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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Riconosce le espressioni di identità culturale collettiva come parte del patrimonio culturale.
  • Si tratta del patrimonio immateriale (UNESCO Convenzione 2003).
  • Comprende tradizioni, lingue, riti, pratiche, artigianato.
  • Non sono soggette ai vincoli classici, ma a forme di promozione e salvaguardia.
  • Le Regioni e gli enti locali svolgono un ruolo centrale.

Testo dell'articoloVigente

Art. 7-bis D.Lgs. 42/2004 — (Espressioni di identità culturale collettiva)

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

((

1. Le espressioni di identità culturale collettiva contemplate dalle Convenzioni UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e per la protezione e la promozione delle diversità culturali, adottate a Parigi, rispettivamente, il 3 novembre 2003 ed il 20 ottobre 2005, sono assoggettabili alle disposizioni del presente codice qualora siano rappresentate da testimonianze materiali e sussistano i presupposti e le condizioni per l'applicabilità dell'articolo 10.

))

Commento

L'articolo 7-bis è stato inserito nel Codice dal D.Lgs. 62/2008 per dare attuazione alla Convenzione UNESCO del 2003 sul patrimonio culturale immateriale. Estende la nozione di patrimonio culturale alle espressioni viventi delle comunità, superando una concezione meramente materiale del bene culturale.

Cosa sono le espressioni di identità collettiva

Si tratta di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche che le comunità riconoscono come parte del proprio patrimonio. Esempi tipici sono le feste tradizionali (Palio di Siena, processioni religiose, rievocazioni storiche), i canti e le musiche popolari, gli antichi mestieri artigiani, le lingue e i dialetti locali, le tecniche agricole tradizionali.

Un regime giuridico peculiare

A differenza dei beni culturali materiali, queste espressioni non sono oggetto di un vincolo formale. Il Codice non prevede per esse un procedimento di dichiarazione né sanzioni in caso di alterazione. La protezione si attua attraverso politiche attive di salvaguardia, documentazione, trasmissione intergenerazionale e sostegno economico.

Il ruolo delle Regioni

Le Regioni hanno un ruolo preminente: molte hanno adottato leggi regionali sulle tradizioni popolari, istituito registri del patrimonio immateriale, finanziato attività di documentazione audiovisiva e di trasmissione orale. Il Ministero coordina l'azione nazionale e gestisce le candidature italiane alle Liste UNESCO del patrimonio immateriale.

Rapporto con altre normative

Il riconoscimento UNESCO comporta obblighi di salvaguardia ma non priva le comunità della titolarità della pratica. Le indicazioni geografiche protette (DOP, IGP) e i marchi collettivi proteggono singoli prodotti tradizionali, ma operano su un piano diverso. L'art. 7-bis è la cornice generale del riconoscimento culturale.

Esempi italiani

Tra gli elementi italiani iscritti alle Liste UNESCO figurano l'arte dei pizzaiuoli napoletani, la transumanza, le macchine a spalla di Nola, la dieta mediterranea, l'arte murale a secco. Ciascuno è oggetto di piani di salvaguardia coordinati tra Stato, Regioni, comunità portatrici e istituzioni di ricerca.

Casi pratici

Caso 1: Festa tradizionale a rischio

Caso 2: Candidatura UNESCO

Domande frequenti

Si può ottenere un vincolo su una tradizione popolare?

No, il vincolo si applica a beni materiali. Le espressioni di identità culturale collettiva sono tutelate con strumenti di promozione, salvaguardia e documentazione, non con vincoli proprietari.

Cos'è il patrimonio immateriale UNESCO?

Una categoria introdotta dalla Convenzione UNESCO del 2003 che comprende pratiche, rappresentazioni e conoscenze trasmesse di generazione in generazione e riconosciute dalle comunità come parte del proprio patrimonio.

Le Regioni possono finanziare le tradizioni popolari?

Sì, con leggi proprie e programmi specifici. La materia rientra nelle loro competenze in materia di promozione culturale ex art. 117 Cost.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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