Testo dell'articoloVigente
Art. 2 D.Lgs. 209/2005 – Classificazione per ramo
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Nei rami vita la classificazione per ramo è la seguente: I. le assicurazioni sulla durata della vita umana; II. le assicurazioni di nuzialità e di natalità; III. le assicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento; IV. l'assicurazione malattia e l'assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia o a infortunio o a longevità; V. le operazioni di capitalizzazione; VI. le operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa.
2. L'impresa che ha ottenuto l'autorizzazione all'esercizio delle assicurazioni di cui ai rami I, II o III del comma 1, ovvero quella di cui al ramo V del comma 1 se è stata autorizzata ad esercitare anche un altro ramo vita con assunzione di un rischio demografico, con i relativi contratti può garantire in via complementare i rischi di danni alla persona, comprese l'incapacità al lavoro professionale, la morte in seguito ad infortunio, l'invalidità a seguito di infortunio o di malattia. L'impresa che ha ottenuto l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di cui al ramo VI del comma 1, in via complementare ai relativi contratti, può garantire prestazioni di invalidità e di premorienza secondo quanto previsto nella normativa sulle forme pensionistiche complementari.
3. Nei rami danni la classificazione dei rischi è la seguente: 1. Infortuni (compresi gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali); prestazioni forfettarie; indennità temporanee; forme miste; persone trasportate; 2. Malattia: prestazioni forfettarie; indennità temporanee; forme miste; 3. Corpi di veicoli terrestri (esclusi quelli ferroviari): ogni danno subito da: veicoli terrestri automotori; veicoli terrestri non automotori;
4. Corpi di veicoli ferroviari: ogni danno subito da veicoli ferroviari;
5. Corpi di veicoli aerei: ogni danno subito da veicoli aerei;
6. Corpi di veicoli marittimi, lacustri e fluviali: ogni danno subito da: veicoli fluviali; veicoli lacustri; veicoli marittimi;
7. Merci trasportate (compresi merci, bagagli e ogni altro bene): ogni danno subito dalle merci trasportate o dai bagagli, indipendentemente dalla natura del mezzo di trasporto;
8. Incendio ed elementi naturali: ogni danno subito dai beni (diversi dai beni compresi nei rami 3, 4, 5, 6 e 7) causato da: incendio; esplosione; tempesta; elementi naturali diversi dalla tempesta; energia nucleare; cedimento del terreno;
9. Altri danni ai beni: ogni danno subito dai beni (diversi dai beni compresi nei rami 3, 4, 5, 6 e 7) causato dalla grandine o dal gelo, nonché da qualsiasi altro evento, quale il furto, diverso da quelli compresi al n. 8;
10. Responsabilità civile autoveicoli terrestri: ogni responsabilità risultante dall'uso di autoveicoli terrestri (compresa la responsabilità del vettore);
11. Responsabilità civile aeromobili: ogni responsabilità risultante dall'uso di veicoli aerei (compresa la responsabilità del vettore);
12. Responsabilità civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali: ogni responsabilità risultante dall'uso di veicoli fluviali, lacustri e marittimi (compresa la responsabilità del vettore);
13. Responsabilità civile generale: ogni responsabilità diversa da quelle menzionate ai numeri 10, 11 e 12;
14. Credito: perdite patrimoniali derivanti da insolvenze; credito all'esportazione; vendita a rate; credito ipotecario; credito agricolo;
15. Cauzione: cauzione diretta; cauzione indiretta;
16. Perdite pecuniarie di vario genere: rischi relativi all'occupazione; insufficienza di entrate (generale); intemperie; perdite di utili; persistenza di spese generali; spese commerciali impreviste; perdita di valore venale; perdita di fitti o di redditi; perdite commerciali indirette diverse da quelle menzionate precedentemente; perdite pecuniarie non commerciali; altre perdite pecuniarie;
17. Tutela legale: tutela legale;
18. 18. Assistenza: assistenza alle persone in situazione di difficoltà. 4. Nei rami danni l'autorizzazione rilasciata cumulativamente per più rami è così denominata: a) per i rami di cui ai numeri 1 e 2, "Infortuni e malattia"; b) per i rami di cui ai numeri 1, persone trasportate, 3, 7 e 10, "Assicurazioni auto"; c) per i rami di cui ai numeri 1, persone trasportate, 4, 6, 7 e 12, "Assicurazioni marittime e trasporti; d) per i rami di cui al numero 1, rischio persone trasportate, 5, 7 e 11, "Assicurazioni aeronautiche"; e) per i rami di cui ai numeri 8 e 9, "Incendio ed altri danni ai beni"; f) per i rami di cui ai numeri 10, 11, 12 e 13, "Responsabilità civile"; g) per i rami di cui ai numeri 14 e 15, "Credito e cauzione"; h) per tutti i rami, "Tutti i rami danni". 5. Nei rami danni l'impresa che ha ottenuto l'autorizzazione per un rischio principale, appartenente ad un ramo o ad un gruppo di rami, può garantire i rischi compresi in un altro ramo, senza necessità di un'ulteriore autorizzazione quando i medesimi rischi: a) sono connessi con il rischio principale; b) riguardano l'oggetto coperto contro il rischio principale; c) sono garantiti dallo stesso contratto che copre il rischio principale. I rischi compresi nei rami 14, 15 e 17 di cui al comma 3 non possono essere considerati accessori di altri rami; tuttavia, fermo il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a), b) e c), i rischi compresi nel ramo 17 possono essere considerati come rischi accessori del ramo 18 quando il rischio principale riguardi solo l'assistenza da fornire alle persone in difficoltà durante trasferimenti o assenze dal domicilio o dal luogo di residenza o quando riguardino controversie relative all'utilizzazione di navi o comunque connesse a tale utilizzazione. 6. L' IVASS adotta, con regolamento, le istruzioni applicative sulla classificazione dei rischi all'interno dei rami nel rispetto del principio di equivalenza dell'autorizzazione nel territorio comunitario.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 2 organizza il mercato in categorie omogenee. La classificazione non è solo descrittiva: ogni autorizzazione IVASS, ogni regolamento di settore e ogni calcolo prudenziale si appoggia al ramo. L'impresa autorizzata al ramo III vita (polizze unit linked) non può, senza nuova autorizzazione, operare nel ramo I tradizionale, e viceversa.
