← Torna a Riscossione Tributi (DPR 602/1973)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 7 del DPR 602/1973 ammetteva il versamento diretto delle imposte mediante conto corrente postale intestato al concessionario, su stampati conformi al modello approvato con decreto ministeriale. I certificati di allibramento e le ricevute dei versamenti dovevano contenere le stesse indicazioni previste dall'art. 6 per le distinte di versamento (dati del contribuente, imposta, periodo). Il secondo comma, abrogato dal 1° gennaio 1990, disciplinava ulteriori modalità di versamento postale poi soppresse. Anche questo meccanismo è oggi ampiamente superato dal sistema dell'F24, che consente il versamento sia attraverso istituti bancari sia attraverso Poste Italiane in forma unificata.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 7 DPR 602/1973 — Versamento diretto mediante conti correnti postali

D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 — Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

Il versamento diretto puo’ essere effettuato in danaro sull’apposito conto corrente postale intestato al concessionario su stampati conformi al modello approvato con decreto del Ministro per le finanze di concerto con il Ministro per le poste e telecomunicazioni da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale. In tal caso i certificati di allibramento e le ricevute relative ai versamenti debbono contenere le indicazioni previste dall’art. 6, secondo comma, per le distinte di versamento.

(Comma abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 1990, dall’art. 3, comma 3 decreto-legge 15 settembre 1990 n. 261).

Commento

Ratio della norma

Il versamento tramite conto corrente postale rappresentava nel 1973 un'alternativa al versamento diretto agli sportelli dell'esattoria, pensata per garantire l'accessibilità del pagamento anche ai contribuenti residenti in aree geograficamente distanti dagli uffici esattoriali. La capillarità della rete postale sul territorio nazionale rendeva il conto corrente postale uno strumento importante per la riscossione, specialmente per i contribuenti delle aree rurali o montane.

Analisi e struttura

Il comma 1 ammette il versamento tramite conto corrente postale intestato al concessionario, su appositi stampati ministeriali. I certificati di allibramento (la ricevuta dell'operazione postale) e le ricevute devono contenere le stesse informazioni previste dall'art. 6, comma 2: dati del contribuente, domicilio fiscale, imposta e periodo. Il comma 2 è stato abrogato dal D.L. 261/1990 a decorrere dal 1° gennaio 1990, in un processo di semplificazione delle procedure di versamento postale che anticipava la riforma complessiva del 1997.

Quando si applica

La norma, pur formalmente non abrogata nel suo comma 1, trova applicazione residualissima nell'ordinamento attuale. Il bollettino postale per il pagamento di cartelle esattoriali (bollettino RAV) è tecnicamente diverso dalla distinta di versamento postale dell'art. 7: si tratta di strumenti diversi nati in epoche diverse. Il pagamento tramite Poste Italiane è oggi regolato da convenzioni tra Poste e Agente della riscossione, non dall'art. 7 DPR 602/1973.

Confronto e norme correlate

L'art. 7 si affiancava all'art. 6 (distinta di versamento agli sportelli) come modalità alternativa di versamento. Il D.Lgs. 241/1997 e la successiva normativa sull'F24 hanno di fatto assorbito entrambe le modalità in un unico strumento. Il D.L. 261/1990 aveva già anticipato la riforma abrogando il secondo comma dell'art. 7. Il bollettino RAV, introdotto per il pagamento delle cartelle esattoriali, è uno strumento successivo e distinto dalla logica dell'art. 7.

Problemi applicativi

I problemi applicativi dell'art. 7 nel sistema attuale sono sostanzialmente nulli. Sul piano storico, la norma aveva rilevanza pratica perché i versamenti postali erano soggetti a tempi di accredito diversi rispetto ai versamenti diretti agli sportelli: il certificato di allibramento della posta attestava la data del versamento, che coincideva con la data di liberazione dell'obbligazione, indipendentemente dai tempi tecnici di accredito sul conto del concessionario. Questo meccanismo era importante per il rispetto dei termini di versamento.

Casi pratici

Caso 1: Versamento IRPEF tramite conto corrente postale negli anni Ottanta

Caso 2: Validità del versamento postale tardivo

Caso 3: Passaggio dal bollettino postale all'F24

Domande frequenti

Si può ancora pagare le imposte con il conto corrente postale ex art. 7?

Il meccanismo del versamento su conto corrente postale intestato al concessionario è praticamente superato dall'F24. Si può pagare tramite Poste Italiane, ma con strumenti diversi (F24 tramite sportello postale, bollettino RAV per le cartelle), non con il sistema dell'art. 7 DPR 602/1973.

Il bollettino RAV della cartella è lo stesso del conto corrente postale dell'art. 7?

No. Il bollettino RAV è un sistema più recente specifico per le cartelle esattoriali, introdotto successivamente al DPR 602/1973. Il conto corrente postale dell'art. 7 era invece uno strumento per i versamenti diretti spontanei delle imposte, non per le cartelle.

La data del certificato di allibramento postale vale come data del versamento?

Sì. La data del certificato postale (attestante quando l'operazione è stata eseguita allo sportello postale) è la data del versamento ai fini fiscali, indipendentemente dai tempi tecnici di accredito al concessionario. Questo principio era fondamentale per il rispetto dei termini.

Perché il secondo comma dell'art. 7 è stato abrogato nel 1990?

Il D.L. 261/1990 ha soppresso alcune modalità di versamento postale considerate obsolete o ridondanti, in un percorso di semplificazione che anticipava la grande riforma del D.Lgs. 241/1997 con l'introduzione dell'F24 unificato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.