Art. 35-bis D.Lgs. 209/2005 – (Strumenti del sistema di gestione dei rischi sulle riserve tecniche)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. In applicazione dell'articolo 30-bis, comma 3, lettera a), l'impresa annualmente redige una relazione sulle riserve tecniche costituite alla chiusura dell'esercizio, in cui viene data evidenza anche delle valutazioni, dei procedimenti e dei controlli operati nonché delle ipotesi di calcolo utilizzate.
2. Ai fini del comma 1, l'impresa applica il principio di cui all'articolo 30-ter, comma 3.
3. La relazione di cui al comma 1 è trasmessa almeno alla società di revisione e all'organo di controllo e, su richiesta, all'IVASS.
4. La relazione di cui al comma 1 è conservata presso l'impresa per almeno cinque anni dalla data di redazione.
5. L'IVASS, nel rispetto delle disposizioni della presente Sezione, può disciplinare con regolamento i contenuti della relazione di cui al comma 1, anche in relazione a singole linee di attività e gli obblighi di trasmissione del documento.
Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
In sintesi
Ogni anno l'impresa redige una relazione sulle riserve tecniche di chiusura, con valutazioni e ipotesi di calcolo.
La relazione è trasmessa al revisore e all'organo di controllo e, su richiesta, all'IVASS.
Va conservata almeno cinque anni dalla redazione.
IVASS può dettagliarne i contenuti per singole linee di attività.
Indice dei contenuti
Una relazione annuale sulle riserve tecniche
L'art. 35-bis cod. ass. introduce uno strumento documentale a cadenza fissa: una volta l'anno, in coincidenza con la chiusura dell'esercizio, l'impresa elabora una relazione che descrive le riserve tecniche costituite, le valutazioni, i procedimenti, i controlli e le ipotesi di calcolo. È il corrispondente sul lato della riservazione di quanto l'art. 30-novies prevede per la tariffazione: un presidio scritto del sistema di gestione dei rischi (art. 30-bis, comma 3, lett. a).
Contenuti minimi
La norma non rigirgita una lista chiusa, ma indica quattro grandezze: valutazioni effettuate, procedimenti seguiti, controlli operati, ipotesi di calcolo utilizzate. In pratica la relazione descrive come l'impresa è giunta alla migliore stima (art. 36-ter), al margine di rischio, agli importi recuperabili da contratti di riassicurazione (art. 36-undecies) e come ha trattato la qualità dei dati (art. 36-duodecies). Il regolamento IVASS 18/2016 e successive integrazioni completa il dettaglio.
Destinatari e conservazione
La trasmissione è obbligatoria verso il revisore (per la coerenza con il bilancio) e l'organo di controllo (per la vigilanza interna), su richiesta verso l'IVASS. Il termine di conservazione minimo è di cinque anni dalla data di redazione: copre l'orizzonte tipico di un ciclo ispettivo e consente alla vigilanza di ricostruire l'evoluzione delle riserve tra esercizi.
Profilo sanzionatorio
L'omissione della relazione, o la sua incompletezza sostanziale, è una violazione del sistema di gestione dei rischi e può attivare le misure dell'art. 188 cod. ass. e le sanzioni del Titolo XVIII. La relazione, inoltre, è uno dei punti di contatto tra disciplina di vigilanza e responsabilità degli organi sociali ai sensi degli artt. 2392 e seguenti del codice civile per l'organo amministrativo e dell'art. 2407 c.c. per il sindaco.
Coordinamento con la valutazione propria dei rischi
La relazione 35-bis si integra con la valutazione propria dei rischi e della solvibilità (ORSA) prevista dall'art. 30-ter, comma 5. Mentre la relazione 35-bis è un documento tecnico-attuariale sulle riserve, l'ORSA è una visione strategica che il consiglio di amministrazione utilizza per verificare l'adeguatezza dei fondi propri rispetto al profilo di rischio. Le due fonti si parlano: scenari ORSA pessimistici tipicamente includono un'analisi di sensibilità sulle riserve descritte nella relazione 35-bis. Un'impresa che non sviluppi questo dialogo perde un'occasione di governance e si espone a osservazioni IVASS sul piano della cultura del rischio.
Conservazione e audit trail
Il termine di conservazione di cinque anni è un minimo: molte imprese mantengono la documentazione per periodi più lunghi, in coerenza con i tempi della prescrizione amministrativa e civile (artt. 28 L. 689/1981, art. 2946 c.c.) e con le esigenze di confronto storico. Un buon audit trail consente alla funzione attuariale e all'internal audit di ricostruire l'evoluzione delle ipotesi e di motivare scostamenti rispetto a esercizi precedenti. È un elemento spesso decisivo nelle ispezioni IVASS più approfondite.
