Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 109 D.Lgs. 159/2011 – Relazione al Parlamento
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 – Codice antimafia
1. Il Ministro dell'interno riferisce, ogni sei mesi, al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia e presenta, unitamente con la relazione di cui all' articolo 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121 , un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata.
Vedi anche
→art. 107 ANTIMAFIA→art. 108 ANTIMAFIA→art. 110 ANTIMAFIA→art. 111 ANTIMAFIA→art. 416-bis c.p. (Ass. mafiosa)→art. 240 c.p. (Confisca)→art. 25 Cost. (Legalità)→art. 27 Cost. (Resp. penale)→Art. 106 D.Lgs. 159/2011 – Applicazione di magistrati in materia di misure di prevenzione→Art. 112 D.Lgs. 159/2011 – Attribuzioni degli organi dell’Agenzia→Art. 105 D.Lgs. 159/2011 – Applicazione di magistrati del pubblico ministero in casi particolari→Art. 113 D.Lgs. 159/2011 – Organizzazione e funzionamento dell’Agenzia
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 109 disegna il canale di rendicontazione parlamentare delle attività della Direzione investigativa antimafia e, più in generale, della politica di contrasto alla criminalità organizzata. È una norma di breve testo ma di alto valore istituzionale, perché collega il Ministro dell'interno al Parlamento sul terreno più sensibile della sicurezza democratica.
La cadenza semestrale
Il Ministro dell'interno riferisce ogni sei mesi sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla D.I.A. La cadenza semestrale è funzionale a un controllo parlamentare continuo, distinto dalle relazioni più ampie di altri organi di sicurezza.
Il rapporto annuale
Unitamente alla relazione semestrale prevista dall'art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121 (legge di riforma della pubblica sicurezza), il Ministro presenta un rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata. Il rapporto è oggi pubblicato dalla D.I.A. con cadenza fissa ed è uno dei principali strumenti di analisi sul fenomeno mafioso in Italia.
Il contenuto tipico delle relazioni
Le relazioni semestrali contengono dati statistici sulle attività della D.I.A. (operazioni, sequestri, confische, persone tratte in arresto, beni gestiti); analisi territoriali sulle cosche di Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra e mafie pugliesi e foggiane; approfondimenti sulle mafie straniere operanti in Italia; sezioni dedicate al riciclaggio e all'infiltrazione nell'economia legale.
Il controllo parlamentare
Le relazioni sono trasmesse alle Camere e tipicamente esaminate dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie (istituita all'inizio di ogni legislatura) e dalle Commissioni permanenti di Giustizia e Affari costituzionali. Sono base per audizioni e interrogazioni.
Trasparenza e divulgazione
Le relazioni sono pubblicate sul sito della D.I.A. e della Camera dei deputati. Sono strumenti accessibili a studiosi, magistrati, operatori del diritto e cittadini interessati a un quadro aggiornato del fenomeno mafioso. La pubblicazione contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità e all'analisi accademica del fenomeno.
Storia e prassi della relazione semestrale
La relazione semestrale ha conosciuto una progressiva specializzazione e arricchimento documentale. Oggi è strutturata in sezioni dedicate alle singole organizzazioni mafiose, alle mafie straniere, ai settori economici a rischio (sanità, ambiente, edilizia, agroalimentare), alle confische e alle estradizioni. La cura redazionale e statistica ne fa una fonte primaria per qualsiasi studio sul fenomeno mafioso italiano.
La rendicontazione in chiave europea
I dati della D.I.A. confluiscono anche nelle relazioni Europol sulla criminalità organizzata in Europa (SOCTA) e nelle valutazioni della Commissione europea sui rischi finanziari e di sicurezza. La continuità di rendicontazione contribuisce alla collocazione internazionale dell'Italia come Paese che ha sviluppato gli strumenti più avanzati di analisi del fenomeno mafioso.
Casi pratici
Caso 1: Audizione del Direttore D.I.A.
Caso 2: Studio accademico
Domande frequenti
Le relazioni della D.I.A. sono pubbliche?
Sì, vengono pubblicate sul sito istituzionale della D.I.A. e trasmesse al Parlamento. Le sezioni classificate restano riservate ma costituiscono una minoranza del documento complessivo.
Chi redige materialmente la relazione?
La redazione è curata dalla D.I.A. con il supporto degli uffici del Dipartimento della pubblica sicurezza. Il Ministro dell'interno la fa propria e la trasmette al Parlamento.
Esiste una commissione parlamentare dedicata?
Sì, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, istituita all'inizio di ogni legislatura con apposita legge, esamina prioritariamente le relazioni e svolge attività ispettiva e propositiva.