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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il Ministro dell'interno riferisce ogni sei mesi al Parlamento sull'attività della D.I.A.
  • Presenta inoltre un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata.
  • La relazione è unitamente con quella prevista dall'art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121.
  • È uno strumento di trasparenza democratica e di controllo parlamentare sulle politiche antimafia.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 109 D.Lgs. 159/2011 — Relazione al Parlamento

D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia

1. Il Ministro dell'interno riferisce, ogni sei mesi, al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia e presenta, unitamente con la relazione di cui all' articolo 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121 , un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata.

In sintesi

  • Il Ministro dell'interno riferisce ogni sei mesi al Parlamento sull'attività della D.I.A.
  • Presenta inoltre un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata.
  • La relazione è unitamente con quella prevista dall'art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121.
  • È uno strumento di trasparenza democratica e di controllo parlamentare sulle politiche antimafia.

L'art. 109 disegna il canale di rendicontazione parlamentare delle attività della Direzione investigativa antimafia e, più in generale, della politica di contrasto alla criminalità organizzata. È una norma di breve testo ma di alto valore istituzionale, perché collega il Ministro dell'interno al Parlamento sul terreno più sensibile della sicurezza democratica.

La cadenza semestrale

Il Ministro dell'interno riferisce ogni sei mesi sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla D.I.A. La cadenza semestrale è funzionale a un controllo parlamentare continuo, distinto dalle relazioni più ampie di altri organi di sicurezza.

Il rapporto annuale

Unitamente alla relazione semestrale prevista dall'art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121 (legge di riforma della pubblica sicurezza), il Ministro presenta un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata. Il rapporto è oggi pubblicato dalla D.I.A. con cadenza fissa ed è uno dei principali strumenti di analisi sul fenomeno mafioso in Italia.

Il contenuto tipico delle relazioni

Le relazioni semestrali contengono dati statistici sulle attività della D.I.A. (operazioni, sequestri, confische, persone tratte in arresto, beni gestiti); analisi territoriali sulle cosche di Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra e mafie pugliesi e foggiane; approfondimenti sulle mafie straniere operanti in Italia; sezioni dedicate al riciclaggio e all'infiltrazione nell'economia legale.

Il controllo parlamentare

Le relazioni sono trasmesse alle Camere e tipicamente esaminate dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie (istituita all'inizio di ogni legislatura) e dalle Commissioni permanenti di Giustizia e Affari costituzionali. Sono base per audizioni e interrogazioni.

Trasparenza e divulgazione

Le relazioni sono pubblicate sul sito della D.I.A. e della Camera dei deputati. Sono strumenti accessibili a studiosi, magistrati, operatori del diritto e cittadini interessati a un quadro aggiornato del fenomeno mafioso. La pubblicazione contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità e all'analisi accademica del fenomeno.

Storia e prassi della relazione semestrale

La relazione semestrale ha conosciuto una progressiva specializzazione e arricchimento documentale. Oggi è strutturata in sezioni dedicate alle singole organizzazioni mafiose, alle mafie straniere, ai settori economici a rischio (sanità, ambiente, edilizia, agroalimentare), alle confische e alle estradizioni. La cura redazionale e statistica ne fa una fonte primaria per qualsiasi studio sul fenomeno mafioso italiano.

La rendicontazione in chiave europea

I dati della D.I.A. confluiscono anche nelle relazioni Europol sulla criminalità organizzata in Europa (SOCTA) e nelle valutazioni della Commissione europea sui rischi finanziari e di sicurezza. La continuità di rendicontazione contribuisce alla collocazione internazionale dell'Italia come Paese che ha sviluppato gli strumenti più avanzati di analisi del fenomeno mafioso.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Audizione del Direttore D.I.A.

Caso 2: Caso 2 — Studio accademico

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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