Casi pratici
Caso 1: Relazione 35-bis e controllo del revisore
Caso 2: Richiesta IVASS in sede ispettiva
Domande frequenti
Con quale frequenza va redatta la relazione?
Annualmente, in occasione della chiusura dell'esercizio. La relazione fotografa le riserve tecniche costituite a quella data.
Per quanto tempo va conservata?
Almeno cinque anni dalla data di redazione, in coerenza con i tempi tipici dell'attività ispettiva IVASS.
Il documento va trasmesso automaticamente all'IVASS?
No. La trasmissione automatica riguarda revisore e organo di controllo. Verso l'IVASS la trasmissione è dovuta su richiesta.
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
In sintesi
Indice dei contenuti
Una relazione annuale sulle riserve tecniche
L'art. 35-bis cod. ass. introduce uno strumento documentale a cadenza fissa: una volta l'anno, in coincidenza con la chiusura dell'esercizio, l'impresa elabora una relazione che descrive le riserve tecniche costituite, le valutazioni, i procedimenti, i controlli e le ipotesi di calcolo. È il corrispondente sul lato della riservazione di quanto l'art. 30-novies prevede per la tariffazione: un presidio scritto del sistema di gestione dei rischi (art. 30-bis, comma 3, lett. a).
Contenuti minimi
La norma non rigirgita una lista chiusa, ma indica quattro grandezze: valutazioni effettuate, procedimenti seguiti, controlli operati, ipotesi di calcolo utilizzate. In pratica la relazione descrive come l'impresa è giunta alla migliore stima (art. 36-ter), al margine di rischio, agli importi recuperabili da contratti di riassicurazione (art. 36-undecies) e come ha trattato la qualità dei dati (art. 36-duodecies). Il regolamento IVASS 18/2016 e successive integrazioni completa il dettaglio.
Destinatari e conservazione
La trasmissione è obbligatoria verso il revisore (per la coerenza con il bilancio) e l'organo di controllo (per la vigilanza interna), su richiesta verso l'IVASS. Il termine di conservazione minimo è di cinque anni dalla data di redazione: copre l'orizzonte tipico di un ciclo ispettivo e consente alla vigilanza di ricostruire l'evoluzione delle riserve tra esercizi.
Profilo sanzionatorio
L'omissione della relazione, o la sua incompletezza sostanziale, è una violazione del sistema di gestione dei rischi e può attivare le misure dell'art. 188 cod. ass. e le sanzioni del Titolo XVIII. La relazione, inoltre, è uno dei punti di contatto tra disciplina di vigilanza e responsabilità degli organi sociali ai sensi degli artt. 2392 e seguenti del codice civile per l'organo amministrativo e dell'art. 2407 c.c. per il sindaco.
Coordinamento con la valutazione propria dei rischi
La relazione 35-bis si integra con la valutazione propria dei rischi e della solvibilità (ORSA) prevista dall'art. 30-ter, comma 5. Mentre la relazione 35-bis è un documento tecnico-attuariale sulle riserve, l'ORSA è una visione strategica che il consiglio di amministrazione utilizza per verificare l'adeguatezza dei fondi propri rispetto al profilo di rischio. Le due fonti si parlano: scenari ORSA pessimistici tipicamente includono un'analisi di sensibilità sulle riserve descritte nella relazione 35-bis. Un'impresa che non sviluppi questo dialogo perde un'occasione di governance e si espone a osservazioni IVASS sul piano della cultura del rischio.
Conservazione e audit trail
Il termine di conservazione di cinque anni è un minimo: molte imprese mantengono la documentazione per periodi più lunghi, in coerenza con i tempi della prescrizione amministrativa e civile (artt. 28 L. 689/1981, art. 2946 c.c.) e con le esigenze di confronto storico. Un buon audit trail consente alla funzione attuariale e all'internal audit di ricostruire l'evoluzione delle ipotesi e di motivare scostamenti rispetto a esercizi precedenti. È un elemento spesso decisivo nelle ispezioni IVASS più approfondite.
Casi pratici
Caso 1: Relazione 35-bis e controllo del revisore
Caso 2: Richiesta IVASS in sede ispettiva
Domande frequenti
Con quale frequenza va redatta la relazione?
Annualmente, in occasione della chiusura dell'esercizio. La relazione fotografa le riserve tecniche costituite a quella data.
Per quanto tempo va conservata?
Almeno cinque anni dalla data di redazione, in coerenza con i tempi tipici dell'attività ispettiva IVASS.
Il documento va trasmesso automaticamente all'IVASS?
No. La trasmissione automatica riguarda revisore e organo di controllo. Verso l'IVASS la trasmissione è dovuta su richiesta.