- Disciplina censimento ed anagrafe dei siti da bonificare nella Parte Quarta, Titolo V del Codice dell'Ambiente
- Pone obblighi a carico del responsabile della contaminazione
- Coordinata con il principio eurounitario 'chi inquina paga' (art. 191 TFUE)
- Prevede un raccordo con la responsabilità civile ex artt. 2043 e 844 c.c.
- Affida controlli ad Arpa, Regione, Provincia e — per i SIN — al MASE
Testo dell'articoloVigente
Art. 251 Cod. Amb. — censimento ed anagrafe dei siti da bonificare
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. Le regioni, sulla base dei criteri definiti dall’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ( ISPRA ), predispongono l’anagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica, la quale deve contenere: a) l’elenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e ripristino ambientale nonché degli interventi realizzati nei siti medesimi; b) l’individuazione dei soggetti cui compete la bonifica; c) gli enti pubblici di cui la regione intende avvalersi, in caso di inadempienza dei soggetti obbligati, ai fini dell’esecuzione d’ufficio, fermo restando l’affidamento delle opere necessarie mediante gara pubblica ovvero il ricorso alle procedure dell’articolo
242. 2. Qualora, all’esito dell’analisi di rischio sito specifica venga accertato il superamento delle concentrazioni di rischio, tale situazione viene riportata dal certificato di destinazione urbanistica, nonché dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico generale del comune e viene comunicata all’Ufficio tecnico erariale competente.
3. Per garantire l’efficacia della raccolta e del trasferimento dei dati e delle informazioni, l’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ( ISPRA ) definisce, in collaborazione con le regioni e le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, i contenuti e la struttura dei dati essenziali dell’anagrafe, nonché le modalità della loro trasposizione in sistemi informativi collegati alla rete del Sistema informativo nazionale dell’ambiente (SINA).
Stesso numero, altri codici
- Art. 251 D.Lgs. 209/2005 — Adempimenti iniziali
- Art. 251 Codice Civile: Autorizzazione al riconoscimento
- Articolo 251 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 251 Codice di Procedura Civile: Giuramento dei testimoni
- Art. 251 c.p.p.: Perquisizioni nel domicilio. Limiti temporali
- Art. 251 c.p.: Inadempimento di contratti di forniture in tempo
Commento
La disciplina della bonifica dei siti contaminati nel Codice dell'Ambiente ruota attorno a un sistema di obblighi puntuali a carico del responsabile della contaminazione, con un meccanismo di intervento sostitutivo dell'amministrazione e una garanzia reale sul fondo. La norma in esame si colloca all'interno della Parte Quarta, Titolo V, e va letta in coordinamento con i principi unionali di prevenzione e di 'chi inquina paga' (art. 191 TFUE).
Architettura del procedimento
La norma sul tema delle censimento ed anagrafe dei siti da bonificare si inserisce nella sequenza procedimentale tipica della Parte Quarta, Titolo V. Tipicamente il sistema prevede una fase di prevenzione immediata, una fase di caratterizzazione del sito, l'analisi di rischio sito-specifica e, ove necessario, l'approvazione di un progetto operativo di bonifica o di messa in sicurezza. obbligo regionale di mappatura, anagrafe pubblica, vincoli urbanistici. Ogni fase ha un proprio termine procedimentale e un proprio atto conclusivo, con la conferenza di servizi quale strumento ordinario di coordinamento tra Regione, Provincia, Comune e Arpa.
Soggetti obbligati e principio 'chi inquina paga'
L'obbligo grava in primo luogo sul responsabile della contaminazione, individuato anche storicamente. In linea generale, la giurisprudenza amministrativa ha consolidato il principio per cui il proprietario non responsabile non è automaticamente obbligato alla bonifica, ferma restando la garanzia reale che grava sul fondo ai sensi dell'art. 253. La norma recepisce così il principio eurounitario di cui all'art. 191 TFUE, valorizzato anche dalla Corte di giustizia in più pronunce in materia di rifiuti e siti contaminati.
Coordinamento con la responsabilità civile
Il regime amministrativo di bonifica convive con la responsabilità aquiliana di cui all'art. 2043 c.c. e con la tutela del vicino ex art. 844 c.c. per immissioni che superino la normale tollerabilità. La Cassazione, in sezione civile, ha ribadito a più riprese la non sovrapponibilità delle due tutele: il privato danneggiato può agire in giudizio per il risarcimento anche quando il procedimento amministrativo sia in corso o si sia concluso con esito positivo.
Profili procedimentali pratici
Sul piano operativo, gli operatori devono prestare attenzione ai termini di comunicazione iniziale, al contenuto della documentazione tecnica e alle interlocuzioni con Arpa per il campionamento. L'Avvocatura dello Stato, nei contenziosi su SIN, ha più volte rappresentato la necessità di una rigorosa tracciabilità delle attività svolte. La giurisprudenza amministrativa, sia di primo grado sia del Consiglio di Stato, ha chiarito che l'inosservanza dei termini non determina automaticamente la decadenza dal procedimento, ma può incidere sulla valutazione di diligenza dell'operatore.
Connessioni con altre discipline
La disposizione va letta unitamente alle norme su AIA (Titolo III-bis Parte Seconda), VIA, gestione rifiuti (artt. 177 ss.) e, ove pertinente, con la disciplina del danno ambientale (Parte Sesta). Il MASE è competente per i siti di interesse nazionale, mentre per gli altri siti la competenza è regionale. In caso di sequestro penale ex art. 247, i rapporti con l'autorità giudiziaria seguono regole peculiari di coordinamento.
Domande frequenti
Chi è il soggetto obbligato a procedere alla bonifica ai sensi dell'articolo 251?
L'obbligo grava in primo luogo sul responsabile della contaminazione. Il proprietario non responsabile non è automaticamente tenuto alla bonifica, ferma restando la garanzia reale ex art. 253. In caso di inerzia del responsabile o di sua mancata identificazione, l'amministrazione può intervenire in via sostitutiva ex art. 250.
Qual è il rapporto con la responsabilità civile per il danno al privato?
Il procedimento amministrativo di bonifica non esclude la tutela risarcitoria del privato danneggiato. Quest'ultimo può agire ai sensi degli artt. 2043 e 844 c.c. per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, anche quando la bonifica sia in corso o sia stata già completata.
Cosa succede se il sito viene sottoposto a sequestro penale?
L'art. 247 disciplina i rapporti con l'autorità giudiziaria: gli interventi di bonifica restano possibili previa autorizzazione del giudice procedente, con modalità che salvaguardino le esigenze del procedimento penale. Le competenze amministrative non sono assorbite da quelle penali.
Vedi anche