- L'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati (ANBSC) cura amministrazione e destinazione dei beni.
- Acquisisce flussi informativi da autorità giudiziaria, enti territoriali, agenzie fiscali e amministratori giudiziari.
- Programma e attua l'assegnazione dei beni confiscati a finalità sociali e istituzionali.
- Coadiuva l'autorità giudiziaria fino alla confisca definitiva e gestisce direttamente dopo.
Testo dell'articoloVigente
Art. 110 D.Lgs. 159/2011 — L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia
2. 2. All'Agenzia sono attribuiti i seguenti compiti: a) acquisizione, attraverso il proprio sistema informativo, dei flussi informativi necessari per l'esercizio dei propri compiti istituzionali: dati, documenti e informazioni oggetto di flusso di scambio, in modalità bidirezionale, con il sistema informativo del Ministero della giustizia, dell'autorità giudiziaria, con le banche dati e i sistemi informativi delle prefetture-uffici territoriali del Governo, degli enti territoriali, delle società Equitalia ed Equitalia Giustizia, delle agenzie fiscali e con gli amministratori giudiziari, con le modalità previste dagli articoli 1, 2 e 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 2011, n. 233 ; acquisizione, in particolare, dei dati relativi ai beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nel corso dei procedimenti penali e di prevenzione; acquisizione delle informazioni relative allo stato dei procedimenti di sequestro e confisca; verifica dello stato dei beni nei medesimi procedimenti, accertamento della consistenza, della destinazione e dell'utilizzo dei beni; programmazione dell'assegnazione e della destinazione dei beni confiscati; analisi dei dati acquisiti, nonché delle criticità relative alla fase di assegnazione e destinazione. Per l'attuazione della presente lettera è autorizzata la spesa di 850.000 euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per i medesimi anni, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio; b) ausilio dell'autorità giudiziaria nell'amministrazione e custodia dei beni sequestrati nel corso del procedimento di prevenzione di cui al libro I, titolo III; ausilio finalizzato a rendere possibile, sin dalla fase del sequestro, l'assegnazione provvisoria dei beni immobili e delle aziende per fini istituzionali o sociali agli enti, alle associazioni e alle cooperative di cui all'articolo 48, comma 3, ferma restando la valutazione del giudice delegato sulla modalità dell'assegnazione; c) ausilio dell'autorità giudiziaria nell'amministrazione e custodia dei beni sequestrati nel corso dei procedimenti penali per i delitti di cui agli articoli 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale e 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 , e successive modificazioni; ausilio svolto al fine di rendere possibile, sin dalla fase del sequestro, l'assegnazione provvisoria dei beni immobili e delle aziende per fini istituzionali o sociali agli enti, alle associazioni e alle cooperative di cui all'articolo 48, comma 3, del presente decreto, ferma restando la valutazione del giudice delegato sulla modalità dell'assegnazione; d) amministrazione e destinazione, ai sensi dell'articolo 38, dei beni confiscati, dal provvedimento di confisca emesso dalla corte di appello, in esito del procedimento di prevenzione di cui al libro I, titolo III; e) amministrazione, dal provvedimento di confisca emesso dalla corte di appello nonché di sequestro o confisca emesso dal giudice dell'esecuzione, e destinazione dei beni confiscati, per i delitti di cui agli articoli 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale e 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 , e successive modificazioni, nonché dei beni definitivamente confiscati dal giudice dell'esecuzione; f) adozione di iniziative e di provvedimenti necessari per la tempestiva assegnazione e destinazione dei beni confiscati, anche attraverso la nomina, ove necessario, di commissari ad acta.
3. L'Agenzia è sottoposta al controllo della Corte dei conti ai sensi dell' articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20 , e successive modificazioni. (20)
Stesso numero, altri codici
- Art. 110 Reg. (UE) 2024/1689 — Modifica della direttiva (UE) 2020/1828
- Art. 110 Cod. Amb. — trattamento di rifiuti presso impianti di trattamento delle acque reflue urbane
- Art. 110 D.Lgs. 209/2005 — Requisiti per l'iscrizione delle persone fisiche
- Art. 110 D.Lgs. 42/2004 — Incasso e riparto di proventi
- Art. 110 Codice Civile: Celebrazione fuori della casa comunale
- Articolo 110 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 110 disciplina i compiti dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, comunemente ANBSC. È l'ente strumentale che ha la responsabilità operativa di gestire l'enorme patrimonio sottratto alle mafie e di restituirlo alla collettività attraverso destinazioni sociali e istituzionali.
I flussi informativi
L'Agenzia acquisisce, attraverso il proprio sistema informativo, i dati necessari per esercitare i propri compiti: documenti e informazioni dal Ministero della giustizia, dall'autorità giudiziaria, dalle prefetture, dagli enti territoriali, dalle società Equitalia ed Equitalia Giustizia, dalle agenzie fiscali e dagli amministratori giudiziari. Il flusso bidirezionale è regolato dagli artt. 1, 2 e 3 del D.P.R. 233/2011.
Il monitoraggio dei beni
L'ANBSC verifica lo stato dei beni nei procedimenti di sequestro e confisca: accerta consistenza, destinazione e utilizzo. È un compito impegnativo, perché il patrimonio sotto gestione comprende migliaia di immobili, aziende, partecipazioni societarie, conti correnti e beni mobili registrati distribuiti su tutto il territorio nazionale.
La programmazione dell'assegnazione
L'Agenzia programma l'assegnazione e la destinazione dei beni confiscati. Le destinazioni tipiche sono: finalità istituzionali dello Stato (uffici pubblici, forze dell'ordine); finalità sociali tramite enti locali (comuni, associazioni di volontariato, cooperative); vendita per beni non utilizzabili. Il principio cardine è la prioritaria destinazione sociale, espressa in molte disposizioni del Codice e nella prassi del Consiglio direttivo.
Il rapporto con l'autorità giudiziaria
Fino al provvedimento di confisca pronunciato dalla corte d'appello, l'ANBSC coadiuva l'autorità giudiziaria. Dopo la confisca definitiva, l'Agenzia subentra come ente gestore. È la fase nella quale l'efficienza dell'Agenzia diventa cruciale, perché i beni passano da un regime di custodia giudiziale a un regime di valorizzazione amministrativa.
Beni improduttivi o non destinabili
Per i beni oggettivamente inutilizzabili, non destinabili, non alienabili o che pongano rischi ambientali o di sicurezza, l'Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo, può adottare provvedimenti di distruzione o demolizione. È una soluzione residuale, applicata a strutture abusive o degradate che non possono essere recuperate a finalità collettive.
Le criticità storiche dell'Agenzia
L'ANBSC ha affrontato negli anni problemi di sotto-organico, di lentezza nei tempi di destinazione e di gestione di aziende confiscate spesso in difficoltà strutturali. Le riforme del 2017, del 2019 e del 2024 hanno introdotto correttivi: rafforzamento dei tavoli permanenti con prefetture e magistratura, semplificazione delle procedure di assegnazione, sostegno finanziario alle aziende confiscate per accompagnarne il riassetto.
L'apporto del Terzo settore
Gran parte dei beni immobili confiscati è oggi destinato a enti del Terzo settore, secondo il principio del riuso sociale. Le linee guida ANBSC privilegiano progetti orientati all'inclusione, all'educazione e al sostegno delle fasce deboli. È il ponte tra confisca e restituzione simbolica alla collettività dei beni sottratti alla criminalità organizzata.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Assegnazione a comune
Caso 2: Caso 2 — Bene improduttivo demolito
Domande frequenti