- Il Ministero, le Regioni e gli enti pubblici territoriali hanno facolta' di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati.
- La prelazione si esercita al medesimo prezzo del contratto denunciato e a parita' di condizioni.
- Il diritto e' attribuito anzitutto al Ministero, poi a Regione, Provincia e Comune in via successiva.
- La prelazione opera anche su donazione: in tal caso il valore di stima sostituisce il prezzo.
Testo dell'articoloVigente
Art. 60 D.Lgs. 42/2004 — Acquisto in via di prelazione
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Il Ministero o, nel caso previsto dall'articolo 62, comma 3, la regione o gli altri enti pubblici territoriali interessati , hanno facoltà di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolo oneroso o conferiti in società, rispettivamente, al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione o al medesimo valore attribuito nell'atto di conferimento .
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o sia ceduto senza previsione di un corrispettivo in denaro ovvero sia dato in permuta, il valore economico è determinato d'ufficio dal soggetto che procede alla prelazione ai sensi del comma 1.
3. Ove l'alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata ai sensi del comma 2, il valore economico della cosa è stabilito da un terzo, designato concordemente dall'alienante e dal soggetto che procede alla prelazione. Se le parti non si accordano per la nomina del terzo, ovvero per la sua sostituzione qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare l'incarico, la nomina è effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui è stato concluso il contratto. Le spese relative sono anticipate dall'alienante.
4. La determinazione del terzo è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.
5. La prelazione può essere esercitata anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.
Commento
L'articolo 60 introduce il diritto di prelazione, strumento storicamente centrale del sistema di tutela italiano: consente allo Stato di acquisire coattivamente beni culturali che sono oggetto di trasferimento fra privati, sostituendosi all'acquirente originario alle medesime condizioni economiche.
Soggetti titolari del diritto
La prelazione spetta in via principale al Ministero della Cultura, in rappresentanza dello Stato. In via successiva, se il Ministero rinuncia o non esercita nel termine, il diritto si trasferisce alla Regione, alla Provincia, al Comune, alla Citta' metropolitana. La gerarchia istituzionale consente di scegliere il livello di governo più adatto a tutelare il bene.
Atti soggetti a prelazione
La prelazione opera su tutti gli atti di alienazione di beni culturali notificati: compravendita, permuta, dazione in pagamento, conferimento in societa'. Si applica anche alle donazioni: in questo caso il prezzo e' sostituito dal valore di stima determinato dal Ministero. La prelazione su donazione e' poco frequente perché implica esborso pubblico in assenza di un prezzo concordato fra le parti.
Condizioni della prelazione
L'acquisto coattivo avviene al medesimo prezzo e con le medesime condizioni del contratto denunciato. Lo Stato non può rinegoziare il prezzo al ribasso né modificare clausole accessorie. La parita' di condizioni tutela alienante e acquirente da abusi prelazione.
Procedimento di esercizio
Il procedimento e' disciplinato dall'art. 62 ed e' attivato dalla denuncia di trasferimento ex art. 59. La Soprintendenza istruisce e propone, la decisione finale e' del Ministero o dell'ente territoriale interessato. La decisione e' notificata entro 60 giorni alle parti (alienante, acquirente, notaio). Il silenzio equivale a rinuncia.
Effetti dell'esercizio
L'esercizio della prelazione produce effetti retroattivi al momento del contratto originario: il bene si trasferisce direttamente all'ente prelazionante, l'acquirente originario perde il bene e riceve indietro il prezzo pagato all'alienante. L'alienante riceve il pagamento dall'ente prelazionante alle condizioni del contratto originario.
Rinuncia espressa o tacita
Lo Stato può rinunciare espressamente alla prelazione con dichiarazione formale anticipata. La rinuncia espressa consente alle parti di consolidare la propria posizione senza attendere il decorso del termine. La rinuncia tacita si verifica con il decorso dei 60 giorni dalla denuncia regolare.
Casi di non esercizio per ragioni finanziarie
Lo Stato esercita la prelazione raramente, soprattutto per limiti di bilancio. La selezione e' rigorosa: si privilegiano beni di eccezionale rilievo che mancano nelle collezioni pubbliche. Il bilancio del Ministero contiene una linea dedicata alla prelazione, alimentata da stanziamenti annuali e da entrate straordinarie (donazioni, lasciti, dismissioni programmate).
Coordinamento internazionale
Per le alienazioni di beni culturali che proseguono con esportazione all'estero, la prelazione si intreccia con il regime dell'attestato di libera circolazione (artt. 65 ss.). Lo Stato può esercitare la prelazione in alternativa al diniego dell'attestato, recuperando il bene al patrimonio nazionale anziche' impedirne semplicemente l'uscita.
Casi limite di prelazione anomala
Il sistema conosce ipotesi marginali ma rilevanti: prelazione su una sola parte di una collezione venduta in blocco (con difficolta' di stima del prezzo parziale), prelazione su quote indivise di compropieta', prelazione su atti di conferimento societario in cui il prezzo e' costituito da partecipazioni e non da denaro. In ciascun caso le pronunce della Direzione generale del Ministero hanno definito criteri operativi adattando la disciplina al caso concreto.
Casi pratici
Caso 1: Tizio vende un dipinto e lo Stato esercita la prelazione
Caso 2: Caia riceve rinuncia espressa e consolida l'acquisto
Domande frequenti
Lo Stato esercita spesso la prelazione?
No, raramente. La selezione e' rigorosa per limiti di bilancio. La prelazione e' riservata a beni di eccezionale rilievo che mancano nelle collezioni pubbliche e per cui lo Stato dispone di risorse stanziate.
Posso chiedere al Ministero una rinuncia espressa anticipata?
Si'. La rinuncia espressa puo' essere richiesta dopo la denuncia di trasferimento ed e' rilasciata se il Ministero non ha interesse al bene. La rinuncia espressa consolida la posizione dell'acquirente senza attendere i 60 giorni.
Cosa succede al prezzo se lo Stato esercita la prelazione?
Lo Stato paga all'alienante lo stesso prezzo del contratto originario. L'acquirente che aveva pagato l'alienante deve essere rimborsato da quest'ultimo. Il rapporto fra acquirente originario e alienante e' regolato dal contratto e da eventuali clausole sulla prelazione.
Vedi anche