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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 5-bis del DPR 602/1973 stabilisce la validità dei versamenti diretti effettuati presso un ufficio territorialmente incompetente, fissando però le conseguenze economiche di tale errore. Se si versa alla tesoreria un importo per cui era prescritto il versamento all'esattoria, il versamento è valido ma l'esattore competente mantiene il diritto all'aggio, pagato tramite ordinativo su apertura di credito. Viceversa, se si versa all'esattoria un importo destinato alla tesoreria, il versamento è valido ma l'esattore non ha diritto ad alcun aggio a carico dello Stato. In entrambi i casi si applica la sanzione prevista dall'art. 93 DPR 602/1973.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 5-bis DPR 602/1973 — Versamento ad ufficio incompetente

D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 — Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

Il versamento diretto ad una sezione di tesoreria di imposte per le quali e’ prescritto il versamento ad una esattoria e’ valido, fermo restando il diritto dell’esattore competente all’attribuzione dell’aggio, il cui pagamento verra’ effettuato con ordinativo tratto su apertura di credito disposta a favore del competente intendente di finanza.

Il versamento diretto all’esattoria di imposte per le quali e’ prescritto il versamento ad una sezione di tesoreria e’ valido. All’esattore che ha ricevuto il versamento non compete alcun aggio a carico dello Stato.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti si applica la sanzione di cui all’art. 93.

Commento

Ratio della norma

L'art. 5-bis nasce come norma di salvaguardia nel sistema delle esattorie territoriali: impedisce che un mero errore di indirizzo del versamento — peraltro spesso difficile da evitare per i contribuenti meno esperti — si trasformi in inadempimento definitivo con conseguente iscrizione a ruolo e sanzioni aggiuntive. Il versamento, anche se diretto all'ufficio sbagliato, è considerato valido ai fini dell'estinzione dell'obbligazione tributaria, con l'unica conseguenza di una sanzione di carattere formale ex art. 93.

Analisi e struttura

La norma disciplina due casi simmetrici: versamento alla tesoreria invece che all'esattoria, e versamento all'esattoria invece che alla tesoreria. Nel primo caso l'esattore competente ha diritto all'aggio (compenso per la sua attività di riscossione) anche se non ha ricevuto fisicamente il versamento: la somma sarà accreditata tramite ordinativo dell'intendente di finanza. Nel secondo caso, l'esattore che ha ricevuto il versamento sbagliato non ha diritto ad aggio alcuno a carico dello Stato. In entrambi i casi si applica la sanzione dell'art. 93 per il versamento in luogo diverso da quello previsto.

Quando si applica

Nel sistema attuale dell'F24, la questione della competenza territoriale dell'ufficio destinatario è largamente superata: il modello F24 è valido indipendentemente dall'ufficio postale o bancario presso cui viene presentato. L'art. 5-bis mantiene rilievo per i procedimenti relativi a versamenti anteriori alla riforma del 1997 e per le residuali situazioni in cui il contribuente versa direttamente presso sportelli fisici con codici incompatibili con il proprio domicilio fiscale.

Confronto e norme correlate

L'art. 5-bis va letto in combinato con l'art. 93 (sanzione per versamento ad ufficio incompetente) e con l'art. 5 (già abrogato, che individuava l'ufficio competente). Il D.Lgs. 241/1997 ha di fatto reso marginale il problema della competenza territoriale, ma non ha abrogato l'art. 5-bis, che rimane utile per le situazioni residuali. Lo Statuto del Contribuente (art. 10 L. 212/2000) prevede in via generale che i comportamenti del contribuente ispirati a obiettiva incertezza normativa non possano comportare sanzioni, principio che può interagire con l'art. 5-bis nei casi limite.

Problemi applicativi

La disposizione che prevede la sanzione ex art. 93 anche per i versamenti ad ufficio incompetente è stata oggetto di critica dottrinale: se il versamento è valido ai fini tributari, sanzionare l'errore di indirizzo sembra sproporzionato, soprattutto considerando che il contribuente non ha arrecato alcun danno all'Erario. Nella prassi, l'Amministrazione applica raramente questa sanzione per versamenti ad ufficio incompetente avvenuti in buona fede, anche in ragione dei principi dello Statuto del Contribuente. Con la diffusione dell'F24 telematico, il problema è diventato quasi inesistente.

Casi pratici

Caso 1: IRPEF versata alla tesoreria invece dell'esattoria

Caso 2: Ritenuta alla fonte versata in banca non delegata

Caso 3: Difesa dall'applicazione della sanzione ex art. 93

Domande frequenti

Se verso per errore a un ufficio sbagliato, devo pagare di nuovo?

No. L'art. 5-bis DPR 602/1973 stabilisce che il versamento ad ufficio incompetente è comunque valido ai fini tributari: l'obbligazione si estingue. Puoi però ricevere la sanzione formale ex art. 93 DPR 602/1973 per l'irregolarità.

Con l'F24 posso versare in qualsiasi banca o posta?

Sì. Il sistema F24 ha eliminato il problema della competenza territoriale: il modello è valido ovunque venga presentato, sia fisicamente che telematicamente. L'art. 5-bis è oggi applicabile solo a residuali versamenti diretti non tramite F24.

L'esattore che riceve un versamento sbagliato ha diritto all'aggio?

Dipende. Se riceve un versamento destinato alla tesoreria, non ha diritto all'aggio a carico dello Stato. Se invece non riceve un versamento di sua competenza (perché il contribuente ha versato alla tesoreria), può recuperare l'aggio tramite ordinativo ministeriale.

La sanzione ex art. 93 per versamento incompetente è sempre applicata?

In teoria sì, ma nella pratica l'Amministrazione tende a non applicarla quando il versamento è avvenuto in buona fede senza danno per l'Erario. Lo Statuto del Contribuente (L. 212/2000) tutela i comportamenti ispirati a obiettiva incertezza e può escludere la sanzione.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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