Rami del ramo vita
Il comma 1 individua sei rami: ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana), ramo II (nuzialità e natalità), ramo III (prodotti il cui rendimento è collegato a fondi di investimento o indici, unit e index linked), ramo IV (assicurazione malattia di lunga durata e non rescindibile dall'impresa), ramo V (operazioni di capitalizzazione) e ramo VI (operazioni di gestione di fondi pensione). Le polizze del ramo III rappresentano un segmento centrale del risparmio gestito italiano, regolato anche dal regolamento IVASS 41/2018 sulle informazioni precontrattuali (KID PRIIPs).
Rami del ramo danni
Il comma 3 elenca diciotto rami, dal n. 1 (infortuni) al n. 18 (assistenza). I rami più rilevanti per l'esperienza quotidiana sono il ramo 10 (responsabilità civile autoveicoli), il ramo 13 (responsabilità civile generale) e il ramo 8 (incendio e altri danni ai beni). La numerazione è quella della direttiva europea: cambiarla significherebbe perdere la confrontabilità statistica e prudenziale con il resto dell'Unione.
Conseguenze applicative della classificazione
Dal ramo dipendono: capitale minimo richiesto per l'autorizzazione (art. 14), entità delle riserve tecniche, perimetro dell'obbligo a contrarre nell'RC auto (art. 132), regime fiscale del premio (imposta sulle assicurazioni del 2,5%-22,25% a seconda del ramo, ex L. 1216/1961) e regole di prodotto per la distribuzione. La scelta dei rami da indicare nella richiesta di autorizzazione è dunque una decisione strategica per l'impresa, che incide sul fabbisogno patrimoniale e sull'organizzazione interna.
Coordinamento con il codice civile e con la direttiva Solvency II
La distinzione fra vita e danni riflette l'articolo 1882 c.c., che individua due cause assicurative diverse: in un caso l'indennizzo è legato a un danno patito, nell'altro la prestazione è legata alla vita umana o ad un capitale garantito. Solvency II ha confermato l'impostazione, irrigidendo la separazione gestionale e introducendo requisiti di capitale calcolati per modulo di rischio (premium risk, longevity risk, market risk).
Polizze obbligatorie e rami
Alcuni rami sono di assicurazione obbligatoria per legge: il ramo 10 (RC autoveicoli, art. 122 del Codice), il ramo 13 per certe categorie di professionisti (avvocati, medici, commercialisti) e una serie di coperture obbligatorie per specifiche attività (cacciatori, agenzie di viaggio, imprese di costruzione). La classificazione per ramo è quindi anche il presupposto operativo dell'obbligo a contrarre e dei meccanismi di tutela del danneggiato come l'azione diretta dell'articolo 144.
Risvolto sull'organizzazione interna delle compagnie
Le imprese organizzano divisioni operative per ramo: pricing, riservazione, gestione sinistri, riassicurazione rispondono a logiche diverse fra danni e vita. L'articolo 2 incide quindi sulla struttura della funzione attuariale (regolamento IVASS 18/2008) e sulla redazione del bilancio (separazione contabile ramo vita/danni imposta dall'art. 36).
Casi pratici
Caso 1: Compagnia che chiede l'autorizzazione al ramo 10
Caso 2: Polizza unit linked sottoscritta in banca
Domande frequenti
Cosa significa polizza ramo III?
È una polizza vita il cui rendimento dipende dall'andamento di un fondo di investimento (unit linked) o di un indice di mercato (index linked); il rischio di performance è prevalentemente a carico del contraente.
L'assicurazione contro l'incendio in quale ramo rientra?
Nel ramo 8 'incendio ed elementi naturali', che copre danni materiali al fabbricato e ai beni da incendio, fulmine, esplosione, eventi atmosferici e simili.
Perché la numerazione dei rami è importante?
Perché vincola tutte le successive regole prudenziali: l'autorizzazione IVASS, il calcolo del capitale di solvibilità, le tariffe RC auto, la fiscalità del premio e la confrontabilità statistica europea passano dal ramo.