimissioni durante il periodo formativo per giusta causa non richiedono preavviso;
  • In caso di recesso del datore durante il periodo formativo senza giusta causa o giustificato motivo, il lavoratore ha diritto alle tutele previste dal D.Lgs. 23/2015 o dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, a seconda della data di assunzione e delle dimensioni dell'azienda.

Limiti e divieti nell'utilizzo dell'apprendistato

Il D.Lgs. 81/2015 e la contrattazione collettiva fissano limiti precisi all'utilizzo dell'apprendistato, per evitare che si trasformi in uno strumento di riduzione del costo del lavoro a danno dei lavoratori qualificati:

  • Limite numerico: rapporto massimo di 3:2 tra apprendisti e lavoratori qualificati/specializzati a tempo indeterminato (aziende con più di 9 dipendenti); massimo 1 apprendista per lavoratore qualificato nelle aziende con meno di 10 dipendenti. Le aziende senza lavoratori qualificati possono assumere al massimo 3 apprendisti;
  • Divieto di sostituzione: non è possibile assumere apprendisti per sostituire lavoratori licenziati per riduzione di personale o in cassa integrazione guadagni per mansioni equivalenti;
  • Tasso di stabilizzazione: le aziende con più di 49 dipendenti possono assumere nuovi apprendisti solo se hanno trasformato a tempo indeterminato almeno il 20% degli apprendisti il cui contratto è scaduto nei 36 mesi precedenti. Escluse le imprese costituite da meno di 36 mesi.

Casi pratici

Tizio – Apprendista addetto al condizionamento, livello 6, primo periodo
Tizio, 22 anni, viene assunto come apprendista con destinazione al livello 6 in una centrale di lavorazione agrumi. Il minimo tabellare del livello 6 dal 1° giugno 2026 è 1.599,95 €. Nel primo periodo (12 mesi) la sua retribuzione è l'80% di 1.599,95 € = 1.279,96 € lordi mensili. Nel secondo periodo (mesi 13-24) sale al 90%: 1.439,96 €. Al termine dei 24 mesi, se nessuno recede, Tizio viene inquadrato al livello 6 con retribuzione piena di 1.599,95 €.
Caia – Apprendista impiegata amministrativa, livello 3, piano formativo individuale
Caia, 24 anni, è assunta con apprendistato professionalizzante per la qualifica di livello 3 (impiegata amministrativa). Il contratto allegato include il piano formativo individuale che prevede 40 ore/anno di formazione tecnica (normativa fitosanitaria, gestione documentale import-export, ERP aziendale) e le 8 ore di formazione obbligatoria sulla sicurezza. Il tutor aziendale è il responsabile amministrativo con 12 anni di esperienza. Al secondo anno la retribuzione sale al 90% del minimo del livello 3: il 90% di 1.932,55 € = 1.739,30 € lordi.
Sempronio – Apprendista con destinazione a Quadro, durata 5 anni
Sempronio, 26 anni, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, viene assunto con apprendistato professionalizzante per la qualifica di Quadro in una società di import-export ortofrutticolo. Il minimo del Quadro dal 1° giugno 2026 è 2.397,00 € + 160 € di indennià = 2.557,00 €. Nel primo periodo (30 mesi) Sempronio percepisce l'80% di 2.557 € = 2.045,60 €; nel secondo periodo (mesi 31-60) il 90% = 2.301,30 €. Al termine dei 5 anni viene assunto a tempo indeterminato come Quadro.

Domande frequenti

Quanto dura l'apprendistato nel CCNL Ortofrutticoli?
Durata massima di 2 anni per i livelli 6 e 7, 3 anni per i livelli da 1 a 5 e 5 anni per i Quadri. La durata minima è 6 mesi per legge (art. 44, D.Lgs. 81/2015).
Quanto viene pagato un apprendista nel settore ortofrutticolo?
L'80% del minimo tabellare del livello di destinazione nel primo periodo e il 90% nel secondo. Esempio: apprendista per il livello 6 nel 2026 → 1° periodo 1.279,96 €, 2° periodo 1.439,96 €.
Quante ore di formazione deve fare un apprendista?
Almeno 120 ore di formazione professionalizzante nel triennio (40 ore/anno), più la formazione obbligatoria sulla sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/2008. Il piano formativo individuale va allegato al contratto.
Il datore può recedere dal contratto di apprendistato prima della scadenza?
Durante il periodo formativo solo per giusta causa o giustificato motivo. Al termine del periodo formativo entrambe le parti possono recedere liberamente con il solo preavviso. Se nessuno recede, il rapporto diventa automaticamente a tempo indeterminato.
Esistono limiti numerici all'assunzione di apprendisti?
Sì. Rapporto massimo 3:2 tra apprendisti e lavoratori qualificati a tempo indeterminato nelle aziende con più di 9 dipendenti; massimo 1 apprendista per ogni lavoratore qualificato nelle imprese fino a 9 dipendenti (art. 42, D.Lgs. 81/2015).

