Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

Buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

Dove il lavoro si svolge in cantiere, in mobilità o in luoghi privi di strutture di ristorazione, al posto della mensa o del buono pasto può essere riconosciuta un’indennità sostitutiva di mensa. Il suo trattamento fiscale è particolare e va conosciuto per non confonderlo con quello del buono pasto.

In sintesi

L’indennità sostitutiva di mensa è una somma in denaro erogata in alternativa al servizio mensa. È di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri e a unità produttive in zone prive di strutture di ristorazione. I buoni pasto seguono invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 8 € (elettronico).

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Istituti trattati
Indennità sostitutiva di mensa · Buoni pasto · Regime fiscale
Riferimenti
Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL per spettanza e importi
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Le forme del servizio pasto a confronto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
Forma In che cosa consiste Regime fiscale
Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 8,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

Indennità sostitutiva di mensa: quando e quanto

Dove il servizio mensa non è praticabile — cantieri, lavoro itinerante, sedi isolate — al lavoratore può essere riconosciuta una somma in denaro in sostituzione del pasto.

Il regime fiscale

L’indennità sostitutiva di mensa è in linea generale imponibile, perché erogata in denaro. La legge prevede però un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone prive di strutture di ristorazione (art. 51, comma 2, TUIR).

La differenza con il buono pasto

È importante non confondere le due voci: il buono pasto gode delle soglie di 4 € (cartaceo) e 8 € (elettronico); l’indennità sostitutiva in denaro segue invece il regime sopra descritto. Anche la mensa aziendale, dove presente, resta integralmente esente.

Un diritto contrattuale

Spettanza, importo e condizioni dell’indennità sostitutiva derivano dal CCNL o dall’accordo aziendale: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale.

Un diritto contrattuale, non di legge

È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Casi pratici

Tizio — indennità sostitutiva in cantiere isolato
Tizio lavora a tempo pieno in un cantiere in zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti dell’art. 51 TUIR, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; oltre tale soglia diventa imponibile.
Caia — buono pasto al posto dell’indennità
Per alcune giornate in sede, a Caia viene dato un buono pasto cartaceo da 5 €. Non si applica la soglia dei 5,29 € dell’indennità sostitutiva: il buono cartaceo è esente fino a 4 €, quindi 1 € concorre al reddito. Le due voci seguono regole distinte.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
L’indennità sostitutiva di mensa è esente come il buono pasto?
No. È di regola imponibile perché in denaro, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per addetti a cantieri e a zone prive di ristorazione. Il buono pasto segue invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 8 € (elettronico).

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Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.

In sintesi

  • Mensa, buoni pasto e indennita sostitutiva sono modalita alternative con cui il datore puo assolvere al servizio di ristorazione: la scelta non e un diritto soggettivo del lavoratore.
  • Il buono pasto gode di un regime fiscale agevolato fissato dall'art. 51 del TUIR: esente fino a 4 euro per i buoni cartacei e 8 euro per quelli elettronici; la mensa aziendale e esente per intero.
  • Il buono pasto non e cumulabile, non e cedibile e non puo essere monetizzato; e legato all'effettiva giornata di lavoro che dia diritto alla pausa.
  • L'indennita sostitutiva di mensa, ove prevista, ha natura retributiva e concorre alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie.
  • Importi, soglie di spettanza e condizioni nel comparto ortofrutticolo-agrumario seguono le tabelle del CCNL vigente.
Indice dei contenuti

Nel settore ortofrutticolo e agrumario, con lavorazioni spesso decentrate e turni legati alla stagionalita del prodotto, il tema della ristorazione del lavoratore si pone in termini concreti. Il datore puo adempiere in tre modi: mensa aziendale, buoni pasto o indennita sostitutiva. Sono modalita alternative, e la scelta tra esse non costituisce un diritto soggettivo del dipendente, ma una facolta organizzativa esercitata nei limiti del contratto collettivo.

Le tre modalita a confronto

La mensa aziendale e il servizio diretto; il buono pasto e un titolo che da diritto a una somministrazione presso esercizi convenzionati; l'indennita sostitutiva e un importo erogato in busta paga quando le altre due forme non sono praticabili. Ciascuna ha un trattamento fiscale e contributivo proprio, ed e questo a renderle non equivalenti sul piano economico.

Il regime fiscale del buono pasto

L'art. 51 del TUIR detta le soglie di esenzione: il buono pasto non concorre al reddito fino a 4 euro se in formato cartaceo e fino a 8 euro se in formato elettronico; la parte eccedente e imponibile. Le prestazioni di mensa aziendale sono integralmente esenti. Queste soglie sono fissate dalla legge e restano i riferimenti certi, indipendentemente dal valore facciale che il contratto attribuisce al buono.

Caratteristiche e vincoli del buono

Il buono pasto presenta vincoli precisi: non e cedibile a terzi, non e cumulabile oltre il limite consentito nell'uso giornaliero, non e commercializzabile ne convertibile in denaro. E inoltre legato alla giornata di lavoro che dia diritto alla pausa pasto: nelle giornate non lavorate o prive del presupposto della pausa, di norma, il buono non spetta.

L'indennita sostitutiva di mensa

Quando il contratto prevede l'indennita sostitutiva, questa ha natura retributiva: concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente secondo le regole ordinarie e, a differenza del buono pasto, non gode delle soglie di esenzione dell'art. 51 TUIR. La sua erogazione e la sua misura dipendono dalle condizioni stabilite dalle tabelle del CCNL vigente.

Spettanza e stagionalita

Nel comparto ortofrutticolo-agrumario la diffusione del lavoro stagionale rende rilevante il presupposto della prestazione: il diritto al buono o all'indennita matura in funzione delle giornate effettivamente lavorate che integrino il presupposto della pausa. Per i rapporti a termine e a tempo parziale occorre verificare le condizioni di spettanza, perche l'articolazione dell'orario incide sul riconoscimento del beneficio.

Cosa verificare

Il lavoratore ha interesse a controllare la forma adottata dal datore, il valore riconosciuto e la corretta applicazione del regime fiscale, ricordando che le soglie di 4 e 8 euro dell'art. 51 TUIR sono di legge mentre l'importo del beneficio dipende dalle tabelle del CCNL vigente. In caso di indennita sostitutiva, va verificata la corretta tassazione in busta paga.

Domande frequenti

Il lavoratore puo scegliere tra mensa, buono pasto e indennita?

No. Mensa, buoni pasto e indennita sostitutiva sono modalita alternative di adempimento del servizio di ristorazione: la scelta spetta al datore nei limiti del contratto e non costituisce un diritto soggettivo del dipendente.

Fino a quanto e esente il buono pasto?

L'art. 51 del TUIR prevede l'esenzione fino a 4 euro per il buono cartaceo e fino a 8 euro per quello elettronico; la parte eccedente e imponibile. Il servizio di mensa aziendale e invece integralmente esente.

Il buono pasto puo essere convertito in denaro?

No. Il buono pasto non e cedibile, non e commercializzabile e non puo essere monetizzato. E legato alla giornata di lavoro che dia diritto alla pausa pasto e va utilizzato secondo i limiti previsti.

L'indennita sostitutiva di mensa e tassata?

Si. L'indennita sostitutiva ha natura retributiva e concorre alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie, senza beneficiare delle soglie di esenzione previste per il buono pasto dall'art. 51 TUIR.

Spetta il buono pasto nelle giornate non lavorate?

Di norma no: il diritto al buono e legato alla giornata di lavoro che integri il presupposto della pausa pasto. Nelle giornate non lavorate, salvo diversa previsione contrattuale, il buono non matura.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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