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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Fissa in 120 giorni il termine per l'autorizzazione paesaggistico-culturale su interventi di edilizia.
  • La soprintendenza può sospendere il termine per richieste di chiarimenti o accertamenti tecnici.
  • Decorso il termine, il privato può diffidare l'amministrazione e poi agire contro il silenzio.
  • L'autorizzazione resta atto distinto dal titolo edilizio comunale.
  • Vale per interventi su immobili di interesse culturale ai sensi dell'articolo 10.

Testo dell'articoloVigente

Art. 22 D.Lgs. 42/2004 — Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, l'autorizzazione prevista dall'articolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata è rilasciata entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.

2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 è sospeso fino al ricevimento della documentazione richiesta.

3. Ove sorga l'esigenza di procedere ad accertamenti di natura tecnica, la soprintendenza ne dà preventiva comunicazione al richiedente ed il termine indicato al comma 1 è sospeso fino all'acquisizione delle risultanze degli accertamenti d'ufficio e comunque per non più di trenta giorni.

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4. Decorso inutilmente il termine stabilito, il richiedente può diffidare l'amministrazione a provvedere. Se l'amministrazione non provvede nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida, il richiedente può agire ai sensi dell' articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 , e successive modificazioni.

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Commento

Termine e funzione dell'autorizzazione

L'articolo 22 disciplina il procedimento ordinario di rilascio dell'autorizzazione prevista dall'articolo 21, comma 4, quando l'intervento incida su beni culturali e abbia natura edilizia. Il termine è fissato in centoventi giorni dalla ricezione dell'istanza da parte della soprintendenza competente per territorio. Il rispetto del termine ha rilievo non solo organizzativo ma anche difensivo: scaduto inutilmente, il richiedente acquisisce la facoltà di reagire al silenzio inadempimento.

Sospensione del termine

Il termine non è perentorio in senso stretto. Esso si sospende quando la soprintendenza chiede chiarimenti o documentazione integrativa al richiedente; riprende dal ricevimento della risposta. Una seconda ipotesi di sospensione opera quando l'ufficio ritenga necessari accertamenti tecnici, comunicati preventivamente al privato. In questo secondo caso la sospensione non può superare trenta giorni. La distinzione fra istruttoria documentale e istruttoria tecnica diventa rilevante perché la prima non incontra un tetto temporale espresso, mentre la seconda è limitata.

Reazione al silenzio

Decorso inutilmente il termine, il richiedente può diffidare formalmente l'amministrazione a provvedere. Se nei trenta giorni successivi alla diffida la soprintendenza resta inerte, è ammesso il ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi dell'articolo 117 del codice del processo amministrativo (richiamo storico dell'art. 21-bis legge TAR oggi assorbito). Il giudice può nominare un commissario ad acta o accertare l'obbligo di provvedere.

Rapporti con il titolo edilizio

L'autorizzazione di tutela non sostituisce il permesso di costruire né la SCIA: i due piani restano distinti. Il privato dovrà quindi presentare al comune il titolo abilitativo edilizio, allegando l'autorizzazione della soprintendenza. La giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere illegittimo il titolo edilizio rilasciato senza il preventivo nulla osta sui beni culturali, con conseguenze sanzionatorie penali ai sensi degli articoli 169 e 181.

Aspetti operativi e prassi

Nella prassi delle soprintendenze il termine effettivo medio supera spesso i centoventi giorni, con frequente ricorso alle sospensioni istruttorie. Per ridurre il rischio di inerzia il richiedente può, in via prudenziale, presentare un'istanza analitica completa di fotografie, relazioni storiche, computi metrici e tavole. La completezza documentale riduce sensibilmente la probabilità di richieste integrative. Restano fuori dal perimetro di questo articolo i procedimenti riconducibili agli articoli 25 (conferenza di servizi) e 26 (VIA), che seguono regole proprie.

Tutela giurisdizionale e profili risarcitori

L'azione contro il silenzio non esaurisce le tutele. Il ritardo ingiustificato della soprintendenza, se causa danno (ad esempio impedendo il rispetto di scadenze contrattuali o di finanziamenti pubblici), può fondare una domanda risarcitoria ai sensi degli articoli 2-bis legge 241/1990 e 30 c.p.a. La prova del danno e del nesso causale resta a carico del privato. Nei casi più gravi, il TAR ha riconosciuto risarcimenti calcolati sulla perdita di chance economica, in particolare in operazioni di valorizzazione turistico-culturale del patrimonio.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Sospensione per accertamenti tecnici

Caso 2: Caso 2 — Diffida e ricorso al TAR

Domande frequenti

In quanto tempo la soprintendenza deve rilasciare l'autorizzazione?

Il termine ordinario è di centoventi giorni dalla ricezione dell'istanza. Può essere sospeso per richieste integrative o per accertamenti tecnici (questi ultimi entro trenta giorni).

Cosa fare se la soprintendenza non risponde nel termine?

Il richiedente può diffidare l'amministrazione a provvedere. Trascorsi trenta giorni senza risposta, è possibile il ricorso al TAR contro il silenzio inadempimento ex articolo 117 c.p.a.

L'autorizzazione sostituisce il permesso di costruire?

No. L'autorizzazione tutela il profilo culturale, mentre il permesso di costruire o la SCIA tutelano quello edilizio. Entrambi sono necessari quando l'intervento ricade su un bene vincolato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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