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da aziende ortofrutticole ed agrumarie del 19 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027), siglato da Fruitimprese, Flai-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. La disciplina dell'apprendistato è stabilita dalla legge (D.Lgs. 81/2015); il CCNL integra la normativa di legge. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali (Flai-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • L'apprendistato professionalizzante e disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 (artt. 41-47) e integrato dal CCNL Ortofrutticoli e Agrumari.
  • La durata massima e fissata dalla legge e modulata dal contratto in funzione del livello di destinazione.
  • La retribuzione e ridotta per percentuale rispetto al livello di destinazione, secondo le tabelle del CCNL vigente.
  • E obbligatoria la formazione professionalizzante con piano formativo individuale allegato al contratto.
  • Al termine, in assenza di recesso, il rapporto si converte automaticamente a tempo indeterminato.
Indice dei contenuti

L'apprendistato professionalizzante e il principale canale di ingresso qualificato nel settore ortofrutticolo e agrumario: un contratto a causa mista che unisce prestazione lavorativa e obbligo formativo. La sua disciplina nasce dalla legge, il D.Lgs. 81/2015, e viene completata dal CCNL di settore, che ne adatta i parametri alla realta produttiva. Capire come legge e contratto si integrano e indispensabile per gestire correttamente assunzione, formazione e conferma.

Il rapporto tra legge e contratto collettivo

Gli artt. 41-47 del D.Lgs. 81/2015 fissano l'ossatura inderogabile dell'istituto: finalita formativa, durata massima, contenuto del piano formativo individuale, limiti numerici, divieto di lavoro a cottimo. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari interviene sui parametri che la legge rimette all'autonomia collettiva, definendo l'inquadramento, la progressione retributiva per periodi e le modalita concrete della formazione interna.

Le tre tipologie di apprendistato

L'art. 41 distingue l'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, rivolto ai piu giovani in percorsi di istruzione e formazione; l'apprendistato professionalizzante, destinato di norma ai lavoratori tra diciotto e ventinove anni e largamente prevalente nel settore privato; e l'apprendistato di alta formazione e ricerca, legato a percorsi universitari o di ricerca. Nel comparto ortofrutticolo la tipologia operativa rilevante e quella professionalizzante.

Durata, livello di destinazione e sotto-inquadramento

Il contratto e ancorato a un livello di destinazione, cioe alla qualifica che l'apprendista raggiungera al termine del percorso. La retribuzione e costruita come percentuale crescente rispetto a quel livello, articolata in periodi successivi: si parte da una quota ridotta e si avanza con l'acquisizione delle competenze. I valori esatti vanno letti nelle tabelle del CCNL vigente, che possono variare ai rinnovi; la legge impone solo che il sotto-inquadramento non superi i limiti consentiti.

L'obbligo formativo e il piano individuale

Il cuore dell'istituto e la formazione: il datore deve garantire un monte di formazione professionalizzante interna, documentata da un piano formativo individuale allegato al contratto. L'inadempimento dell'obbligo formativo non e un dettaglio: la legge prevede sanzioni e, nei casi piu gravi, la riconduzione del rapporto a un ordinario contratto subordinato, con conseguenze economiche e contributive rilevanti per l'azienda.

Tutele e divieti a protezione dell'apprendista

L'apprendista gode delle tutele del lavoro subordinato e di garanzie specifiche: il divieto di retribuzione a cottimo, i limiti al lavoro notturno, l'applicazione delle norme su orario, ferie e sicurezza. La causa formativa giustifica la retribuzione ridotta, ma non un abbassamento delle tutele fondamentali del rapporto.

La conferma al termine del percorso

Concluso il periodo formativo, se nessuna delle parti recede nel termine di preavviso previsto, il rapporto prosegue automaticamente come contratto a tempo indeterminato, con inquadramento nel livello di destinazione. La possibilita di recesso libero al termine e cio che distingue l'apprendistato da un comune rapporto a tempo indeterminato e ne costituisce, per il datore, l'incentivo principale.

Domande frequenti

Qual e la durata massima dell'apprendistato professionalizzante?

La durata massima e fissata dalla legge e modulata dal CCNL in funzione del livello di destinazione, con un termine piu ampio per i profili piu elevati.

Come e determinata la retribuzione dell'apprendista?

E costruita come percentuale crescente del livello di destinazione, per periodi successivi. I valori puntuali vanno letti nelle tabelle del CCNL vigente.

La formazione e obbligatoria?

Si: e l'elemento che giustifica l'istituto. Deve essere documentata da un piano formativo individuale allegato al contratto; la sua mancanza espone il datore a sanzioni.

Cosa succede al termine dell'apprendistato?

Se nessuna parte recede nel termine di preavviso, il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato nel livello di destinazione.

L'apprendista ha le stesse tutele degli altri lavoratori?

Si per le tutele fondamentali (orario, ferie, sicurezza, divieto di cottimo). La causa formativa giustifica solo la retribuzione ridotta, non un abbassamento delle garanzie.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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